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Fashion Week, la settimana più trendy di Manhattan
La Fashion Week di New York, uno degli appuntamenti più attesi del mondo della moda, porta con sé tantissime novità e una certezza: le sfilate in programma dal 2 al 9 febbraio avranno come cornice Bryant Park, nonostante le polemiche dei mesi scorsi e il timore che l’evento potesse essere spostato altrove, rompendo una tradizione che dura da anni e vanta un giro d’affari da 177 milioni di dollari.
- Ad inaugurare le passerelle per le collezioni dell’autunno-inverno 2007, sarà John Bartlett, che vive tra Milano e New York, mentre la chiusura spetterà a Chado by Ralph Rucci. La kermesse da sempre è terreno privilegiato per gli stilisti americani, da Oscar de la Renta a Ralph Lauren e Calvin Klein, ma non mancheranno una manciata di designer stranieri, come la francese Lacoste, che sarà in passerella sabato 3 febbraio. A tenere alto l’onore degli italiani penserà soprattutto Ermenegildo Zegna, che sfilerà con il marchio Z Zegna.
- A dispetto del nome, è assolutamente newyorkese il marchio Costello Tagliapietra, che nasconde il duo di Brooklyn formato da Jeffrey Costello e Robert Tagliapietra, due delle menti più creative che il panorama della moda statunitense vanta attualmente.
- Cosa si vedrà sulle passerelle? Le anticipazioni raccontano un inverno caratterizzato da abiti dalle linee pulite, minimal-chic, con abiti scarni, asciutti e sofisticati. Non mancheranno comunque lucentezze metalliche, magari con un tocco di lurex ad accendere in particolare la maglieria. Di certo non mancheranno quelle che gli addetti ai lavori descrivono come licenze poetiche, colli di pelliccia, magari colorata, ed elementi moderni e tecnologici per rileggere in chiave moderna i capi classici dell’inverno.

Calze addio!
Le calze di nylon trasparenti, una volta capo fondamentale nel guardaroba di qualsiasi donna, stanno subendo un calo delle vendite progressivo e apparentemente inarrestabile negli ultimi dieci anni.
- Alla Hanesbrands Inc., società leader nel settore della biancheria femminile e proprietaria, tra gli altri, dei marchi Playtex e Wonderbra, i brand manager hanno dovuto ammettere con i propri investitori che non sarà facile fermare questo declino, nonostante la compagnia continui a lavorare sull’innovazione dei prodotti e sulle nuove tendenza della moda.
- “Il codice di abbigliamento degli uffici si è deformalizzato molto negli ultimi tempi”, ha detto Romaine Sargent, vice presidente e general manager del marketing della sezione calze e collant di Hanesbrands. “Le donne oggi non sono più obbligate a indossare il classico tailleur con le calze di nylon e preferiscono un paio di jeans e degli stivali”.
- Secondo un sondaggio della società, oggi le donne tra i 25 e i 54 anni indossano le calze tradizionali 1,8 volte alla settimana, davvero poco in confronto alle 3,5 volte di dieci anni fa, tanto che le vendite di calze della Hanesbrands (ossia collant alti fino alla vita, gambaletti, calze di cotone e calzini) sono passate dagli 895 milioni di dollari del 1995 ai 290 milioni nel 2006.
- Negli uffici, oggi, gli impiegati più attenti alle tendenze della moda preferiscono indossare i cosiddetti Capri pants (una sorta di pantacollant elastico aderente di cotone coprente a metà polpaccio che ha sostituito in molti casi l’uso delle calze), mini abiti e addirittura sandali infradito durante i mesi più caldi e “da quando, con l’arrivo di Internet, molta gente ha iniziato a lavorare da casa, le tradizionali calze a vita alta che sono state il simbolo delle donne in carriera degli anni ’80, hanno cominciato il loro inesorabile declino”, dice Sally Kay, presidente della Hosiery Association (Associazione Calze e Collant).
- Se le donne al di sopra dei 40 anni continuano in qualche modo a comprare calze di nylon tradizionali, sono le giovani ragazze ad essersi orientate su altri prodotti, come leggings, calzini alti fin sopra il ginocchio, calze di lycra o autoreggenti di lana (solitamente coprenti e non trasparenti), che vengono, di solito usate, sotto maglioni lunghi o miniabiti, quasi come fossero dei pantaloni molto stretti e sottili.
- La Hanesbrand si è accorta di questa tendenza ed è corsa ai ripari lanciando sul mercato alternative più giovanili alle calze di nylon, anche se, come conferma Romaine Sargent “l’azienda non prevede di spendere un grande budget in questa direzione”. Invece, continua la Sargent “stiamo puntando su un perfezionamento delle tecnologie, e adesso siamo in grado di offrire, ad esempio, calze anti-cellulite e calze che idratano la pelle mentre si indossano”.
- Questi prodotti innovativi, tuttavia, hanno costi elevati che possono raggiungere i 50 dollari al paio, una cifra che difficilmente una giovane ragazza spenderebbe.

Nan Kempner: American Chic
Per quasi quarant’anni Nan Kempner, donna dell’alta società newyorchese e giornalista di moda, non ha perso neppure una stagione dell’alta moda parigina, volando nella capitale francese dell’eleganza per lo meno due volte l’anno dal 1961 al 2005, anno della sua morte, alla ricerca di pezzi esclusivi per la sua collezione d’abiti.
- Nata a San Francisco da una famiglia molta ricca e cliente di grandi stilisti da oltre tre generazioni, Nan Kempner ha comprato il suo primo completo Christian Dior (quando Yves Saint Laurent era direttore creativo della maison) all’età di diciannove anni e, da allora, non si è più fermata, anche grazie alla fortuna di suo marito Tommy Kempner, erede della facoltosa stirpe di banchieri Loeb, che ha finanziato la costosa passione della moglie.
- Il suo stile e le sue misure da modella (1 metro e 70 per meno di 50 chili di peso) che le permettevano di indossare un abito direttamente dopo la sfilata, l’hanno fatta diventare nel tempo musa ispiratrice per diversi stilisti, come Tom Wolfe, Oscar De La Renta e Yves Saint Laurent.
- “Nan è stata per me l’emblema stesso dell’eleganza della donna moderna, forte e indipendente. E’ probabilmente la persona che meglio ha indossato i miei abiti, con la quale si era creata una complicità durata anni ed anni”, ha detto di lei lo stilista francese.
- Come risultato di questa infinita passione per gli abiti e gli accessori di haute couture, che le è valsa la definizione di “fashion victim più famosa del mondo” da parte della rivista Vanity Fair, il guardaroba della signora Kempner contiene, tra le altre cose, 362 maglie, 354 giacche e 106 bikini. Per far spazio alla collezione privata, Nan non ha esitato a sacrificare le ex camere da letto dei suoi figli e un bagno per espandere il suo guardaroba, tanto eccezionale da essere diventato un’esposizione da museo.
- Fino al 3 aprile, infatti, il Costume Institute del Metropolitan Museum of Arts di New York ospita la mostra “Nan Kempner: American Chic”.
- L’esposizione conta più di 75 completi di grandi firme, tra le quali Galliano, Gaultier, Ungaro per un totale di 3000 pezzi (alcuni dei quali in uno slide show fotografico) provenienti direttamente dai suoi armadi, all’interno dei quali è custodita la storia degli ultimi quaranta anni della moda internazionale.

Ai giovani piace lo Street Style, ma di lusso
- In principio era l’abbigliamento delle gang, lo stile della strada, simbolo di situazioni disagiate, difficili, ai margini. Era guardato con un certo sospetto, perché associato a un mondo lontano anni luce da quello della moda, dei cosiddetti quartieri alti e dal mondo un po’ patinato di quella che potrebbe essere chiamata alta società. Mai, in un club newyorkese sarebbero entrati pantaloni larghi, felpe con il cappuccio e scarpe da tennis, meglio se con le stringhe slacciate. Quelle erano cose per i locali dove si suona il rap, l'hip hop, la musica delle persone della strada.
- Oggi tutto questo è ancora vero, ma qualcosa è cambiato. La moda è cambiata e si è appropriata di uno stile, trasformandolo in un fenomeno di costume. “Il nuovo trend è simile a una palla di neve che diventa sempre più grande”, ha dichiarato Wanda Colon, vicedirettore generale di Barneys Co-Op, catena di negozi che vende abbigliamento “street style”.
- I giovani che entrano in negozio sembrano avere le idee molto chiare e hanno spesso ben chiaro in mente cosa acquistare per averlo già visto in precedenza sui siti Internet, sui quali si affollano scarpe da ginnastica, pantaloni da portare abbassati al limite del pudore, felpe, magliette variopinte, cappellini e giubbotti oversize.
- La vera novità è poi che anche gli stilisti più quotati, primi fra tutti Louis Vuitton, Gucci e Chanel, hanno reinterpretato lo stile della strada, affiancando ai propri marchi disegni che ricordano i graffiti metropolitani. Nike non ha perso tempo e ha lanciato Nike White Label Elite, linea di abbigliamento sportivo che mescola materiali, creando numerose variazioni sul design dello sport.
- La nuova tendenza ha abbandonato anche quello che era forse il tratto distintivo dell’abbigliamento da strada. Dicendo addio a prezzi bassi e qualità scadente, i nuovi “giovani della strada” spendono anche 700 dollari per una giacca comprata da Union sulla newyorkese Spring Street o 650 dollari per una maglietta di angora venduta in Orchard Street.

Moncler, ben più di un semplice marchio
- I dati sullo shopping natalizio hanno consacrato gli articoli di elettronica come oggetto del desiderio per gli uomini newyorkesi. E il mondo della moda non sta certo a guardare e lancia la propria sfida per riconquistare il terreno perso. Anche se è presto per scoprire a chi andrà la palma della vittoria, l’inizio dell'anno sembra avere comunque portato una ventata di novità, complice anche il freddo intenso che ha colpito buona parte degli Stati Uniti. Gli uomini prendano carta e penna: il nuovo “must have”, il capo da avere assolutamente nel guardaroba, sono i giacconi imbottiti, modello Moncler per intenderci. Anzi, a onore del vero il marchio (nato in Francia negli anni Cinquanta e diventato famoso in Italia negli anni Ottanta quando imperava lo stile “paninaro”, vent’anni più tardi a New York) è usato come sinonimo del giubbotto che tutti gli uomini dovrebbero avere, declinato in mille modi diversi.
- Come a dire, lo stile non conosce stagioni e i signori uomini, per mantenere il passo con una moda che non accenna a tramontare, devono essere disposti a mettere mano al portafoglio, perché un buon capo non costa meno di 800 dollari. In effetti, questo non sembrerebbe essere un problema, almeno stando ai dati di vendita degli store newyorkesi, da Bergdorf Goodman a Barneys, da Saks a Bloomingdale's, dove i giacconi imbottiti sono andati praticamente a ruba. “Non si tratta solo di acquistare qualcosa per coprirsi dal freddo, è una questione di stile”, ha detto Tom Kalenderian, vicedirettore generale del reparto di abbigliamento maschile da Barneys, dove sono in vendita i classici Moncler, ma anche le versioni aggiornate di Marc Jacobs, Gucci, Levi’s e DKNY.
- Così, lasciandosi definitivamente alle spalle l’immagine dei paninari, decisamente lontana da quello che oggi potrebbe essere definito elegante, i nuovi giubbotti imbottiti sono perfetti anche per gli uomini d’affari e per chi vuole dare al proprio stile quel tocco di “casual” che non guasta. La dimostrazione? Nelle migliori vetrine della Grande Mela i giubbotti sono abbinati alle giacche in cashmere di Boglioli e alle t-shirt di Zegna, alle sciarpe di Etro e ai pantaloni firmati Prada.

La città è una giungla? La moda si adegua
- Non è nuova la metafora che accomuna le grandi metropoli a giungle dove è difficile orientarsi e farsi spazio. Le donne newyorkesi, forse prendendo un po’ troppo alla lettera il paragone, hanno deciso di adeguare il proprio stile, non accontentandosi di mostrare la propria grinta e determinazione solo con i fatti. L’ultimo trend, tra le donne d’affari della Big Apple, è indossare abiti maculati, “animalier” per usare un francesismo.
- L’abito fa il monaco? A dire il vero poco importa. L’importante è mescolare con sapienza tratti aggressivi e linee morbide, ovviamente scegliendo il felino che meglio rappresenta la propria personalità. Che siano giaguari, leopardi, tigri, zebre o ghepardi, l'imperativo è osare. Ben vengano gli accessori da accompagnare a un tailleur tradizionale, ottimo il soprabito da portare con maglioni e pantaloni a tinta unita, eccellente la gonna indossata con disinvoltura sotto un cardigan a collo alto. Insomma, le mille declinazioni del “jungle style” sembrano avere un’unica regola: osare ma senza esagerare, pena il rischio di creare uno spiacevole effetto ridicolo capace di suscitare ilarità più che rispetto.
- “Può diventare noioso indossare ogni giorno un classico tailleur, anche se è il lavoro che si svolge a richiederlo. Basta una borsetta maculata per rendere tutto molto più divertente, senza perdere in eleganza”, ha detto Sydney Bolden, caporedattore moda del mensile InStyle, edito da Time.
- “Gli stilisti hanno pensato a cosa possono indossare le donne manager e hanno creato un ventaglio di proposte tra le quali è praticamente impossibile non trovare nulla che possa piacere”, ha detto ancora Bolden. Le signore hanno quindi solo l'imbarazzo della scelta, praticamente tutti gli stilisti hanno aggiunto quel tocco di selvaggio alle proprie collezioni. Alcuni esempi? Da non perdere le magliette in velluto di Talbots, le gonne di Ann Taylor, ma anche gli stivali di Jimmy Choo, i soprabiti di Valentino e le borsette di J. Crew.

Jc Penney – Sephora: unione di grande successo
- A chi sembrava scettico sul successo dell’operazione, l’americana J.C. Penney e Sephora hanno risposto con i risultati. A tre mesi dall’inizio della collaborazione che ha inserito la profumeria della catena francese all’interno dei grandi magazzini più famosi degli Stati Uniti vendite e numero di clienti sono stati al di sopra delle aspettative.
- A ottenere risultati sorprendenti, almeno stando a quanto ha detto soddisfatto Myron Ullman, amministratore delegato di J.C. Penney, è stato il sito Internet della società, sul quale appare un link per visitare le pagine di Sephora. Il fatto che siano stati venduti online circa 18,7 milioni di dollari di prodotti, molti dei quali proprio legati alla cura della persona, dimostrano il grande interesse suscitato dalla collaborazione.
- Le prime cinque boutique Sephora erano state aperte alla fine di settembre, a Fort Worth, New York, Miami, Sacramento e Glendale, ma visti gli eccellenti risultati sono destinate ad aumentare presto. Sono infatti in progetto altre 19 aperture, come ha sottolineato Ullman, mantenendo tuttavia il segreto su quali siano le città che ospiteranno i nuovi punti vendita.
- Soddisfatti sembrano essere soprattutto i clienti, che hanno apprezzato l’idea e che si sono dimostrati felici di ritrovare all’interno dei grandi magazzini J.C. Penney lo stile che contraddistingue le boutique Sephora. La collaborazione fra le due società ha un che di sofisticato, ha detto Bob Buchanan, analista di Wall Street, sottolineando che “le cose andrebbero ancora meglio se J.C. Penney lasciasse a Sephora carta bianca. La società francese ha quell’esperienza nel vendere prodotti di bellezza che manca alla partner”.

Gucci da Trump
- Il gruppo Gucci ha firmato un accordo con il magnate immobiliare americano Donald Trump per l’affitto di uno spazio di 45 mila metri quadrati in una delle famose Trump Towers di Manhattan, a New York.
- Lo spazio, situato all’angolo nord est tra la 56esima strada e Fifth Avenue (considerata la strada dello shopping più cara del mondo) sarà destinato ad ospitare il nuovo flagship store multilivello di Gucci, operativo a partire dal 2008. Il negozio sarà il più grande al mondo per la maison Gucci, che abbandonerà quindi il suo attuale store, appena due strade più in là delle Trump Tower, sulla 54esima strada.
- Secondo indiscrezioni, Gucci si sarebbe aggiudicato lo spazio al quale erano interessati anche altri famosi stilisti. Interni ed esterni saranno riadattati alle esigenze di Gucci, dopo essere stati occupati a lungo dall’azienda inglese di gioielleria Asprey e dal gigante dei cosmetici Avon. Il negozio avrà una facciata di quattro piani e tre piani saranno interamente dedicati alle vendite, ma il portavoce dell’azienda non ha rivelato che tipo di architettura sarà scelta per lo spazio.
- Donald Trump ha commentato l’accordo semplicemente dichiarando che i suoi agenti immobiliari Richard Ellis, Steve Siegel ed Andrew Goldberg avevano fatto un bel lavoro e meritavano una cospicua percentuale.
- Il ricco immobiliarista ha anche dichiarato di voler destinare il quinto e il sesto piano della torre ad una SPA (centro benessere) di gran lusso.
- Gucci ha aperto recentemente una boutique nel quartiere chic di Ginza a Tokio ed un altro flagship store di quasi mille metri quadri ad Hong Kong, i cui interni sono stati intermente disegnati dal direttore creativo della maison Frida Giannini.

Gap, verso la fine di un mito?
Il suo stile, jeans e t-shirt a tinta unita, ha fatto la storia del casual wear americano. Gap, una delle catene di abbigliamento casual più grandi e conosciute al mondo, è stato “il marchio” per una intera generazione di giovani professionisti, americani e non, che hanno trovato nello stile semplice ma trendy, l’alternativa al grigio dress code da ufficio, e un look adatto ad ogni occasione.
- Tanta era la notorietà delle t-shirt Gap negli anni ’90 che Sharon Stone ne indossò una per la sfilata sul tappeto rosso agli Oscar del 1996. Nata nel 1969 come un semplice negozio di San Francisco dove si vendevano dischi, riviste e jeans Levi’s, Gap ha vissuto la sua stagione d’oro negli anni ’80 e 90, grazie al genio e alla passione dei suoi fondatori David e Doris Fisher.
- Ciò che era, però, rischia di non esserlo più: Gap soffre di una crisi profonda.
- L’azienda sta assistendo ad un calo progressivo delle vendite iniziato nel 2004, culminato con una terribile stagione natalizia nel 2006 che ha registrato un declino dell’8% del fatturato finale, nonostante i forti sconti applicati nei negozi. Nel gennaio 2007 l’azienda ha dovuto rivedere al ribasso per la terza volta in sei mesi le sue stime di guadagno ed ha “lasciato andare” l’amministratore delegato Paul Pressler, da 5 anni al timone della società. Pressler, che potrebbe ricevere una buona uscita di quasi 14 milioni di dollari, è stato il quinto dirigente a lasciare Gap quest’anno, secondo quanto riporta l’agenzia di stampa di Bloomberg e, per adesso, sarà Robert Fisher, il figlio del fondatore Donald Fisher, a tenere le redini della compagnia.
- Secondo numerosi analisti di mercato, a provocare la crisi sono stati vari fattori. Tra questi le grandi dimensioni dell’azienda (che possiede anche i marchi Banana Republic e Old Navy, rispettivamente 500 e 900 punti vendita) si sono rivelate un’arma a doppio taglio. Con i suoi 1.200 negozi monomarca distribuiti in tutti gli States più altri 500 internazionali, Gap ha perso di unicità e non riesce a rinnovarsi velocemente. Inoltre, la concorrenza negli ultimi anni è diventata spietata. Catene di abbigliamento trendy e di fascia bassa e media come H&M, Mango e Zara hanno reso le caratteristiche principali di Gap, convenienza e stile, qualcosa di non più così originale. Soprattutto per i clienti più giovani, poi, la migliore qualità degli abiti Gap rispetto a quella delle catene di “abbigliamento fast-food” come H&M non conta poi tanto, dal momento che i teenagers preferiscono comprare cose nuove ogni stagione, al passo coi nuovi trend.
- In molti si chiedono se Gap si possa salvare. Secondo Allen Adamson, esperta di branding per la società di consulenza Landor Associaties, Gap dovrebbe scegliere di posizionarsi o in un mercato più alto, aumentando i prezzi e la qualità, o in uno più basso, allineandosi con catene di abbigliamento molto popolari dai grandi numeri e dalle basse pretese in fatto di qualità, abbandonando così la sua posizione di “via di mezzo”, che, secondo Adamson, non ha più ragione di esistere. Secondo l’analista di mercato Dana Rasley, invece, il futuro di Gap non è scritto e, come altri brand importanti, questa potrebbe essere solo una fase negativa a cui seguirà una ripresa. Inoltre, continua la Ransley, questo è un periodo di grande rinascita per i grandi magazzini negli Stati Uniti e Gap ha una storia e un brand troppo forti e affermati per assistere, impotente, al proprio declino.
- Non tardano ad arrivare, intanto, le voci di una possibile vendita del gruppo, che da società quotata in borsa potrebbe quindi diventare privata.
- Secondo alcuni analisti, però, le azioni della compagnia sarebbero al momento scambiate ad una quota ben 8 volte superiore al valore effettivo e, per attirare delle società di private equity, secondo l’analista Christine Chen, questa sopravalutazione dovrebbe prima sgonfiarsi un poco.
- Per ora, tuttavia, l’azienda non ha annunciato ufficialmente nessuna mossa così estrema, ed è alla ricerca di un nuovo amministratore delegato che, come fece in passato Millard Drexler (che in 18 anni in azienda portò Gap da un fatturato di 400 milioni di dollari ad uno di 14 miliardi di dollari), possa ridare speranza a quello che rimane un marchio storico dello shopping americano.

Fashion-digest
- Dennis Basso debutta a Bryant Park
Alla Public Library di New York Dennis Basso gioca in casa. La storica biblioteca sulla Fifth Avenue di Manhattan ha, infatti, fatto da sfondo al suo debutto e alla presentazione della sua collezione di pellicce nella scorsa stagione. Ma Basso ama le sfide e ha deciso che il 9 febbraio le sue nuove creazioni sfileranno a Bryant Park, alle spalle della biblioteca sulla Sixth Avenue. A dare man forte allo stilista, sulla cresta dell'onda da oltre 16 anni, sarà il designer Bill Mullen, che penserà a rendere lo show superbo, con giochi di luce e scenografie pensate per valorizzare abiti da cocktail e prêt-à-porter.
- Nuovo “must have” di New York è il ‘sanitation cap’
Per anni i cappellini del New York Police Department, la polizia di New York, e del Fire Department, i vigili del fuoco, sono stati in cima alla classifica dei souvenir più venduti della Grande Mela. A contendere loro il titolo è un nuovo oggetto del desiderio, che sta diventando una moda, quasi un oggetto di culto: il cappellino del Sanitation Department, che si occupa dei controlli sulla raccolta di rifiuti. Incredibile? Eppure vero. Lanciato all’inizio dell’anno, è un successo personale del sindaco di New York Michael Bloomberg, che l’aveva inserito nel programma per raccogliere fondi utilizzando i marchi ufficiali dei dipartimenti della città.
- Tale madre tale figlia: Elettra come Isabella per Lancôme
Si chiama Elettra Wiedemann e, a ben guardarla, nel suo viso si ritrova la stessa bellezza semplice e raffinata di sua madre, Isabella Rossellini. Se ne sono accorti anche quelli di Lancôme che, dopo avere scelto la mamma come volto per la campagna pubblicitaria dei propri prodotti, hanno passato il testimone alla figlia, che da gennaio è “The Face”, il viso appunto, che campeggia sui cartelloni pubblicitari di New York, città natale della modella. “C’è qualcosa di adorabile in quello che è successo, rinforza l’idea che le donne si passino conoscenze e non solo da una generazione all’altra”, ha detto Elettra.
- Allegra Hicks, dopo Londra New York
Dopo il successo della boutique al 28 di Cadogan Place a Londra, Allegra Hicks va alla conquista della Grande Mela e apre un nuovo negozio monomarca nel cuore dello shopping newyorkese, su Madison Avenue tra la 77esima e la 78esima strada. Il punto vendita, progettato dal marito di Allegra, il designer Ashley Hicks, aprirà i battenti a marzo, proprio accanto alla boutique Missoni. Piccolo, meno di trenta metri quadrati, per conservare un’atmosfera intima, il negozio ospiterà le collezioni prêt-à-porter e lifestyle della designer e stilista londinese.
- Asprey, cambiamenti in vista in attesa della primavera
Lasciati senza rimpianti i 1.800 metri quadri all'interno della newyorkese Trump Tower, Asprey si prepara a inaugurare una nuova prestigiosa boutique monomarca all’853 di Madison Avenue. Più piccola certo - poco più di 670 metri quadrati, - ma altrettanto elegante e accogliente. Quelli di Asprey, del resto, sono pronti a giurare che i clienti non rimpiangeranno la boutique di Yves Saint Laurent, che fino ad ora aveva occupato lo spazio. “Una forte presenza a New York è sempre stato un punto chiave della nostra strategia”, ha dichiarato Gianluca Brozzetti, amministratore delegato di Asprey, aggiungendo che “è stata scelta una location prestigiosa che aiuterà il marchio a vendere i propri prodotti”, dai gioielli, all'abbigliamento e agli accessori.
- H&M alla conquista del West
La grande catena svedese di abbigliamento a basso costo H&M ha annunciato la sua intenzione di aprire una serie di punti vendita in Arizona, aumentando sempre di più la sua presenza negli Stati Uniti. H&M inizierà l’espansione in Arizona con un grande outlet nella città di Tempe. L'azienda ha già all'attivo qualcosa come 1.300 punti vendita in 24 nazioni, 110 dei quali negli Stati Uniti e prevede l'apertura del suo negozio in un centro commerciale accanto a negozi Gap, American Eagle e Target.
- The Collective, l’uomo italiano
Si è tenuto il 21, 22 e 23 gennaio nella suggestiva sede del Pier 92 di New York The Collective, il salone di moda maschile biennale, dove sono state presentate le collezioni autunno-inverno 2008 di numerose aziende americane ed internazionali.
Per la prima volta il Blue, il salone dedicato esclusivamente alle novità del denim, si è tenuto nella stessa sede del The Collective. Grande spazio è stato dedicato al Made in Italy, che si è riconfermato un pilastro del The Collective, dove sono state presentate le ultime novità delle aziende italiane, approdate negli States per espandere o confermare il loro mercato.
- Intimamente Fruit Of The Loom
VF Corporation, azienda leader nel settore dello sports wear e casual wear proprietaria di Wrangler, Lee, The North Face, Nautica, Vans e JanSport, ha annunciato la firma di un accordo per cedere il suo business mondiale di intimo a Fruit of The Loom. L’accordo da 350 milioni di dollari in contanti è soggetto all’approvazione governativa e dovrebbe essere definitivo e operativo entro il 2007. L’intimo di VF Corporation comprende marchi noti come Vanity Fair, Lily of France, Vassarette, Bestform e Curvation in America e Lou, Gemma e Belcor in Europa.
- Il vaccino nel cappotto
Secondo il sito www.textile2456.com alcuni ricercatori della North Carolina State University College of Textiles e della Emory University School of Medicine avrebbero creato una nuova e rivoluzionaria tecnologia tessile. Si tratta di un sofisticato rivestimento permanente per tessuti sotto forma di colorante che, secondo i test di laboratorio effettuati, ucciderebbe o renderebbe inattivi la maggioranza dei batteri e dei virus più comuni, come quello dell’influenza o il vaccinia virus (che è alla base del vaccino contro il vaiolo). Il sottile strato di rivestimento, che può essere applicato su tutti i tessuti e i materiali, reagirebbe a contatto con la luce come foto catalizzatore e innescherebbe una reazione chimica con l’aria circostante. Tale reazione sarebbe responsabile dell’annientamento di germi e batteri. L’azienda americana LaamScience Inc. ha ottenuto la licenza del brevetto e sarebbe ora pronta sviluppare la tecnologia a scopi commerciali.
- Sempre più hi-tech nel look
Quiksilver, grande azienda californiana di abbigliamento sportivo e tecnico e Plantronics, compagnia leader nel settore della tecnologia Bluetooth, hanno siglato un accordo di partnership per la produzione di una collezione di sportswear e accessori tecnici per lo sport equipaggiati con dispositivi audio Bluetooth, come telefoni cellulari, lettori MP3 e iPod. In questo modo gli sportivi potranno indossare abiti tecnici già forniti di apparecchiature tecnologiche per ascoltare musica o telefonare durante le performance sportive.

Eventi Moda Febbraio 2007
- 14 - 16 Febbraio 2007
Partecipazione collettiva di aziende italiane ad “The Exclusive”
Sands Expo, Las Vegas
Riservato ad operatori
The Exclusive, è considerata una delle più importanti fiere per l’abbigliamento e accessori uomo della Costa Ovest degli USA. È focalizzata sull’abbigliamento classico e di alto livello e i visitatori sono i più importanti dettaglianti americani per la maggior parte provenienti dalla costa Ovest e Sud Ovest degli USA.

Statistiche I style – Gennaio-Novembre 2006
-
Importazioni USA Abbigliamento Uomo in
Gennaio-Novembre - Milioni di $ USA
codice doganale HS 6203 |
|
|
% Quota |
% Variaz. |
| Class. |
Paese |
2004 |
2005 |
2006 |
2004 |
2005 |
2006 |
06/05 |
| 0 |
Mondo |
22,621.09 |
23,978.33 |
21,439.56 |
100 |
100 |
100 |
-10.59 |
| 1 |
Cina |
1,900.58 |
3,464.00 |
3,687.99 |
8.4 |
14.45 |
17.2 |
6.47 |
| 2 |
Messico |
3,032.96 |
2,940.42 |
2,529.63 |
13.41 |
12.26 |
11.8 |
-13.97 |
| 3 |
Bangladesh |
909.93 |
1,134.81 |
1,415.90 |
4.02 |
4.73 |
6.6 |
24.77 |
| 4 |
India |
901.76 |
1,104.87 |
1,014.28 |
3.99 |
4.61 |
4.73 |
-8.2 |
| 5 |
Honduras |
1,437.09 |
1,527.19 |
998.90 |
6.35 |
6.37 |
4.66 |
-34.59 |
| 6 |
Vietnam |
976.68 |
935.43 |
955.48 |
4.32 |
3.9 |
4.46 |
2.14 |
| 7 |
Indonesia |
681.77 |
843.35 |
954.14 |
3.01 |
3.52 |
4.45 |
13.14 |
| 8 |
Repubblica Dominicana |
1,082.59 |
1,062.18 |
806.24 |
4.79 |
4.43 |
3.76 |
-24.1 |
| 9 |
Hong Kong |
905.05 |
833.43 |
703.70 |
4 |
3.48 |
3.28 |
-15.57 |
| 10 |
Pakistan |
691.97 |
759.71 |
639.41 |
3.06 |
3.17 |
2.98 |
-15.84 |
| 11 |
Italia |
654.79 |
646.44 |
592.63 |
2.9 |
2.7 |
2.76 |
-8.32 |
| Fonte: World Trade Atlas |
Importazioni USA Abbigliamento Donna in
Gennaio-Novembre - Milioni di $ USA
codice doganale HS 6204 |
|
|
% Quota |
% Variaz. |
| Class. |
Paese |
2004 |
2005 |
2006 |
2004 |
2005 |
2006 |
06/05 |
| 0 |
Mondo |
26,783.86 |
28,980.02 |
30,134.17 |
100 |
100 |
100 |
3.98 |
| 1 |
Cina |
4,775.86 |
8,030.32 |
9,174.07 |
17.83 |
27.71 |
30.44 |
14.24 |
| 2 |
Indonesia |
1,290.64 |
1,560.67 |
1,896.99 |
4.82 |
5.39 |
6.3 |
21.55 |
| 3 |
Messico |
2,633.19 |
2,274.91 |
1,837.84 |
9.83 |
7.85 |
6.1 |
-19.21 |
| 4 |
India |
1,052.62 |
1,476.39 |
1,583.20 |
3.93 |
5.1 |
5.25 |
7.23 |
| 5 |
Vietnam |
1,025.30 |
1,136.19 |
1,419.13 |
3.83 |
3.92 |
4.71 |
24.9 |
| 6 |
Cambogia |
724.14 |
895.04 |
1,039.71 |
2.7 |
3.09 |
3.45 |
16.16 |
| 7 |
Filippine |
894.31 |
890.54 |
1,006.51 |
3.34 |
3.07 |
3.34 |
13.02 |
| 8 |
Hong Kong |
1,594.22 |
1,118.90 |
968.96 |
5.95 |
3.86 |
3.22 |
-13.4 |
| 9 |
Sri Lanka |
805.88 |
926.64 |
965.27 |
3.01 |
3.2 |
3.2 |
4.17 |
| 10 |
Bangladesh |
673.28 |
789.37 |
926.13 |
2.51 |
2.72 |
3.07 |
17.33 |
| |
| 16 |
Italia |
560.39 |
533.45 |
532.82 |
2.09 |
1.84 |
1.77 |
-0.12 |
| Fonte: World Trade Atlas |
Importazioni USA Maglieria in
Gennaio-Novembre - Milioni di $ USA
codice doganale HS 61 |
|
|
% Quota |
% Variaz. |
| Class. |
Paese |
2004 |
2005 |
2006 |
2004 |
2005 |
2006 |
06/05 |
| 0 |
Mondo |
29,258.24 |
30,940.35 |
32,879.71 |
100 |
100 |
100 |
6.27 |
| 1 |
Cina |
3,828.02 |
6,272.58 |
7,334.90 |
13.08 |
20.27 |
22.31 |
16.94 |
| 2 |
Messico |
2,519.23 |
2,213.76 |
2,069.43 |
8.61 |
7.16 |
6.29 |
-6.52 |
| 3 |
Honduras |
1,830.03 |
1,852.60 |
1,768.65 |
6.26 |
5.99 |
5.38 |
-4.53 |
| 4 |
Hong Kong |
1,749.82 |
1,813.66 |
1,427.97 |
5.98 |
5.86 |
4.34 |
-21.27 |
| 5 |
Vietnam |
1,050.97 |
1,037.17 |
1,322.47 |
3.59 |
3.35 |
4.02 |
27.51 |
| 6 |
Indonesia |
598.29 |
798.69 |
1,302.17 |
2.05 |
2.58 |
3.96 |
63.04 |
| 7 |
Cambogia |
589.62 |
791.87 |
1,184.09 |
2.02 |
2.56 |
3.6 |
49.53 |
| 8 |
Guatemala |
1,149.77 |
1,129.71 |
1,177.91 |
3.93 |
3.65 |
3.58 |
4.27 |
| 9 |
El Salvador |
1,236.53 |
1,244.09 |
1,099.05 |
4.23 |
4.02 |
3.34 |
-11.66 |
| 10 |
India |
625.99 |
862.81 |
1,075.62 |
2.14 |
2.79 |
3.27 |
24.66 |
| |
| 26 |
Italia |
405.53 |
361.43 |
350.78 |
1.39 |
1.17 |
1.07 |
-2.95 |
| Fonte: World Trade Atlas |
Importazioni USA Calzature in
Gennaio-Novembre - Milioni di $ USA
codice doganale HS 64 |
|
|
% Quota |
% Variaz. |
| Class. |
Paese |
2004 |
2005 |
2006 |
2004 |
2005 |
2006 |
06/05 |
| 0 |
Mondo |
15,243.78 |
16,530.77 |
17,724.61 |
100 |
100 |
100 |
7.22 |
| 1 |
Cina |
10,503.78 |
11,737.91 |
12,858.89 |
68.91 |
71.01 |
72.55 |
9.55 |
| 2 |
Italia |
1,137.93 |
1,046.97 |
1,018.03 |
7.47 |
6.33 |
5.74 |
-2.76 |
| 3 |
Vietnam |
432.24 |
655.02 |
880.06 |
2.84 |
3.96 |
4.97 |
34.36 |
| 4 |
Brasile |
994.32 |
952.87 |
847.18 |
6.52 |
5.76 |
4.78 |
-11.09 |
| 5 |
Indonesia |
462.21 |
472.58 |
437.87 |
3.03 |
2.86 |
2.47 |
-7.35 |
| 6 |
Tailandia |
262.61 |
268.49 |
272.00 |
1.72 |
1.62 |
1.54 |
1.3 |
| 7 |
Messico |
225.37 |
224.77 |
253.53 |
1.48 |
1.36 |
1.43 |
12.79 |
| 8 |
Spagna |
208.61 |
175.22 |
183.25 |
1.37 |
1.06 |
1.03 |
4.58 |
| 9 |
India |
116.04 |
130.97 |
147.12 |
0.76 |
0.79 |
0.83 |
12.34 |
| 10 |
Repubblica Dominicana |
125.97 |
131.23 |
118.49 |
0.83 |
0.79 |
0.67 |
-9.7 |
| Fonte: World Trade Atlas |
Importazioni USA Pelletteria in
Gennaio-Novembre - Milioni di $ USA
codice doganale HS 42 |
|
|
% Quota |
% Variaz. |
| Class. |
Paese |
2004 |
2005 |
2006 |
2004 |
2005 |
2006 |
06/05 |
| 0 |
Mondo |
7,625.50 |
8,068.57 |
8,768.53 |
100 |
100 |
100 |
8.68 |
| 1 |
Cina |
5,305.01 |
5,801.34 |
6,337.18 |
69.57 |
71.9 |
72.27 |
9.24 |
| 2 |
Italia |
542.98 |
567.96 |
666.96 |
7.12 |
7.04 |
7.61 |
17.43 |
| 3 |
Francia |
245.73 |
263.12 |
293.76 |
3.22 |
3.26 |
3.35 |
11.64 |
| 4 |
India |
233.05 |
225.92 |
231.65 |
3.06 |
2.8 |
2.64 |
2.54 |
| 5 |
Vietnam |
113.39 |
119.30 |
126.21 |
1.49 |
1.48 |
1.44 |
5.8 |
| 6 |
Messico |
119.10 |
102.67 |
96.19 |
1.56 |
1.27 |
1.1 |
-6.31 |
| 7 |
Filippine |
110.27 |
92.66 |
96.16 |
1.45 |
1.15 |
1.1 |
3.78 |
| 8 |
Hong Kong |
120.88 |
112.37 |
95.12 |
1.59 |
1.39 |
1.09 |
-15.35 |
| 9 |
Indonesia |
90.52 |
86.78 |
92.41 |
1.19 |
1.08 |
1.05 |
6.49 |
| 10 |
Tailandia |
135.08 |
103.05 |
86.97 |
1.77 |
1.28 |
0.99 |
-15.6 |
| Fonte: World Trade Atlas |
Importazioni USA Pellami in
Gennaio-Novembre - Milioni di $ USA
codice doganale HS 41 |
|
|
% Quota |
% Variaz. |
| Class. |
Paese |
2004 |
2005 |
2006 |
2004 |
2005 |
2006 |
06/05 |
| 0 |
Mondo |
815.88 |
834.24 |
791.99 |
100 |
100 |
100 |
-5.06 |
| 1 |
Italia |
184.09 |
178.73 |
192.12 |
22.56 |
21.42 |
24.26 |
7.49 |
| 2 |
Brasile |
108.61 |
106.23 |
127.71 |
13.31 |
12.73 |
16.13 |
20.23 |
| 3 |
Argentina |
122.56 |
126.03 |
111.27 |
15.02 |
15.11 |
14.05 |
-11.71 |
| 4 |
Canada |
59.09 |
60.80 |
50.41 |
7.24 |
7.29 |
6.37 |
-17.08 |
| 5 |
Messico |
58.62 |
63.84 |
49.31 |
7.19 |
7.65 |
6.23 |
-22.76 |
| 6 |
Cina |
50.20 |
47.02 |
42.37 |
6.15 |
5.64 |
5.35 |
-9.89 |
| 7 |
Uruguay |
40.37 |
31.18 |
23.85 |
4.95 |
3.74 |
3.01 |
-23.51 |
| 8 |
Sud Africa |
18.26 |
20.17 |
22.25 |
2.24 |
2.42 |
2.81 |
10.34 |
| 9 |
Germania |
24.63 |
22.29 |
21.59 |
3.02 |
2.67 |
2.73 |
-3.13 |
| 10 |
Francia |
11.44 |
11.11 |
15.32 |
1.4 |
1.33 |
1.94 |
37.97 |
| Fonte: World Trade Atlas |
Importazioni USA Occhiali in
Gennaio-Novembre - Milioni di $ USA
codice doganale HS 9004 |
|
|
% Quota |
% Variaz. |
| Class. |
Paese |
2004 |
2005 |
2006 |
2004 |
2005 |
2006 |
06/05 |
| 0 |
Mondo |
866.65 |
970.20 |
1,204.11 |
100 |
100 |
100 |
24.11 |
| 1 |
Cina |
350.11 |
411.60 |
527.69 |
40.4 |
42.42 |
43.82 |
28.2 |
| 2 |
Italia |
274.54 |
327.17 |
436.30 |
31.68 |
33.72 |
36.23 |
33.35 |
| 3 |
Taiwan |
115.97 |
115.21 |
121.44 |
13.38 |
11.87 |
10.09 |
5.41 |
| 4 |
Giappone |
53.65 |
52.96 |
59.99 |
6.19 |
5.46 |
4.98 |
13.28 |
| 5 |
Francia |
18.66 |
14.33 |
14.62 |
2.15 |
1.48 |
1.21 |
2.02 |
| 6 |
Hong Kong |
12.14 |
11.00 |
8.67 |
1.4 |
1.13 |
0.72 |
-21.17 |
| 7 |
Canada |
6.80 |
8.09 |
6.44 |
0.79 |
0.83 |
0.54 |
-20.44 |
| 8 |
Austria |
5.66 |
5.25 |
6.03 |
0.65 |
0.54 |
0.5 |
14.75 |
| 9 |
Messico |
9.47 |
7.77 |
4.19 |
1.09 |
0.8 |
0.35 |
-46.05 |
| 10 |
Germania |
3.38 |
3.23 |
4.03 |
0.39 |
0.33 |
0.34 |
24.96 |
| Fonte: World Trade Atlas |
Importazioni USA Montature per occhiali in
Gennaio-Novembre - Milioni di $ USA
codice doganale HS 9003 |
|
|
% Quota |
% Variaz. |
| Class. |
Paese |
2004 |
2005 |
2006 |
2004 |
2005 |
2006 |
06/05 |
| 0 |
Mondo |
636.61 |
629.97 |
745.21 |
100 |
100 |
100 |
18.29 |
| 1 |
Cina |
221.78 |
256.28 |
328.05 |
34.84 |
40.68 |
44.02 |
28.01 |
| 2 |
Italia |
196.36 |
188.56 |
214.43 |
30.85 |
29.93 |
28.78 |
13.72 |
| 3 |
Giappone |
59.36 |
43.08 |
55.27 |
9.33 |
6.84 |
7.42 |
28.28 |
| 4 |
Corea del Sud |
34.13 |
36.01 |
34.66 |
5.36 |
5.72 |
4.65 |
-3.74 |
| 5 |
Austria |
32.18 |
30.71 |
33.59 |
5.06 |
4.87 |
4.51 |
9.38 |
| 6 |
Hong Kong |
48.92 |
32.87 |
30.28 |
7.68 |
5.22 |
4.06 |
-7.88 |
| 7 |
Francia |
22.47 |
22.42 |
23.13 |
3.53 |
3.56 |
3.1 |
3.17 |
| 8 |
Germania |
7.52 |
5.50 |
5.48 |
1.18 |
0.87 |
0.74 |
-0.32 |
| 9 |
Danimarca |
1.72 |
1.28 |
4.32 |
0.27 |
0.2 |
0.58 |
237.11 |
| 10 |
Taiwan |
2.38 |
2.78 |
3.05 |
0.37 |
0.44 |
0.41 |
9.46 |
| Fonte: World Trade Atlas |
Importazioni USA Gioielli in metalli preziosi in
Gennaio-Novembre - Milioni di $ USA
codice doganale HS 7113 |
|
|
% Quota |
% Variaz. |
| Class. |
Paese |
2004 |
2005 |
2006 |
2004 |
2005 |
2006 |
06/05 |
| 0 |
Mondo |
6,406.21 |
7,176.09 |
8,158.40 |
100 |
100 |
100 |
13.69 |
| 1 |
India |
1,316.04 |
1,579.42 |
2,136.88 |
20.54 |
22.01 |
26.19 |
35.3 |
| 2 |
Cina |
749.37 |
882.38 |
1,051.55 |
11.7 |
12.3 |
12.89 |
19.17 |
| 3 |
Tailandia |
753.03 |
772.04 |
924.74 |
11.76 |
10.76 |
11.34 |
19.78 |
| 4 |
Italia |
901.61 |
843.42 |
833.90 |
14.07 |
11.75 |
10.22 |
-1.13 |
| 5 |
Hong Kong |
433.00 |
432.75 |
455.86 |
6.76 |
6.03 |
5.59 |
5.34 |
| 6 |
Messico |
231.56 |
388.41 |
365.83 |
3.62 |
5.41 |
4.48 |
-5.81 |
| 7 |
Turchia |
334.77 |
374.11 |
316.58 |
5.23 |
5.21 |
3.88 |
-15.38 |
| 8 |
Francia |
140.87 |
213.62 |
255.71 |
2.2 |
2.98 |
3.13 |
19.71 |
| 9 |
Repubblica Dominicana |
218.47 |
233.35 |
253.24 |
3.41 |
3.25 |
3.1 |
8.53 |
| 10 |
Israele |
207.99 |
217.40 |
210.78 |
3.25 |
3.03 |
2.58 |
-3.05 |
| Fonte: World Trade Atlas |
Importazioni USA Orologi in
Gennaio-Novembre - Milioni di $ USA
codice doganale HS 91 |
|
|
% Quota |
% Variaz. |
| Class. |
Paese |
2004 |
2005 |
2006 |
2004 |
2005 |
2006 |
06/05 |
| 0 |
Mondo |
3,492.84 |
3,642.76 |
3,750.48 |
100 |
100 |
100 |
2.96 |
| 1 |
Svizzera |
1,539.31 |
1,751.26 |
1,866.60 |
44.07 |
48.08 |
49.77 |
6.59 |
| 2 |
Cina |
706.79 |
652.88 |
639.35 |
20.24 |
17.92 |
17.05 |
-2.07 |
| 3 |
Giappone |
645.74 |
637.99 |
624.57 |
18.49 |
17.51 |
16.65 |
-2.1 |
| 4 |
Tailandia |
144.26 |
148.11 |
133.93 |
4.13 |
4.07 |
3.57 |
-9.57 |
| 5 |
Messico |
97.26 |
96.56 |
125.40 |
2.79 |
2.65 |
3.34 |
29.87 |
| 6 |
Hong Kong |
101.31 |
108.80 |
117.35 |
2.9 |
2.99 |
3.13 |
7.86 |
| 7 |
Filippine |
69.92 |
73.26 |
71.00 |
2 |
2.01 |
1.89 |
-3.08 |
| 8 |
Germania |
48.18 |
47.34 |
44.94 |
1.38 |
1.3 |
1.2 |
-5.07 |
| 9 |
Italia | neg
28.37 |
25.44 |
29.44 |
0.81 |
0.7 |
0.79 |
15.72 |
| 10 |
Francia |
16.83 |
16.44 |
15.31 |
0.48 |
0.45 |
0.41 |
-6.9 |
| Fonte: World Trade Atlas |
Importazioni USA Profumeria, Cosmetica in
Gennaio-Novembre - Milioni di $ USA
codice doganale HS 33 |
|
|
% Quota |
% Variaz. |
| Class. |
Paese |
2004 |
2005 |
2006 |
2004 |
2005 |
2006 |
06/05 |
| 0 |
Mondo |
5,303.04 |
6,169.27 |
6,437.71 |
100 |
100 |
100 |
4.35 |
| 1 |
Irlanda |
1,545.36 |
1,908.14 |
1,897.78 |
29.14 |
30.93 |
29.48 |
-0.54 |
| 2 |
Francia |
1,053.60 |
1,115.36 |
1,146.03 |
19.87 |
18.08 |
17.8 |
2.75 |
| 3 |
Canada |
703.05 |
785.64 |
805.41 |
13.26 |
12.74 |
12.51 |
2.52 |
| 4 |
Cina |
250.54 |
325.70 |
388.77 |
4.73 |
5.28 |
6.04 |
19.36 |
| 5 |
Italia |
296.66 |
352.60 |
374.53 |
5.59 |
5.72 |
5.82 |
6.22 |
| 6 |
Regno Unito |
280.95 |
310.16 |
356.04 |
5.3 |
5.03 |
5.53 |
14.79 |
| 7 |
Messico |
118.37 |
145.61 |
213.25 |
2.23 |
2.36 |
3.31 |
46.45 |
| 8 |
Germania |
190.41 |
185.69 |
175.44 |
3.59 |
3.01 |
2.73 |
-5.52 |
| 9 |
Spagna |
112.99 |
147.53 |
168.43 |
2.13 |
2.39 |
2.62 |
14.17 |
| 10 |
Giappone |
105.82 |
121.56 |
107.60 |
2 |
1.97 |
1.67 |
-11.48 |
| Fonte: World Trade Atlas |
Importazioni USA Filati e tessuti in lana in
Gennaio-Novembre - Milioni di $ USA
codice doganale HS 51 |
|
|
% Quota |
% Variaz. |
| Class. |
Paese |
2004 |
2005 |
2006 |
2004 |
2005 |
2006 |
06/05 |
| 0 |
Mondo |
316.50 |
311.79 |
303.04 |
100 |
100 |
100 |
-2.81 |
| 1 |
Italia |
95.98 |
88.60 |
78.42 |
30.33 |
28.42 |
25.88 |
-11.49 |
| 2 |
Messico |
25.25 |
30.22 |
30.71 |
7.98 |
9.69 |
10.13 |
1.62 |
| 3 |
Regno Unito |
32.68 |
28.12 |
27.46 |
10.32 |
9.02 |
9.06 |
-2.33 |
| 4 |
Cina |
6.69 |
16.78 |
25.34 |
2.11 |
5.38 |
8.36 |
50.98 |
| 5 |
Nuova Zelanda |
30.38 |
29.10 |
23.96 |
9.6 |
9.33 |
7.91 |
-17.64 |
| 6 |
Canada |
32.63 |
21.64 |
20.36 |
10.31 |
6.94 |
6.72 |
-5.93 |
| 7 |
Australia |
19.13 |
19.03 |
18.23 |
6.05 |
6.11 |
6.02 |
-4.2 |
| 8 |
Germania |
8.37 |
8.99 |
10.23 |
2.65 |
2.88 |
3.38 |
13.89 |
| 9 |
Peru |
4.29 |
9.15 |
9.33 |
1.36 |
2.93 |
3.08 |
2.02 |
| 10 |
Corea del Sud |
8.30 |
8.31 |
6.69 |
2.62 |
2.66 |
2.21 |
-19.46 |
| Fonte: World Trade Atlas |
Importazioni USA Filati e tessuti in cotone in
Gennaio-Novembre - Milioni di $ USA
codice doganale HS 52 |
|
|
% Quota |
% Variaz. |
| Class. |
Paese |
2004 |
2005 |
2006 |
2004 |
2005 |
2006 |
06/05 |
| 0 |
Mondo |
1,780.77 |
1,533.13 |
1,403.79 |
100 |
100 |
100 |
-8.44 |
| 1 |
Pakistan |
421.37 |
333.21 |
316.46 |
23.66 |
21.73 |
22.54 |
-5.03 |
| 2 |
Cina |
155.48 |
180.98 |
214.85 |
8.73 |
11.8 |
15.31 |
18.72 |
| 3 |
Italia |
144.85 |
140.34 |
135.67 |
8.13 |
9.15 |
9.67 |
-3.33 |
| 4 |
Corea del Sud |
101.40 |
116.01 |
106.05 |
5.69 |
7.57 |
7.56 |
-8.58 |
| 5 |
India |
74.17 |
69.77 |
81.62 |
4.17 |
4.55 |
5.81 |
16.98 |
| 6 |
Giappone |
83.61 |
75.80 |
75.35 |
4.7 |
4.94 |
5.37 |
-0.59 |
| 7 |
Messico |
149.25 |
125.66 |
65.07 |
8.38 |
8.2 |
4.64 |
-48.22 |
| 8 |
Indonesia |
58.65 |
39.23 |
52.57 |
3.29 |
2.56 |
3.75 |
34.01 |
| 9 |
Turchia |
54.19 |
50.99 |
42.32 |
3.04 |
3.33 |
3.01 |
-17.01 |
| 10 |
Taiwan |
54.10 |
48.89 |
40.79 |
3.04 |
3.19 |
2.91 |
-16.57 |
| Fonte: World Trade Atlas |
Importazioni USA Filati e tessuti in seta in
Gennaio-Novembre - Milioni di $ USA
codice doganale HS 50 |
|
|
% Quota |
% Variaz. |
| Class. |
Paese |
2004 |
2005 |
2006 |
2004 |
2005 |
2006 |
06/05 |
| 0 |
Mondo |
265.78 |
277.46 |
267.11 |
100 |
100 |
100 |
-3.73 |
| 1 |
India |
95.04 |
95.22 |
93.87 |
35.76 |
34.32 |
35.15 |
-1.41 |
| 2 |
Cina |
57.51 |
64.17 |
71.32 |
21.64 |
23.13 |
26.7 |
11.13 |
| 3 |
Italia |
51.53 |
53.42 |
44.93 |
19.39 |
19.25 |
16.82 |
-15.9 |
| 4 |
Corea del Sud |
29.49 |
28.34 |
27.39 |
11.09 |
10.21 |
10.26 |
-3.33 |
| 5 |
Regno Unito |
12.65 |
15.87 |
12.19 |
4.76 |
5.72 |
4.56 |
-23.19 |
| 6 |
Tailandia |
5.44 |
5.86 |
5.11 |
2.05 |
2.11 |
1.91 |
-12.76 |
| 7 |
Francia |
5.36 |
4.92 |
3.87 |
2.02 |
1.77 |
1.45 |
-21.18 |
| 8 |
Svizzera |
1.55 |
1.94 |
1.63 |
0.58 |
0.7 |
0.61 |
-15.86 |
| 9 |
Giappone |
1.27 |
2.79 |
1.63 |
0.48 |
1 |
0.61 |
-41.41 |
| 10 |
Germania |
1.13 |
0.36 |
1.25 |
0.43 |
0.13 |
0.47 |
243.44 |
| Fonte: World Trade Atlas |

|