TendenzeIl periodo gennaio-ottobre 2017, rispetto allo stesso periodo del 2016, ha segnato una crescita delle esportazioni pari a +7,7% e l’incremento delle importazioni è stato ancora più sostenuto (+9,6%).

La crescita degli scambi con i paesi extra Ue (+8.5% per l’export, +11,9% import) è stata superiore alla media. In particolare, le esportazioni italiane verso la Cina (+24,2%), la Russia (+22,1%) e il Mercosur (+17,2%) mostrano un rinnovato interesse verso i prodotti italiani da parte di questi mercati. Fra i paesi Ue si segnala il considerevole aumento dell’interscambio con la Polonia (+11,6% e +13,7% import).
Tra i settori manifatturieri più dinamici all’export si segnalano: i prodotti petroliferi raffinati (+39,8%), gli autoveicoli (+13,6%), e i prodotti farmaceutici (+12,3%).

Le esportazioni delle regioni italiane

Gennaio - settembre 2017

Nel terzo trimestre del 2017 tutte le ripartizioni territoriali hanno registrato aumenti congiunturali delle esportazioni, anche se con diversa intensità: +3,0 per cento rispetto al trimestre precedente per l’Italia nord-orientale, +1,4 per cento per l’Italia meridionale e insulare, +0,9 per cento per le regioni nord-occidentali e +0,7 per cento per quelle centrali.
Nei primi nove mesi del 2017 si registra una crescita diffusa delle vendite all’estero rispetto allo stesso periodo del 2016. A fronte di un aumento medio del 7,3 per cento nei primi nove mesi del 2017, l’Italia insulare si conferma la ripartizione con la migliore dinamica (+33,8%); seguono a distanza gli incrementi delle esportazioni dell’Italia centrale (+8,2%), del Nord-Ovest (+8,0%) e del Nord-Est (+5,5%). Le regioni dell'area meridionale hanno invece, registrato una leggera diminuzione (-0,1%).
Da evidenziare il rilevante contributo alla crescita delle esportazioni di meccanica di Lombardia, Piemonte ed Emilia Romagna, pari a 0,8 punti percentuali.
Con riferimento agli altri settori, le vendite all’estero di coke e prodotti petroliferi raffinati (+49,6% in Sicilia e +38,2% in Sardegna) hanno trainato la crescita dell’Italia insulare. Si segnala anche l’andamento positivo delle esportazioni di prodotti chimici della Sicilia (+36,4%). In Italia centrale hanno registrato una buona performance gli autoveicoli, la farmaceutica, le sostanze e i prodotti chimici e l’abbigliamento.
Particolarmente significativi gli andamenti dell’export nel Lazio di autoveicoli (+211,1%) e di prodotti farmaceutici (+11,9%).
Nelle regioni nord-occidentali hanno contribuito maggiormente alla crescita la meccanica, la farmaceutica (particolarmente in Lombardia, con un incremento del 31,5%) e i prodotti alimentari. Le esportazioni nel Nord-Est sono state trainate dai comparti della metallurgia, della meccanica e degli apparecchi elettrici, soprattutto in Emilia-Romagna. Nel Meridione, le flessioni delle esportazioni lucane di autoveicoli (-22,3%) e quelle molisane di metalli di base e prodotti in metallo (-93,3%) hanno contribuito in buona misura al risultato negativo della ripartizione.

 


Fonti: comunicati Istat sulle esportazioni delle regioni italiane e sul commercio con l’estero del 12 e 18 dicembre 2017.

Dinamica e prospettive del commercio mondiale nel 2017-2019

Approfondimento estratto dal XV Rapporto ICE-Prometeia “Evoluzione del commercio con l’estero per aree e settori”

Nel 2017 la crescita dell’economia mondiale ha sperimentato un’accelerazione e la variazione degli scambi manifatturieri è tornata a superare quella del Pil.

Nel Rapporto ICE-Prometeia, presentato nei giorni scorsi, si stima infatti per l’anno in corso una crescita degli scambi di manufatti pari al 4,6 per cento, in significativa accelerazione rispetto al 2016 e una performance migliore di quanto alcune variabili di contesto sembravano suggerire solo un anno fa. Il fatto che il commercio internazionale torni inoltre a crescere oltre il Pil mondiale rappresenta una soglia sicuramente simbolica, ma utile per ricordare il contributo più che proporzionale dell’internazionalizzazione commerciale allo sviluppo globale. Anche le previsioni per il biennio 2018-19 confermano questo trend favorevole e indicano che la crescita del Pil globale si manterrà oltre il 3 per cento oltre che un’ulteriore accelerazione degli scambi al 5,5 per cento il prossimo anno e un assestamento al 5,3 per cento in quello successivo.

Un risultato che, pur rimanendo lontano dai picchi di maggior sviluppo della globalizzazione (8,4% tra il 1995 e il 1997, 8,6% tra il 2004 e il 2006), descrive una dinamica del commercio mondiale in linea con il suo trend di lungo periodo (5,4% la variazione media negli ultimi 25 anni). 

Non mancano certamente fattori di rischio al ribasso nello scenario, alcuni semplicemente confermati rispetto al passato, altri emersi recentemente soprattutto sul fronte geopolitico. Se nel corso del 2016 il risultato deludente per le importazioni mondiali era gravato da alcune situazioni critiche (negativi in particolare i paesi dell’America Latina, Africa e Medio Oriente e i paesi avanzati asiatici), lo scenario del 2017 è più omogeneo. La ripresa degli investimenti cinesi, il ritorno alla crescita di altri importanti emergenti (Russia, Brasile, Emirati, Arabia Saudita per citare i più rilevanti per l’Italia) e il consolidamento della ripresa nelle economie mature (Stati Uniti in particolare) hanno ridotto il divario tra le regioni più e meno dinamiche (da oltre 20 punti nel 2016 a meno di 6 nel 2017). Su questo maggior equilibrio tra i mercati e su un rilancio degli emergenti si articolano le opportunità delle imprese italiane nel prossimo biennio.

Gli scenari al 2018 pongono però anche diverse sfide relativamente ai principali comparti. L’anno in corso è stato caratterizzato da un ritorno favorevole degli investimenti, pubblici e privati, e conseguentemente da un’accelerazione delle importazioni di beni intermedi, meccanica e altri prodotti legati alla spesa in conto capitale delle imprese. Per quello che riguarda la meccanica, primo settore di esportazione dell’Italia, la domanda mondiale di importazioni è stimata chiudere il 2017 con una crescita del 4,2 per cento fino a raggiungere il 6,7 per cento nel 2018. Saranno migliori però le prospettive per quanti nel settore sapranno intercettare nuovi orizzonti (Vietnam, Indonesia e Africa meridionale tra i principali mercati di frontiera), o per quanti andranno a soddisfare la domanda di tecnologia dei paesi avanzati (Stati Uniti e Germania i più rilevanti per dimensione e crescita), puntando su personalizzazione e servizi per vincere la sfida competitiva dentro mercati sofisticati, ma per questo più remunerativi.

Tra i beni di consumo, la domanda di importazioni nel settore alimentare è prevista crescere intorno al 3,5 per cento medio annuo nel prossimo biennio. A un andamento dell’import mondiale favorevole, ma inferiore alla crescita media degli scambi globali, l’Italia può abbinare una quota crescente nel tempo e una struttura di domanda mondiale più congeniale alla sua specializzazione (maggior peso di Europa e Stati Uniti oltre che una maggiore sensibilità verso i consumi legati alla salute e al benessere).

Il sistema moda e l’arredo potranno contare su tassi di crescita tra il 6,5 e il 7 per cento nel prossimo biennio, ma con un nodo connesso al posizionamento dei prodotti su cui le imprese dovranno investire. Infatti, lo scadimento qualitativo nei modelli di consumo, aspetti demografici, nuove gerarchie nelle preferenze d’acquisto aumentano la polarizzazione tra lusso e low cost di molti mercati, penalizzando alcune di quelle fasce di qualità accessibile che compongono l’offerta italiana. Nell’arredo, dove l’Italia è già considerata top di gamma a livello mondiale, e nel sistema moda, dove è l’unico paese avanzato a potere vantare ancora una filiera nazionale competitiva in tutte le sue fasi, sarà quindi fondamentale associare all’eccellenza manifatturiera aspetti immateriali e distributivi. Tra questi sarà molto importante la valorizzazione dell’e-commerce e degli altri strumenti digitali.


1 Il XV Rapporto ICE-Prometeia è stato presentato il 6 dicembre 2017 a Milano alla presenza del Sottosegretario allo Sviluppo Economico, Ivan Scalfarotto, del Presidente dell’Agenzia ICE, Michele Scannavini, dell’Amministratore Delegato e Direttore Generale SACE, Alessandro Decio e della Partner di Prometeia, Alessandra Lanza.