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La 42ma edizione di Shoes from Italy e la 65ma edizione di Promopel Toyota Tsusho Corporation punta ad un’attività da 300 miliardi di yen nel settore moda Focus: rapida crescita per i retailer di maglieria intima Victorinox si mette in proprio Mitsukoshi Ginza raddoppierà i suoi spazi: diventerà forse l’”Isetan di Ginza”? Tokyo Girls Collection: la sfilata Real Clothes attira 20.000 persone Japan Fashion Week: maggiore attenzione verso i consumatori Cosa si acquista per sentirsi più giovane Sazaby lancia un nuovo negozio dedicato alle donne che lavorano Ottima partenza per Hankyu Men’s Samantha Thavasa raddoppia i prezzi e aggiunge prodotti di pelle italiana Un nuovo genere di negozio di cosmetici da uomo Isetan lancia un marchio di denim proprio Nuovo sito web e-commerce di Gucci per telefoni cellulari Abbigliamento in vendita tramite cellulare Asics lancia i negozi Onitsuka Tiger in Cina United Arrows apre un select shop parigino a Harajuku Mutow allarga il suo mercato a clienti tra i 20 ed i 40 anni Benetton Omotesando espande lo spazio dedicato all’uomo
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La 42ma edizione di Shoes from Italy e la 65ma edizione di Promopel Dall’8 al 10 aprile ha avuto luogo a Tokyo la 42ma edizione di Shoes from Italy, la mostra autonoma organizzata semestralmente dall’ICE nel corso della qu La mostra, è stata organizzata, come di consueto, presso il prestigioso Hotel Okura di Tokyo, le cui camere sono state trasformate in show-rooms, per garantire l’esposizione delle novità relative alle collezioni autunno/inverno 2008-2009.I visitatori registrati a questa edizione sono stati 1.128 in rappresentanza di 670 ditte, mantenendo i livelli dell’analoga edizione di aprile 2007. Questa è stata l’ultima volta che la manifestazione si è svolta in questa sede. La sede prevista per la prossima edizione è The Westin - Tokyo, ubicato nel quartiere di Ebisu. Contemporaneamente a Shoes from Italy, dal 7 al 9 aprile a Tokyo presso l’Hotel Okura e dal 10 all’11 aprile 2008 ad Osaka presso l’Hotel Hilton International ha avuto luogo la 65ma edizione di Promopel, organizzata da Aimpes nell’ambito delle sue attività per la promozione del Made in Italy. Nel corso della manifestazione una delegazione di aziende italiane associate produttrici di borse, articoli da viaggio e piccola pelletteria ha presentato ai buyers giapponesi le collezioni per l’autunno/inverno 2008/09.
Toyota Tsusho Corporation punta ad un’attività da 300 miliardi di yen nel settore moda Toyota Tsusho Corporation è conosciuta soprattutto per la sua lunga attività di import/export nel settore degli autoveicoli, ma ora ha deciso di diversificare i campi trattati allargandoli all’energia, ai metalli, all’alimentare e alla moda. Dopo un recente investimento in Fukusuke, Toyota intende ora sviluppare un’attività da 300 miliardi di yen nel settore della moda in soli cinque anni, ed è destinata a diventare un’importante fonte di nuove opportunità per chi vuole esportare in Giappone. Toyota Tsusho è una enorme trading company cresciuta in modo disordinato che nell’esercizio fiscale 2006 ha realizzato un fatturato netto di 6.200 miliardi di yen (ca. 37,6 mld. di euro) e che vanta un patrimonio di 2.400 miliardi di yen. Originariamente creata nel 1934 dall’allora Gruppo Toyoda come strumento di finanziamento al consumo per vendere veicoli Toyota, è diventata una società che vende automobili, acciaio, prodotti energetici, generi alimentari nonché tessili, abbigliamento e gioielleria. Anche se i settori relativi a metalli, macchinari e automobili costituiscono il 50% del fatturato, Toyota Tsusho ha una divisione dedicata ai prodotti di consumo con vendite di 382 miliardi di yen. Questa divisione comprende un dipartimento relativamente piccolo di tessili, in parte costituito da attività acquisite da Tomen Corporation, che Toyota Tsusho ha rilevato nel 2006. Ora, con un mix di fusioni e acquisizioni e investimenti in marchi esistenti, Toyota Tsusho intende sviluppare la divisione tessile puntando a un fatturato di 300 miliardi di yen nei prossimi cinque anni, e a utili più che raddoppiati, passando dall’1,17 miliardi di yen di quest’anno alla cifra di 3,5 miliardi. Dati che la porterebbero fra le più importanti società di abbigliamento, con fatturati equiparabili a quelli di Onward e World. Toyota Tsusho ha già cominciato una serie di acquisizioni. Lo scorso anno ha investito in Fukusuke, produttore e retailer di calzetteria, e ha acquisito quote di Biscaye Holdings, fabbricante e grossista di abbigliamento femminile. Il modo in cui ha gestito l’affare Fukusuke è indicativo del suo futuro approccio alle acquisizioni, ovvero insediarvi i propri manager con il compito di applicare il know how di Toyota Tsusho nella gestione e nei sistemi della catena di fornitura ed investire in una nuova rete di distribuzione al dettaglio. In tal modo, Toyota Tsusho intende trasformare i nuovi acquisti in validi retailer con il genere di produzione e logistica agili inventate proprio alla Toyota. Man mano che la società espanderà tali attività, cercherà anche di sviluppare marchi europei ed americani in Giappone sullo stesso modello seguito da Onward e World. Date le enormi risorse di denaro contante di Toyota, questa società potrebbe divenire un ottimo partner per i marchi stranieri che desiderano penetrare in questo mercato. Attualmente, le sue attività SPA (Specialty store retailer of Private brand Apparel) rappresentano un fatturato di appena 18 miliardi di yen (ca. 109 mln. di euro), i tessili 45 miliardi e le forniture OEM generano 54 miliardi. Data l’ampia disponibilità di fondi per fusioni e acquisizioni, secondo le previsioni entro il 2013 le attività SPA dovrebbero rendere oltre 180 miliardi di yen, i tessili scendere a 40 miliardi e l’attività OEM salire a 80 miliardi. Il reparto tessili verrà ridotto e le forniture OEM saranno potenziate attraverso Toyotsu Fashion Express, utilizzando l’esperienza maturata da Toyota Tsusho nella produzione per garantire una manifattura efficiente e di alta qualità dei prodotti di abbigliamento, e soprattutto un buon controllo dell’inventario, aiutando così i clienti ad accrescere i propri margini. La divisione SPA utilizzerà anche la produzione di Toyotsu Fashion Express come catena di fornitura centrale per le sue proprie attività di distribuzione al dettaglio. Utilizzando questa catena di fornitura come struttura centrale, Toyota Tsusho intende acquistare altri marchi di abbigliamento da trasformare in attività SPA, prevedendo anche acquisizioni all’estero. Questi futuri investimenti seguiranno uno schema simile a quello utilizzato per Fukusuke: acquisire fabbricanti e dettaglianti ed investire nell’espansione delle loro reti di distribuzione al dettaglio per creare una divisione che abbia un rapporto il più stretto possibile con il cliente. La strategia si basa in parte sulla convinzione che le attività al dettaglio siano l’unico modo esistente oggi per costruire marchi di abbigliamento di successo, e in parte sul fatto che le attività SPA sono quelle che consentono di ingenerare i maggiori utili.
Focus: rapida crescita per i retailer di maglieria intima Le consumatrici giapponesi possono ora contare su una più ampia scelta per quanto riguarda l’intimo e la lingerie. Il gran numero di negozi aperti negli ultimi cinque anni ha incoraggiato l’investimento nei marchi del dettagliante da parte di grossi produttori quali Triumph e Wacoal nonché di produttori più piccoli diventati retailer come Tutuanna e Pleasure Gene. I cambiamenti dimostrano il potenziale che esiste su questo mercato per i marchi di intimo innovativi che tra l’altro, crescendo, vanno aggiungendo nuovi marchi esteri al proprio portafoglio. Sono passati 10 anni da quando Triumph International ha lanciato la prima catena SPA (Specialty store retailer of Private brand Apparel) di intimo in Giappone. Chiamata Amo’s Style, questa catena ha ridefinito il commercio di biancheria intima per donne giovani, offrendo un buon livello di design, possibilità di scegliere fra linee più costose nei grandi magazzini e linee basiche più elementari proposte da ipermercati e catene di abbigliamento di fascia bassa. È stato un grande successo che ha spronato i concorrenti a lanciare le proprie catene al dettaglio per competere. Quello che sorprende è il tempo impiegato dalla concorrenza per emergere, ma ora ci sono segni di un numero crescente di società di intimo che desiderano creare grandi catene di distribuzione al dettaglio. Amo’s Style conta ora 290 negozi operativi, e continua a crescere in fretta: nel 2007 sono stati aperti 33 nuovi negozi e 24 sono stati chiusi, con le vendite che sono aumentate di circa il 2% nel complesso. Grazie ad una rettifica del merchandising, il fatturato a perimetro costante a dicembre 2007 ha registrato un più 12%, e a gennaio un più 10%. Triumph International intende aprire da 20 a 25 negozi quest’anno, principalmente all’interno di nuovi centri commerciali. Ulteriori sforzi vengono esperiti per attirare nuove clienti, in particolare donne tra i 27 ed i 33 anni, con una nuova campagna di marketing per il 2008 volta a promuovere nuove linee su questo mercato. Mentre Triumph International creava la propria rete di quasi 300 negozi, i concorrenti locali hanno reagito facendo ben poco e fino a due anni fa Amo’s Style L’acquisizione di Peach John ha contribuito a colmare la manifesta mancanza di offerta di Wacoal a favore di clienti più giovani e rientra in una più ampia strategia volta a rivedere la propria attività e a tutelarsi da assorbimenti indesiderati. Wacoal conta comunque ancora meno di 100 negozi a gestione diretta di sua proprietà. Alcuni di questi vengono gestiti da una affiliata chiamata Une Nana Cool, anche se la performance non è ottimale con alcuni formati in perdita, ad esempio Amphi e Subito. Si ritiene che Wacoal stia pensando di eliminare questi negozi e di ricominciare. Questa società sta anche aggiungendo marchi internazionali alla propria offerta che include attualmente La Perla e il marchio svizzero Hanro, con una previsione di 45 negozi il prossimo anno rispetto agli attuali 38. Quest’autunno comincerà a vendere prodotti Emporio Armani in 7 grandi magazzini contando di arrivare ad essere presente in 30 grandi magazzini per il 2009. Wacoal intende anche introdurre il prodotto Peach John in questi negozi nella speranza di rinvigorire le vendite anche se il rischio è che diluisca semplicemente il valore di quel marchio. Per il solo Peach John, Wacoal investirà espandendosi oltre i 20 negozi attuali e ha anche appena lanciato una nuova linea per grandi magazzini chiamata Girls from Good Families by Peach John. Il primo di questi negozi è stato aperto nel grande magazzino Isetan a Shinjuku e ha lo scopo di andare oltre i prodotti giovani all’ultima moda che Peach John vende abitualmente, ampliando il proprio appeal come marchio moda. Il negozio, come suggerisce il nome, non mette l’enfasi sull’intimo sexy e propone, oltre ad un assortimento di lingerie, capi per la casa e la cucina, e cosmetici per un totale di circa 200 prodotti. Altri fabbricanti affermati stanno tentando il commercio al dettag La vera crescita di questi ultimi anni è tuttavia giunta da un gruppo di società di piccole dimensioni, come Tutuanna e Sock Kobe. Entrambe hanno oltre 100 negozi che si rivolgono a donne giovani, con fatturati che raggiungono 10 miliardi di yen, ma poiché la maggior parte dei negozi è concentrata nelle proprie basi operative nella regione del Kansai, poche persone nella regione del Kanto conoscono questi marchi. Pur essendo presenti entrambe da circa 40 anni, hanno subito trasformazioni negli ultimi anni a seguito della decisione di creare proprie catene di distribuzione al dettaglio e di passare dal commercio all’ingrosso a quello al dettaglio. Questa mossa ha portato ad innovazioni nei modelli e nei colori, oltre che nei tipi di negozi, poiché il feedback diretto dei clienti ha condotto i progettisti a creare idee nuove per rispondere alla richiesta. Incoraggiati dalle richieste dei promotori di centri commerciali, queste società hanno anche creato dei marchi del rivenditore distinti per alcuni segmenti mirati. Lo scorso anno Tutuanna ha creato tre marchi: Black Label per centri commerciali nei centri città; Pink Label per station building nelle stazioni suburbane ed i fashion building; e Green Label per i centri commerciali regionali. La risposta delle clienti è stata positiva con un aumento delle vendite del 24% nel corso dell’anno conclusosi ad agosto 2007 con 6,9 miliardi di yen per l’intera catena con un miglioramento anche del fatturato a perimetro costante (+6%). Tutuanna ha aperto 35 negozi nuovi lo scorso anno e intende aprirne 25 quest’anno, portando il totale ad oltre 150. Anche Sock Kobe conta ora 145 negozi e un fatturato di 9 miliardi di yen, ed intende aprire 20 negozi nuovi quest’anno. Questi includeranno alcuni negozi di grande superficie fino a 300 mq, con nuove linee di accessori ed anche abbigliamento per animali di compagnia. Sono emersi anche due piccoli operatori SPA (Specialty store retailer of Private brand Apparel) di intimo a partire dall’anno scorso. Uno, Pleasure Gene, è un produttore di lingerie che ha acquisito una piccola catena di 12 negozi chiamati Alice nel 2006 e da allora ha esteso la catena a 18 negozi. Intende aprirne altri cinque quest’anno, tutti nell’isola del Kyushu, mentre sta considerando l’apertura di negozi nella regione del Kanto. Su una falsariga molto simile a quella di Amo’s Style, le boutique Alice offrono una gamma di marchi del rivenditore fra cui Pug e Zuka Stella. Un’altra catena simile, Rolian Mille, con sede a Osaka, vanta 40 negozi e ha dato prova del proprio Il mercato SPA dell’intimo è un ennesimo esempio di come la valanga di nuovi centri commerciali stia incoraggiando nuovi debuttanti in questo settore del retail specializzato, in larga misura dalle fila di ex produttori e grossisti. Società come Pleasure Gene e Rolian Mille rimangono di piccole dimensioni, ma l’eccellente capacità dei centri commerciali, e la liquidità ottenuta sia dagli elevati profitti che da banche disponibili, suggeriscono uno slancio della crescita del retail dell’intimo. Queste società faranno pressione sui retailer esistenti mettendo ulteriormente alle strette i loro ex-colleghi grossisti e produttori che nel frattempo non hanno creato un proprio dettaglio. Nel contempo, il nuovo livello di attività sta costringendo società più grandi come Wacoal ad apportare nuove idee, compreso l’inserimento di ulteriori marchi esteri. Con l’intensificarsi della concorrenza che richiederà altri marchi nuovi, aumenteranno le opportunità anche per i marchi italiani.
Victorinox si mette in proprio Victorinox ha riacquistato l’anno scorso i diritti sulla distribuzione di abbigliamento con il nome di Victorinox Japan, e a gennaio 2008 ha ripreso il controllo dei negozi retail in Giappone. La società svizzera controllerà ora tutti gli aspetti del marchio e prevede di aprire altri negozi, un ennesimo esempio di una marca che assume il controllo delle attività giapponesi. Fino a gennaio 2008, l’abbigliamento Victorinox era gestito in Giappone da Goldwin con una licenza Mitsui, ma l’anno scorso Victorinox ha riacquistato i diritti sull’abbigliamento, con un accordo che ha incluso 25 negozi al dettaglio. Lanciato per la prima volta negli USA, l’abbigliamento Victorinox è diventato una parte fondamentale del fatturato del marchio e Victorinox ha voluto riprendersi il controllo dell’attività giapponese per megl Victorinox vanta una presenza in Giappone dal 1994, ma ora - con il controllo totale della divisione abbigliamento e dei negozi - pensa di potenziare il numero di punti vendita e meglio coordinare il merchandising dell’abbigliamento con quello di coltelli e accessori, prevedendo anche l’apertura di un flagship store a Tokyo. La società espanderà anche la distribuzione all’ingrosso sia dell’abbigliamento che di altri articoli ai select shop. Sul fronte abbigliamento, buona parte del prodotto arriverà dall’azienda USA, ma circa il 30% sarà sviluppato specificamente per il mercato giapponese, in cui punterà a uomini e donne tra i 30 ed i 40 anni con un’ampia gamma di livelli di prezzo dai 20.000 ai 230.000 yen (dai 120 ai 1.400 euro circa) per le giacche.
Mitsukoshi Ginza raddoppierà i suoi spazi: diventerà forse l’”Isetan di Ginza”? A marzo Mitsukoshi e Isetan avevano annunciato alcune nuove iniziative in vista della loro formale alleanza in vigore dal primo aprile. Uno dei piani prevedeva l’ingresso nei servizi di viaggio di lusso con il lancio di un pullman speciale da utilizzare per portare i clienti in vacanza. Altri programmi prevedono il raddoppio della superficie del negozio Mitsukoshi di Ginza, e il lancio di un approvvigionamento congiunto dei prodotti – quest’ultimo farà sì che i marchi europei dovranno ora fare riferimento ad uno sportello unico per vendere a Mitsukoshi e Isetan. A marzo Mitsukoshi e Isetan hanno annunciato l’inaugurazione di un servizio pullman di lusso, il “Mitsukoshi Premium Cruiser”, per il trasporto dei clienti nei fine settimana in località turistiche. Il pullman sarà di dimensioni standard ma avrà appena 10 sedili, tutti dotati di TV con grandi schermi, ampie toilette, finestrini senza cornici dotati di vetri attraverso i quali chi è fuori non può vedere interno e guide specificamente addestrate. Puntando a pensionati benestanti, il pullman recherà il marchio Mitsukoshi, e pur tr Sarà interessante vedere come questo influirà sui negozi di Mitsukoshi situati in ubicazioni più alla moda e vi sono state anche indiscrezioni di un possibile rebranding dei negozi per adattarsi al nuovo posizionamento e meglio rivolgersi ai rispettivi mercati. Il punto vendita Mitsukoshi nel quartiere di Ginza è il negozio per il quale viene maggiormente menzionata la possibilità di cambiare nome in Isetan Ginza, nonostante la resistenza molto seria e gli alti livelli di scontento in seno a Mitsukoshi verso ciò che quest’ultimo considera essere un modo della dirigenza di Isetan di ostentare la propria volontà. Che il nome cambi o meno, Mitsukoshi Isetan Holdings raddoppierà in ogni caso la superficie di Mitsukoshi di Ginza entro il 2010. Successivamente alla fusione formale dei due grandi magazzini, datata 1 aprile, il restauro del negozio di Ginza avrà finalmente inizio, con l’obiettivo di farne la “versione di Isetan Shinjuku” nell’area orientale della città, una prospettiva che preoccupa non poco il concorrente Matsuya di Ginza. Il nuovo punto vendita avrà 1,8 volte lo spazio attuale, e adotterà le migliori prassi di Isetan per creare un negozio di moda di altissimo livello degno dell’area, comprese innovazioni Isetan fra cui uno spazio dedicato a nuovi stilisti di moda e una vasta dépendance uomo. Questo negozio punterà inoltre al crescente numero di famiglie benestanti che vivono negli edifici affacciati sulla baia di Tokyo, per le quali Ginza è la più vicina destinazione dello shopping di moda di lusso, con un ampio spazio riservato anche all’abbigliamento bimbo di fascia alta e agli accessori. Si tratta, in altre parole, proprio del mercato di Isetan Shinjuku, cosa che spiega le indiscrezioni a proposito di un cambio di nome in Isetan Ginza. Certo qualcosa è necessario per porre un freno al rapido calo del fatturato del negozio di Ginza di fronte alla concorrenza dei nuovi shopping building. Mentre Mitsukoshi di Ginza era una volta il preferito dalle impiegate nell’area, il restauro di Matsuya qualche anno fa ha iniziato a togliere un po’ di smalto alle vendite di Mitsukoshi. Le vendite a dicembre 2000 ammontavano a 9,12 miliardi di yen (ca. 55,3 mln. di euro), ma lo scorso dicembre erano scese ad appena 6,3 miliardi di yen. La concorrenza si è fatta più intensa man mano che le varie maison hanno aperto i propri negozi indipendenti a Ginza, sottraendo il business del lusso al negozio. Il colpo più duro è giunto lo scorso anno con una successione di aperture, a iniziare da Marronier Gate e Yurakucho Itocia (che include anche Marui), e infine la parziale riapertura di Daimaru presso la stazione di Tokyo. Il nuovo edificio presenterà un restyling dello spazio esistente creando un negozio da 40.000 mq più un parcheggio e una palazzina adiacente per uffici. Diversamente dai tradizionali grandi magazzini, gli edifici vecchi e nuovi non saranno separati, ma verranno amalgamati come piani unici, salvo che per il pianterreno ed il primo piano che saranno dotati di gallerie di collegamento fra gli edifici. Il nuovo edificio includerà uno spazio dedicato agli eventi al 9º piano chiamato Ginza Terrace, e l’intero negozio sarà progettato per facilitare lo shopping ai turisti con personale che parla cinese e inglese. Oltre alla collaborazione anteriore alla fusione in merito a progetti immobiliari e pullman innovativi per la terza età, Isetan e Mitsukoshi stanno già collaborando al reperimento di prodotti – inclusi quelli di marchi europei. Stando alle loro informazioni, a partire dalla prossima estate Mitsukoshi Isetan Holdings inizierà a vendere circa 1.000 prodotti reperiti congiuntamente nei settori moda, gioielleria, biancheria e pasticceria. La società lavorerà sia con marchi esterni sia per la realizzazione di prodotti recanti il proprio marchio, e tutti gli articoli saranno venduti nell’intera rete di 32 punti vendita di Isetan-Mitsukoshi. Ciò dimostra ancora una volta come le società utilizzeranno i punti forti di ciascuna: i buyer di Isetan, per esempio, hanno il compito di reperire articoli del settore moda nonché di sviluppare prodotti in edizione limitata con marchi leader, mentre i buyer di Mitsukoshi si occupano dell’alimentare e della gioielleria di fascia alta. Fra le società che parteciperanno a vari progetti, nomi come Valentino, Celine ed un’altra cinquantina di marchi. Con il procedere della fusione delle attività, aumenterà la quantità di acquisti centralizzati e gli esportatori dovranno verificare con i buyer di Mitsukoshi e Isetan di avere il contatto con le persone giuste per entrambe le catene al fine di non perdere le vendite a quella che finirà con l’essere la più grande catena di grandi magazzini in Giappone.
Renown alleggerirà ulteriormente il proprio portafoglio marchi quest’anno in un ulteriore tentativo di realizzare utili. 15 marchi su un totale di 62 verranno cancellati dal proprio portafoglio. La società potrebbe cedere anche l’edificio che ospita il suo quartier generale a Shinagawa. Si prevede, quindi, che il fatturato della sola società principale scenda a soli 70 miliardi di yen entro il 2010. Vi sono altresì indiscrezioni secondo cui la società potrebbe eliminare Aquascutum, il suo marchio più forte al momento. Nonostante piano dopo piano abbia promesso consolidamenti, tagli, nuove idee e cessioni, Renown ha registrato perdite ogni anno tranne uno dal 1991 a oggi. Nel 1995 aveva registrato perdite per 36 miliardi di yen e nel 1992 per 23 miliardi. Il suo fatturato, che aveva raggiunto un picco di 244 miliardi nel 1991, l’anno scorso è sceso a circa 90 miliardi di yen, un calo di quasi il 65%. Nonostante la società abbia assorbito D’Urban e Leilian nell’esercizio finanziario 2006 facendo risalire il fatturato a 176,3 miliardi di yen, le vendite hanno continuato a regredire, con una previsione di 175,5 miliardi per l’anno finanziario conclusosi nel febbraio 2008. Un vero e proprio declino per quello che una volta era il primo gruppo di abbigliamento generale in Giappone. Simbolo della abilità industriale giappone Infine a marzo, Renown ha insediato un nuovo presidente, Minoru Nakamura, che ha affermato di non aspettarsi – almeno per un certo periodo - né una crescita del fatturato né un utile, suggerendo che le vendite scenderanno a 70 miliardi per le attività principali di Renown, con la possibilità - tuttavia - di generare un utile di 3 miliardi di yen nel 2010. Ma dove trovare tali profitti? Eliminare i marchi che producono perdite sarà di certo utile, ma ci sarà bisogno di andare molto oltre rispetto ai 15 iniziali. Se da un lato concentrarsi su marchi come Arnold Palmer, D’Urban ed Ensuite ha un senso, nessuno di questi marchi ha un successo che può essere definito travolgente. Renown ha altresì chiarito che non esperirà alcun nuovo tentativo di creare marchi SPA (Specialty store retailer of Private brand Apparel). Una fonte di speranza è stata Aquascutum, attualmente in corso di riorganizzazione da parte di Kim Winser, che in precedenza aveva fatto qualcosa di simile per il marchio Pringle. Nel 2006 però, Aquascutum registrava perdite per circa 2 miliardi di yen l’anno e Kaleido Holdings, lo specialista in risanamenti che ha rilevato il 25% di Renown nel 2005, ha già dovuto pompare 10 miliardi di yen nel marchio. Tutto quanto sopra ha dato vita a congetture secondo le quali Kaleido starebbe spingendo Renown a vendere Aquascutum. Sarebbero numerosi i vantaggi: la vendita libererebbe immediatamente Renown di una primaria fonte di perdite, consentirebbe alla società di dedicare più attenzione ai marchi domestici, e apporterebbe della liquidità necessaria per sviluppare la propria attività retail. Si aggiunga il fatto che, per rendere il marchio nuovamente profittevole, sarebbero necessari altri 10 miliardi di yen (ca. 61 mln. di euro) circa da spendere per l’apertura di altri flagship store in capitali chiave quali Parigi e Mosca – come programmato da Kim Winser. Renown non dispone della liquidità necessaria ed è improbabile che Kaleido voglia spendere di più. La domanda interessante rimane chi potrebbe essere un acquirente per un marchio come Aquascutum. All’estero vi sono numerose possibilità, ma gli acquirenti più verosimili si trovano sull’arcipelago giapponese. Fast Retailing è quello che ha maggiore necessità di incrementare il fatturato tramite fusioni e acquisizioni per centrare il proprio target di 1.000 miliardi di yen di fatturato per il 2010, ma anche altri potrebbero essere interessati, inclusi Onward, Tokyo Style, Itochu e anche World.
Tokyo Girls Collection: la sfilata Real Clothes attira 20.000 persone Inizialmente Xavel ha dato il via alla manifestazione denominata Tokyo Girls Collection per attirare visitatori al proprio sito mobile girlswalker.com. Oggi questo sito è già diventato uno dei siti mobili più visitati in assoluto dalle giovani, e la sfilata è diventata un fenomeno culturale, che attrae folle paganti quantificabili in oltre 20.000 persone, e numerose altre online. Oggi la Tokyo Girls Collection è diventata un evento collaterale della Japan Fashion Week, e gode del con il patrocinio di JETRO (Japan External Trade Organization), del Ministero degli Esteri Giapponese e del Governo di Tokyo, e ha anche dato vita ad un secondo evento fuori dal Giappone, a Pechino. A marzo si è assistito a Tokyo ad un tourbillon di eventi collegati alla moda, a cominciare dalla Japan Fashion Week. Mentre quest’ultima ha attirato la stampa specializzata seria, un’altra manifestazione è divenuta un fenomeno culturale indipendente, e sta facendo altrettanto per divulgare la cultura della moda popolare giapponese.. La sesta edizione della Tokyo Girls Collection si è tenuta il 15 marzo presso lo Yoyogi Stadium di Tokyo, ed è un evento che presenta marchi di abbigliamento donna “street” per ragazze giovani, grosso modo dai 16 ai 23 anni. Diversamente dalle pas Lo spettacolo ha in particolare sottolineato le sue credenziali “democratiche”: tutti i capi presentati sulla passerella erano della stagione corrente, potevano essere acquistati immediatamente, via web, cellulare e nei negozi, e a prezzi accessibili. I visitatori dell’evento hanno anche potuto acquistare i capi in diretta tramite cellulare nel momento in cui venivano presentati. Le modelle, inoltre, non erano le solite top model delle sfilate, ma modelle della carta stampata oltre ad un buon numero di “modelle delle lettrici”– ragazze “normali” scelte dalle lettrici di siti mobili e siti web controllati dall’organizzatore Xavel, modelle, quindi, con cui le numerose visitatrici potevano rapportarsi o aspirare di diventare. La sesta edizione ha attirato una folla di oltre 21.000 persone e, fatto fondamentale, ha ricevuto un’ampia copertura mediatica, fattore che non è passato inosservato ai grossi marchi: per questa edizione Music on! TV e Disney Mobile sono stati tra gli sponsor dell’evento. Tanto è stato il successo avuto dalla manifestazione che ora si tiene anche all’estero, con una sfilata tenuta a Pechino a fine marzo. La Girls Collection ha ottenuto anche il patrocinio del governo giapponese, con fondi del JETRO e del Ministero degli Esteri per promuovere la moda giapponese all’estero.
Japan Fashion Week: maggiore attenzione verso i consumatori La Japan Fashion Week continua ad evolversi e a cambiare, inglobando – ad esempio - la fiera del tessile Nuno, che si è svolta nella stessa settimana presso il Tokyo Forum, ed eventi collaterali come la Tokyo Girls Collection. Oltre alla trasmissione televisiva degli eventi, la manifestazione ora è bene organizzata e conta su una ragguardevole azione di marketing e su fondi sia privati che pubblici. Considerato il crescente interesse che giunge dall’estero (paesi asiatici quali Corea del Sud, etc.) viene posta nuova enfasi sulla diffusione della cultura della moda giapponese. La sesta edizione della Japan Fashion Week (JFW) si è tenuta a partire dal 10 marzo. L’evento, che si è svolto all’interno del complesso Tokyo Midtown, ha presentato in sette giorni 44 maison e 45 marchi. A partire dall’edizione dello scorso autunno, la Japan Fashio Le promozioni fanno parte dei tentativi per pubblicizzare tra il pubblico non specializzato le attrattive della Japan Fashion Week. Un altro evento è stato organizzato presso Takashimaya di Shinjuku. Al piano terra il 12 marzo è stata organizzata una sfilata del marchio Hisui. Al primo piano ha avuto luogo la proiezione di immagini delle sfilate della JFW, mentre al settimo piano si è svolta una mostra dei capi realizzati dai laureandi del famoso Bunka Fashion College, intitolata “Tokyo in Process”. Sempre allo stesso piano, nell’area New Creator, sono stati messi in vendita i capi di alcuni marchi, come Ylang Ylang e Theatre Products, che hanno sfilato alla Japan Fashion Week. Nell’ambito degli sforzi profusi dal Fashion Strategy Forum di promuovere la cultura giapponese all’estero, il finale dell’ultima edizione della Japan Fashion Week ha voluto presentare una serie di kimono da uomo per sottolineare la lunga storia del design tessile e moda giapponesi. Si è trattato di una collaborazione originale tra il select shop United Arrows ed un produttore tessile di Kyoto dalle lunghe tradizioni. Kondaya Genbei è una società specializzata nella produzione di “obi” (larghe cinture per kimono) che vanta ben 270 anni di storia. Famosa per la sua sofisticate tecniche di tessitura e colorazione dei tessuti, Kondaya è anche nota per la sua ricerca di idee innovative per rifinire gli obi, per la continua ricerca sui tessuti (alcuni li fa arrivare dall’India) e per il fatto che i suoi dipendenti raramente diventano maestri artigiani prima dei 60 anni. La sfilata ha presentato dei kimono indossati 200 o 300 anni fa, oltre a capi contemporanei. Per United Arrows si è trattato del punto di arrivo di un’azione mirante a creare un ponte tra design giapponese e Occidente, ed il mezzo migliore per metter in risalto la cultura relativa alla moda giapponese. La collezione di kimono è stata posta in vendita attraverso il negozio principale di United Arrows di Harajuku il 1 aprile. L’operazione fa seguito ad un simile lancio di kimono da donna effettuato da United Arrows lo scorso anno.
Cosa si acquista per sentirsi più giovane In un sondaggio recente del gigante alimentare Kagome condotto su un campione di 2.100 donne sposate tra i 25 e i 59 anni, è stato chiesto che cosa avrebbero acquistato per sentirsi più giovani. All’ultimo posto, per 500 yen le intervistate avrebbero acquistato una rivista di moda o un certo tipo di yogurt dietetico. Per 1.000 yen (6 euro), le riviste risultano sempre una scelta popolare, ma i cibi sani, specialmente quelli che fanno bene alla pelle o ai capelli, passano al primo posto. Per 5.000 yen o 10.000 yen, le donne optano per una seduta dal parrucchiere, anche se la seconda scelta risulta quella di mangiare al ristorante per 5.000 yen o recarsi presso un salone di estetica per 10.000 yen. Per 30.000 yen, la scelta privilegiata è un soggiorno alle terme, mentre al secondo posto troviamo dei trattamenti in un salone di bellezza. Una cosa interessante è che per le cifre superiori, più di un terzo delle intervistate ha scelto la stessa risposta, forse per una mancanza di opzioni, ed il 18,8% delle donne ha detto che se avessero 30.000 yen da spendere, non li avrebbero usati affatto per qualcosa che le facesse sentire giovani. Purtroppo per Kagome, nessuna delle intervistate ha risposto che avrebbe mangiato più pomodori, prodotto per il quale l’azienda è nota.
Sazaby lancia un nuovo negozio dedicato alle donne che lavorano Sazaby League ha lanciato ad aprile una nuova catena per donne attive nel mondo del lavoro all’interno di Granduo, il complesso che è una via di mezzo fra lo station building ed il grande magazzino, realizzato da JR East a Kamata. Cocoonist, questo il nome della catena, offre accessori per la casa, il bagno e l’abbigliamento, oltre ad articoli di oreficeria e gioielleria, borse e portafogli. Sazaby League conta di aprire sei negozi il primo anno, che saliranno a 20 in tre anni, mirando a vendite per 2,5 miliardi di yen (ca. 15 mln. di euro). Per maggiori dettagli: www.cocoonist.net
Ottima partenza per Hankyu Men’s Hankyu Men’s ha registrato un ottimo primo mese dalla sua apertura, avvenuta il primo febbraio. Presentando negozi in anteprima assoluta, come il primo negozio Louis Vuitton esclusivamente per uomo o il primo punto vendita Tom Ford in Giappone, oltre ad una serie di marchi giapponesi di tendenza, come Undercover e Number Nine in uno spazio denominato Quadrophenia, il negozio ha attirato grandi folle, che arrivavano persino da Nagoya, distante circa 150 km. Oltre un milione di persone hanno visitato il negozio nel primo mese di apertura. Hankyu afferma di essere rimasto sorpreso dall’elevato numero di donne. In genere la media è stata del 10% di donne, 30% di uomini e 60% di coppie. Nonostante il grande magazzino si aspettasse che le donne diminuissero drasticamente dopo San Valentino, il flusso ha continuato ad essere costante. Il punto vendita è entusiasta, inoltre, della varietà generazionale dei visitatori, visto che persino i teenager, che in genere non sono clienti abituali dei grandi magazzini, sono affluiti numerosi verso le collezioni moda del quinto piano. Fino a questo momento i negozi situati al piano terra stanno ottenendo il 25% del totale delle vendite, con particolare successo dei punti vendita di Louis Vuitton e Berluti. Le vendite per il mese di febbraio hanno raggiunto i 2,4 miliardi di yen (ca. 15,4 mln. di euro) da una superficie di vendita di 16.000 mq. Si tratta di un aumento delle vendite del 120% rispetto a quelle realizzate dal vecchio negozio Hankyu.
Gap apre negozi esclusivamente per donna, mentre Banana Republic apre all’interno dei grandi magazzini Gap Japan ha lanciato, in marzo, i suoi primi negozi dedicati esclusivamente alla donna. Situati all’interno dello shopping building Atré di Oimachi (Tokyo) e del punto vendita GAP a Shinsaibashi (Osaka), puntano alle donne tra i venti ed i quarant’anni e recano l’insegna Gap Woman Shop. Il punto vendita di Oimachi è uno spazio indipendente di 200 mq mentre quello di Shinsaibashi è collegato al negozio principale di GAP. Il formato “women’s only” è stato esteso anche ai nuovi shop-in-shop Banana Republic di dimensioni ridotte all’interno dei grandi magazzini. Gap ha aperto il primo corner solo donna di Banana Republic all’interno del grande magazzino Tobu a Ikebukuro in uno spazio di 164 mq – le dimensioni medie dei punti vendita sono superiori ai 500 mq. L’iniziativa rientra in un investimento più ampio riguardante l’apertura di negozi Banana Republic nei grandi magazzini. Il secondo negozio è invece uno shop-in-shop unisex all’interno del negozio Mitsukoshi ad Ebisu, con 260 mq di superficie. In totale in Giappone si hanno così 24 negozi, ma con il nuovo formato di dimensioni ridotte altre aperture si succederanno ad un passo più accelerato. In autunno, Gap inaugurerà anche il primo punto vendita Banana Republic ad Osaka.
Samantha Thavasa raddoppia i prezzi e aggiunge prodotti di pelle italiana Samantha Thavasa, il marchio giapponese di borse e accessori che ha molto successo tra le giovani, ha raddoppiato i prezzi per gran parte della linea del suo marchio principale, passando da una media di 35.000 - 60.000 yen (tra 220 e 380 euro circa), ad una nuova media che si aggira dai 60.000 agli 80.000 yen. Sebbene la società venda anche prodotti da 10.000 yen, la maggior parte del fatturato registrato nell’anno fiscale 2006 è derivato dai prodotti di prezzo più alto, un fattore che la società attribuisce a design e qualità migliori oltre che al grande utilizzo di testimonial famosi nelle sue campagne pubblicitarie. La collezione A/I 2008 della linea Samantha Thavasa è stata realizzata in gran parte con pellami italiani e la società ha siglato un accordo con Katie Hillier, una nota stilista di accessori che ha lavorato, tra le altre griffe di grido, per Salvatore Ferragamo e Marc Jacobs. Samantha Thavasa ha inaugurato il suo primo negozio all’estero a New York nel 2006 e attualmente sta valutando altre ubicazioni per nuovi punti vendita negli USA ed in Europa, con chiare ambizioni di diventare un marchio internazionale di borse e accessori di lusso.
Un nuovo genere di negozio di cosmetici da uomo Plazastyle, la società che controlla le catene Plaza (ex Sony Plaza) e Minipla, sta ottenendo buoni risultati da Quomist, il suo negozio specializzato in cosmetici per uomo. La società lo aveva lanciato in considerazione del divario esistente sul mercato tra i cosmetici di lusso venduti nei grandi magazzini da un lato ed i cosmetici a basso costo in vendita nelle catene di drugstore dall’altro. Il primo punto vendita era stato inserito all’interno di Shin-Marunouchi Building - lo shopping building inaugurato ad aprile del 2007 da Mitsubishi Estate. Visti i risultati positivi, è stata decisa l’apertura di due nuovi negozi sempre a Tokyo, uno all’interno di Atré nel quartiere di Ueno e l’altro all’interno di Marui a Yurakucho. Quomist vende un interessante mix di prodotti da toletta, per il bagno, articoli di cartoleria, abbigliamento intimo e gadget, per un totale di circa 3.000 articoli. Come avviene per gli altri negozi gestiti da Plazastyle, Quomix presenta un considerevole numero di marchi e prodotti esteri che non sono ancora venduti in Giappone, e che riesce a reperire grazie alla sua estesa rete di acquisti in Europa e negli USA. Questa sua caratteristica aiuta a generare una buona copertura dalla stampa oltre che incrementare il livello di fedeltà dei clienti, sia uomini che donne in tutti i suoi negozi. Quomist include anche un “salone veloce” che offre il taglio dei capelli e manicure al prezzo di 1.000 yen (poco più di 6 euro).
Isetan lancia un marchio di denim proprio All’inizio di marzo Isetan ha lanciato una sua linea di jeans per donna. Il marchio chiamato “Ai” inizialmente sarà venduto solo presso il negozio di Shinjuku. È la prima volta che Isetan produce una linea di jeans originale. La linea, che si propone di soddisfare il mercato esistente tra i prodotti basici e quello dei jeans di marca di alta gamma ed è in vendita al prezzo di circa 18.000 yen (115 euro), è stata ideata tenendo conto dei suggerimenti degli addetti alle vendite di Isetan, che spesso traggono le idee dalle clienti che chiedono varianti dei modelli di jeans venduti presso il grande magazzino. Ai viene prodotto in Giappone usando materiale denim giapponese ed Isetan spera di ottenere dei vantaggi rispetto ai jeans di marca importati basando la produzione su un ciclo breve per stare quindi più al passo con le tendenze rispetto ai marchi stranieri che tendono ad essere ancorati a cicli semestrali. Un’altra caratteristica di Ai è che non viene realizzato in conto terzi da un produttore conosciuto, ma che è stato elaborato da una squadra formata da Isetan, costituita da un centro stile, uno studio incaricato della pianificazione e un’azienda di produzione che collaborano insieme sotto la supervisione del grande magazzino. Ai si pone come target le donne tra i 30 ed i 40 anni ed è caratterizzata da un design lineare, con tessuti in stile vintage. Successivamente, la linea verrà messa in vendita anche negli altri negozi Isetan, con una previsione di vendite future di 100 milioni di yen (ca. 607.000 euro).
Nuovo sito web e-commerce di Gucci per telefoni cellulari Gucci ha lanciato un nuovo sito di commercio elettronico espressamente per cellulari e attivo solo nel mercato giapponese. A partire dal 28 marzo, il sito guccijoy.jp offre articoli della Joy Collection, una selezione di vari tipi di borse, pochette per cosmetici, accessori per il cellulare, etc. estratta dalla Cruise Collection e da quella Primavera/Estate 2008. I prezzi partono dai 60.000 yen circa. Mirando ad attirare un pubblico giovane, il sito offre molti file facilmente scaricabili, come i wallpaper per cellulari, che fanno la felicità dei fan del marchio.
Five Foxes ha lanciato un nuovo marchio rivolto alle donne dai 40 ai 50 anni. “β” (si legge “beta”) è la prima linea di Five Foxes che presenta una collezione dalle linee morbide - realizzata soprattutto con tessuti in jersey - che vuole attirare un target più maturo in cerca di capi di abbigliamento comodi. I prodotti sono pensati per essere indossati sia in casa che per uscire. Il posizionamento per quanto riguarda le vendite partirà dai corner nei grandi magazzini, e punterà alle donne “con un budget familiare comprendente anche qualche extra”. I prezzi delle giacche andranno dai 36.000 ai 59.000 yen (tra 220 e 360 euro circa), gli abiti dai 23.000 ai 47.000 yen, ed i pantaloni e le gonne dagli 11.000 ai 38.000 yen. La società prevede nove negozi iniziali, a partire da Isetan Shinjuku e Mitsukoshi a Nagoya. Lo spazio medio di vendita sarà di circa 30 mq.
Abbigliamento in vendita tramite cellulare Un sito web giapponese BtoB (Business to Business) per l’industria dell’abbigliamento, ha lanciato una versione specifica per telefoni cellulari. Si tratta di un portale (http://www.apparel-web.com/) che intende facilitare i contatti tra i produttori ed i grossisti del settore abbigliamento giapponesi ed i retailer. I fornitori che utilizzano questo sito sono al momento 50, mentre il numero dei retailer ha raggiunto quota 500. Come avviene nella versione per computer, i membri registrati possono visionare tutta la gamma di prodotti in offerta attraverso immagini di grandi dimensioni. Il sito offre oltre 10.000 prodotti e gli ordini a grossisti e produttori possono essere effettuati anche attraverso i telefoni cellulari.
Asics lancia i negozi Onitsuka Tiger in Cina Al momento opportuno, ossia con le Olimpiadi alle porte, Asics ha aperto i suoi primi negozi Onitsuka Tiger in Cina. Dal mese di febbraio hanno aperto i battenti quattro punti vendita in franchising, con vendite all’ingrosso previste per il primo anno pari a 400 milioni di yen (ca. 2,4 mln. di euro). Asics attualmente conta circa 130 negozi Asics aperti in Cina e prevede di avere 300 punti vendita operativi nel paese entro la fine dell’anno.
United Arrows apre un select shop parigino a Harajuku United Arrows si è alleato con Anatomica, l’omonimo select shop di Parigi, aprendo uno shop-in-shop all’interno della dépendance uomo del suo flagship store a Harajuku, dove vengono proposti alcuni prodotti chiave del negozio parigino. Anatomica è uno dei negozi preferiti dai buyer di abbigliamento uomo giapponesi ed è apprezzato per la selezione dei marchi e il talento nello scovare gli stilisti più “in” del momento. L’accordo prevede anche la vendita di prodotti Anatomica in altri punti vendita United Arrows, ma l’unico shop-in-shop sarà quello di Harajuku.
Mutow allarga il suo mercato a clienti tra i 20 ed i 40 anni Mutow ha lanciato 2 nuovi cataloghi in marzo mirati alle donne tra i 20 ed i 40 anni. Facenti parte del suo nuovo piano triennale, i nuovi cataloghi mirano ad attirare una clientela più giovane, visto che Mutow attualmente è ancorato a una base di consumatrici più mature. Il primo catalogo intitolato Rarant, propone abbigliamento per le donne tra i 30 ed i 40 anni, mentre l’altro intitolato RdECO (si pronuncia come Art Deco, n.d.t.) è un catalogo di accessori rivolto alle donne tra i 20 ed i 30 anni.
Benetton Omotesando espande lo spazio dedicato all’uomo Sulla scia dell’espansione del valore del mercato per uomo, Benetton Japan ha raddoppiato lo spazio dedicato all’abbigliamento uomo nel suo flagship store di Omotesando. Il nuovo spazio, inaugurato il primo marzo al primo piano del negozio, presenta sia il marchio United Colors che Sisley, con capi di abbigliamento casual ed anche “da ufficio”, completi, cravatte e cinture. |
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