APRILE 2007 | Newsletter | Volume 4 | Numero 60

 
Italia Life in I Style
Nuove sfide per la moda americana
  • Tempi difficili per gli imprenditori americani della moda, costretti ad affrontare costi e ostacoli crescenti nell’apertura di nuovi business per l’abbigliamento e le calzature. È quanto è emerso durante l’ultimo forum annuale della AAFA, l’American Appareal & Footwear Association tenutosi nei pressi di Los Angeles tra il 28 febbraio e il 2 marzo e al quale hanno partecipato 200 membri dell’associazione tra cui Jones Appareal Group, Cotton Incorporated, Carhartt e NPD Group.
  • Le nuove sfide nella vendita a consumatori americani e stranieri nell’era di Internet, il costo del business in una condizione di economia volatile e le prospettive per il libero commercio in un Congresso controllato dai democratici, sono stati solo alcuni dei problemi affrontati dai più prestigiosi rappresentanti della fashion industry 'made in USA' durante il summit.
  • Il messaggio lanciato dai manager intervenuti è stato chiaro e degno di attenzione: la gestione di un’impresa che opera nel settore della moda sta diventando, negli States, sempre più dispendiosa e complicata.
  • “Stiamo assistendo ad un ritorno di protezionismo, specialmente nell’industria delle calzature”, ha dichiarato all’apertura dei lavori Kevin Burke, presidente della AAFA, proseguiti con una dettagliata relazione sullo stato attuale del business e sulle sue possibili evoluzioni presentata dal vice presidente del Centro per gli Studi Strategici e Internazionali di Washington, Erik Paterson.
  • Secondo l’analista, sono sette i fattori che determineranno un impatto rivoluzionario nel business: la crescita demografica, la disponibilità di risorse primarie, la tecnologia, il flusso delle informazioni, la globalizzazione economica, la conflittualità politica e la governance.
    In un mondo dove è previsto un aumento della popolazione pari al 40% fino ai 9,2 miliardi di individui e dove saranno paesi come Afghanistan e Uganda ad avere una crescita maggiore, “l’immigrazione sarà un fattore significativo negli anni a venire”, ha detto Paterson.
    Un quinto della popolazione mondiale, ha continuato, avrà più di 60 anni entro il 2050 e una penuria di acqua e petrolio aggraverà il quadro economico generale, con la Cina in grado di importare 10 milioni di barili di greggio al giorno entro il 2030.
  • Gli altri dirigenti seduti al tavolo della discussione, sembrano avallare l’importanza di questi fattori. Fred Jackson, presidente dei produttori di filati American & Efird conferma che sono necessari fino a 70 litri di acqua per produrre neppure un chilo di filati e Mike Brooks, amministratore delegato dell’azienda di calzature Rocky Brands, sostiene che le nuove regole di governance per le aziende hanno comportato un aumento delle spese di 1 milione di dollari per il suo business.
  • Sul tema della globalizzazione si è invece espresso Carlos Arias, vice presidente della Koramsa, considerato il principale produttore di pantaloni guatemalteco, le cui esportazioni sono destinate per il 95% al mercato americano. Per arginare una concorrenza asiatica che ha già scalfito duramente l’export delle confezioni del Guatemala “dobbiamo riuscire a dare ai nostri prodotti un valore aggiunto nella qualità”.
  • Per Mary O’Rouke, direttore esecutivo del Jassin-O’Rourke Group, si è vista una costante crescita negli acquisti di abbigliamento negli ultimi 35 anni “perché in un’economia lenta, i consumatori tendono ad acquistare sempre meno beni costosi come case e automobili e si dirigono su beni più accessibili, come vestiti e scarpe”. Tuttavia si tratta, nonostante i nuovi ostacoli da affrontare, di un “buon momento per prendere in prestito fondi da gruppi di private equity, hedge funds e Wall Street”, ha dichiarato in una discussione l’investment banker di JPMorgan Chase Philip Bleser.
  • Lo stesso concetto di ciò che è “alla moda” cambierà, secondo Marshal Cohen, analista di mercato per la NDP, dal momento che “l’età anagrafica non avrà più confini netti e che l’etnia di appartenenza dei compratori non avrà più alcun peso”.
  • In platea, però, c’è chi si preoccupa dell’innalzamento dei costi di trasporto delle merci, già rincarato dai supplementi sui costi della benzina. “Aziende come FedEx ed UPS stanno applicando da gennaio supplementi anche sul peso e la lunghezza delle merci. I costi stanno semplicemente aumentando, ma sembra che tutti vogliano dare la colpa ai prezzi della benzina”, ha detto Triina Turula, intermediaria per l’import-export di merci di Costa Mesa, California.
Profumo di donna da Versace
  • donatella versaceIl marchio Versace torna alle sue più antiche origini, grazie al recente lancio di una nuova fragranza, la prima completamente sviluppata da Euroitalia, produttore che ha acquisito la licenza - principalmente in diritti anticipati - nel dicembre 2004 per circa 64 milioni di dollari.
  • “Abbiamo tra le mani il prodotto giusto per riposizionare Versace nella zona alta della vendita al dettaglio”, ha dichiarato Claudio Tenan, direttore delle esportazioni per Euroitalia. “Abbiamo lavorato sodo e su ogni dettaglio per migliorare la percezione del brand e abbiamo voluto portare il franchise della fragranza Versace in tutto il mondo, selezionando con cura ogni mercato”.
  • La fragranza, prodotta da International Flavors & Fragrances e Donatella Versace ha un bouquet di base fresco e floreale, una svolta rispetto alle note più intense e “drammatiche” dei profumi del passato Versace.
  • Le note di testa spaziano dalla guaiava al ribes, dal glicine al giglio, mentre il cuore è un blend di gelsomino, fior di loto e azalea con, nel fondo, un'intensa coda di cedro, legno del Kashmir, vetiver e muschio.
  • In un’intervista rilasciata al fashion magazine on-line wwd.com, Donatella Versace ha dichiarato di avere grandi aspettative per la sua nuova “creatura”. “Ho voluto creare un profumo avvolgente, che diventasse un marchio distintivo per la donna Versace, che è sempre sensuale e sofisticata. Sono partita dall’idea di proporre un profumo senza tempo, da indossare in ogni occasione, qualcosa di classico e moderno allo stesso tempo, qualcosa che rappresentasse la tradizione del marchio Versace unita al 'nuovo Versace' di oggi”. E così, non mancano nelle bottigliette, disegnate dalla stessa stilista, le caratteristiche distintive di casa Versace, come la famosa testa di Medusa posizionata al centro del flacone in vetro, sormontata da un tappo dorato, decorato da una fascia con disegni in stile greco.
  • Il lancio globale e in grande stile della fragranza, pensato e gestito sempre da Euroitalia, è stato fatto presso i grandi magazzini di lusso inglesi Harrods alla fine di marzo e sarà seguito da quello in Italia e in America (dove Donatella Versace concederà la sua seconda apparizione personale a maggio, dopo quella fatta presso Harrods di Londra), previsti per aprile, come dichiara Alessandra Giansanti Zorlas, direttore marketing di Euroitaly, filiale americana di Euroitalia.
  • Negli Usa, la fragranza sarà disponibile fino alla fine del 2007 in esclusiva presso Saks Fifth Avenue, per poi espandersi, nel 2008, anche su altri 500 rivenditori, tra i quali Sephora e Nordstrom.
    “Saks si sta concentrando molto sul marchio Versace e crediamo che possano essere un ottimo partner anche nella divisione fragranze”, ha dichiarato Connie Ruscio, vice presidente e general manager di Fragrances Elite International LLC, agente di vendita negli States per Euroitalia.
    Si dovrà invece aspettare il prossimo settembre per il lancio nel resto del mondo.
  • Euroitalia ha in programma anche un lancio stampa per la nuova fragranza. La campagna, firmata Michelangelo DiBattista, sarà in sviluppata sulle principali testate di moda e costume del prossimo autunno e, fuori dagli States, è previsto anche un lancio televisivo.
  • Mentre Connie Ruscio non ha rilasciato dichiarazioni sul budget destinato alla promozione e alla pubblicità, fonti del settore stimano in 5 milioni di investimenti pubblicitari, da qui alla fine del 2007, solo negli States. Rispetto alle vendite, le stesse fonti prevedono un giro d’affari di circa 30 milioni di dollari per il business di tutto il franchise fragranze Versace nei prossimi 12 mesi. Di questi, si stima che 5 milioni saranno da attribuire alla nuova fragranza.
    Tenan, infine, ha annunciato che la versione maschile del profumo arriverà nel 2008 e che potrebbe essere seguita anche da un restyling della linea cosmetica Versace.
Quando l’arte diventa moda
  • La creazioni di moda possono essere considerate vera e propria arte? Il dilemma, tutt’altro che risolto, ha sempre acceso forti polemiche tra designer, intellettuali e giornalisti ed è di nuovo al centro dell’attenzione di addetti ai lavori e non, riunitisi a New York per il simposio “L’arte della Moda”, ospitato dal prestigioso Fashion Institute of Technology (FIT) il 9 e 10 marzo scorsi.
  • Secondo quanto riportato dal sito www.wwd.com, Valerie Steele, direttrice del Museum del FIT, non ha dubbi: “la moda può essere considerata arte, ma non tutta la moda è effettivamente arte”.
  • Così, mentre la moda sta acquistando sempre più spazio all’interno di esposizioni e luoghi normalmente deputati all’arte tradizionalmente intesa, sono molti gli scettici che mal reagiscono a questa “contaminazione”.
  • “Molti critici dicono: come è possibile pensare di esporre un abito di Versace accanto a un dipinto di Raffaello o Michelangelo? Il punto è, secondo me, che questo è lo stesso atteggiamento che questi critici adottano nei confronti di tutta l’arte contemporanea in generale”, continua Steel.
    Durante il suo intervento intitolato “Fashion: Art of Dying, Art of Living", Barbara Winken, professore di letteratura comparata alla Ludwig-Maximilians University di Monaco, ha fatto notare come, oggi, il negozio di Comme de Garcons nel quartiere newyorchese di Chelsea viene visitato dai turisti al pari di tutte le gallerie d’arte della zona.
  • Anche la fotografia di moda, continua Steele, sempre più si allinea con una vera e propria forma d’arte e da questa trae esplicita ispirazione. “Basti pensare”, ha detto “alla campagna di CK One e a quanto gli scatti in bianco e nero di un gruppo di ragazzi e ragazze trasandati rimandino subito allo stile di Richard Avedon, firma nota della Factory di Andy Warhol. Così come la pubblicità di Benetton con una macchina che brucia è facilmente riconducibile alle automobili bruciate di Warhol. Per citare un altro esempio, l’ologramma di Kate Moss protagonista della sfilata di Alexander McQueen dimostra come moda e arte si nutrano a vicenda”.
  • “Di contro”, insiste Valerie Steele “il famoso Dover Street Market della designer giapponese Rei Kawakubo a Londra è di per sé una galleria d’arte che racchiude, nei suoi sei piani, una moltitudine di creativi di ogni genere”. Kawakubo stessa ammette di aver voluto creare uno spazio di dialogo e incontro tra artisti di diversa provenienza in un'atmosfera di “caos meraviglioso”, pur sostenendo che “la moda è un business, non un’arte”, anche se la sua creazione suggerirebbe il contrario.
  • Negli ultimi anni, tuttavia, l'arte ha contaminato sempre più anche l’architettura che a sua volta influenza la moda. L’inaugurazione della mostra “Skin + Bones: Parallel Practices in Fashion and Architecture” presso il Museum of Contemporary Art di Los Angeles è la testimonianza di questo nuovo sincretismo.
  • Durante una discussione del simposio, Tamsen Schwartzman, uno dei curatori del Museum del FIT, sostiene che non solo l’arte trova spazio nella moda, ma che il processo è a doppio senso. “Ancora tante persone trovano difficile accettare che la moda sia considerabile anche arte e che la contaminazione sia inevitabile. Eppure molti, nel mondo di chi l’arte la fa, trovano che questo abbattimento dei confini con la moda produca buone cose”. A dimostrazione della sua teoria, Schwartzman ha mostrato in conferenza le immagini di alcune opere d'arte contemporanea che, alla moda e al suo business, devono tutto. Tra queste, i provocatori “Prada Death Camp” e la “Chanel Guillotine” di Tom Sachs, il primo, una sorta di scultura che rappresenta una campo di concentramento marchiato Prada e, la seconda, una vera e propria ghigliottina brandizzata Chanel.
  • Anche Patricia Mears, vice direttore del Museum del FIT, non ha dubbi che la contaminazione sia inarrestabile, ripetendo lo stesso messaggio che molte volte ha dato ai suoi studenti: “questo è un momento incredibilmente eccitante per il mondo dell’arte. L’arena è aperta per chiunque voglia stilare il manifesto definitivo sui profondi contatti tra arte, moda e design. Spero che le giovani generazioni raccolgano la sfida”.
L’evento - Brooks Brothers, prima collezione couture a New York
  • Claudio Del Vecchio ha fatto le cose in grande per il rilancio di Brooks Brothers, marchio statunitense di abbigliamento rilevato da Luxottica nel 2001. Il quartier generale di Madison Avenue ha fatto da scenario alla presentazione della nuova linea couture, disegnata dallo stilista newyorchese Thom Browne.
  • thom browneSobria, classica ed elegante, la linea gioca con colori quasi austeri, in particolare con le tonalità di grigio, nero, bianco e blu, messi in risalto da qualche tocco di rosso qua e là. Una moda che ricorda quella degli anni Cinquanta e Sessanta, in particolare negli abiti con scollo squadrato che scendono diritti lungo i fianchi, nelle mantelline e negli scialli. “Quello è sicuramente il periodo storico che più mi appartiene - ha confermato Browne - ma la principale fonte di ispirazione sono stati proprio gli abiti di Brooks Brothers che nel corso degli anni hanno fatto la storia di questo marchio”. Come spiegato anche dallo stesso Claudio del Vecchio, si tratta di una “ripresentazione moderna di ciò che fa parte del Dna di Brooks Brothers, che appartiene cioè a quel processo, iniziato cinque anni fa, e volto a riportare questo marchio ai livelli di eccezione ai quali appartiene”.
  • La nuova collezione, che sarà venduta sotto il brand “Black Fleece” e non porterà il nome di Browne, è rivolta in particolare ai giovani e alle donne. Non a caso la collezione è equamente suddivisa, con 50 abiti maschili e altrettanti femminili. “Anche questo è in linea con i nostri obiettivi - ha spiegato Del Vecchio - anche se Brooks Brothers è un negozio che storicamente si rivolge all’uomo, le vendite di abbigliamento da donna sono salite negli ultimi anni fino al 20% del totale”. Gli abiti della linea couture saranno venduti nei negozi Brooks Brothers in tutto il mondo, da New York a Parigi, da Milano a Tokyo, in una sezione separata dalla collezione tradizionale e a prezzi decisamente più elevati.
  • L’idea di affidare la prima collezione a Browne, con il quale Brooks Brother ha firmato un contratto per quattro stagioni, è partita niente meno che da Anna Wintour, direttore editoriale dell’edizione americana di Vogue e una delle più influenti personalità del mondo della moda. “Mi ha invitato a vedere una sua collezione lo scorso anno - ha raccontato ancora Del Vecchio. - Così ho conosciuto Thom, che mi ha espresso la sua grande ammirazione per il marchio e lo stile di Brooks Brothers. Cercavamo qualcuno che condividesse la nostra filosofia e fosse pronto a rispettarla, e lui si è rivelato fin dall’inizio la persona giusta”.
L’intervista - Kevin Harter racconta Bloomingdale’s
  • kevin harterDi tempo ne è trascorso parecchio dal 1861, quando Bloomingdale’s aprì per la prima volta i battenti a New York. Ora, quasi 150 anni più tardi, il grande magazzino è diventato un punto fisso per acquistare capi di alto livello, nella Grande Mela e negli Stati Uniti. Vero e proprio tempio della moda, riunisce sotto lo stesso tetto i marchi migliori, come racconta senza nascondere un pizzico di orgoglio Kevin Harter, vicedirettore generale del gruppo con delega per i settori uomo, casa e “young world”, dedicato ai più giovani.
  • La stagione invernale si è chiusa decisamente in modo positivo, spiega Harter sottolineando che “le collezioni autunno-inverno sono andate molto bene, in linea con le nostre aspettative”. In particolare hanno fatto da traino “i settori dell’abbigliamento sartoriale per uomo, i capi sportivi che definirei ‘di design’ e il premium denim”, il jeans di più alta qualità.
  • Ma il gruppo non intende sedersi sugli allori e guarda ad ambiziosi obiettivi. “La strategia di Bloomingdale’s è cercare di posizionarsi sempre a un livello più alto, puntando su un continuo sviluppo e una costante crescita. Di sicuro, visto il successo ottenuto finora, continueremo a fare grande affidamento sull’alta sartoria per uomo”, ha spiegato ancora il vicedirettore generale.
  • L’attenzione in ogni caso è rivolta all’immediato futuro, ossia alle collezioni primavera-estate che cominciano a fare capolino dagli scaffali, con un sapiente mix di classico e moderno, idee innovative e retaggi del passato. C’è qualcosa per ognuno insomma, sotto il comune denominatore dell’alta moda. “Per la primavera-estate giocheremo con alcuni spunti classici, come l’utilizzo delle tonalità di grigio, ma proporremo anche camicette lunghe da portare quasi come miniabiti. Non mancheranno poi giacche sportive e realizzate in tessuti high tech, abiti fatti a maglia e soprattutto denim, magari nelle tonalità più scure”, ha detto Harter, spiegando che “le attese per la primavera-estate sono alte, siamo entusiasti di quello che abbiamo in serbo per i clienti”.
  • Tra i nomi migliori su cui puntare non potevano non esserci anche i marchi più famosi dell’alta moda italiana, che a New York riscuote sempre un grande successo. “Continueremo a puntare sull’abbigliamento sartoriale, in particolare di alto livello e grande qualità, come quella offerta dai marchi italiani. Tra questi Canali, Corneliani, Armani Collezioni e Z Zegna”, ha continuato Harter, aggiungendo che “per quanto riguarda l’abbigliamento sportivo proporremo abiti sofisticati ma allo stesso tempo confortevoli”.
  • Chi ama linee morbide e giacche sportive, potrà poi scegliere tra le collezioni di “Varvatos, Burberry London, Theory e Tahari”, ha detto Harter, che ha voluto infine mettere l’accento anche sulle calzature, spiegando che “abbiamo fatto grandi sforzi per migliorare ulteriormente la qualità della nostra offerta. Per la primavera-estate presenteremo le calzature di Ferragamo, John Varvatos, Regain, Narrative e To Boot, ma punteremo anche su grandi designer come Marc Jacobs”.
  • jeans
    La musica fa di nuovo incursione nel mondo della moda. Dopo Madonna, che ha firmato una propria linea di abbigliamento per H&M, a farsi tentare da figurini e modelli è stato Pete Wentz, bassista della band Fall Out Boy. Forse passare dal pop punk alternativo alla creazione di abbigliamento sportivo per giovani non è proprio la cosa più semplice del mondo, per questo a supportare Wentz ci saranno quelli di DKNY, che con la moda hanno di certo maggiore confidenza.
  • La nuova linea, Clandestine Industries for DKNY Jeans, sarà pronta per la riapertura delle scuole dopo la pausa estiva, giusto in tempo per diventare la moda dell’anno tra i teenager. “Ho cominciato disegnando gli abiti che indossavo sul palco durante i concerti; - ha spiegato Wentz – quando i fan hanno iniziato a chiedermi dove potessero comprarli, ho pensato che sarebbe stato divertente disegnare una linea da vendere”.
  • Disposti a giurare sulla buona riuscita di questa iniziativa sembrano essere anche alcuni esperti del settore, almeno stando a quanto dice il bassista. “Agli Mtv Video Music Awards sono stato fermato da molte persone che ammiravano i miei abiti, persino Zac Posen”, fashion designer di grido. E se lo dice lui, devono essersi convinti da DKNY, c’è da fidarsi. Detto fatto, la nuova linea è sulla strada giusta per diventare una realtà: comprenderà qualcosa per tutti i gusti, dalle t-shirt ai pantaloni, dalle gonne, agli abiti e alle giacche. Lo stile ricorda molto quello del pop punk, con colori scuri alternati a tonalità un po’ psichedeliche, pelle nera mescolata a denim. I disegni sulle magliette? Neanche a chiederlo, sono ispirati ai tatuaggi che Wentz colleziona sul proprio corpo.
  • “Cercavo qualcuno che mi facesse da partner in questa avventura, - ha detto Wentz raccontando la decisione di firmare il contratto con DKNY, - conoscevo il marchio, mi piace molto come lavorano e quello che producono”.
  • L’entusiasmo sembra comunque essere reciproco, stando almeno a quello che dice Janice Sullivan, direttore della divisione DKNY Jeans. “È un’iniziativa nuova per il nostro marchio e non sarebbe potuta andare meglio. Non solo Pete Wentz è uno dei nomi più illustri del panorama musicale attuale, ma ha anche un innato gusto e uno stile vicino ai nostri jeans”.
Quando la moda è il lasciapassare dei sogni
  • arab womanQuando nel 2001 la stilista iraniana Behnaz Sarafpour presentò la sua prima linea di abbigliamento, qualche lungimirante esperto del settore della moda azzardò una previsione: quegli abiti sofisticati avrebbero un giorno aperto la strada del successo alla giovane, regalandole fama e sostanziose vendite. Sei anni più tardi quelle parole quasi profetiche si sono realizzate e la moda, per la stilista nata a Teheran, è diventata il lasciapassare per realizzare il “sogno americano”.
  • “Mia madre ha studiato arte e il suo lavoro è stato il primo a influenzarmi”, racconta Sarafpour, che ha affinato le sue doti studiando alla Parsons School of Design, prestigiosa accademia newyorkese appartenente al circuito della New School University, e lavorando come stagista da Anne Klein.
  • Una grande volontà e un'incrollabile determinazione, hanno convinto Sarafpour a cercare la realizzazione del proprio sogno, che ha imboccato la strada giusta quando il suo lavoro è stato notato dal designer Isaac Mizrahi, diventato per lei una sorta di mentore. Da lì in poi la strada è stata quasi tutta in discesa, con la sua matita richiesta da Barneys New York, marchio storico della moda newyorkese, e lodata da Anna Wintour, direttore del mensile Vogue e guru del fashion system.
  • La ragazza, premiata come “Iraniana dell’anno” da un sondaggio del sito iranian.com, dice di trarre ispirazione dalle cose che la circondano, dai fatti culturali e dagli avvenimenti storici. La sua collezione per l’autunno 2007 si ispira al film Camelot del 1967 e reinterpreta i simboli medievali, adattandoli alla modernità e alle esigenze della moda contemporanea. Qualcosa della cultura mediorientale da cui proviene si ritrova nelle sue creazioni, come ad esempio le giacche di agnellino persiano che la stilista ha presentato lo scorso inverno nella collezione disegnata per Target, una delle più grandi catene di rivendita al dettaglio statunitensi.
  • Sebbene il successo le abbia aperto molte porte, Sarafpour sostiene tuttavia che non ha cambiato la sostanza della sua vita. “Quando le persone conoscono il tuo nome, l’unica differenza è che diventa più facile avviare nuove collaborazioni”, ha detto la stilista, fiera per il fatto che i suoi abiti sono ora richiesti da clienti che con la gente comune hanno poco a che fare, come Cate Blanchett, Mandy Moore, Selma Blair e Chloe Sevigny.
  • sneakers
    Matt Halfhill è uno delle migliaia di ragazzi americani patito per scarpe da ginnastica. Ha lavorato in un negozio di calzature quando era un teenager dove comprava tutte le “sneakers” o “kicks” (slang americano per scarpe da tennis) in saldo. Ha conquistato la ragazza che ha sposato regalandole a San Valentino un paio di Nike rosa e rosse in edizione limitata. La sua casa è invasa da 500 paia di sneakers che colleziona ossessivamente.
  • Matt è un esponente degli “sneakerheads” (i “fissati” per le sneakers), persone per le quali più che la moda in senso lato sono le scarpe a regnare supreme. Un mondo che si divide tra “amanti occasionali”, attentissimi alle nuove creazioni, e i veri e propri maniaci pronti a fare chilometri per acquistare il paio giusto e che, tanto per stare tranquilli, a volte acquistano due paia dello stesso modello.
  • Il trend sta prendendo sempre più piede, è il caso di dirlo, negli ultimi anni, anche se le vendite generali delle scarpe da ginnastica crescono negli Stati Uniti a ritmi non particolarmente sostenuti. Esistono siti internet, riviste, libri, film e persino programmi televisivi dedicati alla “sneaker culture”, con tanto di tour all’interno delle scarpiere di collezionisti noti o personaggi famosi.
  • Le scarpe da ginnastica sono effettivamente parte integrante della cultura metropolitana, in particolare di quella legata al mondo della musica rap. Il mitico rapper Run DMC ha intitolato uno dei suoi pezzi “My Adidas” negli anni’80 e fanno decisamente parte degli appassionati di sneakers artisti come Missy Elliot e Fat Joe. Ma la passione si espande sempre di più e adesso non è poi così raro trovare modelli che arrivano a costare anche migliaia di dollari.
  • Chiunque, dai businessman newyorchesi che non è difficile incontrare con il loro completo gessato e le scarpe da ginnastica ai piedi, fino agli adolescenti del profondo Midwest americano, sono sempre più attenti alle sneakers che indossano.
    “Si può capire molto di una persona dal tipo di scarpa che indossa”, dichiara Andre Speed, un commesso di 36 anni di Portland orgoglioso di lavorare a Lifted, un negozio mecca per gli amanti del genere. “Oramai puoi anche indossare un vestito da poco, ma se ai piedi porti le sneakers giuste, hai il rispetto di tutti”.
  • Rispetto o meno, i produttori hanno già fiutato l’affare e gettano benzina sul fuoco lanciando sempre più spesso sul mercato edizioni limitatissime e quasi introvabili di scarpe di tennis o ripescando vecchi modelli leggendari. E’, ad esempio, il caso di Puma, che ha chiesto all’artista brasiliano Frederico Uribe di firmare un paio delle loro scarpe o di tutti quei negozi in cui i clienti possono ordinare le loro scarpe su misura, la cosiddetta “customizzazione”.
  • Anche Adidas non è da meno. La compagnia ha infatti lanciato sul mercato a dicembre ben 30 modelli diversi di scarpe dedicate alle squadre di basket dell’NBA, che sono letteralmente spariti dagli scaffali dei negozi in un soffio e, a febbraio, sarà il momento del modello dedicato al giocatore Tim Duncan, con tanto di riproduzione sulle scarpe dei tatuaggi del campione. Questo raro modello, tanto per rendere la caccia più eccitante, sarà disponibile solo per l’NBA Superstar weekend di Las Vegas.
  • Segue il trend anche Nike, che ha celebrato il 25esimo compleanno delle sue Air Force 1 con un party gigantesco a New York, dove erano disponibili 1.040 versioni differenti della scarpa.
  • Secondo NPD Group, un gruppo di ricerca di mercato, le vendite totali di calzature negli States sono state pari a circa 42 miliardi di dollari nel 2005, con le scarpe sportive tuttavia in crescita di un modesto 3 per cento. Ma gli analisti di mercato sostengono che gli sneakerheads sono sicuramente un mercato di nicchia, ma cruciale per il settore. Sono loro, infatti, a dettare legge in fatto di moda sulle strade e le grandi aziende sono spesso costrette ad inseguire questi “trend-setter”.
  • Secondi gli esperti questa passione per 'la scarpa di tendenza' è causata da un mix di cultura popolare, nostalgia, tecnologia e maggiore disponibilità economica. “E’ molto difficile spiegare ad una persona “normale” che c’è sempre un ricordo o una storia dietro ad un paio di sneakers”, dichiara Alex Wang, direttore della rivista specializzata Sole Collector.
  • Gli stessi collezionisti non sanno spiegarsi il perché della loro mania, ma di sicuro si tratta di una mania che rasenta la follia. I più forniti, infatti, dichiarano che potrebbero pagare l’anticipo di una casa o una macchina nuova con il guadagno della vendita della loro collezione. Cosa che, con ogni probabilità, non faranno mai.
Fashion-digest
  • L’Oreal Fashion Week: il Canada è di moda
    Si è svolta a marzo la tredicesima edizione della Toronto Fashion Week, anche nota come L’Oréal Fashion Week, durante la quale sono stati presentati i modelli di designer canadesi affermati e di nuovi giovani talenti. Prodotta dal Fashion Design Council of Canada, l’evento porta in passerella abiti pret-a-porter di creativi che in Canada sono già nomi affermati, come Arthur Mendonca e Joe Mimran. “Stiamo lavorando affinché Toronto non abbia nulla da invidiare a Milano o New York”, hanno dichiarato gli organizzatori della manifestazione al sito www.ctv.ca. E a giudicare dalla presenza di buyers, media e pubblico durante le sfilate, sono sulla buona strada.
  • Que viva Mexico!
    Città del Messico ha assaporato di glamour italiano lo scorso 14 marzo quando la casa di moda Gucci ha festeggiato l’inaugurazione del suo nuovo negozio in Rua Presidente Mazaryk, una boutique esclusiva di due piani. Alla cena, seguita al cocktail di inaugurazione, era presente il noto attore messicano Diego Luna, per celebrare la collaborazione tra la casa di moda italiana e il nuovo progetto del giovane attore, il festival dedicato ai documentari “Ambulantes Gira de Documentale”, organizzato con un altro giovane talento messicano, l’attore Gael Garcia Bernal. Secondo il sito www.wwd.com, Gucci, infatti, si occuperà della raccolta di fondi per la produzione di due documentari che saranno presentati all’edizione 2008 del festival.
  • Sarah Jessica Parker lancia il suo brand
    Si direbbe proprio che i sei anni trascorsi nei panni della fashion victim Carrie Bradshaw in “Sex and The City”, ossessionata dallo shopping e dalle scarpe di Manolo Blahnik, abbiano dato i loro frutti. La quarantunenne attrice Sarah Jessica Parker, infatti, ha appena lanciato, con un esclusivo party a New York, la sua prima linea di vestiti chiamata Bitten. La collezione, secondo quanto riporta il sito www.insideeonline.com, è casual ma chic ed include anche jeans e t-shirts. Il target di riferimento, così come il prezzo dei capi, non sono ancora stati decisi nel dettaglio.
  • Gli Oscar della moda: le nomination sono....
    I premi assegnati dal Council of Fashion Designers of America (CFDA) per l’industria della moda sono considerati all’unanimità il riconoscimento più prestigioso per chi opera nel settore, alla stregua degli Oscar cinematografici. La premiazione di questa edizione si terrà presso la Public Library di New York il 4 giugno prossimo, ma già sono state annunciate le nominations. Oscar de la Renta, Marc Jacobs e Lazaro Hernandez concorrono per il premio di miglior designer di Womenswear, mentre Ralph Lauren, Steven Cox e Calvin Klein si contenderanno il riconoscimento per il Menswear Designer of the Year. Pierre Cardin, invece, è stato selezionato per l’International Award e Ralph Lauren sarà insignito del Fashion Legend Award, una sorta di Oscar alla carriera, per i suoi 40 anni “a servizio” dell’industria della moda americana.
  • Ralph Lauren, quando lo stile diventa gioiello
    La moda strizza l’occhio alla gioielleria. Polo Ralph Lauren, un must nel settore dell’abbigliamento, pensa ai gioielli e agli orologi di lusso. Il marchio statunitense ha stretto un accordo con l'elvetica Compagnie Financière Richemont, società con sede a Ginevra, tra i cui brand spiccano Cartier, Van Cleef & Arpels e Alfred Dunhill. Il nuovo brand si chiamerà Polo Ralph Lauren Watch and Jewelery e vedrà Polo e Richemont partner al 50% della joint venture. A partire dal 2008 i nuovi prodotti saranno sviluppati e distribuiti a livello mondiale nelle boutique Ralph Lauren e in una serie di gioiellerie selezionate.
  • La moda bambino torna al classico
    Dopo le collezioni eccentriche dell’anno passato, gli stilisti per la prossima primavera-estate vogliono i bambini statunitensi vestiti in modo sobrio, con un tocco di patriottismo. I colori della bandiera americana, ma anche le strisce e, perché no qualche stella, sembrano essere i motivi dominanti della stagione ormai alle porte. Così le case di moda hanno reinterpretato i dettami della moda per adulti, adattandoli ai piccoli clienti. Da Diesel Kids a Kate Mack, da Smitherman & Barnwell a Zutano, non c'è che l'imbarazzo della scelta tra minigonne e jeans, abitini e t-shirt, meglio se con tanto di cappuccio.
  • I guru della moda italiana tra i paperoni di Forbes
    Come ogni anno è arrivata puntuale la classifica della rivista Forbes, che ha raccontato al mondo chi sono i più ricchi del pianeta. Come era prevedibile, non mancano anche alcuni dei guru della moda italiana, primo fra tutti Leonardo Del Vecchio, patron di Luxottica che conta un patrimonio da 11,5 miliardi di dollari. Miuccia Prada, uscita dalla lista dopo avere occupato l’anno scorso la 292esima posizione, meglio di lei ha fatto quest’anno Giorgio Armani che, con 4,5 miliardi di dollari, si è piazzato al 177esima posizione. È andata bene anche per Mario Moretti Polegato, fondatore di Geox, che è arrivato al 287esimo posto con un patrimonio di 3 miliardi di dollari. Solo 323esima la famiglia Benetton, con Carlo, Gilberto, Giuliana e Luciano che vantano un conto in banca da 2,8 miliardi ciascuno.
  • Hermès sbarca in Florida
    Era il 1977 quando Hermès aprì a Palm Beach, in Florida. Oggi, trenta anni più tardi, la boutique si è rifatta il trucco e si prepara a soddisfare, come allora, clienti esigenti con i quali “abbiamo sempre mantenuto un legame stretto e leale”, ha detto Guillaume de Seynes, vicedirettore generale della maison francese. Il nuovo negozio, ampliato e rinnovato a partire dal design degli arredi, ha sezioni dedicate ai gioielli, agli abiti e agli accessori, come le celebri borse, dalla Birkin alla Picotin e alla Kelly, la preferita di Jaqueline Kennedy. “Abbiamo fatto investimenti significativi e siamo felici del risultato”, ha detto il direttore generale e amministratore delegato Robert Chavez. La boutique di Palm Beach è pensata per incontrare il favore della clientela dal gusto europeo e americano, a differenza di altre, come quella di Bal Harbour, studiate per il pubblico latino-americano.
  • Ralph Lauren, una vera “leggenda della moda
    Come si addice alle celebrità Ralph Lauren festeggerà in modo straordinario i propri quaranta anni nel mondo della moda. Il Council of Fashion Designer of America ha deciso di assegnargli il titolo di “Fashion Legend”, leggenda della moda, nel corso della 25esima edizione degli Oscar della Moda in programma per giugno. “Nessuno più di lui meritava questo onore”, ha detto forse con una punta d’invidia la collega stilista Diane von Furstenberg. Del resto, il successo ottenuto da Ralph Lauren nel corso degli anni è innegabile e “la sua visione della moda rappresenta l’eccellenza statunitense e continua a essere un esempio”, come si legge in una nota del Cfda. Lauren ha ottenuto la nomination come “designer dell’anno per la moda uomo”, titolo che cercherà di strappare a colleghi illustri come Italo Zucchelli per Calvin Klein e Steven Cox e Daniel Silver per Duckie Brown.
  • Armani, “Attidute” debutta negli Stati Uniti
    Giorgio Armani Parfums tenta il terno. Dopo avere presentato sul mercato statunitense due profumi andati letteralmente a ruba, Acqua di Giò e Armani Code, la casa italiana ci riprova con Attitude. La nuova fragranza per uomo sarà distribuita in 3.000 punti vendita a partire da maggio, come ha confermato la società, divisione di L’Oréal Usa. “Speriamo di consolidare la nostra leadership sul mercato dei profumi per uomo”, ha detto Ava Huang, vicedirettore generale di Giorgio Armani Parfumes. La fragranza, grintosa e sensuale, esprime “un’altra sfaccettatura dello stile Armani”, come ha dichiarato Alexandra Papazian, direttore marketing di Giorgio Armani Fragrances, spiegando che “il nostro uomo deve essere sicuro di sé e un po’ misterioso”. Il flacone, il cui design ricorda una pietra di onice, è stato disegnato da Fabian Baron.
  • Intermix, la moda newyorkese arriva a Chicago
    Considerata una sorta di roccaforte della moda newyorkese, capace di fondere le idee di designer affermati e di stilisti emergenti, Intermix sbarca a Chicago e inaugura ad aprile un nuovo punto vendita tra Rush Street e Delaware Place. “E’ dal 1998 che avevo in mente di aprire una location a Chicago”, ha detto il fondatore e amministratore delegato di Intermix Khajak Keledji, spiegando che la boutique “è sufficientemente vicina a Magnificent Mile e Oak Street per attirarne la clientela internazionale”. Intermix, che ha 12 negozi negli Stati Uniti, per il nuovo store conta di spendere circa un miliardo di dollari, “sarà una boutique luminosa e apparirà come un enorme gioiello”, ha detto Keledji. L’apertura, alla quale farà seguito l’inaugurazione di un secondo negozio su Armitage Avenue, fa parte di un più ampio progetto di espansione iniziato nel 2005.
  • Diane Von Furstenberg, stop alla contraffazione del marchio
    Sembra proprio decisa a tutto, Diane von Furstenberg, per proteggere il proprio marchio dalla contraffazione. “Voglio solo dirvi ‘fate attenzione’, perché né soldi né altro vi eviteranno di essere perseguiti”, così la stilista ha dichiarato a chiare lettere, spiegando di aver messo a punto un programma volto a tutelare i prodotti della maison. Diane von Furstenberg Studio, questo il nome del progetto di cui non si conoscono ancora i dettagli, dovrebbe, almeno nelle intenzioni della stilista, sradicare sul nascere un problema che, per il momento, affligge la società solo in modo marginale. Tutto è cominciato l’anno scorso, quando alcuni clienti hanno avvisato la maison che sul sito di aste online eBay erano disponibili oggetti contraffatti del marchio. “Ho subito chiamato Abigail Klem, direttore dell’area licenze e sviluppo del mercato, e lo ho detto di iniziare immediatamente le ricerche per trovare una soluzione”, ha proseguito Furstenberg. Otto mesi più tardi, detto fatto, il programma per la tutela del marchio è pronto a partire.
  • KKR, il private equity pensa ai consumatori
    Dollar General, catena statunitense di negozi di rivendita al dettaglio, è stata rilevata dal gruppo Kohlberg Kravis Roberts & Co., per circa 7,3 miliardi di dollari, oltre all’assunzione di 380 milioni di dollari di debiti da parte del private equity. Nell’ambito dell’accordo gli azionisti della società di Goodlettsville, in Tennessee, riceveranno 22 dollari in contanti per azione, circa il 31% in più rispetto al valore del titolo a inizio marzo. L’affare dovrebbe essere chiuso entro il terzo trimestre del 2007. “Siamo lieti di annunciare che la transazione porterà grandi vantaggi ai nostri azionisti”, ha detto David Perdue, amministratore delegato di Dollar General.
  • Kate Moss da Barneys New York, da Modella a stilista
    Forse stufa di calcare le passerelle indossando abiti ideati da grandi stilisti, la modella Kate Moss ha pensato di passare dall’altra parte della barricata e disegnare una propria linea di abiti. Strapagata, criticata da alcune celebrità, non ultima la cantante Lily Allen che l’ha definita “una modella irresponsabile” facendo riferimento ai suoi trascorsi con la droga, Moss presenterà la sua collezione da Barneys New York, uno dei nomi migliori dell’alta moda newyorkese. Abiti e accessori firmati dalla modella saranno in vendita da Topshop, catena di negozi di abbigliamento presente negli Stati Uniti, in Gran Bretagna e in vari altri paesi. “Gli abiti di Kate hanno qualcosa dello stile di Barneys”, ha detto Julie Gilhart, fashion director di Barneys.
Eventi Moda Aprile 2007
  • Promozione della moda italiana presso il piccolo dettaglio USA
    19 Aprile
    Mr. Jeff Glass
    BOYD’S PHILADELPHIA
    Philadelphia, PA
    marchi promossi: Armani Collezioni, Canali, Brioni, Santoni, Dolce & Gabbana, Gucci, Moschino, Prada, Gran Sasso, Kiton, Ferragamo, Manolo, Ermenegildo Zegna, Etro, etc.
    19 Aprile
    Mr. Mike Zack
    CIRCA 2000 (dls)
    Plano, TX
    marchi promossi: Zanella, Canali, Pal Zileri, Lubiam, Tino Cosma, Luciano Moresco, Michael Toschi, Reporter, Xacus
    21 Aprile
    Ms. Elena Ciccone
    ELENA CICCONE
    Boulder, CO
    marchi promossi: Missoni, Les Copains, Furla, Pucci, Studio Pollini, Fabiana Filippi, Furla
    23 Aprile
    Mr. Edward Steinberg
    J.S. EDWARDS (dls)
    Baltimore, MD
    marchi promossi: Canali, Tino Cosma, Zanella, Fabio Inghirami, Gran Sasso, Etro, Pancaldi
    23 Aprile
    Jim Kapelson
    KAPS
    Andover, MA
    marchi promossi: Zegna, Canali, Etro, Gianluca Isaia, Bruno Magli, Gravati, Gran Sasso, Zanella, Paul & Shark, Incotex, Brunello Cucinelli
    26 - 28 Aprile
    Mr. Perry Newsom
    SUITERS DISTINCTIVE CLOTHIERS
    Brookfield, WI
    marchi promossi: Corneliani, Canali, Gran Sasso, Bruno Magli, Bolgheri, Paul & Shark, Zanella, Ingram
    1 - 24 Maggio
    Mr. Steven L. Potter
    HINSDALE CLOTHIERS (dls)
    Hinsdale, IL
    marchi promossi: Zanella, Toscano, Marcello, Lubiam, Bolgheri, Dolce Punta, Ingram,  Canali
    4 Maggio
    Ms. Faye Helicher
    TMB (dls)
    Lancaster, PA
    marchi promossi: Canali, Corneliani, Paul & Shark, Toscano, Gran Sasso, Raffi, Gimo’s, Max Mara, Cinza Rocca, Zanella
  • 19 aprile 2007
    Saks Fifth Avenue e l’Istituto Nazionale  per il Commercio Estero presentano
    “Human Game - Winners and Losers”
    un progetto multidisciplinare (sport, moda, arte) della Fondazione Pitti Discovery
    Cocktail di inaugurazione presso il settimo piano di Sacks; 6-8 pm

    30 aprile 2007
    Parsons the New School for Design Benefit Show
    Sfilata moda uomo con abiti realizzati utilizzando tessuti del distretto tessile di Prato realizzata dagli studenti dell’ultimo anno di corso della Parsons.
    Evento su invito.

    12 aprile 2007
    Fashion Dictionary
    L’Istituto Nazionale per il Commercio Estero e Baldini Castoldi Dalai Editore presentano ai rappresentanti della stampa specializzata e agli operatori statunitensi del settore, l’edizione aggiornata in lingua inglese del Dizionario della Moda curato da Guido Vergani, presso la Rizzoli Bookstore di New York.

    8 maggio 2007
    Premiazione “Stretch to the Future”
    Presso la sede dell’Istituto Nazionale per il Commercio Estero di New York la ditta RadiciSpandex premierà gli studenti della scuola di moda della Kent State University nel corso di un evento di networking a cui parteciperà lo stilista Carmen Marc Valvo.
Statistiche I style – Gennaio 2007
  • Importazioni italiane negli USA: primi dati 2007
    I primi dati disponibili del 2007 delineano un quadro positivo, con miglioramenti anche a due cifre percentuali, per le esportazioni del comparto moda negli USA.
    In particolare, esaminando i dati di gennaio e prendendo come riferimento lo stesso periodo del precedente anno, si evidenzia solo un inaspettato calo nel settore profumeria (-7,64%) mentre si assiste ad una crescita nel settore calzature del 4,52% che lascia sperare in un’inversione di tendenza nel corso del 2007 rispetto all’andamento negativo degli ultimi anni.
    Nel settore dei pellami si assiste ad una leggera crescita (4,13%) a cui si aggiunge il forte aumento delle esportazioni italiane nel settore degli accessori in pelle (+35.31%)
    Nel comparto dei tessuti e filati si registra, in particolare, un aumento delle esportazioni verso gli USA del 19,08% per la seta e del 6.39% per il cotone, mentre la maglieria sale in gennaio dell’11,84%. In ogni caso, va considerato che secondo molti operatori il dato è in parte falsato dall’internazionalizzazione del ciclo di produzione dell’abbigliamento finito.  Infatti, esiste il caso, ultimamente più frequente, di aziende italiane che vendono il tessuto ad aziende statunitensi con consegna della merce in Paesi dove il costo della manodopera è basso.  Qui il tessuto viene trasformato ed entra negli USA censito come prodotto finito di origine non italiana. Se poi si passa a considerare il dato aggregato relativo all’abbigliamento (uomo e donna) si nota un’interessante crescita del 16,89%.
    Va inoltre evidenziato che nel settore pietre e metalli preziosi le esportazioni italiane in USA sono aumentate del 9,49% mentre nel settore orologeria assistiamo ad un calo del 28,95%.
    Nel settore occhialeria si registra un aumento del 25.89% per gli occhiali e del 24,75% per gli occhiali da sole ma purtroppo contemporaneamente le importazioni italiane di montature scendono a gennaio del 20,17%.
  • Importazioni USA Maglieria in Gennaio 2007 - Milioni di $ USA
    codice doganale HS 61


    % Quota
    % Variaz.
    Class. Paese 2005 2006 2007 2005 2006 2007 07/06
    0 Mondo 2.373.155 2.479.448 2842.825 100 100 100 14.66
    1 Cina 424.464 396.213 790.703 17.89 15.98 27.81 99.56
    2 Indonesia 48.792 89.660 142.503 2.06 3.62 5.01 58.94
    3 Messico 179.834 171.454 142.245 7.58 6.92 5 -17.04
    4 Cambogia 50.287 94.957 130.222 2.12 3.83 4.58 37.14
    5 Honduras 134.686 115.447 118.964 5.68 4.66 4.19 3.05
    25 Italia 28.202 26.097 29.186 1.19 1.05 1.03 11.84
    Fonte: U.S. Dept. of Commerce, Bureau of Census
    Importazioni USA Calzature in Gennaio 2007 - Milioni di $ USA
    codice doganale HS 64


    % Quota
    % Variaz.
    Class. Paese 2005 2006 2007 2005 2006 2007 07/06
    0 Mondo 1,586.696 1,651.993 1,745.261 100 100 100 5.65
    1 Cina 1,125.236 1,184.150 1,281.366 70.92 71.68 73.42 8.21
    2 Italia 116.621 100.170 104.696 7.35 6.06 6 4.52
    3 Vietnam 56.182 83.705 91.369 3.54 5.07 5.24 9.16
    4 Brasile 101.319 96.696 78.283 6.39 5.85 4.49 -19.04
    5 Indonesia 43.660 45.486 37.290 2.75 2.75 2.14 -18.02
    Fonte: U.S. Dept. of Commerce, Bureau of Census
    Importazioni USA Pelletteria in Gennaio 2007 - Milioni di $ USA
    codice doganale HS 42


    % Quota
    % Variaz.
    Class. Paese 2005 2006 2007 2005 2006 2007 07/06
    0 Mondo 652.622 696.963 794.788 100 100 100 14.04
    1 Cina 465.096 504.312 570.669 71.27 72.36 71.8 13.16
    2 Italia 48.875 50.463 68.279 7.49 7.24 8.59 35.31
    3 Francia 20.512 17.883 25.254 3.14 2.57 3.18 41.22
    4 India 13.354 15.565 17.686 2.05 2.23 2.23 13.63
    5 Vietnam 12.069 13.281 16.948 1.85 1.91 2.13 27.62
    Fonte: U.S. Dept. of Commerce, Bureau of Census
    Importazioni USA Pellami in Gennaio 2007 - Milioni di $ USA
    codice doganale HS 41


    % Quota
    % Variaz.
    Class. Paese 2005 2006 2007 2005 2006 2007 07/06
    0 Mondo 73.563 70.674 66.504 100 100 100 -5.9
    1 Italia 14.133 14.996 15.615 19.21 21.22 23.48 4.13
    2 Brasile 7.243 10.273 12.430 9.85 14.54 18.69 20.99
    3 Argentina 12.825 10.026 10.023 17.43 14.19 15.07 -0.03
    4 Canada 5.217 5.885 4.285 7.09 8.33 6.44 -27.18
    5 Cina 3.817 3.709 4.088 5.19 5.25 6.15 10.22
    Fonte: U.S. Dept. of Commerce, Bureau of Census
    Importazioni USA Pellicceria in Gennaio 2007 - Milioni di $ USA
    codice doganale HS 43


    % Quota
    % Variaz.
    Class. Paese 2005 2006 2007 2005 2006 2007 07/06
    0 Mondo 30.591 44.166 52.378 100 100 100 18.59
    1 Canada 11.527 17.172 26.563 37.68 38.88 50.72 54.69
    2 Paesi Bassi 1.765 4.796 7.224 5.77 10.86 13.79 50.61
    3 Svezia 4.654 5.922 5.697 15.21 13.41 10.88 -3.79
    4 Cina 5.271 6.608 3.326 17.23 14.96 6.35 -49.67
    5 Danimarca 2.215 1.306 2.199 7.24 2.96 4.2 68.35
    9 Italia 0.661 0.488 0.641 2.16 1.11 1.22 31.27
    Fonte: U.S. Dept. of Commerce, Bureau of Census
    Importazioni USA Occhiali da sole in Gennaio 2007 - Milioni di $ USA
    codice doganale HS 9004


    % Quota
    % Variaz.
    Class. Paese 2005 2006 2007 2005 2006 2007 07/06
    0 Mondo 72.931 86.504 98.024 100 100 100 13.32
    1 Cina 37.935 45.087 49.961 52.02 52.12 50.97 10.81
    2 Italia 21.674 29.389 36.664 29.72 33.97 37.4 24.75
    3 Giappone 4.053 5.051 4.016 5.56 5.84 4.1 -20.5
    4 Taiwan 5.911 4.085 3.977 8.1 4.72 4.06 -2.66
    5 Francia 1.570 0.753 1.912 2.15 0.87 1.95 153.81
    Fonte: U.S. Dept. of Commerce, Bureau of Census
    Importazioni USA Montature per occhiali in Gennaio 2007 - Milioni di $ USA
    codice doganale HS 9003


    % Quota
    % Variaz.
    Class. Paese 2005 2006 2007 2005 2006 2007 07/06
    0 Mondo 54.325 66.819 71.547 100 100 100 7.08
    1 Cina 23.226 31.347 38.638 42.75 46.91 54 23.26
    2 Italia 16.138 16.558 13.218 29.71 24.78 18.47 -20.17
    3 Giappone 2.693 4.465 4.891 4.96 6.68 6.84 9.55
    4 Corea del Sud 4.110 3.440 3.694 7.57 5.15 5.16 7.39
    5 Austria 2.122 3.677 3.196 3.91 5.5 4.47 -13.08
    Fonte: U.S. Dept. of Commerce, Bureau of Census
    Importazioni USA Gioielli in metalli preziosi in Gennaio 2007 - Milioni di $ USA
    codice doganale HS 7113


    % Quota
    % Variaz.
    Class. Paese 2005 2006 2007 2005 2006 2007 07/06
    0 Mondo 2,631.767 3,404.299 3,777.245 100 100 100 10.96
    1 Israele 672.736 757.104 789.011 25.56 22.24 20.89 4.21
    2 India 359.570 437.852 549.974 13.66 12.86 14.56 25.61
    3 Sud Africa 157.617 286.335 318.278 5.99 8.41 8.43 11.16
    4 Belgio 205.049 186.335 257.885 7.79 5.47 6.83 38.4
    5 Canada 183.424 266.741 254.865 6.97 7.84 6.75 -4.45
    13 Italia 64.342 58.122 63.640 2.45 1.71 1.69 9.49
    Fonte: U.S. Dept. of Commerce, Bureau of Census
    Importazioni USA Orologi in Gennaio 2007 - Milioni di $ USA
    codice doganale HS 91


    % Quota
    % Variaz.
    Class. Paese 2005 2006 2007 2005 2006 2007 07/06
    0 Mondo 282.594 298.720 280.593 100 100 100 -6.07
    1 Svizzera 132.426 129.327 152.880 46.86 43.29 54.49 18.21
    2 Cina 51.192 53.869 48.336 18.12 18.03 17.23 -10.27
    3 Giappone 53.841 67.703 46.308 19.05 22.66 16.5 -31.6
    4 Messico 8.060 9.128 8.780 2.85 3.06 3.13 -3.8
    5 Tailandia 14.839 13.880 5.129 5.25 4.65 1.83 -63.05
    9 Italia 1.935 1.908 1.356 0.69 0.64 0.48 -28.95
    Fonte: U.S. Dept. of Commerce, Bureau of Census
    Importazioni USA Profumeria, Cosmetica in Gennaio 2007 - Milioni di $ USA
    codice doganale HS 33


    % Quota
    % Variaz.
    Class. Paese 2005 2006 2007 2005 2006 2007 07/06
    0 Mondo 530.562 555.727 567.595 100 100 100 2.14
    1 Irlanda 178.654 191.384 168.854 33.67 34.44 29.75 -11.77
    2 Francia 91.873 91.372 99.074 17.32 16.44 17.46 8.43
    3 Canada 66.298 73.175 73.400 12.5 13.17 12.93 0.31
    4 Italia 31.975 35.514 32.799 6.03 6.39 5.78 -7.64
    Fonte: U.S. Dept. of Commerce, Bureau of Census
    Importazioni USA Filati e tessuti in lana in Gennaio 2007 - Milioni di $ USA
    codice doganale HS 51


    % Quota
    % Variaz.
    Class. Paese 2005 2006 2007 2005 2006 2007 07/06
    0 Mondo 24.186 23.879 24.780 100 100 100 3.77
    1 Italia 5.520 5.579 5.853 22.83 23.36 23.62 4.92
    2 Cina 0.843 1.334 3.208 3.49 5.59 12.95 140.45
    3 Regno Unito 2.243 1.695 2.615 9.28 7.1 10.55 54.26
    4 Messico 1.739 2.522 2.240 7.19 10.56 9.04 -11.17
    5 Nuova Zelanda 3.297 2.594 1.672 13.63 10.86 6.75 -35.55
    Fonte: U.S. Dept. of Commerce, Bureau of Census
    Importazioni USA Filati e tessuti in cotone in Gennaio 2007 - Milioni di $ USA
    codice doganale HS 52


    % Quota
    % Variaz.
    Class. Paese 2005 2006 2007 2005 2006 2007 07/06
    0 Mondo 150.939 136.255 111.631 100 100 100 -18.07
    1 Cina 16.015 21.571 25.325 10.61 15.83 22.69 17.4
    2 Pakistan 34.599 33.120 17.393 22.92 24.31 15.58 -47.49
    3 Italia 13.570 11.705 12.454 8.99 8.59 11.16 6.39
    4 Corea del Sud 9.156 10.508 9.253 6.07 7.71 8.29 -11.95
    5 India 6.398 5.037 6.790 4.24 3.7 6.08 34.82
    Fonte: U.S. Dept. of Commerce, Bureau of Census
    Importazioni USA Filati e tessuti in seta in Gennaio 2007 - Milioni di $ USA
    codice doganale HS 50


    % Quota
    % Variaz.
    Class. Paese 2005 2006 2007 2005 2006 2007 07/06
    0 Mondo 22.848 24.749 25.720 100 100 100 3.92
    1 India 7.838 7.773 8.614 34.31 31.41 33.49 10.82
    2 Cina 5.092 7.298 7.255 22.29 29.49 28.21 -0.59
    3 Italia 5.119 4.565 5.435 22.4 18.44 21.13 19.08
    4 Corea del Sud 2.237 2.789 1.975 9.79 11.27 7.68 -29.17
    5 Regno Unito 0.880 0.844 0.748 3.85 3.41 2.91 -11.38
    Fonte: U.S. Dept. of Commerce, Bureau of Census