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Presentazione Tendenze Moda In – Tokyo 9 luglio 2008 Chloé - nuovo marchio per Ma Mère Nuovo Lalaport a Shizuoka nel 2009 Jimmy Choo: aperto un flagship store a Ginza Royal Asscher Diamond costituisce affiliata giapponese Shiseido sospende le attività relative alla moda Negozio a Ginza per A. Lange & Sohne Beams inaugura i suoi primi negozi per bambini Naigai acquista calze italiane Barneys New York: primo negozio in Kansai Otto Japan: più impegnato sul fronte del retail Aeon: maggiore espansione in Asia per Laura Ashley ed altre catene Gli importatori mostrano interesse verso i marchi giapponesi. Anche per esportarli Samantha Thavasa passerà ai select shop Tumi assume il controllo diretto in Giappone Urban Research mira a raddoppiare il fatturato La nuova linea del metro favorisce il quartiere di Shinjuku Le piccole società all’inseguimento dei giganti dell’abbigliamento Focus: i marchi sportivi giapponesi ora diventano a dimensione globale
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Dal 14 al 16 luglio si è tenuta a Tokyo la 33ma edizione di Moda Italia, la mostra autonoma organizzata semestralmente dall’ICE, nel corso della quale 63 aziende italiane di abbigliamento, articoli in pelle e calzature hanno presentato le proprie collezioni create per la stagione Primavera/Estate 2009. La mostra si è articolata, come di solito, in due tappe: dal 14 al 16 luglio a Tokyo, per la prima volta presso il Westin Hotel Tokyo, e dal 17 al 18 ad Osaka, come di consueto presso l’Hilton. La nuova sede di Tokyo, il prestigioso Westin Hotel situato nell’area di Ebisu, ha ricevuto apprezzamenti sia da parte degli espositori che del pubblico. Raccogliendo le manifestazioni di interesse di numerose aziende pres La conferenza stampa del primo giorno della tappa di Tokyo, alla quale hanno preso parte oltre 50 giornalisti e buyers, si è avvalsa della presenza dell’esperta di Moda Patrizia Coggiola che ha presentato le tendenze Primavera/Estate 2009 di abbigliamento donna, uomo e pelletteria. Per la sua presentazione, la giornalista si è basata sulle indicazioni delle tendenze di moda fornite dal Comitato Moda del Sistema Moda Italia (SMI), da Moda In - Milano Unica, da Trend Selection di Linea Pelle e AINPES per le tendenze sulla pelletteria, ed – infine – da Mood, rivista di tendenze di moda, design, life style. Di seguito si fornisce un estratto dell’intervento dell’esperta. Tendenze generali Il tessuto nasce da una miscellanea di nuovi linguaggi e da un intreccio di elementi che vengono spesso condivisi su internet. Il singolo si trova di fronte alla rete, e cerca di condividere la propria individualità con tutti gli altri tramite blog, sms, youtube, ecc. Si nota un desiderio di tecnologia “buona”, per uscire dal forte appiattimento diffusosi negli ultimi anni, e da ciò emergono tessuti con le seguenti caratteristiche: Lavorazioni manuali e artigianali. Modelli classici ricchi di riferimenti alla storia. Monocromia nei completi abbinati a pezzi scelti nella stessa nuance. Ripetizioni, ritmo, pieghe: plissè e pieghe pressate ed intrecci a canestro Tessuti I tessuti e le materie prime sono caratterizzati da un’estetica moderna e sofisticata. Tale raffinatezza è ottenuta grazie ai progressi della ricerca tecnica nel settore tessile e alle nuove tecnologie. Il tema portante della collezione estiva è il colore, sia nelle tonalità vibranti e sintetiche che nelle nuance naturali prese dal mondo organico. I punti forti nei tessuti: - La leggerezza: sono molti i tessuti dalle tipologie eteree, fluttuanti, scivolosi e lucidi. - Le decorazioni: stampa e sovra-stampa per effetti appena percettibili e per macro disegni evanescenti. - Le lavorazioni esclusive: continua a piacere il pezzo unico, che presenta tecniche semi-artigianali, intarsi multipli, ecc.. Un ruolo importantissimo è giocato dal valore sostenibile delle materie prime: le fibre naturali diventano un importante punto di riferimento. L’ecologico, tuttavia, si Per l’abbigliamento femminile, si preferisce un colore pieno e deciso. Drappeggi, ampiezza e volumi sono il miglior modo di valorizzare il tessuto. Da forme misurate, pratiche, urbane emerge il nuovo lusso equilibrato. Ritorna il bon ton dei completi due pezzi: camicetta coordinata a gonna o pantalone, abito e maglioncino. Per quanto riguarda la moda maschile c’è una grande pulizia: il blu austero per comunicare immediata eleganza. Giacche sfoderate ma geometriche nella costruzione sulla figura e pantaloni abbondanti. Visto che si tratta della collezione per la stagione calda, la pelle per l’abbigliamento e per gli accessori diviene un materiale secco e fresco, piacevole anche per la primavera. Emerge una sintesi tra natura e tecnologia. I pellami possono essere rigidi come cartoncini, con spessori notevoli, oppure dotati di porosità lucidate. Tra i trattamenti spiccano le glassature e spalmature trasparenti spesso su colori molto brillanti (rosa, azzurro, arancio e verde mela), sempre morbide, leggere e soffici.
Presentazione Tendenze Moda In Il 9 luglio 2008, ha avuto luogo a Tokyo la presentazione Tendenze Moda In, organizzata dall’ICE di Tokyo in collaborazione con le Associazioni SMI-ATI e TESSILIVARI, nell’ambito del progetto promozionale per il Giappone. Il progetto, che rientra nell’ambito di una promozione del tessile-moda italiano nei paesi europei ed extraeuropei, ha voluto promuovere Milano Unica come appuntamento da non mancare per tutti gli operatori giapponesi del settore. All’evento sono intervenute circa 350 persone, tra operatori e giornalisti. La presentazione è cominciata con un breve intervento di Federico Balmas, Direttore della Rete Ice in Giappone, il quale ha ribadito che i tessuti italiani sono e restano i l È seguito l’intervento di Alberto Jelmini, Presidente di Moda In, una delle fiere che con Ideabiella, Ideacomo, Prato Expo e Shirt Avenue, è confluita in Milano Unica. Jelmini ha illustrato il nuovo raggruppamento di Moda, In, Idea Como e Prato Expo, previsto per la prossima edizione di Milano Unica che si svolgerà dal 16 al 19 settembre e concepito per rendere il percorso del visitatore ancora più semplice ma al contempo ricco di informazioni e di stimoli. Il Presidente Jelmini ha anche ricordato che a settembre Moda In compirà 25 anni e festeggerà la sua 50ma edizione con una serata speciale. La parte centrale dell’evento ha visto la presentazione di Henk Fokkema, collaboratore di Moda In e membro della Commissione Stile, che ha illustrato le nuove tendenze per la stagione Autunno/Inverno 2009-10 elaborate sotto la direzione di Angelo Uslenghi. Nella sua presentazione Fokkema ha affermato che il tema di base per l’elaborazione delle tendenze è stato “La Normalità è la nuova eccentricità”. In altre parole si avranno dei prodotti basici e semplici solo in apparenza, che in realtà contengono elementi di complessità e sperimentazione. I quattro temi proposti per le tendenze: - SEDUZIONE SOFT Tenerezze Avvolgenti, Calda Intimità, Leggerezza di Piuma; - SOBRIETA’ GLAM Rigore Sofisticato, Radiosa Classicità, Tocco d’Artista; - ANIMAZIONE 3D Movimenti Ritmati, Dinamiche Architettoniche, Incavi e Rilievi; - CROMO DIVERTISSEMENT Eco Fantasie, Primi Giochi, Iperrealismo Festoso. Elementi di spicco delle tendenze: - Fibre super soft come cashmere, baby alpaca, kid mohair da utilizzare con filamenti setosi sia naturali che artificiali e sintetici; - Bold & Basic. Reinterpretare i classici con interventi che apportano al prodotto un pizzico di eccentricità e creatività a sorpresa; - Motivi geometrici che subiscono mutamenti ed evoluzioni sia nelle forme che nelle dimensioni fino ad assumere rotondità e sinuosità; - Il filone ecologico è presente con risorse tecnologiche e con interpretazioni ironiche, divertenti e surreali; - Accessori con un ruolo da protagonista nel sottolineare il contributo di una insolita ed esclusiva creatività. L’evento, al quale ha partecipato anche Massimo Mosiello, Direttore Generale di Milano Unica, si è concluso con uno spuntino italiano offerto a tutti i partecipanti.
Chloé - nuovo marchio per Ma Mère Ma Mère, noto importatore e distributore al dettaglio di abbigliamento e accessori di alta gamma per bambino, si è aggiudicato la distribuzione esclusiva per il mercato giapponese della linea bambino del marchio Chloé. Per lanciare il marchio, quest’anno Ma Mère inaugurerà 5 punti vendita, tra negozi e shop-in-shop.
Nuovo Lalaport a Shizuoka nel 2009 Mitsui Fudosan aprirà un nuovo centro commerciale Lalaport nella primavera 2009. Lo shopping center sarà ubicato nella città di Iwata, in provincia di Shizuoka, e prevede uno spazio per 170 negozi su una superficie di 140.000 mq (di cui 50.000 mq dedicati alle vendite), oltre ad un parcheggio con 3.400 posti auto.
Jimmy Choo: aperto un flagship store a Ginza Jimmy Choo ha inaugurato il 26 luglio un flagship store nel quartiere di Ginza. Il punto vendita – che ha una superficie di 165 mq - propone varie collezioni di prodotti di questo marchio inglese di accessori di lusso. Al piano terra il negozio presenta un salone con una gamma di borse e piccola pelletteria, oltre alla linea completa di occhiali da sole che ha fatto il suo debutto in primavera. Le calzature, invece, sono esposte nel salone del primo piano. Con il flagship store di Ginza, diventano 6 i negozi Jimmy Choo in Giappone.
Royal Asscher Diamond costituisce affiliata giapponese Royal Asscher Diamond, società olandese, ha costituito una controllata giapponese tramite una joint venture con Nagahori, distributore locale di diamanti. Royal Asscher Diamond è già noto in Giappone come fornitore di clienti illustri, come ad esempio l’imperatore del Giappone Akihito, ed è presente in questo Paese sin dal 1965. La nuova società controllata al 70% da Nagahori - e costituita a dicembre 2007 - non si concentrerà sull’espansione dei negozi al dettaglio, quanto piuttosto sulla distribuzione all’ingrosso. Il Giappone rappresenta il 35% del fatturato globale dell’azienda.
Shiseido sospende le attività relative alla moda Shiseido ha annunciato la sospensione delle proprie attività legate a moda e abbigliamento alla fine del 2008. La decisione è stata adottata in seguito alla conclusione raggiunta dal management che sarebbe stato impossibile invertire le sorti di tali attività e fare in modo che venisse raggiunto il target di utile operativo minimo del 10% richiesto a tutte le divisioni entro il 2010. Il gigante dei cosmetici gestisce sin dal 1975 una piccola attività nel settore di moda e accessori tramite la sua controllata The Ginza, un select shop con circa 21 negozi attualmente in esercizio. 18 di questi saranno chiusi e il resto convertito in negozi di cosmetici. Sarà chiuso anche il noto flagship store nel quartiere di Ginza. La perdita della controllata comporterà per il gruppo un calo di fatturato di circa 1 miliardo di yen.
Negozio a Ginza per A. Lange & Sohne A. Lange & Sohne, prestigioso marchio tedesco di orologeria, inaugurerà un negozio a Ginza a settembre. Si tratterà del suo terzo negozio al mondo, dopo quelli di Dresda e Shanghai. Il negozio sarà di dimensioni limitate, appena 80 mq, ma gli orologi proposti avranno prezzi compresi fra i 2 ed i 60 milioni di yen (tra i 12.000 ed i 370.000 euro), e dovrebbe quindi garantire densità di vendita impressionanti. A. Lange & Sohne era stata fondata nel 1868 e godeva di grande fama per gli orologi di altissima manifattura ordinati anche dal Kaiser Guglielmo II. Nel 1948 la società venne requisita ed espropriata dal regime comunista. Nel 1990, dopo la riunificazione delle due Germanie, la società è stata ricreata ed il marchio A. Lange & Sohne è stato nuovamente registrato, rinascendo come brand europeo di fascia alta.
Beams inaugura i suoi primi negozi per bambini Il noto select shop Beams ha annunciato il lancio del suo primo negozio per bambini con marchio proprio. I primi negozi “Kodomo Beams” (letteralmente: Beams Bambino) saranno inaugurati a settembre nei quartieri di Shinjuku e Daikanyama. Venderanno non solo abbigliamento ma anche mobili e accessori per bambini, con un target da 0 a 12 anni. Sarà presente l’usuale accostamento di marchi propri ed importati (come il marchio francese Bon-Ton) che caratterizza i select shop per adulti. Per Beams si tratta della prima incursione nel mercato dell’abbigliamento per bambini, sebbene la società abbia già creato un marchio ed un negozio denominato Merrier per le future mamme, con punti vendita a Daikanyama e Futako-Tamagawa.
Renown, impegnato a ridurre il suo vasto portafoglio di marchi (molti dei quali dallo scarso rendimento), ha annunciato di avere ceduto il marchio britannico Kent & Curwen. L’acquirente è Trinity Ltd., società di abbigliamento con sede a Hong Kong. Tuttavia, con una iniziativa simile ad un contratto di leasing immobiliare, contestualmente alla cessione dei diritti Renown se ne è riappropriato, siglando un accordo di sublicenza con Trinity che gli consente di continuare a produrre e distribuire il marchio sul mercato giapponese. Le vendite al dettaglio di Kent & Curwen, marchio di abbigliamento uomo, in Giappone ammontano a soli 600 milioni di yen (3,7 mln. di euro). Nel frattempo continuano a circolare indiscrezioni sulla eventualità che Renown stia tentando di vendere anche il marchio Aquascutum.
Baycrews si è alleato con Itochu per rilanciare, nel corso dell’estate, l’ecomarchio Mottainai, con l’iniziativa “Mot from Mottainai”. I prodotti realizzati nell’ambito di questo progetto, che comprendono T-shirts ed eco-borse, sono stati messi in vendita nei select shop appartenenti a Baycrews, in particolare nei 18 negozi Iena e negli 11 negozi Edifice, di tutto il paese a partire dai primi di luglio. I prodotti sono concepiti partendo dal concetto delle 3R, ossia “Riutilizzare”, “Ridurre”, “Riciclare”, idea di cui sentiremo parlare con tutta probabilità nei prossimi mesi. Tra i prodotti degni di nota le T-shirt con maniche staccabili (vendute a 7.140 yen, pari a ca. 44 euro) e le borse realizzate con indumenti ai quale il cliente è particolarmente legato e che, se portati al negozio, vengono riciclati nella forma di borse (costo dell’operazione 7.140 yen).
Ceno Company, società SPA (Specialty store retailer of Private label Apparel) di streetwear, ha acquisito una licenza per il marchio James Bond 007. L’accordo, sottoscritto con Eon Productions Limited, titolare della licenza per il Regno Unito, accorda a Ceno pieno diritto di realizzare e distribuire abbigliamento con i marchi legati a 007, compreso il celebre marchio della pistola e i classici cartelloni dei film. Ceno Company inizierà a distribuire il marchio al dettaglio in gennaio e intende collaborare con una serie di stilisti di tendenza con cui creare una gamma elegante, ma pur sempre dal tono ironico, di T-shirt, camicie, felpe ed altro da abbinare alla nuova immagine Bond, ora legata all’attore Daniel Craig. Intenzioni che ben si attagliano all’attuale posizionamento dei marchi del portafoglio di Ceno Company che include brand come Vanquish e Murder License. La società intenderebbe lanciare anche dei negozi con il doppio nome “Vanquish 007”.
Mode et Jacomo, noto retailer giapponese di calzature da donna, ha cominciato a rilanciare la sua principale catena di negozi con l’intento di puntare alle donne che lavorano. I negozi Viva Circus, che finora si sono rivolti a ragazze tra i 17 ed 23 anni, sono stati rinnovati con un nuovo design, un nuovo marchio del rivenditore chiamato Her’s ed una maggiore offerta di calzature casual. La catena Viva Circus era stata creata in origine da Mode et Jacomo nel formato di “select shop”. Ora, invece, la proposta si concentra sul marchio del rivenditore ed il 90% del prodotto viene realizzato internamente. Viva Circus presenta anche due varianti: Viva Priv. Relaxing e Viva Brilliante. Il primo si rivolge a donne sposate intorno ai 30 anni ed il secondo alle donne sui 25 anni amanti della moda. La catena Viva Circus al completo conta 24 negozi, il 25% del totale dei punti vendita di Mode et Jacomo, e ha registrato un fatturato di circa 2 miliardi di yen. Il fatturato del gruppo, invece, l’anno scorso è ammontato a 10 miliardi di yen (ca. 62 mln. di euro).
Naigai acquista calze italiane Naigai, produttore di abbigliamento giapponese, lancerà questo autunno una nuova linea di calze e collant “Made in Italy” denominata “Il cuore”. Il marchio, di fascia e qualità alta, sarà messo in vendita in 40 grandi magazzini di tutto il Paese. Si prevedono vendite minime di 100 milioni di yen (ca. 620.000 euro) per il primo anno, pari a 30 mila paia di calze. Naigai ha rilevato che sul mercato esiste una lacuna nelle linee di calze e collant di lusso per le donne agiate tra i 35 e i 50 anni. Al fine di soddisfare tale fascia di consumatrici, la società ha deciso di creare questo nuovo marchio, pianificato in Giappone ma prodotto in Italia con materiali italiani. Anche le immagini utilizzate sulla confezione saranno realizzate in Italia al fine di trasmettere alle clienti la sensazione che si tratti di prodotto importato. Il prezzo di un paio di calze sarà di 3.500 yen (ca. 20 euro). Per dare uno sprint iniziale al nuovo marchio, Naigai ha previsto una campagna pubblicitaria di tre mesi sulla rivista Elle Japon ed un’altra, che comincerà a settembre, sui muri della stazione di Shinjuku, un centro nevralgico di Tokyo dal quale passano 3 milioni di passeggeri al giorno.
Barneys New York: primo negozio in Kansai Sumitomo Corporation, principale azionista di Barneys Japan, ha annunciato di avere in programma l’apertura del primo negozio Barneys New York nel Giappone occidentale. Il punto vendita - il quarto del paese - sarà inaugurato a Kobe nella primavera del 2010 nello stesso edificio che ospiterà l’Oriental Hotel. Si tratterà del primo Barneys New York nell’area del Kansai, e del primo importante evento da quando Sumitomo ha rilevato le quote da Isetan l’anno scorso. La costruzione avrà 17 piani e Barneys New York occuperà il piano sotterraneo ed i primi 2 piani in superficie. Il negozio di questo select shop di alta gamma, la cui superficie prevista è di circa 2.800 mq, dovrebbe presentare il top della moda internazionale, come già avviene nei suoi punti vendita esistenti a Tokyo e Yokohama. Sumitomo Corporation è intenzionato ad espandere sensibilmente la rete di negozi Barneys New York, con programmi di aperture a Kyoto, Nagoya, Osaka e Fukuoka. La società pare che stia anche accarezzando l’idea di negozi Barneys New York di formato contenuto che propongono i migliori marchi, da ubicare all’interno di shopping e station building, oltre a negozi outlet. Il fatturato previsto per il negozio di Kobe è di 3 miliardi di yen (18,5 mln. di euro) per il primo anno.
Otto Japan: più impegnato sul fronte del retail Nel corso di una recente intervista con il quotidiano specializzato Senken Shimbun, Takayuki Miyabe, Presidente di Otto Japan, ha delineato i suoi programmi di espansione dell’attività di vendita per corrispondenza in una attività multicanale che sarà completata nel corso dei prossimi anni. Dopo avere rilevato le quote di Sumitomo lo scorso anno, Otto è stato impegnato sia nella riorganizzazione dell’attività di vendita del suo catalogo online “Otto Dress Your Life”, che nel taglio dei costi per far ritornare il business in attivo. Per il catalogo principale, che al momento vanta un fatturato di circa 18,9 miliardi di yen, Otto tornerà a focalizzare le sue energie sul suo mercato primario costituito dai clienti di mezza età. Il Presidente Miyabe ha reso noto, inoltre, che la società prenderà in considerazione eventuali operazioni di M&A per costituire un suo portafoglio retail. L’attività relativa al marchio Eddie Bauer, per un valore di 16 miliardi di yen, continuerà ad espandersi con l’apertura di altri sette negozi quest’anno fra cui uno in settembre nel quartiere di Koenji (non lontano da Shinjuku), una mossa che porterà il totale a 71, anche se alcuni negozi esistenti necessiteranno di qualche rinnovo, con la possibilità di alcune chiusure. A più lungo termine, l’attuale piano quinquennale di Otto Japan che si concluderà nel 2010 dovrebbe generare un fatturato complessivo di 60 miliardi di yen (ca. 370 mln. di euro).
Aeon: maggiore espansione in Asia per Laura Ashley ed altre catene Aeon tenta di far crescere le catene specializzate del proprio portafoglio attraverso l’espansione in Asia. Se da un lato sul fronte nazionale le catene specializzate di Aeon come Cox, Blue Grass e Laura Ashley, non hanno registrato una rapida crescita, Aeon intravede buone opportunità in Cina e negli altri mercati asiatici. Per la società Laura Ashley Japan - per esempio - controllata da Aeon al 72%, quest’ultima prevede un’espansione proprio in questa regione. Nonostante il primo negozio in Asia sia stato aperto nel 1992, il progresso è stato lento, con soli 15 negozi in tutta l’area ed un fatturato di 1,4 miliardi di yen (8,6 mln. di euro). Tuttavia in aprile Aeon ha costituito a Pechino la Laura Ashley China e ora prevede di aprire tre negozi prima della fine dell’anno. Anche un’altra catena di Aeon, Talbots, investirà in Cina con una nuova controllata a Shanghai, che prevede a breve 20 negozi oltre a 10 punti vendita ciascuno in Corea e a Taiwan. Mega Sports, inoltre, continuerà ad essere introdotto nei centri commerciali cinesi controllati da Aeon con la catena Sports Authority. A luglio, Aeon ha anche inaugurato il suo primo negozio Blue Grass a Hong Kong, area in cui prevede l’apertura di 5 punti vendita - per la Cina continentale ne sono previsti 30 in tutto entro il 2010. Nello stesso mese Aeon ha aperto una controllata Cox a Pechino.
Gli importatori mostrano interesse verso i marchi giapponesi. Anche per esportarli Gli importatori e grossisti giapponesi di marchi esteri stanno rivolgendo la loro attenzione alle griffe locali per alleviare in qualche modo la pressione di uno yen debole, che ha ridotto gli utili oltre che i fatturati, ora che i consumatori tendono a disdegnare i marchi esteri dai prezzi più alti. Con la crescente domanda di marchi giapponesi sul mercato interno e internazionale, queste società vedono anche una opportunità di creare un nuovo business. SDI, ad esempio, importatore di marchi italiani, ha appena ingaggiato il suo primo brand di abbigliamento uomo giapponese, mentre Caitac International, noto importatore di jeans, quest’autunno inizierà a distribuire Kato, il suo primo marchio di jeans giapponesi. Anche LCR, altro importatore di marchi italiani, quest’anno ha inserito tra i marchi offerti anche quello di uno stilista giapponese. I consumatori reagiscono positivamente al buon rapporto qualità-prezzo dei marchi giapponesi, e spesso – soprattutto nel caso in cui si tratti di giovani consumatori - gli stilisti giapponesi cominciano a reggere bene il confronto con i loro colleghi internazionali. Anche Caitac dichiara di prendere in considerazione l’esportazione di marchi giapponesi come nuova attività, affermando che questi ultimi spesso offrono qualcosa di nuovo e unico che i marchi europei o americani non hanno. L’importatore di calzature Magnum, invece, a partire da quest’anno ha inserito tra i propri marchi anche una serie di brand giapponesi come Hiroshi Tsubouchi, affermando che i calzaturifici locali possono eguagliare quelli europei grazie a vantaggi come i lotti piccoli, il sistema di consegna rapida e l’alto livello qualitativo. Magnum starebbe anche pensando alla possibilità di esportare i marchi giapponesi all’estero.
Samantha Thavasa passerà ai select shop Samantha Thavasa aprirà un select shop a Ginza in ottobre. Il negozio, che si chiamerà “8 Million”, sarà ubicato accanto a Cartier e Celine, nel cuore del lusso dell’area di Ginza. Il negozio di 500 mq proporrà anche borse e accessori Samantha Thavasa, ma sarà un select shop. Secondo Kazumasa Terada, CEO del marchio, il negozio punta a diffondere la creatività giapponese nel mondo e - naturalmente - diventerà una vetrina molto visibile che posizionerà Samantha Thavasa nel punto giusto per la sua auspicata espansione globale. Del team del negozio fanno parte alcuni degli imprenditori creativi di maggior successo del momento: il direttore creativo sarà il quarantaduenne Kashiwa Sato, fondatore dello studio di design Samurai e Art Director del negozio Uniqlo a Soho; il Fashion Director sarà lo stilista Masaki Matsushima, mentre Toshikazu Iwaya, ex stilista di Dresscamp, è stato incaricato della sezione “marchi originali”. Questo select shop proporrà moda e accessori al piano terra e al primo piano, ed un salone di bellezza/ parrucchiere al secondo piano. Terada ha dichiarato che esiste già un numero sufficiente di marchi noti a Ginza e che è arrivato il momento di aprire un negozio con proposte divertenti, che offre un’ampia gamma di articoli di moda e design. Qualcosa sul tipo di Colette a Parigi.
Tumi assume il controllo diretto in Giappone Tumi, marchio statunitense di valigeria, vanta in Giappone un seguito cospicuo e fedele. Se da un lato la distribuzione all’ingrosso è stata soddisfacente, il marketing del marchio è stato forse meno efficace, e la sua presenza retail meno visibile dei concorrenti. Una nuova struttura societaria potrà essere utile a superare le difficoltà. Ci troviamo di fronte ad un altro esempio di come i marchi esteri stiano assumendo il controllo diretto delle attività giapponesi. Tumi assumerà il controllo della propria attività giapponese a partire da quest’anno. Dal 2003, la proprietà di Tumi Japan era stata suddivisa fra tre società: Ace con il 55%, Tumi con il 35% e Itochu, che ha agito da intermediario dell’accordo, con il 10%. A partire da quest’anno, Tumi deterrà il 50%, Ace ridurrà la propria quota al 47% e Itochu ad appena il 3%. A seguito del nuovo accordo, ci si aspetta che Tumi aumenti rapidamente la propria presenza retail in Giappone. Anche se venduto attualmente in circa 40 negozi, il marchio disp Anche Ace, partner di Tumi, dispone di marchi che si rivolgono allo stesso mercato di Tumi. È il caso di Acegene, che viene spesso venduto accanto a Tumi negli shop-in-shop Ace (come in quello all’interno del negozio principale di Tokyu a Shibuya), anche se a prezzi diversi, per cui la nuova compagine azionaria dovrebbe assicurare che il marchio Tumi ottenga una posizione prioritaria. Tumi ha già registrato una crescita sul mercato giapponese, minore come marchio di valigeria e maggiore come marchio di borse portadocumenti di fascia alta. Il potenziale di crescita è chiaro, tuttavia, qualora la società si servisse della nuova struttura proprietaria per espandere la propria presenza retail e investire ulteriormente in un brand marketing meno dispersivo. Per la chiusura dell’esercizio 2010, si riferisce che Tumi preveda un fatturato di 5 miliardi di yen (ca. 31 mln. di euro) in Giappone, ossia un più 43%, ma nel lungo termine è ipotizzabile che il fatturato in questo paese possa raggiungere i 12 miliardi di yen l’anno.
Urban Research mira a raddoppiare il fatturato Urban Research, società che gestisce alcune catene di select shop, era un retailer piccolo anche se apprezzato, che finora si era preoccupato più di reperire i capi migliori che non della crescita del fatturato. La società, che ha sede a Osaka, ha tuttavia registrato vendite per 10 miliardi di yen nell’anno che si è concluso ad aprile, ed a maggio ha aperto un negozio all’interno di Lalaport Tokyo-Bay, segno della sua crescente intraprendeza commerciale. Ora ha annunciato di voler raddoppiare il fatturato, portandolo a 20 miliardi di yen in cinque anni. Costituita nove anni fa a Osaka come select shop, Urban Research si è creata una invidiabile reputazione fra giornalisti del settore, stylist e consumatori di abbigliamento e accessori per il suo talento sia nella selezione di marchi esteri da importare, che nella realizzazione di marchi del rivenditore. Nove anni dopo, sono una sessantina i negozi che recano il marchio Urban Research o le relative varianti come Rosso Urban Research e Urban Research Doors. Esiste anche un punto vendita SPA (Specialty store retailer of Private label Apparel) chiamato KBF ed il negozio di nuova concezione che punterà sui tessuti organici, dallo stravagante nome “I Uki Kaha Ngurengure – Kagure”. Nonostante l’immagine eclettica di select shop di nicchia, con un più alto rapporto di stilisti giapponesi e internazionali rispetto ai marchi del rivenditore di quanto non sia il caso per Beams o United Arrows, Urban Research è riuscita a creare un nutrito stuolo di ammiratori per il proprio prodotto, ed è cresciuta rapidamente negli anni recenti, registr Al tempo stesso, sta ricorrendo alle sue ottime competenze in materia di selezione prodotti e pianificazione dei marchi del dettagliante per creare catene SPA, non necessariamente associate al marchio Urban Research, ripercorrendo un po’ la strada imboccata da United Arrows. KBF, la catena principale dedicata all’abbigliamento donna, quest’anno ha assistito ad una espansione dei negozi. Man mano che si costruisce una reputazione presso i promotori di centri commerciali, una più rapida espansione di queste nuove insegne diventa assai probabile nelle aree urbane e suburbane. A breve scadenza sono programmate aperture di negozi Urban Research all’interno del fashion building Parco, a Tokyo, e Breeze Tower a Osaka. Un negozio Urban Research Doors sarà inaugurato presso lo Tsukuba Shopping Center, mentre un KBF è stato aperto di recente all’interno di Laforet Harajuku a Tokyo. Al tempo stesso, Urban Research sta promuovendo le proprie attività sul web per attrarre i consumatori interessati alla moda nelle regioni in cui non dispone di punti vendita ricorrendo a Zozo, Select Square e altri portali per lo shopping di prodotti di abbigliamento e accessori, con un fatturato netto Internet salito vicino al 10% del fatturato complessivo. Urban Research è un buon esempio di retailer di moda, che ripercorre quello che è diventato un classico percorso di marketing e sviluppo della distribuzione al dettaglio tracciato per la prima volta da Beams negli anni ‘80. Prima di tutto si apre un select shop e si accumulano competenze in materia di approvvigionamento e merchandising ponendo le basi per rafforzare il nome del negozio in modo che venga riconosciuto come fonte affidabile in cui trovare prodotti dal buon design. In secondo luogo si aggiunge qualche negozio in più utilizzando gli utili ottenuti ed il supporto delle banche. Poi, quando il fatturato è sufficiente, si introducono man mano i primi prodotti con marchio proprio, sfruttando e consolidando il marchio, e aumentando i margini degli utili. Successivamente, si costruisce un’economia di scala con l’aumento degli utili e poi, in quarto luogo, si cominciano a sviluppare catene SPA per alimentare una crescita più rapida e margini più elevati per investire in altri negozi. E così via. È una formula che ha funzionato più volte, non solo nel campo dell’abbigliamento, per società come Sazaby, ma anche nell’occhialeria, ad esempio per Jin’s Garden Square, e nelle calzature per Mode et Jacomo. Ma come nel caso di Urban Research ed altre società, per esempio Cross Company, cresce la domanda di nuovi retailer ora che la vecchia generazione di select shop diventa commerciale al punto da essere evitata dalle nuove generazioni alla ricerca di negozi di moda di proprio gradimento.
La nuova linea del metro favorisce il quartiere di Shinjuku La Fukutoshin, la nuova linea della metropolitana di Tokyo, si è rivelata un impulso immediato alle vendite per i dettaglianti nell’area di Shinjuku con scarsi benefici finora per i commercianti di Ikebukuro e Shibuya. Se da un lato Takashimaya e Isetan di Shinjuku hanno registrato un migliore afflusso e un più alto fatturato le prime settimane, i loro concorrenti di Ikebukuro e Shibuya per il momento sono impegnati a programmare ulteriori investimenti atti a riconquistare i clienti. La nuova linea della metropolitana cambierà le sorti dei dettaglianti in queste aree e segna un trend importante nella demografia dei consumatori. La nuova linea Fukutoshin è stata inaugurata a Tokyo il 14 giugno ed è la prima linea diretta della metropolitana fra Ikebukuro e Shibuya. Insolitamente, la linea propone servizi sia locale che espresso, quest’ultimo con fermata solo a Shinjuku 3-Chome (dove si trova il grande magazzino Isetan) prima di raggiungere Shibuya, riducendo il tempo della corsa fra Ikebukuro e Shibuya a circa 12 minuti. La nuova linea ha avuto una serie di difficoltà iniziali, fra cui ritardi dei treni e un tipo di accelerazione un po’ troppo brusca, ma per i dettaglianti e i consumatori la linea è da considerarsi un successo. Ikebukuro vanta il secondo flusso quotidiano di pendolari a Tokyo dopo Shinjuku, con circa 2,5 milioni di persone che passano per questa stazione ogni giorno lavorativo. Ciononostante, in questo angolo nord-occidentale del centro di Tokyo mancano quasi totalmente due elementi: spazi verdi e negozi attraenti. I grandi magazzini Seibu e Tobu si trovano in una posizione ottimale, occupano infatti gli edifici sovrastanti la stazione e, per decenni, Seibu ha tratto vantaggio dalla propria condizione di negozio al dettaglio al primo posto delle vendite nel paese. Tuttavia la mancanza di investimenti e una gestione scarsa del negozio hanno fatto sì che i dati del punto vendita calassero sensibilmente. Tobu è uno dei grandi magazzini più grandi del paese, ma una passeggiata nel suo labirinto di dépendance è sufficiente a disorientare la Mentre la linea non pare essere di aiuto a Ikebukuro, le vendite nei grandi magazzini situati a Shinjuku hanno segnato incrementi del 10-30% sin dal primo fine settimana. Centinaia di persone si sono accalcate alla stazione di Shinjuku 3-chome per vedere i nuovi treni e scattare foto dai cellulari, mentre contemporaneamente la stazione di Ikebukuro restava assai tranquilla. Takashimaya ha registrato un balzo del 30% delle vendite rispetto a un anno fa – anche se ciò è ampiamente dovuto al fatto che il negozio era in corso di restauro l’anno scorso con ampie sezioni chiuse al pubblico. 18.000 persone al giorno sono entrate nel grande magazzino Takashimaya passando dal nuovo ingresso diretto dalla linea Fukutoshin, l’80% in più di quanto previsto dalla società. Anche le vendite di Isetan Shinjuku sono salite del 10% circa con il triplo di clienti che ha utilizzato l’ingresso della Fukutoshin. I grandi magazzini Seibu a Ikebukuro hanno riferito di un incremento di appena il 5%, in linea con i recenti miglioramenti di quest’anno, mentre i grandi magazzini Tokyu a Shibuya hanno registrato risultati di vendita immutati sull’anno precedente. Se da un lato i grandi magazzini di Shinjuku appaiono beneficiare di uscite dedicate che conducono direttamente ai loro negozi, è probabile che il principale beneficiario del maggiore traffico generato dalla nuova linea sarà il quartiere di Harajuku. Quest’area è orientata verso una clientela di età più ampia, e almeno due indagini riferiscono che si tratti della destinazione dello shopping maggiormente ambita sulla nuova linea. La stazione di Shinjuku 3-chome non è nuova, avendo servito altre due linee della metropolitana per lungo tempo, ma l’aggiunta della linea Fukutoshin aumenterà sensibilmente il numero della gente che vi passa: prima del 14 giugno si trattava di 49.000 persone al giorno. La stazione consente un accesso diretto non solo a Takashimaya e Isetan, ma anche a vari punti vendita Marui (uno attualmente in corso di restauro) e a tutti i negozi sulla Shinjuku-Dori. Anche i grandi magazzini Odakyu e Keio, unitamente a Lumine, non sono distanti, ed è prevedibile che la nuova linea diventerà la via accesso preferito a tutta l’area della stazione di Shinjuku per numerosi acquirenti. È probabilmente in vista di ciò, che Odakyu sta spendendo 8,5 miliardi di yen per rinnovare il proprio negozio, un investimento necessario, con l’ultimazione dei lavori prevista nel 2009. Anche Seibu spenderà 30 miliardi di yen per rinnovare il suo negozio di Ikebukuro nella speranza di riconquistare i suoi vecchi clienti. Da una recente indagine è emerso che questo punto vendita riceve non meno di 70 milioni di visitatori l’anno, un dato non troppo sorprendente dato l’eccellente accesso al negozio da entrambe le linee ferroviarie JR e Seibu, ma di questi solo il 40% effettua un acquisto. Ciò significa che il negozio conta vendite medie di appena 6.200 yen (38 euro) per cliente. I vicini grandi magazzini Tobu hanno incrementato a 12,9 miliardi di yen il budget riservato al restauro del negozio che si concluderà nel 2011, ma l’iniziativa potrebbe arrivare un po’ troppo tardi. Shibuya, un’altra area che ancora non trae grandi benefici dal nuovo collegamento in termini di vendita al dettaglio, potrebbe conseguire risultati migliori più avanti. Tokyu sta infatti riorganizzando il suo portafoglio esistente di negozi nell’area e realizzerà un nuovo grande punto vendita che andrà ad aggiungere altri 100.000 mq di nuovo spazio shopping al nodo di trasporto. Anche questa nuova apertura contribuirà ad attirare i clienti verso la parte sud della città, ossia verso il quartiere di Shibuya. Il complesso, che viene attualmente costruito proprio sopra la stazione, includerà una torre di 33 piani, un teatro e uno spazio adibito a uffici, e rappresenta - stando alle dichiarazioni di Tokyu - un investimento da 1.000 miliardi di yen (ca. 6 mld. di euro).
Le piccole società all’inseguimento dei giganti dell’abbigliamento Siamo agli inizi, ma una nuova categoria di giovani retailer della moda è molto impegnata ad inseguire i vari grandi dell’industria, giganti arroccati del settore quali United Arrows e Sanei International. Sono imprese ancora piccole, con un fatturato inferiore a 20 miliardi di yen, ma sono caratterizzate da alcuni dei più alti tassi di crescita del settore, una profonda fedeltà dei clienti e da attività assai moderne. Una in particolare, Cross Company, in termini di crescita potrebbe essere la prossima Point o United Arrows. Ma, cosa più interessante, sta dimostrando che una crescita molto rapida ed elevati profitti possono essere abbinati a dipendenti soddisfatti e ad un forte impegno nei confronti della collettività e della tutela ambientale. Fra l’ampio numero di piccoli operatori SPA (Specialty store retailer of Private label Apparel) e select shop, sono presenti alcune imprese estremamente ambiziose caratterizzate da una crescita molto rapida. Due delle più rispettate sono Cross Company e Urban Research. Cross Company ora vanta un fatturato di circa 20 miliardi di yen (è ancora quindi lontana da quelli di Sanei International o United Arrows) ma sta crescendo al tasso di Point o Honeys, e potrebbe ingrandirsi fino ad acquisire la loro importanza assai presto. Point, dopo tutto, è passato da un fatturato di 10 ad uno di 75 miliardi di yen in soli sette anni e Cross Company appare dirigersi nella stessa direzione. Cross Company è stata creata da Yasuharu Ishikawa, che l’ha costituita nel 1995, quando aveva appena 25 anni, dopo avere lavorato qualche anno in un negozio di Aoyama Shoji. Il primo negozio è stato un select shop nella sua città natale di Okayama, dopo I prodotti venduti sono ottimi, denotando una passione per i dettagli sia nei tessuti che nel taglio, sono amati dai ventenni e trentenni che vivono in città. I negozi abbinano un alto livello di design alla cordialità dei commessi. Ci sono quindi tutti gli elementi utili a porre le basi per la creazione di una clientela fedele e assidua. Oltre ai bei negozi, i motivi del successo di questa società risiedono anche nei sistemi e nelle innovazioni che l’impresa ha messo in atto dietro le quinte. Sin dal lancio, Cross Company ha insistito sull’assunzione solo di personale a tempo pieno nonostante i costi più elevati, andando totalmente controtendenza nel settore dell’abbigliamento, in genere molto propenso a tagliare i costi ricorrendo ai lavoratori part-time. Il Chairman Ishikawa ha tuttavia intravisto un collegamento diretto fra clienti soddisfatti e personale bene addestrato, qualcosa che oggi anche negozi del calibro di Yamada Denki (noto rivenditore di elettrodomestici, n.d.r.) e Aeon stanno comprendendo. I commessi dei negozi Cross Company sono rinomati per la loro attenzione verso i clienti, e per la chiara passione per l’impresa per cui lavorano. Alla soddisfazione dei dipendenti contribuisce anche una giornata lavorativa “elastica” che arriva ad includere degli orari flessibili per le madri di bambini in tenera età, che consentono loro di lavorare pur continuando a essere vicine ai propri figli. Nel febbraio di quest’anno questa formula è divenuta ancora più semplice con qualcosa chiamato Kids Plan - System 10, che fornisce supporto per i figli del personale fino a 10 anni di età, oltre a consentire alle impiegate di lavorare anche solo 4 ore al giorno, pur continuando ad essere personale a tempo pieno. Si tratta di prassi quasi inesistenti nelle aziende giapponesi, per non parlare nel mondo spietato della vendita al dettaglio dell’abbigliamento, ma la contropartita è enorme poiché Cross Company può permettersi di assumere e mantenere addette alle vendite che vantano talento ed esperienza e che forse erano state mandate via dalle grandi società o non erano in grado di lavorare a tempo pieno dato il desiderio di restare anche a casa con i figli. La società è attiva anche nella messa in atto di programmi ambientali e sociali, ma ancora una volta i vantaggi sono bidirezionali. Per i suoi programmi sociali, anziché limitarsi ad offrire fondi per qualche iniziativa, i dipendenti vengono coinvolti, con il risultato di dare origine sia ad una buona RSI (responsabilità sociale dell’impresa) sia ad una fidelizzazione dei dipendenti. Il personale e gli amici, ad esempio, si riuniscono due volte l’anno per un evento chiamato “Okayama Eco-Cleaners” con circa 300 persone che vanno in giro a ripulire la città. La società sta anche lavorando alla creazione di negozi più ecologici – ha lanciato il primo E Hypen World Gallery all’interno di Lumine Est - che utilizzano il 35% di elettricità in meno con un innovativo sistema di illuminazione a LED, che a sua volta aiuta l’ambiente ma abbassa anche i costi. Il sistema di illuminazione, che era stato elaborato da Cross Company stessa ma sarà esente da brevetto per incoraggiare altri ad adottarlo, sarà utilizzato in un enorme negozio di 3.300 mq questo autunno, e a partire dalla prossima primavera verrà adottato da tutti i nuovi negozi. Un’altra innovazione chiave che ha avuto un impatto immediato è la promessa di riparazioni gratuite dei capi durante il primo anno successivo all’acquisto, che di norma sarebbe un terno al lotto molto costoso, ma poiché Earth, Music & Ecology si rivolge a un cliente in qualche modo socialmente responsabile, questo servizio viene raramente utilizzato e ancora una volta Cross Company ne deriva un vantaggio in termini di fedeltà dei clienti e acquisti ripetuti. Tutto questo spiega come Cross Company riesca a mantenere una crescita elevata, una cura nei confronti del personale e della collettività, producendo al contempo utili consistenti. Cross Company l’anno scorso ha registrato margini di utile operativo del 16% nonostante la grande attenzione per i dipendenti e le riparazioni gratuite e pur continuando ad aprire negozi così rapidamente (50 nuovi negozi previsti solo quest’anno). Le vendite fino al gennaio 2009 probabilmente supereranno i 22 miliardi di yen (+ 32%), dopo un balzo del 42% nel precedente esercizio, e il Chairman Ishikawa dichiara di aspettarsi che la società raggiunga un fatturato di 50 miliardi nei prossimi 5-8 anni. Parte di questa crescita proverrà anche dall’estero, e i preparativi relativi sono iniziati quest’anno. A febbraio, infatti, la società ha siglato un accordo di franchising con I.T, nota società di abbigliamento di Hong Kong, che ha già fatto molto per promuovere la moda giapponese in quell’area dell’Asia con marchi come 20471120. I.T gestisce già un negozio per Cross Company a Hong Kong, ma ora espanderà ampiamente i negozi e la distribuzione all’ingrosso sul continente cinese. A settembre, Cross Company creerà anche un’affiliata a Taiwan. I negozi Cross Company hanno un ottimo aspetto e conseguono buoni risultati ma non sono diversi in maniera radicale dagli altri. La vera differenza sta nella sua capacità di superare i concorrenti in materia di crescita delle vendite, registrare utili invidiabili e al tempo stesso essere impegnata verso il personale, la collettività e l’ambiente, dimostrando che – effettivamente - tutti questi diversi aspetti vanno di pari passo.
Focus: i marchi sportivi giapponesi ora diventano a dimensione globale Asics, Mizuno, e Descente, i principali produttori sportivi del Giappone, in passato erano organizzati come le tipiche aziende dell’industria giapponese dell’abbigliamento e delle calzature di una volta: dipendenti dalle proprie reti di distribuzione al dettaglio “keiretsu” (gruppo di aziende che si mettono in collegamento per trarne mutuo beneficio), poco propense alle innovazioni in materia di brand marketing, attive soprattutto sul territorio nazionale e con la quasi totalità delle vendite ottenute sul mercato interno. Non è più così. Questi tre gruppi ora realizzano quasi il 50% delle vendite all’estero, e la quota di vendite estere si sta rapidamente espandendo. Asics domina questo trend, ma tutte le società sportive giapponesi si stanno facendo strada in Europa e negli USA, facendo concorrenza diretta a marchi sportivi internazionali sui propri mercati. Stanno anche tutte imparando come trasformare i marchi sportivi in marchi lifestyle/moda, ossia rappresentativi di uno stile di vita. Tutti questi sforzi stanno ora attraendo l’attenzione di Nike e Adidas che potrebbero anche essere pronti a rilevare una di loro. Asics, il più grande marchio sportivo con sede in Giappone, quest’anno prevede una crescita del fatturato del 15%. Con tutta probabilità raggiungerà questo target e quando lo farà, sarà irraggiungibile dal suo più vicino concorrente Mizuno. Le vendite di Asics toccheranno i 260 miliardi di yen (ca. 1,6 mld. di euro) rispetto ai previsti 177 miliardi di yen di Mizuno, un dato destinato a portare Asics in vantaggio di circa il 30%. È anche di gran lunga la più profittevole delle attività relative all’abbigliamento sportivo in Giappone, avendo registrato utili al lordo delle imposte di 21,1 miliardi di yen lo scorso anno, e prevedendo 26 miliardi di yen per quest’anno, un incremento del 23%. Mizuno è al secondo posto per redditività, ma è molto indietro, con soli 7,4 miliardi di yen di utili realizzati lo scorso anno. Nel complesso, l’esercizio finanziario 2007 non è stato un anno cattivo per le società che operano nell’ambito sportivo in Giappone. Il terzo in classifica Descente ha assistito ad un incremento dell’8,3%, Daiwa Seiko del 6,9% e Yonex, del 3,9%, ma Asics ha sorpassato sostanzialmente i concorrenti in anni recenti e, diversamente da un decennio fa, la quasi totalità della crescita è giunta dai mercati esteri. Mentre Mizuno e Descente stanno investendo ingentemente in Cina, negli USA e in altri mercati, Asics è molto più avanti di loro, e ha creato un fedele stuolo di aficionado e una forte attrattiva del marchio per la propria etichetta Onitsuka Tiger. Eppure, lo scorso anno, tutte le società principali hanno tratto la maggior parte delle nuove vendite dall’estero e tutte hanno registrato cinque anni consecutivi di crescita dell’estero. Nel complesso, il 47,3% delle vendite delle tre prime società, Asics, Mizuno e Descente, è stato realizzato sui mercati esteri, un incremento rispetto al 28,7% di cinque anni fa. Oltre il 95% della crescita delle vendite dell’anno scorso è provenuta dai mercati esteri, il 59% per Mizuno, il 73% per Descente, il 79% per Daiwa Seiko e il 69% per Yonex. Asics è ora tuttavia divenuto il primo marchio sportivo davvero internazionale, con il 60,6% delle vendite realizzate all’estero. Un ottimo dato rispetto a circa il La crescita complessiva all’estero è dovuta alle crescenti vendite di scarpe da walking e da corsa, nonché a categorie specializzate come quelle da golf. Asics è tuttavia la sola società giapponese ad essere riuscita a sviluppare un autentico marchio ibrido di moda sportiva, Onitsuka Tiger, in grado di competere con giganti internazionali del calibro di Adidas, Nike e Puma. Se da un lato Mizuno e Descente hanno focalizzato l’attenzione sull’espansione in Cina e Corea, attraverso la sua strategia Asics è riuscita ad accaparrarsi una fetta dei ricchi mercati europei e statunitense. Vedendo i benefici, non ha sorpreso la notizia che Mizuno abbia seguito a ruota iniziando anch’esso a sviluppare un prodotto di ispirazione più fashion. Per esempio di recente ha creato la Mizuno Creation, una linea moda disegnata da Hiromu Watanabe, chief designer del marchio sportivo di United Arrows chiamato Sounds Good. Mizuno ha anche collaborato con Giorgio Armani lo scorso anno per la creazione di una scarpa sportiva che è stata messa in vendita nei negozi Mizuno di Harajuku (Tokyo) e Namba (Osaka). Abbinando ingenti investimenti sui fronti marketing e retail all’estero alla messa in atto di collaborazioni stilistiche di avanguardia - come la sua edizione limitata disegnata da un team creativo berlinese tre anni fa - Asics si è creato una credibilità presso i consumatori di moda europei, continuando a preservare un nutrito stuolo di ammiratori fra i podisti seri grazie alle proprie scarpe dalle alte performance. Ha dato prova della propria determinazione di trasformare Onitsuka Tiger in un marchio globale quando nel 2006 ha affidato all’agenzia pubblicitaria Strawberry Frog, con sede ad Amsterdam, la gestione dell’espansione globale del marchio, compresa la partecipazione alla elaborazione del concetto di base dei negozi e successivamente aprendo un punto vendita nella stessa città nel dicembre 2006 e poi a Parigi. Nel complesso Asics ha assistito a una forte crescita all’estero sia per le calzature che per l’abbigliamento, sia moda che sport, con un fatturato totale estero incrementato del 19% l’anno scorso e vendite di scarpe sportive salite del 23,6% a 31,9 miliardi di yen circa. Anche Mizuno ha ottenuto buoni risultati con le scarpe sportive, con una crescita del fatturato estero pari al 17,9%. Altri punti forti l’anno scorso sono stati una forte crescita estera per Descente nel golf, con un più 15% circa, a 4,2 miliardi di yen, e analoghe vendite per Yonex nel badminton con una crescita del 11%. Anche Goldwin è cresciuto dell’11% nell’abbigliamento outdoor l’anno scorso, mentre Daiwa ha trovato nuovi clienti esteri per la propria attrezzatura da pesca, salita del 9% l’anno scorso. Se da un lato Goldwin ha conseguito buoni risultati con la categoria outdoor e sta conquistando terreno negli sport lenti come lo yoga, è ancora in difficoltà con la propria attività principale sul mercato nazionale e per non essere riuscito a spingersi sui mercati esteri, nonostante abbia lanciato una propria gamma di abbigliamento motociclistico a Londra l’anno scorso. Il futuro si presenta assai roseo per i principali marchi, in particolare Asics e Descente, e anche Mizuno, soprattutto se riesce ad agire più velocemente. Il piano triennale di Asics sotto la nuova presidenza di Motoi Oyama prevede vendite di 300 miliardi di yen entro l’esercizio 2010, ancora assai poco rispetto agli oltre 1.000 miliardi di yen (ca. 6 mld. di euro) di vendite di Adidas e Nike, ma abbastanza per lasciarlo ancora in corsa subito dietro le vendite attuali di Puma. Oyama era stato in precedenza il Mizuno è saldamente focalizzato sulla Cina, con circa 1.000 negozi che ora vendono il suo marchio in questo enorme paese, ma ha anche investito in nuovi depositi di distribuzione negli USA e il fatturato estero previsto rappresenterà il 37% del fatturato globale entro l’esercizio 2010. Mentre le vendite sono focalizzate sulla Cina, Mizuno ha in cantiere il trasferimento del 30% della produzione di scarpe in Vietnam entro il 2010, preoccupato dall’aumento dei prezzi in Cina. Anche Descente è promettente anche se con una diversa strategia dettata dalle sue licenze come quelle di Le Coq Sportif e Mila Schon attraverso la controllante Itochu Shoji. Ha creato delle joint venture per gestire queste licenze in Asia, e si aspetta di aggiungere altre sue licenze giapponesi su diversi mercati asiatici nei prossimi anni, con una strategia di espansione forse un po’ dispersiva, ma più tutelata, per quell’area. Tutte queste strategie potrebbero necessitare di una riconsiderazione, tuttavia, se le indiscrezioni su una acquisizione da parte dei giganti internazionali divengono realtà. L’anno scorso, Asics aveva negato le indiscrezioni di un approccio da parte di Adidas, ma a maggio di quest’anno Charlie Denson, presidente di Nike, ha confermato la concreta possibilità di una acquisizione in Giappone o Cina in un futuro non lontano. La recente crescita di Asics, e il livello generalmente elevato di gradimento e apprezzamento all’estero per gli sport, e più in particolare, per i marchi moda e di design giapponesi, suggeriscono che potranno esserci delle sorprese in un futuro non lontano. |
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