GIUGNO 2008 | issue 78

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in questo numero

Itochu creerà un marchio di calzature giapponese internazionale

Rapporto sulle vendite al dettaglio in Giappone

Nuovo punto vendita di Isetan Mitsukoshi a Osaka

Beams in ripresa

Più vivace il mercato dell’intimo uomo

Tokyu più vicino a Isetan

Tokyo Style rileva Spic International da Itochu

Lancio di Franqueensense da parte di United Arrows

Andamento positivo per Shimamura

Regal ha in programma nuove inaugurazioni di negozi di calzature donna

Onward si aspetta 100 miliardi di yen dalle vendite all’estero

Orobianco investe in Giappone

China Dongxiang rileva Phenix, distributore di Kappa

Mobage Town supera i 10 milioni di utenti

Ryohin Keikaku raddoppia i negozi all’estero

Mila Schön e Itochu rafforzano la loro alleanza

Phillip Lim inagura il suo primo negozio in Giappone

Marui si allea con Only e si espande all’estero

Nuovo progetto di Japan Fashion Week per promuovere i giovani stilisti

Alleanza tra Jupiter Shop Channel e Xavel per avvicinarsi alle donne giovani

IT Holding: maggiore impegno per Gianfranco Ferré in Giappone

Fashion TV arriva in Giappone

Isetan si allea con Sanei International

Diesel inaugura un flagship store a Tokyo

Cox lancia un secondo marchio SPA

American Apparel prevede di arrivare a 10 negozi


 

Dati

Ice Moda

Itochu creerà un marchio di calzature giapponese internazionale

Mad Foot è un piccolo marchio giapponese che gode di forte seguito come “street brand” – ideale forse per spingersi nei mercati esteri e sfruttare l’ondata di entusiasmo per la moda e la cultura pop giapponese. Sembra che Itochu la pensi in questo modo, avendo rilevato il brand alla fine dello scorso anno con l’intenzione di trasformarlo in un marchio internazionale di sneaker nell’arco di cinque anni, per fare concorrenza ai marchi europei e americani.

Itochu ha in programma di trasformare il marchio giapponese Mad Foot in un’impresa di calzature internazionale. Mad Foot è uno “street brand”, fondato nel 2001 dal proprietario di un negozio di Harajuku di nome Takashi Imai, che ha conosciuto un certo successo nell’ambito del boom della moda di Ura-Harajuku (le stradine laterali del quartiere di Harajuku, n.d.t.) negli ultimi sette anni. Vanta fedeli seguaci oltre a numerose collaborazioni con artisti e stilisti che aggiungono valore alla sua credibilità.

Itochu ha rilevato questo marchio lo scorso novembre e si è già impegnato ad incrementarne le vendite ricorrendo al suo vasto network. A partire dalla primavera Mamadfootd Foot viene venduto nei punti vendita Asbee, una affiliata di Tsuruya, a sua volta controllata da Itochu. Questo accordo da solo è servito ad incrementare il numero dei distributori di Mad Foot a 300 rispetto ai 100 dello scorso anno. Itochu sta altresì sfruttando le proprie capacità di produzione conto terzi per espandere la gamma di calzature e aggiungere in futuro accessori e capi di abbigliamento. Le proposte dell’autunno/inverno 2008 raggiungono quasi i 100 articoli, il doppio dello scorso anno, e le fasce di prezzo si sono ampliate rispetto alla gamma limitata intorno ai 12.000 yen (ca. 75 euro), includendo linee più accessibili a 6.000 yen e articoli di qualità superiore a 15.000 yen.

Le vendite di Mad Foot rimangono ancora contenute, 500 milioni di yen (ca. 3 mln. di euro), ma Itochu vanta le risorse e le competenze necessarie per costruire rapidamente il marchio. Itochu controlla già Converse, l’icona statunitense delle sneaker, e ha sottoscritto molti accordi di distribuzione e licenza con noti marchi internazionali, come ad esempio Kswiss, cosa che gli ha consentito di farsi un quadro chiaro della situazione del settore e allearsi con distributori affermati sui mercati esteri. Entro il 2010 Itochu si attende un fatturato di 2 miliardi di yen e nel 2009 prevede già di impegnarsi a fondo sui mercati esteri.

La strategia relativa a Mad Foot rientra nei più ampi piani di Itochu di creare un’attività globale di un marchio del settore moda. I dirigenti della trading company hanno espresso chiaramente nell’ultimo anno quanto importanti diverranno i mercati esteri per Itochu in futuro, in particolare il mercato USA. Per la propria attività di progettazione e produzione, Itochu opera attraverso una controllata statunitense chiamata Prominent, ma ora pensa di rilevare ulteriori marchi e aziende negli USA attraverso Itochu International.

 

Rapporto sulle vendite al dettaglio in Giappone

Il Census of Commerce è una indagine nazionale sulla distribuzione - di grande interesse – che viene effettuata in Giappone ogni tre anni con registrazioni che risalgono agli anni ‘50. Gli ultimi risultati sono appena stati pubblicati e confermano le tendenze a lungo termine chiaramente visibili nel mercato: le vendite sono forti nelle aree urbane ed in calo in provincia.

I risultati iniziali dell’ultimo Census of Commerce sono appena stati resi noti. Il Census è uno degli studi più dettagliati sul retail a livello mondiale, e se da un lato i parametri sono cambiati sensibilmente, il Giappone conduce questa indagine dagli anni ’50, generando un quadro dettagliato dell’evoluzione del sistema distributivo.

Nel complesso, le vendite al dettaglio fra i “censimenti” del 2004 e del 2007 sono cresciute dell’1,0% raggiungendo i 134.000 miliardi di yen. Si tratta del primo incremento dal 1997. Se da un lato le vendite nel complesso sono salite dell’1,0%, solo 20 delle 47 prefetture giapponesi hanno registrato incrementi delle vendite rispetto al 2004. È significativo che le regioni del Kanto e del Chubu sono in testa assieme a Okinawa, la quale, grazie alla espansione di nuove catene retail sull’isola, ha assistito alla crescita più elevata pari a una percentuale del 9,1%. La prefettura di Chiba si è piazzata al secondo posto con un più 5,2% di vendite, seguita a poca distanza dalla prefettura di Saitama, sempre nella regione del Kanto, che ha registrato un incremento del 4,5%. Nel frattempo, le vendite nella prefettura di Mie sono aumentate del 5%, per la maggior parte grazie all’apertura di una serie di nuovi supermercati Aeon, mentre la vicina prefettura di Aichi ha registrato un balzo delle vendite del 4,7%. Fra le prefetture che hanno assistito a regressi delle vendite, Shimane ha perso il 7,9% in soli tre anni, seguita da Hokkaido con un meno 6,2% e Nagasaki con un calo del 5,5%. Le prefetture caratterizzate dal più rapido declino della popolazione sono quelle che hanno assistito al maggior numero di chiusure dei retailer e il più rapido declino delle vendite, lasciando pochi incentivi ai principali retailer ad aprire nuovi punti vendita.

Analogamente, la chiusura di alcuni grandi magazzini ha fatto sì che sia Kyoto che Osaka registrassero rispettivamente cali dello 0,5% e 0,4%, mentre Hyogo è la sola prefettura dell’area del Kansai che ha registrato un incremento.

 

Nuovo punto vendita di Isetan Mitsukoshi a Osaka

Isetan Mitsukoshi Holdings, il gruppo di grandi magazzini costituitosi di recente, non solo trarrà vantaggio dalle competenze di Isetan in materia di reperimento del prodotto e marketing, ma usufruirà anche della forza e notorietà del proprio nome. Il punto vendita Mitsukoshi progettato per la stazione JR di Osaka nel 2011 sarà chiamato Mitsukoshi Isetan.

Come riferito nella Newsletter di maggio, vi saranno rimescolamenti e re-branding nel portafoglio di negozi di Mitsukoshi e Isetan. Il gruppo di recente fusione Isetan Mitsukoshi Holdings Ltd. aprirà il suo nuovo grande magazzino ad Osaka nel 2011 con il doppio nome Mitsukoshi Isetan (nome per esteso: JR Osaka Mitsukoshi Isetan), anziché utilizzare il marchio Mitsukoshi inizialmente previsto. Più significativo è il fatto che il nuovo negozio sarà gestito da West Japan Railway Isetan Ltd., la joint venture gestita da JR e Isetan che attualmente gestisce il punto vendita JR Isetan a Kyoto. In concreto significherà che la gestiMitsuIsetanone del nuovo punto vendita di 50.000 mq di Osaka, per il quale si prevede un fatturato di 55 miliardi di yen (ca. 338 mln. di euro), sarà affidata ai manager di JR Isetan.

Un fatto probabilmente non sorprendente: West Japan Railway Isetan Ltd. ha infatti registrato una ragionevole performance, con una crescita del fatturato negli ultimi 10 anni consecutivi, anche se solo in misura moderata di recente, e l’aggiunta di Osaka consentirà alla società JR Isetan di realizzare un fatturato intorno a 130 miliardi di yen, circa la metà delle vendite dei principali punti vendita di Hankyu e Daimaru nella regione del Kansai. Anche il negozio di Kyoto è assai redditizio, con una previsione di utile operativo di 2 miliardi di yen quest’anno. Il passaggio alla gestione di West Japan Railway Isetan Ltd. svincolerà anche i fondi di Mitsukoshi, con una probabile rinegoziazione, se non con un intero rimborso, delle cospicue cauzioni pagate da Mitsukoshi a JR West.

L’uso del nome Isetan conferirà probabilmente un vantaggio competitivo al nuovo negozio di Osaka, attraendo più facilmente i clienti che guardano con particolare interesse alla moda. Un aspetto essenziale, considerando l’agguerrita concorrenza in atto nell’area nord di Osaka. La recente apertura di Hankyu Men’s ha già reso la competizione piuttosto vivace, ma la situazione si farà ancor più tesa nel 2011, quando Hankyu riaprirà il proprio flagship store di Umeda dopo un completo restauro e dopo che Daimaru avrà finito di rinnovare la propria sede sempre a Umeda.

Anche se il nome Isetan sarà di certo utile, il ricorso al doppio nome è un compromesso: i dirigenti di Isetan hanno insistito per far sì che questo negozio fosse un negozio solo Isetan, ma hanno dovuto accettare il doppio nome nell’ambito della nuova struttura di management. Questo gesto potrebbe tuttavia tradursi in una certa confusione se non si chiarisce il suo posizionamento, rischiando di confondere sia i clienti più di “tendenza”, target tradizionale di Isetan, che i clienti più attempati, storicamente fedeli a Mitsukoshi. Il nome resta comunque un cambiamento significativo e potrebbe aprire la strada ad ulteriori cambiamenti altrove. Come riferito nel precedente numero della Newsletter, ci sono molte indicazioni sul fatto che la nuova società potrebbe modificare il nome del negozio Mitsukoshi a Ginza in “Isetan Ginza” a seguito di un completo restauro nel 2010. Ma considerate le resistenze al riguardo da parte di Mitsukoshi, il cambiamento in “Mitsukoshi Isetan Ginza” potrebbe essere la risposta giusta.

 

Beams in ripresa

A seguito dell’iniziativa di United Arrows di proporre kimono da uomo alla Japan Fashion Week come simbolo delle proprie intenzioni di potenziare la promozione del design giapponese, anche Beams ha annunciato nuove iniziative atte ad alzare il profilo degli stilisti giapponesi. Fondata come vetrina di stilisti esteri oltre 30 anni fa, Beams sta operando con una minore enfasi sulla nazionalità e maggiore sulle buone creazioni. Anche le vendite sono andate migliorando e Beams rimane un punto di riferimento importante per gli stilisti europei di talento che vogliono vendere in Giappone.

Beams ha in cantiere nuove iniziative nei prossimi mesi fra cui ulteriori collaborazioni e un nuovo web store. Sta anche assistendo ad una rinnovata vivacità delle vendite, salite dell’11% l’anno scorso a 49,6 miliardi di yen (ca. 305 mln. di euro). Va ricordato che il fatturato di Beams è suddiviso fra due società e che, includendo le voci ausiliarie, il totale è stato di circa 60 miliardi di yen. Avendo vissuto all’ombra di United Arrows in anni recenti, Beams è ancora una volta cresciuto sul fronte del fatturato e pare avere ritrovato la propria anima. Quando United Arrows era leader del settore, Beams ipotizzò di dovere seguire le medesime strategie, imitando le operazioni di approvvigionamento e di negozio tipo SPA (Specialty store retailer of Private label Apparel) di United Arrows più che il design. Beams è stato tuttavia sempre un business molto più eclettico, con una tendenza a lasciarsi guidare dalle proprie passioni ed entusiasmi, e ha avuto difficoltà quando ha tentato di emulare il proprio rivale. Nel 2002, le vendite erano scese di 1,7 miliardi di yen a 30 miliardi (ca. 184 mln. di euro), lo stesso anno che United Arrows è salito a 34 miliardi di yen.

Ora, tuttavia, sembra avere trovato nuova fiducia nel proprio stile e nelle proprie radici. Quando aprì per la prima volta a Harajuku alla fine degli anni ‘70, Beams voleva mostrare al Giappone il meglio del design internazionale e fu uno dei primi a mettere capi di prêt-à-porbeamshouseter di griffe alla portata dei consumatori giapponesi. Ora dispone di una nuova serie di progetti che si rifanno a questa epoca, con una enfasi più matura sul buon design a prescindere dalle origini, e a maggior ragione comprendente anche degli stilisti giapponesi. Il primo di questi progetti sarà inaugurato questo autunno, e abbinerà uno spazio adibito a galleria ad un negozio, e sarà dedicato all’arte e al design giapponesi, compresi la scultura ed i cartoni animati. Questo negozio costituirà la base di una società che opera su internet che mirerà a promuovere l’arte e il design giapponesi all’estero. I clienti saranno in grado di acquistare tramite il web store e nella galleria, e Beams coadiuverà gli artisti presentati e gli stilisti nella creazione di capi di abbigliamento e accessori aventi come tema le opere esposte.

Beams sta maturando anche come catena retail, con una maggiore enfasi sulla realizzazione di negozi e servizi per i propri clienti originari. Ora che celebra il proprio trentennale, i primi clienti fedeli di Beams negli anni ’80 e nei primi anni ’90 ora sono diventati trentenni e quarantenni, e di questo tiene conto nei negozi Beams House inaugurati all’interno di Marunouchi Building e Tokyo Midtown, come pure nei punti vendita Beams Lights e Beams +. Un altro esempio è il nuovo negozio dedicato alle mamme in attesa e alle neomamme chiamato Merrier Beams, che propone capi moda per donne incinte, un settore scarsamente servito al momento, e seguirà con un altro negozio dedicato alle mamme e agli infanti in autunno.

Beams è rimasto sorpreso del successo riscosso dal suo marchio Merrier Beams lanciato a titolo di prova come marchio del rivenditore tre anni fa. Beams utilizzò un piccolo spazio di 17 mq all’interno del proprio negozio di Futako Tamagawa, aspettandosi di vendere una quantità modesta di abiti e top a un prezzo di circa 10.000 yen. La società ha invece assistito ad un grande interesse da parte delle donne incinte verso i jeans da 30.000 yen, anche se si tratta di un capo indossabile solo per pochi mesi. Questo piccolo spazio è riuscito a raggiungere un fatturato annuo di 100 milioni di yen (ca. 614.000 euro), un risultato che lo ha indotto a lanciare Merrier Beams come negozio indipendente.

Mentre lanciava nuove iniziative, Beams si è anche reso conto che pur con un assortimento eclettico di attività è necessario non abbandonare il controllo del marchio. Negli ultimi cinque anni un problema per Beams è stato il lancio di negozi e collaborazioni che spesso ha nuociuto al marchio omonimo, un problema grave per una società il cui successo si fondava sulla sua credibilità come fonte autentica di design di qualità. Per porre fine a questa situazione, è stato creato un nuovo ufficio di pianificazione centrale sotto la gestione diretta del Presidente che terrà d’occhio anche le collaborazioni.

Se Beams è in grado di controllare la valanga di nuove iniziative ed idee, questa società potrebbe assistere ad un ritorno della forza del proprio marchio e popolarità. Esiste sicuramente una potenziale clientela in un certo segmento per questo marchio, che potrebbe tradursi in un ulteriore aumento delle vendite. Ed a coronamento di questo forte ritorno, Beams è stato selezionato come il migliore locatario in un sondaggio eseguito fra promotori di centri commerciali e fashion building dal quotidiano specializzato Senken Shimbun lo scorso mese – è la prima volta che la società si classifica al primo posto.

 

Più vivace il mercato dell’intimo uomo

Finora la maggior parte dell’intimo uomo era acquistato o dalle mogli o dalle madri degli interessati. Come per gli articoli di moda per uomo, man mano che gli uomini assumono un maggior controllo del proprio guardaroba, ulteriori opportunità si stanno aprendo per marchi e dettaglianti che conoscono quello che gli uomini vogliono. Proprio come Isetan Men’s a Tokyo e Hankyu’s Men’s a Osaka, le dépendance dedicate all’abbigliamento maschile costituiscono un segno dell’esuberanza nel mercato della moda uomo. La domanda di marchi esteri di intimo sta a dimostrare il potenziale esistente su questo mercato.

Il mercato dell’intimo uomo in Giappone è valutato in 270 miliardi di yen (ca. 1,6 mld. di euro). Mentre il grosso del fatturato è rappresentato da vendite di prodotti basici nei supermercati e nelle catene di negozi, un numero crescente di uomini acquista i propri capi di biancheria intima, facendo crescere sia i marchi esteri che i nuovi marchi con caratteristiche altamente tecniche e funzionali di società giapponesi. Si tratta di uno sviluppo che aggiunge anche nuove dimensioni al marketing e alla funzione dell’intimo. In passato una gran parte del marketing uomo era concepita per piacere alle donne. Considerando tuttavia che la maggiorgalliano parte degli uomini, almeno quelli più giovani, acquista direttamente i propri capi di abbigliamento e di intimo (o almeno dietro il consiglio della partner), il marketing – e le caratteristiche tecniche – si stanno concentrando su di loro.

Un esempio è costituito dalla nuova linea di intimo uomo Cross Walker lanciata da Wacoal in marzo. Costringendo l’uomo ad allungare il proprio passo in modo da impiegare maggiormente lo stomaco e i muscoli delle gambe e da consumare più calorie, la nuova linea intende aiutare gli uomini a perdere peso solo camminando. Una linea analoga da donna era stata messa in vendita nel 2005, e da allora Wacoal registra vendite di 7,2 milioni di unità all’anno. Cross Walker è stato messo in vendita in 123 grandi magazzini e circa 600 negozi specializzati a prezzi compresi fra 3.000 e 5.000 yen (tra 18 e 30 euro). Wacoal spera di raddoppiare le vendite uomo entro due anni e raggiungere un fatturato di 3,6 miliardi di yen (ca. 22 mln. di euro), ma l’incursione di Wacoal nell’intimo uomo è anche un chiaro segno del potenziale esistente nella vendita di intimo uomo con valore aggiunto attraverso la funzione o il design.

Anche i marchi esteri stanno traendo vantaggio dalla nuova tendenza. Alcuni importatori giapponesi hanno registrato un rapido incremento delle vendite negli ultimi anni e hanno perfino cominciato ad aprire dei propri negozi retail. Wix Corporation - ad esempio - che tra l’altro importa anche il marchio Grigio Perla del gruppo La Perla, sta estendendo rapidamente la propria attività nei grandi magazzini, passando da 16 a 33 punti vendita nell’ultimo anno, oltre a vendere anche in catene di select shop con previsioni di vendita di 25.000 capi nel 2008. Altri, invece, traggono beneficio della crescente tendenza di molti stilisti noti di affidare in licenza i propri marchi a fabbricanti di intimo. Shiffon Co., Ltd. ha firmato un contratto con il licenziatario italiano per i diritti giapponesi sulla linea di intimo dello stilista britannico John Galliano, nonché per il marchio italiano casual A-Style. Malgrado gli elevati livelli di prezzo, da 5.000 yen in su, Shiffon ritiene di potere vendere quest’anno 18.000 capi del marchio Galliano. Un’altra società, Kobe Marie, che distribuisce la linea di intimo donna Parah, ha registrato un aumento nell'intimo uomo di fascia alta e ha lanciato Parah Uomo l’autunno scorso.

 

Tokyu più vicino a Isetan

L’alleanza fra Tokyu Department Store e Isetan continua a svilupparsi, ma gli obiettivi a lungo termine del legame rimangono non chiaramente definiti.

L’integrazione di Tokyu Department Store con Isetan, annunciata lo scorso anno, continua a procedere, anche se con difficoltà di rilievo da superare. Secondo indiscrezioni, le due società stanno integrando i propri sistemi informativi mentre il merchandising “stile Isetan” dovrebbe decollare entro i prossimi due anni.

Recentemente, Etsuro Ishizuya ha lasciato Isetan per diventare il Presidente di Tokyu. Ishizuya faceva da tempo parte dell’entourage del Presidente di Isetan, Nobukazu Muto, e il trasferimento dimostra quanto sia importante questa alleanza per Isetan. Quest’ultimo non imporrà il proprio stile di merchandising a Tokyu prima della riapertura del negozio a Tama Plaza nel 2010, ma qualcuno suggerisce che a partire da questa data Isetan potrebbe assumere un ruolo rilevante nella gestione dei grandi magazzini Tokyu, malgrado l’assenza di qualsiasi formale accordo di capitale a tutt’oggi. Con l’apertura di due negozi nel 2010 e la trasformazione di Tokyu Bunka Kaikan in un nuovo centro commerciale a Shibuya nel 2013, Tokyu aggiungerà circa 100.000 mq alle proprie superfici di vendita nei prossimi cinque anni. I dirigenti incaricati da Isetan saranno responsabili di tale lavoro.

Contemporaneamente c’è il problema degli attuali due, presto tre, negozi Tokyu tutti con sede nel quartiere di Shibuya a Tokyo. Ciascuno di questi vende attualmente prodotti simili e si dice che la società stia considerando la soluzione di creare delle “dépendance stile Isetan”, con uno dei punti vendita che dovrebbe puntare a un target più specializzato come l’abbigliamento uomo. Che Isetan incoraggi o meno questa soluzione visto che potrebbe andare a erodere il proprio fatturato a Shinjuku rimane una questione altamente controversa. La necessità di rafforzare l’alleanza con Isetan ha persino suscitato un commento del presidente di Tokyu Corporation, Toshiaki Koshimura, secondo cui il gruppo potrebbe rinominare i propri negozi in “Isetan Tokyu” sulla scia di quanto dovrebbe avvenire per il negozio “Mitsukoshi Isetan” ad Osaka. Considerando, tuttavia, che le due società devono ancora siglare una formale alleanza con una qualche partecipazione incrociata, probabilmente non si arriverà a rinominare i negozi.

 

Tokyo Style rileva Spic International da Itochu

Tokyo Style, che nell’ultimo decennio aveva assistito ad una diminuzione del fatturato, è andata acquistando nel tempo piccole società per iniettare energie e talenti nelle proprie attività. L’ultima è Spic International, ex controllata di Itochu Corporation.

Tokyo Style ha recentemente rilevato il retailer di abbigliamento uomo Spic International da Itochu Corporation. Tokyo Style ha acquisito il 67% del capitale azionario della società, lasciando a Itochu il 23% e ai fondatori il 10%. Spic International è specializzata in abbigliamento uomo giovane “street fashion”, con marchi come High Street e Tornado Mart, il suo marchio di punta. Come è evidente dal punto vendita Tornado Mart nel quartiere di Omotesando a Tokyo, Spic International è riuscito a crearsi una clientela proponendo eleganti offerte di “street fashions” in negozi che si rivolgono alla fascia più “di tendenza” del mercato convenzionale. Dal lancio avvenuto nel 1992, questa società è cresciuta regolarmente, con un fatturato di 7,5 miliardi di yen (ca. 46 mln. di euro) generato da 124 negozi l’anno scorso.

Quella di Spic International è l’ultima di una serie di acquisizioni da parte del gruppo di abbigliamento nell’ambito di iniziative atte a uscire da un lungo decennio di declino. Tokyo Style ha originariamente approfittato della popolarità dei grandi magazzini degli anni ‘80, gestendo shop-in-shop e distribuzioni all’ingrosso di abbigliamento donna che all’epoca ottenevano risultati positivi per il solo fatto di esserci. La concorrenza di marchi più validi, però, ha provocato un grave declino dell’attività principale negli ultimi dieci anni. Il fatturato si è stabilizzato solo grazie alle acquisizioni di altre società.

La prima acquisizione di Tokyo Style è stata Livelabo nel 2003 che gestisce la catena al dettaglio Nano Universe, seguita nel 2004 da Jack, distributore e retailer di abbigliamento di Stussy ed altri marchi. Poi, un anno fa, Tokyo Style ha dichiarato che avrebbe speso 35 miliardi di yen in acquisizioni e per l’espansione all’estero, con la creazione di 100 negozi all’estero che si sarebbero aggiunti agli attuali 60. Spic International rappresenta il primo esempio di questa nuova ondata di acquisizioni.

Se da un lato Tokyo Style ha incontrato difficoltà nel ricostruire la propria attività principale, si sta rivelando piuttosto abile nel selezionare acquisizioni caratterizzate da una potenziale crescita. Jack e Livelabo sono entrambi dei business solidi dalla clientela fedele, e Spic International potrebbe rivelarsi un’utile aggiunta. D’altro canto, non risulta molto chiara la prospettiva di fondo. Anche se tutte le società rilevate si rivolgono soprattutto a consumatori al di sotto dei 30 anni, in termini di gestione esse hanno poco in comune, e la stessa Tokyo Style non dispone del know how di distribuzione centralizzata al dettaglio che possa permetterle di risparmiare sulle spese generali generando un’espansione dal centro. Quello che possiede è tanta liquidità, 100 miliardi di yen (ca. 614 mln. di euro), che - in teoria - potrebbero tradursi in nuovi investimenti in negozi che potrebbero generare a loro volta una crescita nel suo nuovo gruppo di marchi.

Allo stesso tempo, mentre da un lato la sua attività principale continua a declinare, Tokyo Style comincia ad assomigliare sempre di più ad una società di investimento specializzata nel settore della moda. E questo non sarebbe un male di per sé, anche se sarà necessario creare maggiori competenze nella gestione del portafoglio al fine di fruire appieno del potenziale di Spic International e delle future acquisizioni. Dopo vari anni di utili elevati – fino a 7 miliardi di yen su 40 miliardi di fatturato per la società madre – gli utili netti sono scesi del 59% nell’esercizio fiscale 2007 a 2,1 miliardi di yen, soprattutto a causa delle scarse vendite dei marchi principali e della necessità di abbassare i prezzi maggiormente del previsto. Per l’esercizio fiscale 2008, Tokyo Style si aspetta un fatturato di 65 miliardi di yen (ca. 400 mln. di euro), ossia un incremento del 16% grazie all’acquisizione di Spic International, e un utile di esercizio pari a 4,3 miliardi di yen.

 

Lancio di Franqueensense da parte di United Arrows

United Arrows lancerà il primo marchio di abbigliamento donna attraverso la sua nuova controllata il prossimo autunno al fine di ritagliarsi una più ampia quota del mercato abbigliamento donna SPA. Se il marchio avrà successo, sarà il primo di molti altri in questo settore e includerà diversi nomi importati.

Lo scorso inverno era stata messa in evidenza la mossa inedita di United Arrows di creare una nuova affiliata con cui lanciare marchi di abbigliamento donna (vedere Newsletter di dicembre 2007). Perennial United Arrows era stato creato la scorsa estate per focalizzarsi sui marchi di abbigliamento donna che si rivolgono al mercato delle trentenni, e per sviluppare marchi appropriati da inserire in catene SPA (Specialty store retailer of Private label Apparel) anziché in select shop, un aspetto cruciale del nuovo concetto. United Arrows gestisce già da tempo catene SPA, come Green Label Relaxing, e Perennial United Arrows intende concentrarsi interamente su questo formato. L’affiliata è stata inoltre incaricata della pianificazione dei marchi in modo da consentire un lancio molto più rapido di quanto non sia normale per United Arrows che storicamente non apre più di cinque o sei negozi all’anno per i suoi select shop.

Uno dei primi frutti di tali operazioni sarà costituito proprio dal lancio di Franqueensense in autunno. Si tratterà di un marchio di fascia compresa fra la media e l’alta, con il 90% del prodotto sviluppato internamente mentre il resto sarà costituito da marchi internazionali. Le due linee saranno una collezione informale ed una linea più elegante. I prezzi degli abiti con il marchio del rivenditore saranno compresi in media fra 38.000 e 68.000 yen (tra i 230 ed i 420 euro circa) per la linea più elegante, mentre per la collezione più casual la media sarà di soli 19.000 yen. Perennial United Arrows aprirà cinque negozi il primo anno, ma in seguito dovrebbe arrivare a venti negozi all’anno. Un’anteprima del prodotto è stata presentata a Roppongi Hills presso un negozio temporaneo rimasto aperto dal 26 aprile all’11 maggio.

 

Andamento positivo per Shimamura

Il 2007 è stato un anno molto attivo per Shimamura, la catena di abbigliamento orientata al discount, con l’apertura di altri 100 negozi che hanno fatto registrare alla società un utile netto in rialzo del 12% a 22,3 miliardi di yen e un utile di esercizio di 39 miliardi di yen (ca. 240 mln. di euro). Il fatturato è salito a 410 miliardi di yen, dai 391 miliardi yen dell’anno precedente. Anche quest’anno, la società ha in programma di aprire altri 100 negozi, portando così il numero totale dei punti vendita a 1.561, con oltre 1,4 milioni di metri quadrati di spazio di vendita in gestione. Un progetto di rilievo quest’anno sarà quello di rinnovare i propri negozi denominati Fashion Centre Shimamura e aggiornare i prodotti, aggiungendo altri marchi del rivenditore. Attualmente la catena è costituita da due tipi di negozi: uno dedicato agli adolescenti e alle donne giovani con prodotti leggermente più alla moda a prezzi superiori, e uno rivolto alle casalinghe con linee più economiche e maggiore offerta di abbigliamento uomo. In entrambi i casi, Shimamura aggiungerà prodotti per colmare le fasce alta e bassa di questi livelli di prezzo, con un prodotto di qualità superiore e ad un prezzo più elevato per il mercato più giovane, e capi basici più economici per i negozi che si rivolgono alle casalinghe. Shimamura si concentra in particolar modo sulla produzione di migliori marchi del rivenditore grazie all’approvvigionamento diretto in Cina ed intende fare salire il fatturato dei marchi del rivenditore al 30% rispetto all’attuale 15%. I negozi diventeranno anche più estesi: quelli esistenti ridurranno lo spazio utilizzato come deposito, passando da 1.000 mq a 1.100 mq, mentre tutti i nuovi negozi avranno una superficie di 1.100 mq o 1.300 mq.

Regal ha in programma nuove inaugurazioni di negozi di calzature donna

Regal sta investendo nel marchio Naturalizer e spera di ricavarne degli utili il prossimo anno. La società, che nel 2006 aveva firmato un accordo di licenza con la Brown Shoe Company, proprietaria americana del marchio, nei negozi inaugurati di recente propone un assortimento di prodotti su licenza e linee importate, come appunto Naturalizer. Regal sta ora accelerando l’espansione dei negozi, particolarmente nei centri città, puntando soprattutto su un nuovo formato di negozio, aperto in primavera a Yokohama, che propone prodotti a prezzi medi di circa 10.000-15.000 yen (tra i 60 ed i 90 euro). Regal prevede l’inaugurazione di 6 punti vendita quest’anno e di 11 il prossimo.

 

Onward si aspetta 100 miliardi di yen dalle vendite all’estero

Onward si aspetta che le vendite all’estero raggiungano quota 100 miliardi di yen entro il 2010. La maggior parte delle vendite dovrebbe arrivare dall’Europa, prevalentemente dalle affiliate Gibò e Joseph, generando un utile di circa 8,3 miliardi di yen (ca. 51 mln. di euro). Le vendite asiatiche deriveranno dall’espansione dei marchi giapponesi di Onward in Cina, con previsioni di fatturato per 11 miliardi di yen.

 

Orobianco investe in Giappone

Il noto marchio italiano di borse, Orobianco (www.orobianco.com) ha creato la propria filiale giapponese per sfruttare la massiccia crescita delle sue attività in Giappone. Con sede vicino Milano, Orobianco è stato originalmente un produttore di borse per altre maison di moda fino al 1996, quando ha lanciato un marchio proprio con il nome della società. Da allora le vendite sono cresciute molto positivamente, aumentando – secondo un articolo del quotidiano specializzato Senken Shimbun - del 60% nel 2007 e con previsioni di crescita del 40% per il 2008. Una quota sostanziale della crescita si basa sul mercato giapponese, da cui proviene il 70% del totale delle vendite.

Con la creazione della propria affiliata in Giappone, la società può ora focalizzarsi su investimenti relativi al marketing del marchio in questo paese, giusto in tempo per il lancio della linea da donna e di una linea da viaggio realizzata in alluminio e policarbonato. Orobianco sta anche valutando la possibilità di acquisire uno stabilimento produttivo in Giappone, sfruttando tutti i vantaggi del caso, non per ultimo il tasso di cambio attuale che fa risultare la produzione in Giappone meno cara che in Europa. La joint venture con l’inglese Connolly, che prevede uno stabilimento produttivo nel Regno Unito, sarebbe mirata a coprire il mercato di Russia e USA. Va ricordato che Orobianco ha anche assistito al successo del suo altro marchio, Hakkin.it, per il quale l’anno scorso ha inaugurato il primo monomarca al mondo, in Giappone all’interno del complesso Tokyo Midtown.

 

China Dongxiang rileva Phenix, distributore di Kappa

Come anticipo dei tempi che verranno, una società cinese ha rilevato una società di abbigliamento giapponese. Il rivenditore di abbigliamento sportivo China Dongxiang ha reso nota la decisione di acquisire Phenix, società che detiene i diritti globali del marchio Phenix per quanto riguarda l’abbigliamento da sci e sport outdoor ed i diritti del marchio Kappa per il mercato giapponese. China Dongxiang, che da ottobre è quotato alla borsa di Hong Kong dopo avere raccolto 702 milioni di dollari con una Offerta Pubblica Iniziale (IPO), ha dichiarato in una conferenza stampa a fine aprile che si sarebbe avvalso del know-how di Phenix negli sport invernali per creare un marchio di sport invernali globale, focalizzato sui mercati cinese ed europeo. La società ha affermato di prevedere che il fatturato al di fuori del Giappone supererà le vendite interne nell’arco di tre anni.

 

Mobage Town supera i 10 milioni di utenti

Mobage Town, servizio di social network basato su cellulare e gestito da Dena Co., Ltd. ha varcato il limite dei 10 milioni di iscritti un mese prima delle previsioni. La cifra è stata raggiunta ad appena due anni e due mesi dal primo lancio del servizio gratuito di giochi per cellulari, chat e bacheca. Stando a quanto afferma la società, nonostante il 40% degli iscritti siano teenager, è in continua crescita il numero di ventenni e trentenni. I ventenni attualmente rappresentano il 40% degli iscritti, mentre i trentenni sarebbero il 20%. Un numero così alto di iscrizioni rende di fatto Mobage Town uno dei maggiori servizi social network del mondo, e sebbene ancora lontano dai 70 milioni di utenti di Facebook, è probabilmente il più esteso servizio tramite cellulare. Il numero totale di pagine viste giornalmente supera attualmente i 600 milioni. Anche l’altro imponente servizio di social network giapponese basato sul web, Mixi, vanta circa 13 milioni di utenti.

 

Ryohin Keikaku raddoppia i negozi all’estero

Entro 3 anni Ryohin Keikaku intende raddoppiare il numero dei suoi negozi all’estero, portandoli a 150. In base ad un recente annuncio della società che gestisce la catena dei negozi Muji, si prevede che la maggior parte dei negozi venga aperta in Europa, Usa e Cina. Entro la fine di quest’anno, sarà aperto il primo negozio in Turchia. Alla fine di febbraio, Ryohin Keikaku contava 77 negozi all’estero, distribuiti in 15 paesi e territori. Ryohin Keikaku ha affermato che prenderà in considerazione anche l’apertura di negozi in Russia e negli Emirati Arabi. La società intende incrementare le vendite da 17 miliardi di yen - registrati nell’esercizio conclusosi a febbraio 2007 - fino a 40 miliardi di yen (ca. 245 mln. di euro) nell’esercizio finanziario 2011, in modo da raddoppiare il tasso di vendite all’estero, portandolo così al 20% del fatturato totale del gruppo.

 

Mila Schön e Itochu rafforzano la loro alleanza

Il marchio Mila Schön ha reso nota l’intenzione di consolidare i legami con il suo partner giapponese Itochu Corporation. Quest’ultimo detiene già una partecipazione nel marchio, è licenziatario esclusivo e controlla Mila Schön in Giappone da oltre 30 anni, attraverso le sue affiliate Coronet Corporation e Descente. Attualmente l’80% delle vendite del marchio Mila Schön a livello globale è realizzato in Giappone. Grazie ai progetti di espansione, le vendite globali dovrebbero raggiungere i 50 miliardi di yen entro cinque anni, in rialzo del 25% rispetto al fatturato 2007. In linea con la domanda dei consumatori giapponesi per un prodotto più autentico, è previsto anche l’incremento della percentuale di prodotto Made in Italy importato. L’operazione indica inoltre la decisione di riposizionare il marchio Mila Schön in Giappone su un livello più esclusivo.

 

Phillip Lim inagura il suo primo negozio in Giappone

È stato inaugurato a Tokyo, a fine aprile, il primo negozio fuori dagli USA del marchio 3.1. Phillip Lim. In Giappone la società ha creato una joint venture con Sazaby League. Lo stilista Phillip Lim ha affermato: “Il Giappone ha sempre avuto una priorità nel piano commerciale del marchio 3.1. Phillip Lim. Ci siamo adoperati diligentemente per costruire le nostre attività giapponesi con integrità, cura e sincerità”. Il negozio è stato progettato dallo stilista di interni giapponese Norito Takahashi e presenta l’intera gamma lifestyle 3.1. Phillip Lim, incluse collezioni donna, uomo e bambino, oltre che la collezione ecologica Go Green Go, realizzata con fibre organiche non trattate. Il negozio, inoltre, presenta la linea completa di accessori, con scarpe, borse e gioielleria.

 

Marui si allea con Only e si espande all’estero

Marui Co. Ltd. ha rilevato il 21,77% di Only Corporation, produttore e retailer di abbigliamento da uomo. Marui ha reso noto di avere in programma l’apertura di punti vendita Only all’interno dei suoi negozi Marui, e di prevedere l’espansione delle vendite dei suoi marchi di accessori nei negozi Only. L’attuale gamma di completi da uomo di Marui ha prezzi medi intorno ai 50.000 yen (intorno ai 310 euro) rispetto ai prezzi di Only che variano dai 20.000 a 40.000 yen, quindi la combinazione di “marchio Marui” e “prezzi Only” potrebbe attirare nuovi clienti nei negozi Marui. Quest’ultimo si augura inoltre di trarre vantaggio dalla competenza in campo produttivo di Only per migliorare la propria divisione di abbigliamento uomo. Only Corporation ha registrato vendite per 7,3 miliardi di yen (ca. 45 mln. di euro) nell’anno che si è concluso ad agosto 2007, con un utile di esercizio di 831 milioni di yen. L’acquisizione rappresenta un segno chiaro dell’intenzione di Marui di espandere le proprie operazioni al retailing specializzato. Un altro indicatore è costituito dall’apertura del primo negozio Marui in Cina. Alla fine di marzo, Marui ha infatti inaugurato un punto vendita a Shanghai. Non si tratta di un negozio Marui generico, ma di uno shop-in-shop denominato “RU Jeans Tokyu Marui” - RU Jeans è uno dei suoi marchi di abbigliamento donna - all’interno di un grande magazzino locale. Presentato alla stregua di un select shop, tutti i prodotti sono importati dal Giappone a prezzi analoghi o leggermente superiori al paese d’origine. Questa apertura è stata la prima di quella che Marui considera un’attività di catene di negozi specializzati su vasta scala nel mercato cinese, basata sui marchi dei negozi specializzati che esso gestisce in Giappone.

 

Nuovo progetto di Japan Fashion Week per promuovere i giovani stilisti

Le creazioni di alcuni stilisti promettenti saranno promosse nell’ambito di un nuovo evento promosso dalla Japan Fashion Week. Grazie a tale programma, chiamato “Shinmai Creator’s Project”, tre stilisti avranno l’opportunità di presentare le loro collezioni – con una sfilata o con una mostra a scopo commerciale - all’ottava edizione della Japan Fashion Week. “Shinmai”, che in giapponese significa “riso novello”, può essere interpretato come metafora per giovani talenti ricchi di potenziale. Il progetto vuole, infatti, favorire l’ingresso nel mercato giapponese a stilisti, sia giapponesi che stranieri, interessati a presentare su questo mercato il loro marchio o la loro collezione. I concorrenti al progetto devono vantare un’esperienza di lavoro non superiore a 10 anni in qualità di disegnatori di moda e non devono avere mai sfilato in nessuna delle quattro collezioni principali, ossia New York, Londra, Milano e Parigi. Non vi saranno restrizioni di età o nazionalità per gli stilisti che chiedono di partecipare al progetto, ma dovranno essere fornite delle lettere di presentazione da parte dei Direttori delle scuole di moda giapponesi o dei loro omologhi, nel caso di studenti provenienti da istituti stranieri. Gli organizzatori sollecitano la partecipazione degli istituti: Central Saint Martins College of Art and Design (Gran Bretagna), Antwerp Royal Academy of Fine Arts (Belgio), Parsons the New School for Design (USA) e una scuola di moda in Francia. Il Presidente della Commissione di Selezione è Richard Collasse, Presidente di Chanel Japan. Le domande devono pervenire entro il 20 giugno.

 

Alleanza tra Jupiter Shop Channel e Xavel per avvicinarsi alle donne giovani

Sumitomo Corporation ha siglato un accordo con Xavel in base al quale quest’ultimo collaborarerà con Jupiter Shop Channel (nota società di televendite della quale Sumitomo detiene una partecipazione) nell’intento di incrementare il numero di giovani consumatrici che seguono le trasmissioni dell’emittente. Xavel, la società che organizza la Tokyo Girls Collection, ha ceduto il 5% di Fashionwalker (joint venture fra Xavel e Yahoo Japan) a Sumitomo Corporation per 500 milioni di yen (ca. 3 mln. di euro). Nel quadro dell’accordo, quest’ultima elaborerà insieme a Xavel dei programmi televisivi destinati alle donne giovani da vendere poi attraverso il prezioso database di giovani consumatrici in possesso di Fashionwalker. Uno dei nuovi programmi proporrà articoli di moda giovane e presenterà modelle di successo. Le trasmissioni includeranno probabilmente anche quelle via cellulare e su internet. Le due società sfrutteranno anche le competenze di Xavel in questo mercato, oltre alla estesa rete di produzione di abbigliamento di Sumitomo Corporation (ad esempio la sua controllata Sumitex), per sviluppare i propri marchi di abbigliamento e accessori per giovani donne da vendere sia sul sito di Jupiter Sjop Channel che di Xavel. Sumitomo Corporation si augura che questo accordo contribuisca a fare raddoppiare il fatturato di Jupiter Shop Channel, che ha appena raggiunto 100 miliardi di yen (ca. 614 mln. di euro) dopo un decennio di forte crescita, e a cambiare drasticamente la base delle clienti che attualmente è quasi esclusivamente costituita da donne tra i 40 ed i 59 anni.

 

IT Holding: maggiore impegno per Gianfranco Ferré in Giappone

IT Holding Japan, controllata giapponese di IT Holding, è decisa a dare nuovo impulso alla presenza del marchio Gianfranco Ferré sul mercato giapponese a partire dalla collezione P/E 2009. Grazie alla nomina di due nuovi direttori creativi e ad un flagship store nel quartiere di Ginza, IT Holding guarda al Giappone come ad una opportunità da non trascurare. Finora, a parte il negozio di Ginza, l’intera distribuzione giapponese era stata gestita da Onward Kashiyama, il cui accordo di collaborazione si è però concluso con la collezione A/I 2008. A partire dalla prossima stagione, IT Holding offrirà una gamma assai più ampia di abbigliamento e accessori prêt-à-porter, compresi articoli di pelletteria, e anche i prezzi giapponesi saranno allineati con quelli praticati nel resto del mondo. IT Holding investirà in nuovi negozi per il mercato giapponese, con programmi per un eventuale flagship store ad Osaka ed una serie di circa 15 shop-in-shop nei grandi magazzini.

 

Fashion TV arriva in Giappone

Fashion TV, il canale dedicato esclusivamente alla moda, è stato lanciato dal primo aprile in Giappone su Sky Perfect TV, il principale canale satellitare. Fashion TV trasmette 365 giorni l’anno, 24 ore al giorno, in 202 paesi. In Giappone il canale è gestito da Fashion TV Japan in collaborazione con CS Nippon Corporation. Fashion TV era inizialmente gestito in base ad un accordo con Marubeni, che distribuiva il canale attraverso un servizio privato alle società dell’industria della moda prima dell’avvento di internet. Adesso il canale viene rilanciato per servire i consumatori come avviene in altri mercati.

 

Isetan si allea con Sanei International

Isetan ha iniziato una collaborazione con Free’s International, un’affiliata di Sanei International. Le due società hanno sviluppato un nuovo marchio di Free’s Shop, chiamato Debbie by Free’s Shop, il cui negozio è stato aperto a fine aprile al secondo piano di Isetan Shinjuku. Il negozio punta alle giovani sulla ventina e rientra nei tentativi di Isetan di attirare giovani donne nel proprio flagship store.

 

Diesel inaugura un flagship store a Tokyo

Il 23 aprile, Diesel ha inaugurato un flagship store a Tokyo, il suo più grande negozio in Asia. Il negozio ha 3 piani e si trova nel quartiere di Ginza. Il Presidente e fondatore di Diesel, Enzo Rosso, l’ha definito un “must” per un marchio casual e di denim di alto livello come Diesel, dichiarando all’agenzia AFP che il Giappone è “il mercato più importante del mondo”. Il negozio offre la linea di lusso-casual Black Gold Label che si rivolge ad un target più maturo e più agiato al tempo stesso. In Italia Diesel ha allargato le sue attività ad una collezione tessile casa, che potrebbe essere presentata anche in Giappone.

 

Cox lancia un secondo marchio SPA

Cox, retailer di abbigliamento controllato da Aeon, lancerà quest’autunno la sua seconda catena SPA (Specialty store retailer of Private label Apparel) per uomo. Puntando alla fascia di uomini tra i 30 ed i 49 anni, il marchio Cardiograph sarà concepito per essere venduto in station building e fashion building e si rivolgerà agli impiegati. Tre negozi da 130 mq saranno aperti entro febbraio del prossimo anno. Il lancio segue la prima iniziativa SPA di Cox, Ikka, una catena che si rivolge ad uomini e donne alla soglia dei 30 anni ubicata nei centri commerciali di periferia e che conta già 71 negozi, con altri 25 previsti per quest’anno. Cox ritiene tuttavia che il boom dei centri commerciali avrà un picco quest’anno, mentre gli anni futuri dovrebbero riservare meno opportunità per l’apertura di nuovi negozi.

 

American Apparel prevede di arrivare a 10 negozi

American Apparel, retailer statunitense di abbigliamento casual, ha aperto di recente un nuovo punto vendita a Tokyo nel quartiere di Jiyugaoka e rende noto di volere giungere a 10 negozi in un prossimo futuro, rispetto agli attuali sei. Sono previsti un punto vendita nel quartiere di Shibuya, ed altri nelle città di Yokohama e Osaka. Il negozio di 200 mq di Jiyugaoka è più piccolo rispetto al punto vendita standard di 260 mq, ma è visto come un negozio antenna per altri all’interno di fashion building e station building che dovrebbero seguire il lancio in siti chiave indipendenti. Il negozio di Yokohama sarà aperto in estate, mentre un secondo negozio a Shibuya sarà aggiunto al punto vendita esistente la prossima primavera in contemporanea con un altro negozio a Osaka. American Apparel Japan riferisce che il fatturato giapponese ha dato risultati molto positivi salendo del 60% rispetto all’anno precedente e toccando un miliardo di yen (ca. 6 mln. di euro) circa nell’anno finanziario conclusosi a dicembre. Le previsioni per l’esercizio finanziario 2008 sono di un incremento del fatturato a 1,5 miliardi di yen.

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