Novembre 2006

 

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Dati

 

Ice Moda

39ma edizione di Shoes from Italy

"Shoes from Italy", la mostra organizzata dall'Istituto nazionale per il Commercio Estero (ICE), giunta alla sua 39ma edizione, ha avuto luogo presso l'Hotel Okura di Tokyo, dal 4 al 6 ottobre. Vi hanno preso parte 70 espositori provenienti dalle principali zone di produzione delle calzature (30 dalle Marche, 20 dalla Toscana, 7 dall'Emilia Romagna, 5 dal Veneto, 4 dalla Campania, 3 dalla Lombardia ed uno dalla Puglia) che hanno presentato le proprie collezioni Primavera/Estate 2007 in Giappone. Fra di essi 13 hanno partecipato per la prima volta, a dimostrazione delle grandi aspettative ed interesse riposti dalle aziende italiane in questo mercato. I visitatori di questa edizione sono stati 1.196 in rappresentanza di 696 ditte.

Il 4 ottobre, giorno inaugurale si e' tenuto un incontro con la stampa al quale sono intervenuti Federico Balmas, il nuovo Direttore Rete ICE in Giappone, e Luca Ercoli, Responsabile del Comitato Asia dell'ANCI.

Nel suo intervento Balmas ha parlato di segnali consoliSFIdati di ripresa dei consumi ed ha illustrato l'andamento positivo delle importazioni di calzature italiane in pelle in Giappone. Per le calzature in pelle l'Italia e' sempre il principale importatore in Giappone e detiene una quota del 41.6% (dati riferiti al periodo gennaio-luglio 2006). La quota per le calzature in pelle femminili e' del 46.5% mentre quella per le calzature maschili e' del 39.9% (gennaio-luglio 2006). Balmas ha aggiunto, tuttavia, che il mantenimento e lo sviluppo consolidato negli anni passati sono minati da due fattori: uno congiunturale, dovuto all'apprezzamento sempre piu' marcato dell'euro nei confronti dello yen, e l'altro piu' tradizionale, ossia il mantenimento del TQ (Tariff Quota) relativo all'importazione di calzature in pelle. Balmas ha anche prospettato azioni mirate dell'ICE sul territorio giapponese, non solo a Tokyo ma anche attraverso gli uffici di Osaka, Fukuoka e Sendai.

Anche Luca Ercoli ha menzionato nel suo intervento il problema delle quote d'importazione che rappresenta una forte limitazione alle esportazioni di calzature italiane in pelle in Giappone e per il quale una soluzione sembra ancora piuttosto lontana. Ercoli ha ricordato inoltre la presenza di 20 calzaturifici italiani alla scorsa edizione di Moda Italia, manifestando l'intenzione di ripetere questa iniziativa anche in futuro, portando la partecipazione di calzaturifici italiani ad eventi ICE in Giappone a quattro volte l'anno: due a Moda Italia e due a Shoes from Italy. Inserire la partecipazione a Moda Italia, che si svolge in Giappone a gennaio e luglio, ossia prima del Micam di Milano, permette di effettuare uno scambio di informazioni con i buyers giapponesi e "aggiustare" le nuove linee in base alle esigenze dell mercato giapponese. Acquistando solo a Shoes from Italy, le scarpe italiane giungono nei negozi giapponesi solo dopo tre mesi dall'ordine effettivo. Anticipando la venuta, invece, i negozi possono acquistare in anticipo ed offrire al cliente una gamma piu' variata di linee durante tutto il corso dell'anno.

Riguardo alle tendenze, Ercoli ha affermato che una delle protagoniste della stagione Primavera/Estate 2007 donna resta la "Ballerina", che continua a rinnovarsi grazie all'uso di materiali e tinte diverse, mentre vengono riconfermate anche le Platform Shoes ed i Summer Boots.

"The Excellence of Marche"

Il 5 ottobre, seconda giornata di Shoes from Italy, nell'ambito della Convenzione ICE/Regione Marche 2005, e' stato organizzato un evento immagine presso l'Hotel Okura. La serata di gala "The Excellence of Marche" ha visto in apertura un concerto lirico di artisti marchigiani seguito da una cena di specialita' culinarie marchigiane preparata dai cuochi della regione. Alla serata e' intervenuto il Vice Presidente della regione Marche, Luciano Agostini. A questa edizione di Shoes from Italy hanno partecipato ben 30 aziende marchigiane e sia la serata di gala sia l'esposizione di prodotti alimentari marchigiani e l'organizzazione di degustazioni all'Italia Week, tenuta presso il grande magazzino Isetan dal 4 al 10 ottobre, costituiscono iniziative finalizzate a porre in risalto il "Sistema Marche" nella sua completezza.

Promopel

Dal 10 al 12 ottobre a Tokyo e dal 13 al 14 ottobre ad Osaka la delegazione di aziende italiane produttrici di borse, articoli da viaggio e piccola pelletteria, ha presentato al mercato giapponese le proprie collezioni.

La mostra, giunta alla sua 62ma edizione, e' stata organizzata e promossa dall'Aimpes Servizi S.r.l. e ha avuto come sede l'Hotel Okura a Tokyo e l'Hotel Hilton ad Osaka. In totale nelle due citta' i visitatori sono stati 893 in rappresentanza di 509 aziende. L'Istituto del Commercio Estero ha curato l'aspetto promozionale presso la stampa locale e la diffusione degli inviti alla manifestazione ad una mailing selezionata di piu' di 6000 operatori del settore tra importatori, grossisti, boutiques e grandi magazzini.

 

Altri marchi sport per Itochu

Itochu Shoji esercita una influenza nel mercato dell'abbigliamento che travalica di gran lunga i marchi che gestisce direttamente. Tramite una rete di controllate e affiliate, rifornisce una ampia fetta del mercato denim, dell'abbigliamento in vendita nei supermercati, degli articoli di marchi noti e di lusso. Detiene anche una quota crescente della distribuzione al dettaglio dell'abbigliamento. Nei settori dell'abbigliamento sportivo e delle calzature, il ruolo di Itochu e' spesso sottovalutato, ma controlla ben la meta' dei marchi sport internazionali distribuiti nel Sol Levante, ed e' anche proprietario di alcuni di questi. Ha in cantiere ulteriori accordi entro la fine dell'anno.

Recentemente Itochu Shoji e Sergio Tacchini hanno annunciato un nuovo accordo che riserva a Itochu i diritti sul marchio Sergio Tacchini in Giappone, sia per l'importazione che per la distribuzione su licenza, con una previsione di fatturato di 5 miliardi di yen entro tre anni. Un buon affare per la trading company, che si e' gia' costruita una formidabile presenza nell'abbigliamento sportivo come pure nel mercato dell'abbigliamento in generale.

Lo sviluppo del settore sportivo di Itochu e' in linea con la sua volonta' acquisitiva di altri marchi di prodotti di consumo. Nell'abbigliamento, Itochu e' divenuto un potente attore del denim ad esempio, grazie a Cimarron, Lois, Replay, Etienne Ozeki e altri marchi. Anche nell'ambiente arduo e disordinato dei marchi surf, Itochu si e' accaparrato una ragguardevole quota del mercato, sia attraverso la distribuzione su licenza che le importazioni grazie a marchi come Hawaiian Island Creations. In ogni categoria, Itochu ha negoziato un accordo di importazione e/o distribuzione su licenza, generalmente con una preferenza per il secondo, scaricando quindi la gestione corrente ad una controllata o affiliata come ad esempio Descente. In questo modo e' riuscito a assumere un numero di marchi ben superiore a quanto normalmente gli consentirebbero le risorse interne. Ripartendo qua e la le attivita' di distribuzione, marketing, e, nel caso della distribuzione su licenza, la produzione, Itochu e' riuscito a creare una ampia rete di distribuzione, ma con un numero molto limitato di personale proprio. Cio' significa anche che Itochu Shoji puo' detenere un portafoglio di marchi molto diversi fra loro da Hunting World, passando per Paul Smith, fino a Le Sportsac e Tumi.

Talvolta il ruolo di manager di un particolare marchio e' affidato ad appena una o due persone, con il compito di fungere da ponte fra i proprietari esteri del marchio e i distributori, sub-licenziatari e grossisti che vendono il prodotto in situ. Cio' consente a Itochu di acquisire quota di mercato in ogni categoria di abbigliamento, controbilanciare il rischio e incamerare sani utili, il tutto con limitate attivita' operative interne.

Negli ultimi due anni si e' verificato un aggiustamento di questo modello. Itochu ha, infatti, iniziato ad acquisire marchi direttamente per evitare di correre il rischio di perderne il controllo in Giappone. Tuttavia, anche nel caso di marchi direttamente controllati, Itochu spesso preferisce coinvolgere una terza parte che lo aiuti a gestire il marchio, come nel caso di Le Sportsac, che gestisce in collaborazione con Accessory Network.

Itochu ha seguito piu' o meno lo stesso modello per lo sviluitochusportsppo del proprio portafoglio di marchi sportivi. Itochu Shoji ha in gestione almeno 18 marchi sportivi (vedere la tabella dei marchi principali), eppure, in tutti i casi, la gestione corrente e' curata da un terzo, anche se questo terzo e' una controllata. Itochu sta quindi facendo pressione per espandere ulteriormente la propria posizione sul mercato, con la firma di ulteriori accordi con marchi europei e USA nel corso dei prossimi tre mesi - e indiscrezioni di un marchio yoga fra i target. Recentemente Itochu ha annunciato un accordo con Nuni, marchio di golf francese. Anche in questo caso l'accordo prevede una intesa mista di importazione e distribuzione in licenza con il trasferimento della gestione corrente a Descente, principale veicolo di Itochu per la distribuzione dei capi sportivi.

Di conseguenza, se si escludono le vendite dei marchi internazionali del calibro di Nike, Adidas e Puma, si stima che Itochu detenga fino alla meta' del mercato dei marchi sportivi internazionali in Giappone. In seno all'abbigliamento sport, il dato della quota totale di Itochu puo' apparire sorprendente. Si stima che il mercato dell'abbigliamento sportivo abbia un valore di circa 450 miliardi di yen (ca. 3 mld. di euro), e che al suo interno i marchi di Itochu realizzino un fatturato dichiarato di 160 miliardi di yen, che rappresenta per la trading company il 30% circa del mercato dell'abbigliamento sport. Come mostra la tabella, la maggioranza degli accordi con i marchi sportivi e' stata stipulata negli ultimi tre anni. Nella quasi totalita' dei casi, Itochu detiene accordi di licenza esclusiva, mentre nel caso di Converse, Itochu controlla direttamente la societa'. Converse e' anche uno dei massimi marchi sport per fatturato con vendite di 50 miliardi di yen al dettaglio, attraverso 14 sub-licenziatari guidati da Moonstar. Analogamente Airwalk ha 13 sub-licenziatari che generano vendite di abbigliamento di 10 miliardi di yen, mentre Head conta otto licenziatari a loro volta con un fatturato di abbigliamento pari a 10 miliardi di yen.

Ma Itochu non si ferma qui. Con l'emergere dei mercati degli sport che accrescono il benessere fisico e spirituale come lo yoga, e robusti fatturati di abbigliamento outdoor, Itochu ha puntato agli sport come ad una delle principali aree di crescita del proprio business dell'abbigliamento. Con un marchio yoga che sara' reclutato quest'anno, e indiscrezioni anche di un grosso marchio outdoor in attesa, Itochu sta emergendo come uno dei principali distributori di articoli sportivi generali in Giappone - senza il rischio delle societa' internazionali monomarca, e senza neppure svolgere una grossa parte dell'effettivo lavoro.

Itochu collabora con Uny sul fronte dell'abbigliamento

Itochu Shoji e Uny, la quarta catena principale di supermercati in Giappone, hanno lanciato un nuovo marchio di abbigliamento femminile denominato Demi Etage. Sara' venduto quest'autunno in 15 negozi Uny che saranno estesi a 50 nel corso dei prossimi 2 o 3 anni per un fatturato di 3 miliardi di yen (pari a circa 20 milioni di euro). Il nuovo marchio e' il primo risultato concreto dell'accordo di collaborazione generale fra le sue societa' stilato questa estate. Demi Etage si rivolge a donne tra i 25 ed i 35 anni, che vogliono essere eleganti nella vita di tutti i giorni, sia nel lavoro che nel tempo libero. I concetti di base del marchio sono "natural", "cute" e "urban relax".

Mentre Itochu collabora con Uny per l'approvvigionamento alimentare, l'abbigliamento sara' il secondo principale punto di interesse della joint venture. Itochu rifornisce gia' molte delle catene SPA (Specialty store retailer of Private label Apparel) e multimarca con tessuti e abbigliamento, e si prevede che il contratto con Uny sia uno dei piu' importanti accordi di approvvigionamento per Itochu. Entro cinque anni, Itochu afferma di volere arrivare a rifornire Uny di 30 miliardi di yen di abbigliamento all'anno.

Flagship shops per i marchi sportivi

La concorrenza sempre piu' intensa nei settori dell'abbigliamento uomo e delle calzature sta costringendo le societa' di articoli sphummelortivi ad alzare il gioco con investimenti nella distribuzione al dettaglio, in particolare nei flagship shop. Di recente Harajuku e Shibuya hanno assistito ad una ondata di nuovi negozi sportivi. A settembre Hummel ha aperto un negozio piccolo, ma bene ubicato sulla Cat Street, facendone il terzo negozio di articoli sportivi a seguire le orme di Patagonia e Adidas Originals. Cat Street e' diventata una sorta di mecca degli sport con altri due marchi sportivi che hanno aperto: Burton Snowboards e Oakley.Quest'ultimo offre 264 mq di spazio di vendita su due piani. Nonostante godano gia' di una forte distribuzione in tutto il Giappone, per tutti e tre i marchi si tratta dei primi negozi indipendenti, utili a sviluppare una piu' forte comunicazione con il nucleo centrale dei propri clienti target. Anche Columbia Sportswear a ottobre ha inaugurato un nuovo negozio, con 258 mq di spazio di vendita, all'interno di "b6", un "garden mall" di Harajuku. Anche i marchi nipponici contrattaccano, con Mizuno che ha inaugurato a meta' ottobre un negozio da 140 mq sulla Meiji-Dori. Mizuno utilizzera' il negozio per sperimentare il suo, tanto preannunciato, ingresso nel mercato SPA (Specialty store retailer of Private label Apparel), avendo in programma la creazione di una catena di negozi Mizuno in tutto il paese e nel resto dell'Asia. Come hanno riscontrato Adidas, Patagonia, Napapijri e North Face, nonostante gli affitti elevati che raggiungono i 150.000 yen (ca. 1.000 euro) a tsubo (3,3 mq), un negozio nei quartieri di Harajuku o Shibuya ha un potente raggio d'azione che trascende di gran lunga il numero di clienti presenti nelle immediate vicinanze.

 

Piu' uomini single

Il problema del calo della popolazione nipponica viene aggravato dal fatto che un numero sempre maggiore di giovani semplicemente non vuole sposarsi. In una cultura dedicata al lavoro e che continua ad insistere sulla necessita' per il Giappone di proseguire nell'espansione anziche' godersi i vantaggi del proprio successo, un numero sempre maggiore di persone, uomini in particolare, rimane single nell'intento di migliorare la propria qualita' della vita.

Il paese del Sol Levante e' alle prese con il problema, per certi versi affascinante, anche se parzialmente preoccupante, di una generazione di uomini e donne che o non possono o non vogliono sposarsi. Se si aggiunge il fatto che anche quella di avere dei figli e' una priorita' relativamente bassa per tante persone, abbiamo due aspetti piuttosto preoccupanti sul fronte della crescita demografica. Se la cosa e' gia' riconosciuta da un pugno di coraggiosi autori esteri, anche alcuni commentatori nipponici stanno cominciando ad ammettere che l'ossessione a lungo termine che questo paese nutre per lo sviluppo economico a scapito della qualita' della vita ha indotto i giapponesi ad avere solo tempo per soddisfare i propri desideri ed esigenze personali. Troppi giapponesi a cavallo dei trent'anni continuano ad essere cosi' assorbiti dal lavoro da avere poco tempo libero per occuparsi di cose come la famiglia.

Il Giappone sta allevando rapidamente una generazione di persone che, per sostenere un piu' elevato tenore di vita, sceglie di restare single in via permanente. Un fattore che magari non favorisce il mercato degli articoli per l'infanzia, ma che genera alcune altre opportunita'. Gli uomini, piuttosto che le donne single, sono il target principale. ÁEvero che il numero di donne in carriera e' in rapida crescita, anche perche' un maggior numero di donne e' nubile ed ha scelto di dedicare la propria vita al lavoro e al percepimento di un reddito personale. Ma e' il dirigente maschio "che non puo' permettersi e non ha intenzione di sposarsi" che offre reali opportunita' di mercato.

I "convenience store" hanno sempre fatto affidamento sulla riluttanza o incapacita' degli uomini di cucinare, per una ampia parte delle proprie vendite, e sono questi stessi consumatori che, non vincolati dalla necessita' di risparmiare per le famiglie, sono in testa alle vendite di computer di fascia alta per la casa e grandi televisori a schermo piatto. Gli uomini single rappresentano inoltre la fascia principale di clienti dei videonoleggi. Alcuni investono anche nei cosiddetti "appartamentini da scapoli". Sono, infatti, soprattutto gli uomini ad acquistare appartamenti mono o bilocali, essendo loro che continuano a percepire redditi piu' elevati rispetto alle coetanee in carriera.

Come riferito di recente, il 22% degli uomini all'inizio dei quarant'anni risultava celibe al censimento del 2000. Un dato destinato a compiere un sensibile salto al 30% nel 2010. La cifra gia' ammonta al 28% solo a Tokyo. Siamo di fronte ad un nuovo gruppo chiave di consumatori, oggetto - fra l'altro - di numerosi libri. L'opera della scrittrice Megumi Ushikubo, dal titolo "Dokushin O-ji ni kike", che potrebbe essere tradotto in "Sentiamo gli Scapoli Convinti", suddivide il gruppo in cinque categorie: i "playboy", i "narcisisti", gli "yuppie" e gli "slow" (amanti del lohas) e gli "otaku" (gente assorbita in modo talmente maniacale da una passione o un hobby da chiudersi in casa e tagliarsi fuori dalla societa', n.d.r.). L'autrice analizza i modelli di consumo di ciascuna classe. Anziche' una nuova generazione divisa dall'eta', i nuovi maschi single sono sempre piu' considerati come un gruppo di comportamento a tutti gli effetti: si tratta indubbiamente di una nuova e folta classe di consumatori.

La nuova parola chiave e' "single". Molti di questi consumatori sono stati allevati in famiglie in cui erano figli unici. Sono abituati a fare a modo proprio e non sono disponibili a condividere risorse. I consumi familiari e lo sviluppo di valori orientati alla famiglia sono per loro concetti difficili da gestire. Molti di quelli che ci provano finiscono per divorziare e non sentono un grande desiderio di esperire un secondo tentativo. Anche se gli uomini giapponesi hanno talvolta avuto una cattiva reputazione come mariti, alcuni psicologici segnalano addirittura che i giovani uomini sposati che sono stati figli unici hanno ancora piu' problemi di quanto non avessero i loro padri. Non che maltrattino le mogli, ma trascorrono molto piu' tempo lontano da casa semplicemente perche' per loro la cosa e' molto piu' comoda.

Stanno comparendo bar per uomini single, palestre e circoli sportivi per maschi single, anche locali karaoke per uomini soli, specialmente a Tokyo. Sentirsi realizzati e trattarsi bene sono i criteri piu' importanti per questo gruppo e i servizi ideati per soddisfare queste esigenze cresceranno rapidamente nei prossimi anni. Nessuno di questi aspetti aiuta a risolvere il problema della popolazione che decresce in Giappone, ma puo' trattarsi sicuramente di una notizia interessante per i venditori di gadget e beni di largo consumo.

 

Kuipo sfida i marchi internazionali di pelletteria

Kuipo e' uno dei pochi produttori di borse in Giappone ad avere lanciato un marchio di borse e accessori che sta riscuotendo successo in concorrenza con gli altri brand internazionali. La societa' ha ora lanciato il suo terzo marchio, Ecomaco, e prevede di accelerare il lancio di nuovi marchi. Di conseguenza Kuipo si trasformera' da tradizionale licenziatario e distributore di marchi internazionali come Daks, a distributore di marchi nipponici.

Il mese scorso Kuipo, uno dei piu' grandi produttori e distributori giapponesi di borse, ha annunciato un nuovo marchio chiamato Ecomaco realizzato in collaborazione con Masako Oka, una stilista di Nagoya. Contemporaneamente, Kuipo ha dichiarato l'intenzione di rivedere completamente il proprio modello commerciale, incrementando le attivita' relative ai marchi propri dal 30% al 70% del fatturato.

Kuipgenten2o rimane il produttore giapponese di borse e accessori piu' avanzato in termini di sviluppo di marchi propri. Genten e' venduto nella maggior parte dei piu' prestigiosi grandi magazzini e vanta una presenza anche a Parigi. Il suo marchio per uomo, Dan Genten, ha riscosso un enorme successo dal momento del lancio avvenuto due anni fa. Ecomaco sara' il terzo importante marchio proprio di Kuipo, e si prevede che realizzera' vendite di 2,6 miliardi di yen (ca. 17,3 mln. di euro) entro tre anni. La societa' sta mettendo a punto altri marchi per il prossimo futuro. Ecomaco aprira' almeno 10 negozi all'anno nei prossimi anni, compresi negozi indipendenti che venderanno sia abbigliamento che borse. Tuttavia, nei grandi magazzini, Kuipo seguira' il modello collaudato con Genten, ricercando shop-in-shop di dimensioni ragionevoli da 25 mq o superiori.

Questa mossa si inquadra in una costellazione di cambiamenti che riguardano la distribuzione di pelletteria in Giappone. Nell'ultimo decennio, la maggioranza dei principali marchi internazionali di pelletteria hanno trasformato la distribuzione giapponese da una distribuzione su licenza con partner locali o distribuzione a cura di terzi, ad una distribuzione tramite affiliate interamente controllate, distribuzione diretta e ingenti investimenti in negozi propri, sia "stand alone" che shop-in-shop.

Cio' a sua volta ha influito sull'ambiente retail, con conseguenze in particolare nei grandi magazzini, costretti a ridurre lo spazio dedicato ai grossisti di borse nipponici e ai licenziatari di marchi internazionali a favore di ampi shop-in-shop. I marchi internazionali, preoccupati di migliorare la comunicazione del marchio con i consumatori, si sono semplicemente rifiutati di disseminare le proprie linee di prodotti in vari reparti dei grandi magazzini secondo quanto stabilito dai buyer. Hanno invece insistito sull'ottenimento di shop-in-shop a piano terra, dotati di vetrine, minacciando i grandi magazzini, in caso contrario, di ritirare la propria merce. Dato che i marchi internazionali di accessori (e cosmetici) assicuravano la quasi totalita' della crescita di fatturato compensando i declini in altre parti dell'attivita' dei grandi magazzini, a questi ultimi non restava che dichiararsi d'accordo.

I cambiamenti nell'ambiente retail hanno allora avuto un impatto sui grossisti ed ex licenziatari di borse giapponesi. Gia' turbate dalla perdita di importanti contratti di licenza, le societa' tradizionali con sede nei quartieri orientali di Tokyo, come pure anche figure del calibro di Ace e Kuipo, hanno subito contrazioni nel business dei grandi magazzini con il ridursi dello spazio a disposizione dei propri marchi.

Nella maggior parte dei casi, le piccole e medie imprese hanno reagito non facendo nulla. Le imprese di piu' grandi dimensioni come Ace, Why Company e Kuipo hanno firmato accordi con una nuova generazione di marchi internazionali, ma fino a poco tempo fa poche hanno pensato a creare marchi propri.

Una delle prime e' stata Kuipo con il marchio Genten. Anche Ace, l'anno scorso, ha reagito alla perdita di Samsonite creando un proprio marchio di valigeria. Pur essendo in fase di avviamento, societa' come Kuipo stanno sviluppando marchi originali di pelletteria giapponese con forti influenze del design nipponico che gia' hanno una certa attrattiva qui, e potrebbero benissimo destare interesse anche a livello internazionale a piu' lungo termine.

I marchi nipponici di accessori da uomo raggiungono i grandi magazzini

I marchi di borse non sono il solo nuovo sviluppo in atto riguardante le aziende nipponiche. I produttori di accessori stanno facendosi strada anche nei grandi magazzini, dopo un difficile decennio di perdita di licenze e di riduzioni degli spazi di vendita. ÁEvero che i marchi di importazione riscontrano grandi successi, ma anche i marchi giapponesi stanno compiendo passi in avanti prendendo il posto delle licenze revocate. Portafogli e portabigliettini da visita a prezzi di circa 15.000 yen (ca. 100 euro) stanno incontrando il gradimento di consumatori di marchi quali Ganzo, realizzato da Ajioka, e Cypris della societa' Morpho. Al fine di competere con maggiore efficacia con i marchi internazionali, societa' quali Ajioka stanno utilizzando pelli di concerie europee che hanno una piu' lunga durata. Le societa' giapponesi hanno anche iniziato a rinnovare l'immagine di portafogli e portabigliettini da visita, superando i vecchi standard marrone e nero e utilizzando invece colori fantasia come arancione e verde. La produzione si estende anche a prodotti nuovi, quali custodie per iPod, portabottiglie e via dicendo.

 

Coffers adesso ha una rete retail

Coffers ha meno di due anni, ma la boutique di moda sul web per donne in carriera si e' gia' trasformata in un maturo distributore a pieno titolo che si occupa di distribuzione all'ingrosso, al dettaglio e tramite web. L'anno prossimo assisteremo alla inaugurazione di un flagship shop, una buona notizia per i 60 marchi esteri promossi da questo nuovo modello di distribuzione di articoli importati.

Boutique online in rapida crescita, Coffers ha lanciato la prima di quella che intende far diventare una catena di boutique tradizionali che vanno ad integrare il popolare negozio sul web. Lanciato appena 15 mesi fa, Coffers e' rapidamente divenuto uno dei siti di shopping online in piu' rapida crescita, con una fedele clientela di donne sulla trentina. Il sito propone abbigliamento, gioielleria, borse ed accessori. Il suo punto forte nelle vendite e' stata la sua capacita' di individuare i marchi esteri, e di inserirli nel proprio portafoglio prima che entrassero sul mercato giapponese attraverso altri canali. Al momento Coffers offre 60 marchi e oltre 350 prodotti, e ha stilato accordi di esclusiva con i marchi di maggior successo. Fino a poco tempo fa, Coffers operava solo sul web, ma nei primi mesi di quest'anno la societa' si e' alleata con Eternal, distributore di borse e accessori, sviluppando anche la distribuzione all'ingrosso e al dettaglio. Coffers si e' quindi trasformato da web retailer a societa' di distribuzione a tutto tondo per designer brand. Si tratta probabilmente del primo internet retailer a essersi mosso in questa direzione.

Non contento di questo, Coffers ora ha lanciato una propria catena di distribuzione al dettaglio. Il primo negozio ha aperto all'inizio di settembre presso Takashimaya, all'interno della stazione JR di Nagoya. La scelta non e' stata fatta a caso, data l'elevata proporzione di consumatrici attive di moda, tra i 30 ed i 40 anni, di questa citta'. Con insegna Coffers, il negozio e' piccolo, di circa 43 mq, ma gode di una chiara impronta tecnologica grazie a dei display con schermo interattivo. Tramite i monitor, le clienti possono accedere al sito web Coffers e, per esempio, ordinare degli accessori in vendita solo online da abbinare agli acquisti fatti in negozio. Il punto vendita e' gestito da Eternal.

I 10 marchi (con prezzi medi sui 30.000 yen) scelti per il negozio fra i 60 venduti online sono stati selezionati dalla stylist Patricia Fields, che ha un contratto con Coffers per il reclutamento di brand promettenti. Uno dei vantaggi del modello Coffers e' che la societa' ha gia' una buona idea di cosa vendere e in quale citta' grazie ai dati provenienti dal proprio web store. Di conseguenza Coffers ed Eternal saranno costantemente in grado di aggiornare gli articoli presenti in negozio sia grazie ai dati delle vendite che ai dati dei nuovi prodotti provenienti dal sito web.

Un secondo negozio e' gia' stato aperto presso Takashimaya di Osaka a fine settembre. Ne e' previsto un altro all'interno di Takashimaya a Shinjuku che sara' seguito a ruota da altri negozi la prossima primavera. Per il prossimo autunno e' previsto anche un flagship shop, iniziativa ragguardevole per una societa' cosi' giovane ma resa possibile dalla collaborazione con Eternal.

 

Dan Socks porta Tabio in Giappone

Dan Socks e' un produttore di calze, con sede a Kyoto, che fece notizia quando apri' i suoi negozi a gestione diretta a Londra. La formula Tabio, cresciuta a Londra, si e' rivelata popolare al punto che la societa' ora l'ha reimportata in Giappone e ha aperto un negozio nello shopping building Omotesando Hills. Questo caso, unico nel suo genere, riscuote tanto successo in casa quanto oltremare.

Parecchi anni fa, un piccolo produttore di calze di Kyoto dal nome Dan Socks decise di andare controcorrente e apri' dei negozi al dettaglio propri all'estero, iniziando dalla londinese Kings Road. La catena da allora si e' ingrandita con sei negozi nel Regno Unito, compreso un punto vendita all'interno di Harrod's. Dan ha proceduto di bene in meglio, sviluppando linee di prodotto migliori caratterizzate da gamme piu' vaste e inaugurando punti vendita in ubicazioni di fascia alta. Nei primi mesi dell'anno, la formula britannica, denominata Tabio, e' stata reimportata in Giappone con un negozio all'interno di Omotesando Hills.

Nel complesso, il negozio Tabio a Omotesando Hills propone 365 diversi modelli e fantasie di calzini, generando una vendita media ditabio1 1.600 yen (poco piu' di 10 euro), che rappresenta due paia circa a cliente. Il negozio ha venduto 150 milioni di yen solo nei primi cinque mesi, ovvero all'incirca 190.000 paia di calzini. Oltre a vendere la propria vasta gamma di prodotti, Tabio offre anche un servizio gratuito di cucitura delle iniziali dei clienti sui calzini con una apposita macchina all'interno del negozio, e gli addetti alle vendite dicono che e' spesso proprio il rumore della macchina ad attrarre i clienti all'interno. Lo staff del negozio e' costituito da sei persone che hanno seguito un corso di formazione di tre settimane presso lo stabilimento di produzione oltre a ricevere il solito addestramento alla vendita della durata di una settimana.

Il prodotto Dan e' diverso dai semplici calzini. Tabio e' noto per i calzini a cinque dita, le suole in gomma antisdrucciolo, e per tutta una serie di materiali diversi, alcuni per tenere freschi in estate, altri per mantenere caldi in inverno, o alcuni ideati appositamente per gli sport.

Il negozio di Omotesando e' di circa 93 mq, ossia circa il doppio dei normali negozi Dan che operano con il nome di Kutsushitaya. Si e' posto un chiaro target di marchio il piu' vicino possibile a quello che potrebbe essere definito un marchio di calzini di lusso, sforzandosi di esporre il prodotto con professionalita' e fare in modo che il negozio sia sempre ordinato e curato. File di calzini di 24 colori diversi decorano le pareti e adornano gli scaffali. Diversamente da altri negozi Dan, i calzini per i "salarymen" (gli impiegati) pendolari, qui non rappresentano il pilastro delle vendite, poiche' il rosa shocking ed altri colori vivaci attraggono un elevato numero di donne.

In conclusione, Tabio e' un negozio di calzini di fascia alta e nulla di piu', ma e' comunque congegnato sorprendentemente bene. L'impegno per comprendere il mercato, il tipo di marketing e l'esperienza maturata dalla societa' a Londra hanno consentito a questo marchio di ottenere una buona posizione sul mercato giapponese. Sotto questo aspetto, Dan Socks e' probabilmente unico nel suo genere, ma e' un concetto che altri produttori innovativi o retailer regionali potrebbero benissimo prendere in considerazione.

 

Ryohin Keikaku acquisisce Idee

Ryohin Keikaku era un tempo rinomata da un lato per design e branding eccellenti, e dall'altro per una gestione della catena di fornitura alquanto caotica e per scarsa incisivita' delle attivita' all'estero. Oggi continua ad essere un grande marchio, ma e' anche all'avanguardia in termini di espansione all'estero e ha una catena migliore di fornitori. Ryohin Keikaku ha appena acquisito un'azienda piu' o meno con gli stessi punti deboli e forti che essa stessa aveva in passato, e pensa ad un analogo capovolgimento della situazione, intendendo creare per se' un marchio di fascia piu' alta per fare da complemento a Muji.

Ryohin Keikaku, la societa' del marchio Muji, ha acquisito Idee, azienda di interni di fascia alta, nota per i suoi negozi Idee Shop. L'obiettivo dichiarato dell'acquisto e' di disporre di un nuovo marchio che aiuti Ryohin Keikaku a crescere e a ridurre la sua dipendenza dal marchio Mujirushi Ryohin sul mercato interno. Il business rappresentato da Muji sta gia' raggiungendo elevati livelli di diffusione all'interno del Giappone, e l'espansione all'estero ha registrato un'accelerazione, con un lancio di rilievo negli Stati Uniti previsto per la prossima primavera che potrebbe essere foriero di un centinaio di negozi in territorio statunitense, e una ulteriore espansione in Europa e Asia.

Idee e' un marchio di arredamento molto sofisticato che ha aideevuto il suo flasgship shop (attualmente chiuso per trasloco) nel quartiere di Aoyama, proprio di fronte al Blue Note Tokyo e nei pressi di Kotto-Dori, un'area che ospita i negozi degli stilisti e marchi piu' esclusivi, quali Cartier, Prada, Comme des Garcons ed altri. Idee e' un'azienda di piccole dimensioni rispetto a Muji, con appena cinque negozi e un fatturato di 1,5 miliardi di yen (ca. 10 mln. di euro) previsti per il 2007. Tuttavia, la sua reputazione fra gli stilisti di moda ed i designer di interni non ha pari in Giappone, avendo lanciato designer del calibro di Marc Newson sul mercato giapponese. Il marchio, recentemente, e' stato utilizzato sempre piu' anche al di fuori dell'ambito del retail, da imprese di edilizia abitativa di lusso che, per rendere ancora piu' appetibili i loro appartamenti, li hanno dotati di arredamenti Idee.

Idee fu fondata nel 1975 con il nome Kurosaki Boeki da Teruo Kurosaki. Nel 1982 cambio' nome in Idee. La societa' ha trovato fama importando prodotti di arredatori di interni leader oltre ad elaborare arredamenti originali moderni e progetti specificamente nipponici. Partendo da queste basi, Kurosaki ha anche creato varie attivita' correlate come il ristorante Rojak (all'interno di Roppongi Hills) o l'Idee Caffe', la linea Sputnik, ed i negozi Pacific e Idee Workshop. Analogamente a quanto realizzato da Beams nella moda, Idee e' rimasta una societa' eclettica, in tutto e per tutto il risultato delle passioni e della creativita' del proprio fondatore. Con l'uscita di Kurosaki l'anno scorso per raggiunti limiti di eta', l'azienda ha perso la propria spinta propulsiva.

Per Ryohin Keikaku l'uscita del fondatore ha creato un'ottima opportunita' per acquisire un veicolo atto a sviluppare una attivita' piu' attenta al design in contrasto con la semplicita' monocromatica del marchio Muji. Proprio come United Arrows adotto' il concetto di Beams trasformandolo in un business efficiente molto vicino al modello SPA (Specialty store retailer of Private label Apparel) con acquisti e approvvigionamenti centralizzati, cosi' e' probabile che Ryohin Keikaku adottera' il patrimonio accumulato finora da Idee per mettere a punto una catena retail di design di interni di fascia elevata che soddisfi le esigenze del consumatore abbiente, mettendo a frutto le competenze apprese negli ultimi cinque anni in materia di gestione degli approvvigionamenti e della distribuzione al dettaglio.

Il momento e' ideale. Come ha sottolineato Masaaki Kanai, amministratore delegato di Ryohin Keikaku al momento dell'annuncio, Muji trova ampio gradimento grazie al proprio design semplice e naturale, ma esiste un mercato significativo e crescente di arredi e interni piu' sofisticati per i consumatori che vogliono conferire un look piu' originale e personalizzato alle proprie abitazioni. Come nella moda, si e' assistito a un sensibile incremento nelle vendite di arredamento, sia fra i consumatori giapponesi che internazionali, poiche' i consumatori, in particolare quelli piu' benestanti che abitano nel centro di Tokyo, nutrono piu' fiducia nei propri gusti e intendono rendere le proprie abitazioni un modo per esprimere i loro gusti individuali. Il fatto che sia diventata piu comune, rispetto a prima, l'usanza di ricevere gli amici a casa ha contribuito a fare salire questa domanda. Inoltre, sempre analogamente alla moda, in passato il design di interni era di norma dominato da stilisti piu' attenti alle tendenze europee e americane. Oggi, invece, sia i designer che i consumatori sono sempre piu' interessati a sviluppare concetti moderni di design di interni giapponesi, e Idee ben si adatta allo scopo.

Ryohin Keikaku ha dichiarato, quindi, di volere conservare il "patrimonio di base" di Idee, ossia il personale e il team stile, ma di volere applicare il proprio know-how nella finanza, nella distribuzione al dettaglio e nella gestione della catena di fornitori. In altri termini convertira' un "Beams" in un "United Arrows" sviluppando una catena SPA di interni di alto livello. Entro cinque anni, Ryohin Keikaku dichiara di prevedere una triplicazione del fatturato di Idee da 1,5 miliardi a 5 miliardi di yen e di volere aprire almeno due negozi l'anno, con una probabile accelerazione a partire dal terzo anno una volta completati i lavori di preparazione dietro le quinte. La societa' afferma di volere anche porre le basi per un lancio all'estero, una iniziativa non particolarmente sorprendente, dato il successo di Muji in Europa e il suo imminente lancio negli USA.

Varie societa' hanno tentato di colmare la lacuna presente nel mercato degli interni da medio ad alto, ma nessuna ha il prestigio del marchio Idee. Con la crescente ricchezza del mercato target, e la potente infrastruttura di Ryohin Keikaku, Idee ha tutte le carte in regola per salire in testa a questo mercato fra qualche anno. Come si e' visto, il marchio Idee si e' gia' rivelato sufficientemente versatile per essere associato agli arredi di nuovi appartamenti, alla realizzazione di decorazioni floreali e a ristoranti, quindi si prevedono risultati positivi anche per alcune societa' nate dal trasferimento di alcune attivita' dalla societa' madre. 

 

Mizuno si rinnova

Mizuno ha dovuto lottare per mettere a punto un marchio lifestyle convincente, nonostante gli sforzi in termini di promozione e marketing. L'anello mancante sta ora per essere colmato con lo sviluppo di una catena di distribuzione al dettaglio, che e' iniziata con l'inaugurazione di un negozio nel quartiere di Harajuku a meta' ottobre.

Mizuno ha confermato il piano di sviluppare una propria attivita' commerciale SPA (Specialty store retailer of Private label Apparel), ossia creare una rete di rivenditori specializzati di abbigliamento con etichetta propria, con negozi in tutto il Giappone e nel resto dell'Asia. Mizuno afferma di volere sviluppare un marchio in cui si fondono insieme i concetti di "sport" e "lifestyle" e una catena di negozi e' il migliore modo per arrivarci. Circa 30 negozi sono previsti entro i prossimi cinque anni per un fatturato di 2,8 miliardi di yen. Il primo negozio e' stato inaugurato a meta' ottobre sulla Meiji-Dori, fra Omotesando e Shibuya. Il punto vendita si estende su 140 mq, distribuiti su due piani, e per il futuro si concentrera' soprattutto verso un mercato target di giovani tra i 22 ed i 26 anni. Il 55% degli articoli sono da uomo e il 45% da donna. Sono comprese anche le nuove linee Free Soccer e Mizuno Creation. Una importante linea da donna e' rappresentata inoltre dal marchio di articoli per la danza elaborato in collaborazione con Avex e denominato Avex Dancemaster.

Mizuno prevede che il fatturato di ogni negozio sara' di almeno 120 milioni di yen il primo anno. Dei 30 negozi previsti in cinque anni, 14 saranno gestiti direttamente ed il resto in franchising.

Mizuno aveva in cantiere un ingresso nelle attivita' SPA sin dal 2002 e l'anno scorso ha individuato l'ubicazione di Harajuku. Quest'anno, ha reso operativo un nuovo sistema POS (Point of Sale) creato per meglio gestire i nuovi negozi e la catena di fornitura.

All'estero, Mizuno non aprira' immediatamente nuovi negozi, ma ha identificato 70 dei 650 clienti retail in Cina con cui sviluppera' una relazione piu' stretta e creera' aree di vendita in cui esporre in modo idoneo le proprie gamme di prodotti. In vista dei Giochi Olimpici del 2008, esperira' ulteriori sforzi di promuovere nuove linee nel campo dell'atletica. Una volta che la catena giapponese sara' operativa, seguiranno negozi in Cina e altri paesi asiatici, soprattutto in franchising.

 

Seiyu lancia l'abbigliamento da uomo George

Seiyu ha lanciato la linea abbigliamento da uomo del marchio George in 60 negozi distribuiti in tutto il Giappone. La linea George, che proviene dalla catena Asda di Wal-Mart, e' uno dei principali marchi del rivenditore di abbigliamento nel Regno Unito. Il lancio in Giappone rappresenta la prima distribuzione della collezione di abbigliamento uomo al di fuori del Regno Unito. La linea propone un look britannico con tessuti scuri e prezzi di 19.900 yen (ca. 133 euro) per un target di eta' fra i 25 e i 35 anni. 20 dei negozi di piu' grandi dimensioni vendono anche abiti di fascia superiore a prezzi di 29.900 yen. Vengono proposte anche cravatte e camicie a prezzi a partire da 2.900 yen.

 

Liberty al lancio in Giappone

Liberty, uno dei piu' noti grandi magazzini londinesi, ha scelto il Giappone come location per il lancio internazionale del proprio marchio di lusso "Liberty of London". Liberty ha messo a punto una collezione di accessori di lusso presso il proprio negozio londinese di Regent Street e ha assistito ad una crescita del fatturato a livelli corrispondenti a quelli di altri marchi del lusso. Il risultato e' che questa societa' si sente ora pronta al lancio internazionale. Liberty dichiara di essere attualmente in trattativa con un partner per una joint venture, e prevede di giungere ad un accordo entro gennaio 2007, con un lancio in grande scala previsto per gennaio 2008.

 

Arriva in Giappone il denim coreano

Red Pepper, marchio coreano emergente, ha aperto una filiale ad Osaka nell'intento di sfruttare la crescente richiesta proveniente dai giovani consumatori nipponici. Le vendite sono andate accelerando cosi' velocemente che Red Pepper non riusciva a controllare la distribuzione, con il rischio che il marchio perdesse parte del proprio lustro. Per rimediare, ha aperto un nuovo ufficio con il compito di collaborare con i distributori locali in materia di brand marketing e controllo del retail. Attualmente piu' di 30 societa' stanno distribuendo all'ingrosso Red Pepper in Giappone. Mentre la maggior parte di queste collaborazioni proseguiranno, Red Pepper intende lavorare da vicino con i vari distributori al fine di sfrondare l'elenco clienti per cessare di vendere ai retailer che non sono in linea con l'immagine del marchio.

Nonostante il marchio sia stato creato appena due anni fa e avesse un team di sole sei persone, le vendite sono state stratosferiche in Corea, Giappone nonche' in Europa, grazie a design innovativi e ad un taglio mascolino che ha trovato il gradimento delle ragazze tra i 18 ed i 25 anni. In Giappone, l'area del Kansai e' quella dove il marchio riscuote maggior successo.

 

Stomp Stamp: apre un select shop di fascia alta per bambini

Stomp Stamp, un select shop di abbigliamento bimbi di fascia alta, e' stato inaugurato ai primi di settembre. Fondato da Kazuo Narumiya, il figlio maggiore di Yuzo Narumiya, amministratore delegato di Narumiya International, il nuovo negozio ha aperto all'interno di Roppongi Hills e nutre grandi speranze di divenire a breve una catena di negozi. Lo spazio di vendita totale nel primo negozio e' di appena 165 mq, ma il fondatore presenta Stomp Stamp come il primo punto vendita di abbigliamento di lusso per bambini a Roppongi Hills. Propone 100 modelli di marchi bimbo di fascia alta, dalle calzature alla totalita' delle categorie di abbigliamento. Le T-shirt sono vendute a prezzi che vanno da 3.900 a 12.000 yen (da 26 a 80 euro circa), i jeans da 8.900 a 23.000 yen. Narumiya punta agli utenti benestanti di altre catene di select shop come United Arrows o Beams, molti dei quali sono ora essi stessi genitori e frequentano i quartieri commerciali di fascia alta di Tokyo. Fondata in aprile con un capitale di appena 10 milioni di yen (ca. 67 mila euro), Stomp Stamp punta ad un target di fatturato di 200 milioni di yen il primo anno e ha in cantiere l'apertura di almeno un negozio indipendente oltre ad eventuali shop-in-shop all'interno dei grandi magazzini.

 

Marui riduce il numero di negozi

Hiroshi Aoi, presidente di seconda generazione di Marui, ha confermato di recente che Marui prendera' dei provvedimenti per alcuni dei suoi negozi della regione di Tokyo ormai superati, e nel contempo continuera' la sua strategia di espansione nelle regioni. Intervistato dal quotidiano economico Nikkei Shinbun, Aoi ha ammesso che il suo approccio e' in contrasto con quello del padre, ma ha dovuto riconoscere la necessita' di espandersi in tutto il Giappone per realizzare l'obiettivo di un utile d'esercizio del gruppo di 80 miliardi di yen (ca. 535 mln. di euro) entro il 2010. Nell'ambito del suo piano, Marui ha aperto il primo punto vendita ad Osaka in settembre, nel quartiere di Namba. Aoi ha affermato che la catena ritiene sempre piu' difficile una crescita delle vendite a Tokyo, e non scarta l'eventualita' di chiusure di negozi. Ha ammesso l'esistenza di un problema di "cannibalizzazione" all'interno del gruppo dovuta al fatto di avere punti vendita troppo vicini tra loro per ottenere la massima efficienza, ma non ha parlato di convertire alcuni dei negozi in formati di vendita nuovi e diversi. Marui, inoltre, di recente ha fatto grossi sforzi per migliorare le operazioni di acquisto e si sta procurando una serie crescente di prodotti di marca direttamente da produttori stranieri.

 

Samsonite va verso la fascia alta

Samsonite ha lanciato la sua sfida verso la fascia alta del mercato della valigeria con l'apertura del negozio Samsonite Black Label alla fine di agosto, nel quartiere di Ginza. Con l'acquisizione, in luglio, del marchio di accessori americano Lambertson Truex, Samsonite prevede di sviluppare nei prossimi anni una collezione di valigeria e di accessori di alta gamma in Giappone. Lambertson Truex e' stato lanciato otto anni fa, ma gode gia' di un alto profilo negli Stati Uniti come noto marchio di borse e accessori di lusso, e vanta una serie di personaggi famosi utilizzati come testimonial. Le vendite in Asia saranno probabilmente avviate dal 2008, con il Giappone primo della lista. Recentemente, Samsonite ha anche firmato un accordo con Alexander McQueen che sviluppera' un'altra linea di valigeria e borse della collezione Black Label.

 

Alpen amplia la gamma di Ignio

Alpen, la piu' grande catena giapponese di abbigliamento sportivo, ha lanciato il proprio marchio retail Ignio la scorsa primavera. Ora ha gia' in mente di espandere il numero di varianti proposte con questo marchio a circa 3.000, ossia il doppio di quelle attuali. Ha ingaggiato stilisti esterni e sta ricercando nuove idee per il prodotto sia in Giappone che all'estero. Alpen prevede che il fatturato realizzato con il marchio Ignio tocchi i 20 miliardi di yen (ca. 133 mln. di euro) entro giugno 2007. Il nuovo marchio sta gia' distaccando di circa il doppio la linea di Alpen precedentemente di maggior successo, il marchio di prodotti per sci e snowboard Kissmark. Alpen sostiene che le nuove gamme di abbigliamento sportivo casual hanno successo perche' sono disegnate per adattarsi perfettamente alla forma del corpo dei giapponesi.

 

Baycrew's continua a trasformare marchi in societa' controllate

Baycrew's, nota catena di select shop, sta continuando a trasformare alcuni dei propri principali marchi come Spick & Span in societa' controllate. Ogni marchio ora operera' come impresa separata. Spick & Span si e' trasformato in una nuova societa' di nome Frameworks, interamente controllata da Baycrew's, con un capitale sociale di 30 milioni di yen. La nuova societa' puntera' alle 25-35enni tramite la rete esistente di 19 negozi Spick & Span, 10 negozi Spick & Span Framework, e quattro negozi Spick & Span Noble. Uno degli obiettivi chiave di questa mossa e' di contribuire a controllare i costi interni. Baycrew's, nonostante abbia registrato un fatturato di soli 30 miliardi circa di yen nell'esercizio fiscale 2004, ha un organico di 1.400 persone in totale. Il personale sara' ora alle dipendenze di ciascuna singola affiliata.

Spick & Span e' stato lanciato nel lontano 1986 e vende, come fanno in genere i select shop, un misto di marchi importati e nazionali. E' il piu' vecchio negozio presente nel portafoglio Baycrew's. Le vendite realizzate fino ad agosto 2006 sono stimate in 9,1 miliardi di yen per i punti vendita al dettaglio Spick & Span, con un target di 10 miliardi di yen entro il prossimo anno. La stima iniziale dei risultati Baycrew's per il gruppo nel suo complesso per l'esercizio fiscale 2005 indica che, rispetto all'agosto dell'anno scorso, le vendite sono salite del 14,6%, portandosi a 34 miliardi di yen. Anche altri tre marchi, fra cui Journal Standard, fanno parte della trasformazione in societa' controllate. Baycrew's attualmente gestisce 18 marchi, fra cui anche una catena di fast food chiamata Standard Burgers.

 

Il "mobile commerce" supera i 700 miliardi di yen

Secondo il Ministero dell'Economia, del Commercio e dell'Industria (METI), il mercato del "mobile commerce", ossia le vendite svolte tramite telefoni cellulari l'anno scorso avrebbe raggiunto la somma di 722,4 miliardi di yen (ca. 4,8 mld. di euro), con un balzo del 39% rispetto a 12 mesi prima. La maggioranza degli acquisti e' raggruppata sotto la voce "servizi", ma si tratta per lo piu' di download di musica, software e suonerie. Il settore a piu' rapida crescita e', tuttavia, quello degli accessi a banche dati a pagamento, oltre che quello dei servizi di TV e video mobili. Anche gli acquisti di prodotti tramite cellulari sono cresciuti ad un terzo circa del totale lo scorso anno e si prevede che questa categoria superi i pagamenti dei soli servizi per la prima volta entro i prossimi 12 mesi.

 

Payless Shoesource abbandona il Giappone

Un esempio di insuccesso di una joint venture costituita per la distribuzione al dettaglio si e' avuto di recente con l'annuncio di Payless Shoesource di volere uscire dal mercato nipponico. Payless aveva siglato un accordo di joint venture con la trading company Sojitz vari anni fa, ma a tutt'oggi conta un solo negozio in Giappone. Le joint venture per il retail fra societa' nipponiche e retailer esteri contano poche storie di successo. Anche vari studi hanno riportato analoghi tassi di insuccesso nelle joint venture per la distribuzione al dettaglio in vari paesi. Di conseguenza, dalla recente storia delle imprese nipponiche emerge un forte incremento delle imprese gestite direttamente al 100% come approccio preferenziale, come ad esempio e' avvenuto con Inditex che ha acquisito Zara Japan.

 

Gap apre un negozio solo di capi per adulti

Nel quadro di continue iniziative volte a variare la formula standard, Gap ha inaugurato a Yokohama, alla fine di settembre, un negozio che vende esclusivamente capi per adulti. Il negozio si estende su un'area deliberatamente contenuta e non offre articoli per neonati, bambini o ragazzi. Se riscuotera' successo, questo tipo di negozio sara' lanciato in altre regioni, con particolare attenzione ad ubicazioni in seno agli shopping building e puntando ad una clientela femminile. Il primo negozio e' situato all'interno di Sotetsu Joinus e si estende su circa 350 mq, un terzo delle dimensioni della maggior parte dei negozi Gap che propongono la gamma completa di articoli. Il denim costituira' la categoria principale di prodotto, con divani e altri elementi all'interno del punto vendita concepiti per rendere piu' confortevole la prova dei capi.

 

Nuove opportunita' di retail a Nagoya

Nagoya, la citta' a meta' strada tra Tokyo e Osaka, dove si e' tenuta l'esposizione universale di Aichi l'anno scorso, e' conosciuta per il suo amore verso i marchi di lusso, dalle borse alle auto, oltre che per il fatto di ospitare il quartier generale della Toyota. In questa citta' si trova anche uno dei grandi magazzini in piu' rapida crescita, JR Takashimaya, che a settembre ha superato Mitsukoshi Sakae come secondo principale grande magazzino di Nagoya. Negli ultimi anni, sono stati effettuati enormi investimenti nel centro di Nagoya ed e' stato portato avanti un progetto - elaborato da societa' leader quali la Toyota Motor Corporation, Towa Real Estate, etc. - che vuol fare del centro di Nagoya un centro internazionale del business. Da quando e' stato aperto Takashimaya, nel 2000, si e' andata sviluppando una accanita rivalita' tra l'area intorno alla stazione e quella di Sakae, tradizionalmente nota per lo shopping e per i locali notturni. A Sakae, secondo il quotidiano specializzato Senken, si concentrerebbe il 70% delle attivita' commerciali della citta'.

I primi risultati del progetto si sono visti il 4 ottobre, con la cerimonia di completamento dei lavori di Midland Square, che sara' sede di uffici e negozi e che secondo i suoi realizzatori dovrebbe essere in grado di portar via a Sakae un altro 10% del giro di affari della citta'. Midland Square, che si trova proprio di fronte alla stazione di Nagoya, e' un edificio di 47 piani, con una superficie di 76.000 mq e con affittuari d'elite quali la Toyota, che con i suoi uffici occupera' dal 17mo al 40mo piano. Esso comprende anche 20.000 mq di spazio per il retail. L'area principale dedicata al retail verra' inaugurata a marzo, con noti marchi internazionali gia' prenotati per il primo e secondo piano, quali Chaumet. In concomitanza con questa nuova opportunita' di retail, i grandi magazzini poco distanti, JR Takashimaya e Meitetsu, stanno modificando la gamma dei loro marchi per diventare piu' competitivi.

 

Omotesando Hills premiato per il design

Omotesando Hills, lo shopping building inaugurato a febbraio di quest'anno da Mori Building Co., Ltd. nel quartiere di Aoyama, ha ricevuto due premi dalla Japan Industrial Design Promotion Organization (JIDPRO). L'edificio ha ricevuto i premi nella categoria "comunicazione" per il suo logo e nella categoria "architettura e ambiente" per il design architettonico. Il logo e' stato scelto, tra l'altro, perche' in grado di “trasmettere la tradizione di Omotesando e la cultura giapponese in maniera moderna ad un pubblico globale". Il premio per il design architettonico, invece, si deve "all'armonia dell'edificio con il paesaggio circostante". Lo shopping building e' stato progettato dal notissimo architetto Tadao Ando.

Istituto nazionale per il Commercio Estero

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