MAGGIO 2006 | Newsletter | Volume 3 | Numero 51

 
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Mulberry raddoppia: tra breve la seconda boutique a New York
  • Non ha ancora inaugurato il suo primo negozio newyorkese che Mulberry, colosso britannico dell’abbigliamento, punta già ad espandersi nella Grande Mela. Una manovra che rientra in una più ampia strategia di crescita e che prevede l’inaugurazione di una serie di negozi in tutto il territorio degli Stati Uniti: del resto i vertici dell’azienda credono nelle potenzialità del mercato americano e prevedono di aprire fino a otto nuovi punti vendita entro il 2006.
  • Da anni infatti Mulberry è distribuito negli Usa esclusivamente dai grandi magazzini del lusso americano come Bergdorf Goodman, Barneys e Neiman Marcus. Ma il gigante britannico ha deciso di dare una svolta alle proprie attività di commercializzazione con l’apertura di negozi monomarca in alcune delle più prestigiose città americane, quali  Boston, Las Vegas, Greenwich, nello stato del Connecticut, e Philadelphia.
  • Il primo negozio statunitense di Mulberry si trova nell’elegante zona newyorkese di Soho e la sua inaugurazione ufficiale è in agenda per il mese di agosto. La boutique di Bleecker Street, rinomata via del quartire di Manhattan, venderà tutti i prodotti delle collezioni di punta della casa di britannica; comprese le borse su misura, articolo per ora offerto solo nella Madre Patria. Dal prossimo autunno infatti i clienti di Mulberry potranno scegliere colore e materiale delle proprie valigie sulle quali saranno incise anche le iniziali del cliente. Il nuovo spazio espositivo troverà posto invece sulla Madison avenue fra la 57esima e la 58esima strada, anche se, da fonti vicine all’azienda sembra che l’accordo definitivo non sia stato ancora perfezionato. Nelle trattative è spuntato anche il nome di Presidio International - nome noto del mondo del fashion e proprietario negli Stati Uniti anche di Armani Exchange – che potrebbe intervenire nella manovra offrendo supporto finanziario alla casa britannica.
  • Dopo le difficoltà degli anni passati caratterizzati da risultati deludenti e continui avvicendamenti ai vertici, Mullberry è stata protagonista di una serie di importanti successi resi possibili grazie alla continua crescita del giro d’affari: basti pensare che nel primo trimestre del 2005 (conclusosi lo scorso 30 settembre) e lo stesso trimestre del 2004 i ricavi sono cresciuti del 58 per cento. Un successo reso possibile grazie al contributo di molti testimonial d’eccezione come Kate Moss e Scarelett Johansson, protagoniste delle campagne pubblicitarie della maison britannica.
  • Attualmente l’azienda è presente oltre che in Gran Bretagna, anche in Thailandia, dove intende aprire un secondo punto vendita, e nell'isola di Taiwan. Nel breve periodo si prevede l'inaugurazione di un negozio anche a Edinburgo, in Scozia. Dal punto di vista operativo invece Mullberry punta per il 2006 a diversificare le proprie attività investendo in un campo del tutto nuovo quello dell’arredamento. Una strategia recentemente attuata con successo da altre case dell’abbigliamento di lusso, tra le quali le italianissime Versace e Armani.
Cina preferita a Stati Uniti come mercato di sbocco per i beni di lusso
  • chinaCina e moda sono un binomio sempre più inscindibile. Il Celeste impero si conferma infatti sia un mercato di sbocco molto appetibile per i beni di lusso internazionali sia un bacino molto attraente per chi decide di produrre a bassi costi. Nonostante i tanti problemi di contraffazione che caratterizzano il colosso asiatico, gli stilisti di tutto il mondo continuano a credere nelle sue potenzialità.
  • Tra i sostenitori dell’avventura asiatica primeggia Giorgio Armani. Il “re” degli stilisti, come viene chiamato il designer italiano, ha annunciato l’intenzione di aprire sul territorio cinese altre 40-50 boutique nei prossimi anni. Nel 2004 la maison italiana aveva previsto l’inaugurazione di circa 30 negozi in quattro anni, mentre già ad oggi ne ha 35 presenti sul territorio.
  • La Cina è diventata un importante mercato di riferimento per Armani, secondo solo al Giappone. Sono stati così sbaragliati i mercati storici come quello statunitense ed europeo. E le previsioni di vendita sono sempre in aumento, come sottolineato dai successi della recente sfilata di Hong Kong dove sono intervenute oltre 1.500 persone. Poco prima Giorgio Armani aveva inaugurato a Shanghai la mostra fotografica “Giorgio Armani: Retrospettiva”. Una riflessione sull’evoluzione della moda degli utlimi 30 anni che ha visto l’affluenza di molti partecipanti.
  • Il gruppo Armani ha iniziato a investire in Cina a partire dal 2002 con l’apertura a Hong Kong dell’Armani-Chater House, una boutique di circa 3.000 metri quadrati che vende dai marchi “Giorgio Armani” e “Emporio Armani”, alle creazioni per la casa, alla linea cosmetica, senza tralasciare “Armani Libri” e “Armani Casa”. A Shanghai lo stilista ha inaugurato nel 2004 il suo flagship store al Three on the Bund, uno dei palazzi più prestigiosi sulle rive del fiume Bund, la zona più elegante e internazionale della metropoli.
  • La strategia di espansione in Asia, secondo le intenzioni del management aziendale, non prevede solo l’apertura di nuovi negozi, ma anche una campagna volta a frenare il fenomeno della contraffazione.  Il primo passo punterà alla sensibilizzazione della clientela verso i prodotti Armani per aiutarla a cogliere le differenze tra un capo originale e uno falsificato.
Banana Republic vuole ringiovanire la sua immagine
  • republicÈ iniziato il processo di restyling dell’immagine di Banana Republic. L’azienda americana dell’abbigliamento casual ha infatti reso nota l’intenzione di voler ringiovanire il suo brand entro il prossimo autunno.
  • E per raggiungere il suo obiettivo Banana Republic ha assunto l’agenzia pubblicitaria statunitense AR. La società di advertising non è nuova a questo tipo di richieste. In passato aveva realizzato diverse campagne pubblicitarie per altri marchi della moda internazionale, come ad esempio Calvin Klein, Dolce & Gabbana e Valentino.
  • Sono già circolate alcune indiscrezioni sulla nuova campagna autunnale di Banana Republic: ad esempio sarà realizzata sia con indossatori professionisti sia con modelli prestati dalla gente comune, proprio per trasmettere il messaggio che i capi realizzati dall’azienda americana sono al contempo alla moda e indossabili da tutti.
  • La nuova campagna ha il compito di riposizionare e rilanciare il marchio. La società americana teme infatti di perdere quote di mercato per l’affermarsi di nuovi concorrenti e sta attuando diverse strategie per riposizionarsi tra i produttori di capi di abbigliamento cosiddetti “cool”. Nelle intenzioni dell’agenzia pubblicitaria c’è, in particolare, quella di rompere col passato. I vertici di Banana Republic hanno infatti ritenuto che nelle ultime stagioni l’azienda non è riuscita a trasmettere quell'immagine di moda semplice e moderna, versatile e flessibile, che in passato ne aveva decretato il suo successo.
  • La nuova campagna verrà lanciata a partire da agosto e apparirà su diverse riviste come Vogue, Esquire, GQ e Vanity Fair, solo per citare le principali. E non solo. Le metropoli statunitensi, come New York, San Francisco, Los Angeles e Chicago saranno letteralmente tappezzate con le immagini della nuova campagna: dai cartelloni sulle facciate delle case, alle pubblicità sui mezzi di trasporto e nelle cabine telefoniche. Non è stato reso noto l’investimento fatto da Banana Republic che nel 2004 aveva speso circa 47 milioni di dollari con l'agenzia pubblicitaria TNS.
Dior inaugura a Beverly Hills una boutique solo per uomo
  • hedi slimaneNegli Stati Uniti Christian Dior punta sulla collezione Uomo. E a conferma di questa nuova scommessa, la maison francese ha inaugurato una nuova boutique su Rodeo Drive a Beverly Hills, nello stato della California.
  • Si tratta di uno spazio di oltre 120 metri quadrati realizzato da Hedi Slimane, lo storico direttore creativo della maison francese. Per realizzare il progetto Slimane ha fatto due soli sopralluoghi del negozio e per il resto si è servito dell’ausilio di una telecamera. Il risultato, in linea con lo stile delle altre boutique, è allo stesso tempo essenziale ed elegante. All’esterno, due grandi vetrate costituiscono la facciata della palazzina di due piani, mentre all’interno una parete sospesa nell’aria separa gli spazi e crea l’illusione ottica di qualcosa che fluttua nello spazio. I camerini sono stati arricchiti con delle istallazioni in gesso bianco realizzate da diversi artisti contemporanei, tra cui Daniel Arsham, Doug Aitken e Liam Gillick. Gli altri dettagli, come ad esempio i ripiani color panna che si illuminano dall’interno, richiamano alla memoria lo stile Dior. Infatti tutti e 15 i negozi Dior Homme portano la firma dello stesso ideatore, Hedi Slimane.
  • Negli Stati Uniti la maison francese ha tre boutique interamente dedicate all’uomo: oltre a quella di Beverly Hills, nel 2004 è stato aperto un negozio a New York e l’anno successivo a Las Vegas. Ma Dior Homme viene distribuito anche in 20 negozi multimarca degli Stati Uniti. Negli ultimi anni la domanda di abbigliamento maschile americana è cresciuta in modo esponenziale, secondo i vertici della maison, al punto da spingere il gruppo Louis Vuitton Moet Hennesy, di cui Dior fa parte, a investire ulteriormente negli Usa, un mercato che nonostante tutto conserva ancora importanti margini di crescita.
Volano su internet le vendite di J.C. Penny
  • pennyJ.C. Penny sta mettendo a punto un’aggressiva strategia per raddoppiare il fatturato proveniente dalle vendite su Internet. L’obiettivo, ambizioso ma non impossibile, è rappresentato dai due milioni di dollari. Ma a giudicare dai risultati dello scorso anno e dalle notevoli innovazioni apportate al sito web, la catena di distribuzione americana non dovrebbe faticare per raggiungere il ‘target’ stabilito.
  • J.C. Penny vende dai capi di abbigliamento – per uomo, donna e bambino – ai mobili, fino alla biancheria per la casa.  Per competere con i website degli storici rivali, come Macy e Wal-Mart, il management dell’azienda ha sviluppato un software che suggerisce al cliente prodotti abbinabili a quelli che sta visualizzando. È il caso di chi, cercando dei jeans, vede comparire nella pagina cliccata anche magliette, golfini e scarpe coordinate.
  • Tra le principali novità c’è anche una maggiore fruibilità dei servizi su Internet e una maggiore velocità di caricamento delle pagine. Sono acquistabili online oltre 300 mila prodotti rivolti ad una clientela giovane e con un reddito medio. L’80% dei ricavi della catena americana proviene da acquisti effettuati dal pubblico femminile al quale viene dedicato sempre maggiore attenzione anche sul sito web.
  • Nel 2005 le vendite online hanno costituito il 37% del totale, in rialzo del 30% rispetto all’anno precedente. E tra poco saranno acquistabili online anche i prodotti della casa cosmetica Sephora con la quale J. C. Penny ha recentemente siglato un contratto di distribuzione. Secondo recenti ricerche di mercato il sito di J.C. Penny è stato visitato nel solo mese di marzo da circa 11 milioni di persone, contro i 9,4 milioni registrati nello stesso periodo del 2005. Macy’s, nello stesso periodo, ha ricevuto 5 mila visite (in rialzo del 15% rispetto allo scorso anno) e Wal-Mart 21 milioni contro i 19,6 milioni del 2005.
La moda di Los Angeles conquista Parigi
  • La febbre a stelle e strisce ha contaminato le strade di Parigi. La moda di Los Angeles è infatti approdata ai grandi magazzini francesi Galeries Lafayette a metà aprile e vi rimarrà esposta fino a fine mese.
  • L’evento chiamato “Los Angeles Fashion” prevede la partecipazione non solo degli stilisti più in auge al momento, ma anche di altri marchi che hanno fatto la fortuna degli Stati Uniti. Come, ad esempio, la casa motociclistica Harley Davidson. All’appello non mancano i tanti saloni di bellezza della West Coast che promettono unghie da capogiro in meno di mezz’ora. E dopo essersi affilate gli artigli le clienti delle Galeries Lafayette possono rifarsi gli occhi guardando le ultime creazioni dei designer californiani. Tra questi ci sono nomi di fama internazionale come Guess e American Apparel e alcuni più di nicchia come Hale Bob, Kitson e Altru, per citarne solo alcuni.
  • Le donne parigine, a giudicare dall’affluenza al grande magazzino, sembrano apprezzare molto la moda californiana. In  particolare, secondo Hale Bob fondatore di Baniel Bohot saranno gli abiti lunghi in seta ad avere la meglio quest’estate. Sarà che rievocano il mito delle star di Hollywood, certo è che c’è molto interesse intorno a questi capi.
  • Fraser RossAmerican Apparel, dal canto suo, ha reso noto che l’allestimento dello stand all’interno del grande magazzino parigino serve per studiare il mercato e i gusti delle clienti francesi prima di compiere il grande passo dell’apertura di negozi monomarca in Europa. Il management dell’azienda americana sta infatti analizzando le reazioni del pubblico di fronte alla sua colorata collezione.  La strategia sembra essere imitata anche da altre aziende a giudicare dall’attenzione che riservano alle clienti marchi come Kitson. Fraser Ross, il proprietario di Kitson, crede infatti nelle potenzialità dell’Europa e vuole investire in questo mercato che lui stesso definisce “da considerare per le ottime risposte date sino a oggi”.
Porsche vuole conquistare New York con la linea di accessori
  • porschePorsche diventa alla portata di molti newyorkesi. Per i tanti fan del colosso automobilistico tedesco è d'obbligo precisare che la notizia riguarda però solamente la nuova linea di accessori sviluppata dalla storica casa automobilistica di Stoccarda. Il gigante tedesco ha infatti deciso di aprire un negozio a New York Porsche Design, un punto vendita interamente dedicato a prodotti quali orologi, occhiali, monili e valigie. Si tratta di uno spazio espositivo ospitato presso il prestigioso palazzo della General Motors sulla Madison Avenue all'altezza della 59esima strada.
  • Il negozio di  circa 160 metri quadrati è arredato in stile minimalista, con una predilezione per i colori scuri e l'utilizzo dei metalli. Ma ha anche un tocco ‘Made in Italy’ dal momento che l'architetto è l'italiano Matteo Thun che ha realizzato i lavori di ristrutturazione in collaborazione con lo studio KMS di Monaco. L'investimento immobiliare – lo spazio è in affitto - si aggira intorno agli 11.000 dollari per metro quadrato. Ma l'onerosa cifra non sembra preoccupare il top management di Porsche, convinto che l'operazione newyorkese possa fruttare circa cinque milioni di dollari all'anno.
  • E se tutto dovesse andare come previsto il colosso automobilistico prevede l'apertura di altri 15 negozi nel prossimo quinquennio sempre sul territorio statunitense. A partire da Boston, per continuare con Las Vegas, San Francisco, Honolulu e Bal Harbour, in Florida. Quello di Manhattan è il terzo negozio monomarca Porsche Design degli Stati Uniti e il settimo a livello internazionale. Infatti sono già operativi i negozi di Dallas, in Texas, e quelli di Beverly Hills e Costa Mesa, nello stato della California. La decisione di conquistare gli Stati Uniti è arrivata dopo i successi registrati dai tre negozi inaugurati in Europa lo scorso anno: il primo flagship store aperto a Berlino, il negozio di Amburgo, ed il punto vendita inglese di Londra.
Saks conferma i piani di espansione in Cina
  • ShanghaiÈ arrivata la conferma: Saks Fifth Avenue, la catena di grandi magazzini americani, aprirà un punto vendita anche in Cina. Correvano voci da mesi, ma solo a metà aprile il colosso del lusso statunitense ha annunciato l’apertura di un ‘department store’ a Shanghai.
  • Il nuovo negozio sarà aperto grazie a un contratto di licenza siglato con la Roosevelt China Investments Corp che risulterà proprietaria dello spazio e che si occuperà della sua gestione operativa. Per la società privata cinese Saks è il primo esempio di investimento in un’azienda di grande distribuzione al dettaglio. Tra l’altro il presidente della  Roosevelt China Investments Corp è il pronipote del presidente degli Stati Uniti Theodore Roosevelt e cugino di un altro illustre presidente americano, Franklin Roosevelt.
  • Il grande magazzino sorgerà sulle rive del fiume Huangpu, nell’elegante zona internazionale del Bund. Lo spazio si svilupperà su quattro piani per un totale di circa 30.000 metri quadrati. Si tratta del più grande ‘department store’ della Saks. La metropoli cinese è stata scelta come città campione dove testare i gusti dei cinesi. E se, come sperano i vertici di Saks, la risposta del pubblico dovesse soddisfare le aspettative, altri punti vendita verranno aperti nel breve periodo. In particolare, nelle intenzioni del top management dell’azienda c’è quella di avviare altri negozi tra Cina e Macao, primo fra tutti a Pechino.
  • La scelta di investire nella capitale cinese deriva non solo dall’importanza stessa della città come centro diplomatico internazionale, ma anche come scelta strategica in vista dei giochi olimpici che si terranno durante l’estate del 2008. Anche i futuri punti vendita saranno sempre aperti in licenza con la Roosevelt China Investments Corp. Al di fuori dagli Stati Uniti Saks ha altri due department store: uno a Riyadh, la capitale dell’Arabia Saudita e uno a Dubai, una delle città più importanti degli Emirati Arabi Uniti. Anche questi negozi sono stati dati in licenza e i contratti in essere prevedono che a Saks venga riconosciuto sia un fisso, sia una percentuale sulle vendite effettuate. Nei piani di espansione fuori dai confini statunitensi, Saks sta considerando anche il mercato indiano.
Tod’s riapre la boutique newyorkese dopo sette mesi di ristrutturazione
  • Ci sono voluti ben sette mesi per ristrutturare la boutique newyorkese della Tod’s ma, a detta degli esperti del settore, il lavoro è stato fatto con la stessa cura con la quale l’azienda italiana rifinisce a mano tutte le sue scarpe.
  • Lo spazio, di circa 500 metri quadrati, porta la firma dello studio d’architettura Bonetti & Kozerski, autore fra gli altri del ‘flagship store’ newyorkese di Donna Karan. Lo studio Bonetti & Kozerski ha puntato su raffinati pellami nelle ‘nuance’ del giallo senape per creare pareti divisorie, e al contempo espositive, all’interno della boutique sulla Madison Avenue all’altezza della 60esima strada. Inoltre, lo studio d’architettura ha puntato su minimalisti display per mettere in risalto le peculiarità delle scarpe prodotte dall’azienda marchigiana.
  • La serata inaugurale, che si è tenuta lo scorso 4 aprile, ha visto la partecipazione oltre che della stampa internazionale, di diverse celebrità: dall’italiana Margherita Missoni, a Renee Rockfeller, fino all’attrice Amy Adams. A fare gli onori di casa era presente Emanuele della Valle, figlio del fondatore, che in più di un’occasione si è mostrato soddisfatto per i risultati raggiunti dall’azienda.
  • Vento in poppa, infatti, per il gruppo Tod’s che nel 2005 ha chiuso con ricavi in aumento del 19,5% e con l’utile netto in crescita del 39%, pari a 53,4 milioni di euro. La fortuna della holding di Della Valle deriva, in gran parte, dalla produzione quasi esclusivamente artigianale delle sue creazioni: siano esse scarpe Tod’s o “sneaker Hogan” oppure capi di abbigliamento della Fay.
  • Le vendite sono state trainate non solo dai risultati americani, ma anche da quelli asiatici. In particolare, in Asia, Tod’s ha incrementato il fatturato del 14% nel corso dello scorso anno e le stime fatte per il 2006 prevedono un aumento del 34% , grazie soprattutto alle borse e alla piccola pelletteria. Sul fronte dell’espansione internazionale la società ha deciso l’apertura di circa 15 negozi in franchising, per lo più nel continente asiatico.
Agli americani piace la moda giovanile e a basso costo proposta
da Zara e H&M
  • zaraL'azienda spagnola Zara e la svedese Hennes & Mauritz stanno conquistando ulteriori quote di mercato negli Stati Uniti grazie al binomio prodotti alla moda e costo contenuto. La strategia del controllo dei prezzi, secondo entrambi i colossi europei dell’abbigliamento, è una delle poche, per non dire l’unica, capace di rispondere alla minaccia delle rivali asiatiche, prima fra tutte la Cina, e di rimanere competitivi sui mercati internazionali.
  • I buoni risultati di Hennes & Mauritz (nota come H&M) sono stati sostenuti, in particolare, dai ricavi realizzati negli Stati Uniti. E l’andamento del primo trimestre fa ben sperare per l’anno in corso: le vendite in America infatti hanno registrato un balzo del 43 per cento. Il fatturato complessivo della catena di abbigliamento svedese è aumentato del 20%, fino a 1,61 miliardi di euro, un risultato favorito anche dal calo delle spese fiscali in diversi mercati.
  • E così adesso H&M punta a  rafforzare la sua rete di vendite globale, aprendo 54 nuovi esercizi a partire dalla prossima estate. In particolare, le maggiori espansioni avverranno negli Usa, a seguire in Germania, Spagna, Olanda e Polonia. Nelle intenzioni del management c’è anche quello di aprire entro un anno il primo punto vendita in Grecia, ad Atene. Attualmente H&M conta 1.196 negozi a livello globale, con un posizionamento strategico sul mercato statunitense.
  • Vendite, utili e dividendi in forte crescita anche per Zara, una delle maggiori catene europee dell'abbigliamento. Il gruppo spagnolo Inditex, che controlla Zara, ha reso noto di aver realizzato un utile netto di 803,2 milioni di euro nel 2005, in rialzo del 26% rispetto all’anno precedente. Complessivamente Inditex vanta 2.600 negozi in 57 paesi diversi, dall'Europa alla Cina, e nel corso di quest'anno ha rivelato l’intenzione di voler aprire oltre 400 nuovi punti vendita. Nel corso del 2005 sono stati aperti circa 448 negozi nel mondo.
Nike investe nella collezione intimo donna
  • nikeIl colosso dell’abbigliamento sportivo Nike ha deciso di focalizzare parte della sua produzione su nuovi reggiseni tecnologici. Negli ultimi anni l’indumento intimo sportivo è diventato uno degli articoli più ricercati per le amanti dell’attività fisica.
  • La sua fortuna è stata decretata qualche anno fa quando una giocatrice di calcio, dopo aver segnato un goal, ha alzato la maglietta, gesto tipico dei suoi colleghi maschi,  mostrando al mondo il reggiseno griffato Nike. Da allora l’azienda dell’Oregon ha testato il prodotto su diversi atleti olimpionici fino a mettere a punto la collezione “Revolutionary Support Bra” fatta  esclusivamente di reggiseni cosiddetti “antimovimento”. La concorrenza, a detta del top management del gigante sportivo americano, non è assolutamente da sottovalutare. Per tradizione infatti il settore è sempre stato dominato da marchi come Champion, Fruit of the Loom, Hanes e Under Armour. Nike è il quinto marchio in termini di vendite in questo settore, con ricavi in aumento dell’11% rispetto al 2004, pari a 321 milioni di dollari.
  • Ma il colosso americano ambisce a una posizione sul podio e per raggiungerla ha deciso di sfidare gli storici concorrenti proponendo sei nuovi modelli che hanno come denominatore comune la praticità. Si tratta infatti di reggiseni che letteralmente incapsulano il seno senza comprimerlo e permettono a chi li indossa di sistemare non solo la lunghezza delle spalline, ma anche la circonferenza toracica.
  • La vera novità però è il materiale con il quale vengono realizzati. Dri-Fit, questo il nome della stoffa brevettata da Nike, permette infatti di realizzare capi con cuciture minime per ridurre l’attrito sul corpo. Questa seconda pelle costa tra i 35 e i 70 dollari ed è disponibile per ora sola in tre varianti di colore: il bianco, il nero e il color carne. I sei modelli, che verranno messi in vendita tra aprile e giugno, si differenziano a seconda dello sport che viene praticato.
Fashion-digest
  • Adidas sponsorizza la National Basketball Association
    La multinazionale tedesca dell'abbigliamento sportivo Adidas ha siglato un accordo della durata di dodici anni per la sponsorizzazione della  National Basketball Association, nota come NBA, ovvero la squadra nazionale americana di basket. L’accordo prevede anche la fornitura, a partire dalla prossima stagione, dei capi di abbigliamento per la squadra femminile di pallacanestro. Non è ancora noto l’importo dell’investimento anche se l’operazione rientra nella manovra da 3,8 miliardi di euro con la quale Adidas ha acquisito lo scorso anno la rivale Reebok.
  • Bottega Veneta e Versace puntano sull’arredamento
    Molte delle principali case di moda italiane hanno deciso di diversificare il loro business e scommettere sull’arredamento. Bottega Veneta, ad esempio, ha lanciato una collezione interamente dedicate ai mobili per interni. Le creazioni sono state allestite in una delle suite del prestigioso St. Regis Hotel di New York. Versace, invece, attualmente impegnata ad arredare i jet privati, mira anche a creare una linea di mobili per yacht.
  • Prada riapre il negozio di Soho dopo l’incendio
    La maison italiana Prada riapre la boutique newyorkese di Soho dopo la chiusura avvenuta lo scorso gennaio in seguito ad un incendio. Il restyling è stato fedele all’originale, con l’unica variazione di offrire maggiore visibilità alla collezione uomo. Il negozio aveva aperto nel dicembre 2001 dopo una ristrutturazione costata circa 30 milioni di dollari.
  • Elton John, rilancia la sua campagna di lotta all’AIDS, donando la propria collezione di abiti
    La star inglese Elton John ha regalato oltre 10 mila fra abiti e accessori della propria collezione personale alla fondazione che porta il suo nome e che da anni raccoglie fondi per la ricerca sull’Aids. I capi – tra cui diverse creazioni di Prada, Gucci, Yves Saint Laurent e Louis Vuitton – sono stati battuti ad un’asta che si è tenuta presso il Rockfeller Center di New York. Fino ad oggi la Elton John Aids Foudation, creata nel 1992, ha raccolto oltre 90 milioni di dollari.
  • Barneys vola a Las Vegas
    La catena di grandi magazzini del lusso Barneys ha deciso di aprire nuovi punti vendita negli Stati Uniti. Il primo sarà quello di Las Vegas. Si tratta di gigantesco spazio espositivo – oltre 8.000 metri quadrati – suddiviso su tre livelli presso il palazzo del Resort Hotel e Casino nel cuore della capitale del gioco d’azzardo. Di recente Barney ha inaugurato un nuovo negozio anche a Boston, in Massachussetts.
Eventi Moda aprile 2006
  • 6/11 maggio 2006
    Missione di 13 buyer USA in visita a 32 aziende calzaturiere della Regione Marche
  • 18 maggio 2006
    Promozione con il dettaglio indipendente in USA
    KAPS
    Burlington, MA
    Marchi promossi: Ermenegildo Zegna, Canali, Bruno Magli, Gianluca Isaia
Statistiche I style – Gennaio-Febbraio 2006
  • Importazioni USA Abbigliamento Uomo in Gennaio-Febbraio - Milioni di $ USA
    codice doganale HS 6203


    % Quota
    % Variaz.
    Class. Paese 2004 2005 2006 2004 2005 2006 06/05
    0 Mondo 1,203.11 1,426.00 1,360.01 100 100 100 - 4.63
    1 Mexico 243.12 268.24 239.09 20.21 18.81 17.58 - 10.87
    2 China 93.89 244.33 171.97 7.8 17.13 12.65 - 29.62
    3 Bangladesh 49.77 49.91 100.85 4.14 3.5 7.42 102.08
    4 Vietnam 30.03 45.48 65.19 2.5 3.19 4.79 43.34
    5 Italy 66.11 75.15 62.85 5.5 5.27 4.62 - 16.37
    6 Hong Kong 57.72 37.66 58.59 4.8 2.64 4.31 55.57
    7 Indonesia 36.95 48.14 55.34 3.07 3.38 4.07 14.95
    8 Dominican Republic 76.25 87.28 54.22 6.34 6.12 3.99 - 37.88
    9 Canada 57.82 52.97 53.46 4.81 3.71 3.93 0.93
    10 India 26.97 37.22 51.52 2.24 2.61 3.79 38.43
    Fonte: World Trade Atlas
    Importazioni USA Abbigliamento Donna in Gennaio-Febbraio - Milioni di $ USA
    codice doganale HS 6204


    % Quota
    % Variaz.
    Class. Paese 2004 2005 2006 2004 2005 2006 06/05
    0 Mondo 2,229.40 2,495.34 2,332.92 100 100 100 - 6.51
    1 China 447.30 737.75 696.62 20.06 29.57 29.86 - 5.58
    2 India 85.19 115.48 167.64 3.82 4.63 7.19 45.16
    3 Hong Kong 171.23 140.93 155.90 7.68 5.65 6.68 10.62
    4 Indonesia 126.66 120.97 146.15 5.68 4.85 6.27 20.82
    5 Vietnam 76.68 107.19 131.01 3.44 4.3 5.62 22.22
    6 Mexico 214.94 174.88 114.56 9.64 7.01 4.91 - 34.49
    7 Philippines 103.92 92.86 90.80 4.66 3.72 3.89 - 2.22
    8 Sri Lanka 69.78 95.48 83.44 3.13 3.83 3.58 - 12.61
    9 Bangladesh 46.72 65.46 77.21 2.1 2.62 3.31 17.95
    10 Cambodia 78.50 81.10 66.96 3.52 3.25 2.87 - 17.43
    11 Thailand 53.96 57.05 64.18 2.42 2.29 2.75 12.50
    12 Italy 67.91 69.02 57.16 3.05 2.77 2.45 - 17.18
    Fonte: World Trade Atlas
    Importazioni USA Maglieria in Gennaio-Febbraio - Milioni di $ USA
    codice doganale HS 61


    % Quota
    % Variaz.
    Class. Paese 2004 2005 2006 2004 2005 2006 06/05
    0 Mondo 4,253.22 4,847.31 4,785.15 100 100 100 - 1.28
    1 China 463.98 909.18 722.38 10.91 18.76 15.1 - 20.55
    2 Mexico 418.04 376.61 347.99 9.83 7.77 7.27 - 7.60
    3 Honduras 263.28 309.93 273.69 6.19 6.39 5.72 - 11.69
    4 Hong Kong 208.71 204.79 248.81 4.91 4.23 5.2 21.50
    5 Vietnam 162.17 149.87 197.75 3.81 3.09 4.13 31.95
    6 India 90.42 134.32 195.77 2.13 2.77 4.09 45.75
    7 Guatemala 177.35 222.32 187.53 4.17 4.59 3.92 - 15.65
    8 Cambodia 91.51 98.63 179.71 2.15 2.04 3.76 82.21
    9 Indonesia 93.93 108.31 177.96 2.21 2.23 3.72 64.31
    10 El Salvador 175.12 196.48 174.04 4.12 4.05 3.64 - 11.42
     
    24 Italy 65.88 60.79 55.55 1.55 1.25 1.16 - 8.62
    Fonte: World Trade Atlas
    Importazioni USA Calzature in Gennaio-Febbraio - Milioni di $ USA
    codice doganale HS 64


    % Quota
    % Variaz.
    Class. Paese 2004 2005 2006 2004 2005 2006 06/05
    0 Mondo 2,745.58 3,080.07 3,130.67 100 100 100 1.64
    1 China 1,895.83 2,181.48 2,229.06 69.05 70.83 71.2 2.18
    2 Italy 227.88 229.08 197.43 8.3 7.44 6.31 - 13.82
    3 Brazil 170.11 189.89 174.80 6.2 6.17 5.58 - 7.94
    4 Vietnam 69.76 101.33 156.59 2.54 3.29 5 54.54
    5 Indonesia 97.10 88.51 86.98 3.54 2.87 2.78 - 1.72
    6 Thailand 57.79 52.68 53.25 2.11 1.71 1.7 1.08
    7 Mexico 32.36 30.30 37.62 1.18 0.98 1.2 24.14
    8 Spain 40.77 38.23 35.24 1.49 1.24 1.13 - 7.83
    9 India 17.84 22.91 28.96 0.65 0.74 0.93 26.39
    10 Dominican Republic 16.21 16.96 16.36 0.59 0.55 0.52 - 3.52
    Fonte: World Trade Atlas
    Importazioni USA Pelletteria in Gennaio-Febbraio - Milioni di $ USA
    codice doganale HS 42


    % Quota
    % Variaz.
    Class. Paese 2004 2005 2006 2004 2005 2006 06/05
    0 Mondo 1,014.62 1,252.61 1,315.66 100 100 100 5.03
    1 China 655.01 870.34 918.45 64.56 69.48 69.81 5.53
    2 Italy 89.57 98.79 104.44 8.83 7.89 7.94 5.71
    3 France 39.15 45.27 42.39 3.86 3.61 3.22 - 6.36
    4 India 26.78 29.05 30.98 2.64 2.32 2.36 6.65
    5 Vietnam 15.36 21.56 23.50 1.51 1.72 1.79 8.96
    6 Indonesia 17.65 19.53 21.13 1.74 1.56 1.61 8.23
    7 Philippines 17.39 18.59 20.10 1.71 1.48 1.53 8.09
    8 Thailand 20.58 21.79 18.98 2.03 1.74 1.44 - 12.92
    9 Hong Kong 17.44 18.26 17.16 1.72 1.46 1.31 - 6.02
    10 Mexico 19.37 17.60 14.71 1.91 1.41 1.12 - 16.41
    Fonte: World Trade Atlas
    Importazioni USA Pellami in Gennaio-Febbraio - Milioni di $ USA
    codice doganale HS 41


    % Quota
    % Variaz.
    Class. Paese 2004 2005 2006 2004 2005 2006 06/05
    0 Mondo 132.69 137.74 137.73 100 100 100 - 0.01
    1 Italy 28.85 28.88 30.64 21.75 20.97 22.25 6.10
    2 Argentina 18.31 21.67 19.90 13.8 15.73 14.45 - 8.15
    3 Brazil 16.76 12.92 18.94 12.63 9.38 13.76 46.59
    4 Canada 9.54 9.90 11.00 7.19 7.19 7.99 11.03
    5 Mexico 9.88 11.48 7.75 7.45 8.34 5.63 - 32.52
    6 Dominican Republic 0.53 6.79 6.79 0.4 4.93 4.93 - 0.02
    7 China 14.02 8.63 5.96 10.56 6.26 4.33 - 30.92
    8 Uruguay 6.44 6.48 5.43 4.85 4.71 3.94 - 16.21
    9 South Africa 2.14 3.98 4.95 1.61 2.89 3.59 24.37
    10 Germany 3.45 3.40 2.68 2.6 2.47 1.95 - 21.07
    Fonte: World Trade Atlas
    Importazioni USA Occhiali in Gennaio-Febbraio - Milioni di $ USA
    codice doganale HS 9004


    % Quota
    % Variaz.
    Class. Paese 2004 2005 2006 2004 2005 2006 06/05
    0 Mondo 160.24 190.09 214.21 100 100 100 12.69
    1 China 75.51 94.21 104.35 47.12 49.56 48.72 10.76
    2 Italy 44.15 52.10 67.07 27.55 27.41 31.31 28.75
    3 Taiwan 20.34 22.52 22.23 12.7 11.85 10.38 - 1.31
    4 Japan 8.43 8.59 9.55 5.26 4.52 4.46 11.18
    5 France 3.06 2.98 2.04 1.91 1.57 0.95 - 31.62
    6 Canada 1.70 1.85 1.51 1.06 0.97 0.7 - 18.38
    7 Hong Kong 1.95 2.49 1.35 1.22 1.31 0.63 - 45.99
    8 Korea, South 1.09 1.47 1.05 0.68 0.78 0.49 - 28.54
    9 Russia 0.01 - 1.00 0.01 0 0.47 0.00
    10 Austria 0.95 0.60 0.96 0.59 0.32 0.45 60.39
    Fonte: World Trade Atlas
    Importazioni USA Montature per occhiali in Gennaio-Febbraio - Milioni di $ USA
    codice doganale HS 9003


    % Quota
    % Variaz.
    Class. Paese 2004 2005 2006 2004 2005 2006 06/05
    0 Mondo 106.43 105.80 120.99 100 100 100 14.36
    1 China 31.56 37.22 51.87 29.65 35.18 42.87 39.36
    2 Italy 34.22 37.56 35.77 32.15 35.5 29.56 - 4.75
    3 Japan 13.80 6.50 8.04 12.97 6.14 6.65 23.79
    4 Korea, South 6.07 6.84 6.24 5.7 6.46 5.16 - 8.67
    5 Austria 5.92 5.43 6.07 5.56 5.13 5.02 11.74
    6 Hong Kong 7.98 5.67 5.80 7.5 5.36 4.8 2.28
    7 France 3.03 3.48 3.41 2.85 3.29 2.82 - 2.07
    8 Denmark 0.36 0.17 0.79 0.34 0.16 0.66 358.18
    9 Germany 1.12 0.95 0.68 1.06 0.9 0.56 - 28.44
    10 Romania - - 0.59 0 0 0.49 0.00
    Fonte: World Trade Atlas
    Importazioni USA Gioielli in metalli preziosi in Gennaio-Febbraio - Milioni di $ USA
    codice doganale HS 7113


    % Quota
    % Variaz.
    Class. Paese 2004 2005 2006 2004 2005 2006 06/05
    0 Mondo 882.84 965.96 1,125.05 100 100 100 16.47
    1 India 187.15 204.38 268.42 21.2 21.16 23.86 31.33
    2 China 94.72 106.47 135.92 10.73 11.02 12.08 27.66
    3 Thailand 108.45 110.19 123.32 12.28 11.41 10.96 11.92
    4 Italy 136.25 119.02 123.04 15.43 12.32 10.94 3.37
    5 Hong Kong 57.49 51.64 60.00 6.51 5.35 5.33 16.19
    6 Turkey 46.12 61.91 54.58 5.22 6.41 4.85 - 11.84
    7 Mexico 22.42 66.53 54.38 2.54 6.89 4.83 - 18.27
    8 France 16.79 26.46 36.35 1.9 2.74 3.23 37.38
    9 Dominican Republic 32.61 27.91 32.43 3.69 2.89 2.88 16.17
    10 Israel 31.42 33.74 30.70 3.56 3.49 2.73 - 9.00
    Fonte: World Trade Atlas
    Importazioni USA Orologi in Gennaio-Febbraio - Milioni di $ USA
    codice doganale HS 91


    % Quota
    % Variaz.
    Class. Paese 2004 2005 2006 2004 2005 2006 06/05
    0 Mondo 446.27 540.08 534.68 100 100 100 - 1.00
    1 Switzerland 193.32 244.13 250.75 43.32 45.2 46.9 2.71
    2 Japan 86.74 102.80 101.34 19.44 19.04 18.96 - 1.42
    3 China 85.92 106.96 95.64 19.25 19.81 17.89 - 10.59
    4 Thailand 21.65 23.49 21.98 4.85 4.35 4.11 - 6.44
    5 Mexico 13.96 16.27 17.37 3.13 3.01 3.25 6.82
    6 Hong Kong 10.58 12.99 14.02 2.37 2.41 2.62 7.91
    7 Philippines 6.52 7.36 7.43 1.46 1.36 1.39 1.03
    8 Germany 6.24 7.49 5.79 1.4 1.39 1.08 - 22.66
    9 Italy 3.01 3.76 4.92 0.68 0.7 0.92 30.81
    10 France 3.13 1.98 2.71 0.7 0.37 0.51 36.82
    Fonte: World Trade Atlas
    Importazioni USA Profumeria, Cosmetica in Gennaio-Febbraio - Milioni di $ USA
    codice doganale HS 33


    % Quota
    % Variaz.
    Class. Paese 2004 2005 2006 2004 2005 2006 06/05
    0 Mondo 806.50 1,055.72 1,043.55 100 100 100 - 1.15
    1 Ireland 238.58 353.97 331.06 29.58 33.53 31.73 - 6.47
    2 France 165.18 186.47 188.26 20.48 17.66 18.04 0.96
    3 Canada 112.78 132.91 146.77 13.98 12.59 14.07 10.43
    4 Italy 42.07 56.27 61.72 5.22 5.33 5.91 9.68
    5 United Kingdom 39.34 45.70 55.53 4.88 4.33 5.32 21.50
    6 China 27.04 41.45 46.48 3.35 3.93 4.45 12.16
    7 Germany 29.68 34.99 26.59 3.68 3.32 2.55 - 24.01
    8 Mexico 13.68 20.62 26.15 1.7 1.95 2.51 26.82
    9 Spain 17.09 24.73 23.28 2.12 2.34 2.23 - 5.87
    10 Japan 15.29 15.88 16.12 1.9 1.5 1.55 1.53
    Fonte: World Trade Atlas
    Importazioni USA Filati e tessuti in lana in Gennaio-Febbraio - Milioni di $ USA
    codice doganale HS 51


    % Quota
    % Variaz.
    Class. Paese 2004 2005 2006 2004 2005 2006 06/05
    0 Mondo 42.21 47.39 48.65 100 100 100 2.66
    1 Italy 11.53 12.36 12.53 27.31 26.08 25.75 1.34
    2 Mexico 3.48 3.75 4.92 8.25 7.91 10.11 31.25
    3 New Zealand 4.15 4.77 4.40 9.83 10.07 9.04 - 7.80
    4 Australia 2.67 3.71 4.03 6.33 7.83 8.28 8.60
    5 United Kingdom 3.84 4.69 3.97 9.1 9.9 8.15 - 15.46
    6 China 0.85 1.87 3.60 2.01 3.95 7.39 92.24
    7 Canada 5.33 4.13 2.90 12.63 8.72 5.96 - 29.80
    8 Germany 1.02 1.65 1.50 2.41 3.49 3.08 - 9.32
    9 Peru 0.59 1.35 1.46 1.41 2.85 3 8.16
    10 India 0.61 0.47 1.32 1.46 0.99 2.72 183.23
    Fonte: World Trade Atlas
    Importazioni USA Filati e tessuti in cotone in Gennaio-Febbraio - Milioni di $ USA
    codice doganale HS 52


    % Quota
    % Variaz.
    Class. Paese 2004 2005 2006 2004 2005 2006 06/05
    0 Mondo 312.70 291.13 253.03 100 100 100 - 13.09
    1 Pakistan 69.94 64.59 65.27 22.37 22.19 25.8 1.06
    2 China 30.80 32.28 36.47 9.85 11.09 14.41 12.97
    3 Italy 25.24 24.97 21.02 8.07 8.58 8.31 - 15.84
    4 Korea, South 19.58 18.10 18.59 6.26 6.22 7.35 2.73
    5 India 12.84 12.29 12.01 4.11 4.22 4.75 - 2.26
    6 Mexico 26.16 25.18 11.64 8.37 8.65 4.6 - 53.78
    7 Japan 15.06 14.93 10.52 4.82 5.13 4.16 - 29.52
    8 Indonesia 7.93 7.08 10.43 2.54 2.43 4.12 47.35
    9 Canada 19.71 15.74 8.62 6.3 5.41 3.41 - 45.26
    10 Thailand 7.33 7.69 8.24 2.34 2.64 3.26 7.16
    Fonte: World Trade Atlas
    Importazioni USA Filati e tessuti in seta in Gennaio-Febbraio - Milioni di $ USA
    codice doganale HS 50


    % Quota
    % Variaz.
    Class. Paese 2004 2005 2006 2004 2005 2006 06/05
    0 Mondo 42.61 46.48 46.12 100 100 100 - 0.77
    1 India 16.50 16.44 16.25 38.73 35.36 35.22 - 1.16
    2 China 8.47 9.79 12.12 19.88 21.07 26.28 23.79
    3 Italy 8.63 9.71 8.02 20.26 20.88 17.38 - 17.41
    4 Korea, South 4.21 4.26 5.26 9.87 9.16 11.41 23.64
    5 United Kingdom 1.69 2.04 1.78 3.96 4.39 3.87 - 12.62
    6 France 0.77 0.76 0.76 1.82 1.64 1.65 - 0.49
    7 Thailand 0.85 1.08 0.70 1.99 2.32 1.53 - 34.66
    8 Japan 0.15 1.21 0.31 0.34 2.60 0.67 - 74.50
    9 Switzerland 0.30 0.35 0.26 0.71 0.76 0.56 - 26.52
    10 Hong Kong 0.10 0.14 0.19 0.25 0.30 0.42 37.41
    Fonte: World Trade Atlas