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3 Febbraio 2018

Slovenia

RADDOPPIO BINARIO CAPODISTRIA-DIVACCIA

A seguito del ricorso, presentato da un cittadino nei confronti del rapporto sui risultati del referendum riguardante il secondo binario, nel settembre scorso, la Corte costituzionale ha constatato l’incostituzionalità della legge che definisce l’istituto referendario, in generale, nonché la legge sulla campagna elettorale e referendaria; a giudizio dei giudici costituzionali, quest’ultima consente al governo di ingerire in maniera eccessiva nelle campagne referendarie, anche attraverso finanziamenti. A quella sul secondo binario sarebbero stati destinati secondo fonti stampa 97.000 euro. Sul referendum in materia (riguardante il nuovo binario Capodistria-Divaccia), la Corte costituzionale ha demandato la decisione alla Corte suprema, che dovrà pronunciarsi in via prioritaria. Il Primo Ministro Miro Cerar ha dichiarato che il suo governo rispetterà la decisione, anche se, a suo giudizio, è singolare che una legge in vigore praticamente dall’indipendenza in poi, non abbia superato la valutazione costituzionale proprio adesso. Gli osservatori considerano la sentenza un ennesimo colpo al progetto più importante del governo Cerar dato che ora la legge sul secondo binario, decisiva per la sua realizzazione, continua ad essere lettera morta. L’inizio della costruzione viene posticipato in un futuro non ben definito, circostanza che mette a rischio i finanziamenti europei già approvati. La responsabilità viene imputata alle invidie del Partito democratico di opposizione che dimentica la rilevanza strategica del progetto per la Slovenia e ai precedenti tentennamenti del governo.  (ICE LUBIANA)