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La moda italiana in mostra da Bergdorf sulla Fifth Avenue
Lo scorso 4 marzo, presso la prestigiosa sede di Bergdorf Goodman sulla Fifth Avenue, ha avuto inizio la promozione organizzata dall’Ufficio ICE di New York a supporto dell’abbigliamento donna made in Italy.
- L’iniziativa, un networking brunch con una serie di sfilate informali di abiti femminili, si è tenuta presso lo spazio donna del celeberrimo terzo piano di Bergdorf ed è stato il primo di una serie di eventi a sostegno della moda italiana, che proseguiranno durante tutto il mese di marzo
- La promozione con Bergdorf è una delle attività che ICE New York realizza con il logo “Italia Life in I Style”. È previsto l’intervento di prestigiosi marchi italiani tra i quali: Cucinelli, Dolce & Gabbana, Etro, Giorgio Armani, Gucci, Marni, Missoni, Moschino, Piazza Sempione e Roberto Cavalli. Il 15 marzo avrà luogo un trunk show che avrà come protagonisti i marchi Cesare Fabbri e Pucci.
- Durante il periodo marzo-aprile, oltre ai quattro networking brunch domenicali, presso i GG.MM. Bergdorf Goodman, avranno luogo anche alcuni “eventi vendita” a supporto della gioielleria italiana, che vedranno coinvolti, tra gli altri, alcuni prestigiosi marchi come Dodo, Pomellato, Buccellati e Faraone Mennella. La promozione si concluderà a giugno con un inserto pubblicitario nella prestigiosissima rivista di Bergdorf Goodman.
- Aniello Musella, direttore dell’ICE di New York, ha evidenziato che la promozione con Bergdorf cade in un momento di particolare dinamismo della domanda americana, tenuto conto che nel 2006 le importazioni statunitensi nel settore abbigliamento donna hanno registrato un incremento del 4,36%.
- L’Italia coglie bene tale opportunità e consolida la propria posizione nel segmento alto della domanda al consumo con un fatturato di oltre 584 milioni di dollari. In particolare il Made in Italy continua ad attrarre il consumatore di fascia alta, grazie al livello qualitativo dei tessuti ed alla creatività e lo stile inconfondibile che caratterizzano il prodotto finito italiano.
- È importante considerare - aggiunge Musella - che l’export italiano verso gli USA, nei settori gioielleria-oreficeria ha registrato un valore pari a 900 milioni di dollari e che l’Italia, pur in presenza di un’agguerrita concorrenza dei paesi asiatici, rimane tuttora il quarto paese fornitore degli Stati Uniti per questo comparto.

The Exclusive, il meglio dell’abbigliamento classico
- Tra gli appuntamenti di più grande prestigio di inizio anno, c’è sicuramente The Exclusive, annuale fiera focalizzata sull'abbigliamento classico di alto livello che si è tenuta a Las Vegas dal 14 al 16 febbraio scorso. Per la terza volta consecutiva al Sands Expo Convention Center era presente anche l’Italia tramite l’Italian Trade Commission - con una collettiva di 19 aziende attive nel settore dell’abbigliamento, tra cui By Bilancioni, Dalmine, Dolcepunta, Galante Uomo & di Stefano Sartoria Italiana, Gran Sasso e Ica.
- I visitatori della fiera, tra i più importanti rivenditori al dettaglio degli Stati Uniti, hanno ancora una volta espresso il proprio interesse per il Made in Italy nonostante la contrazione delle importazioni statunitensi nel settore abbigliamento uomo del 10,23% a livello mondiale.
- Sebbene le importazioni italiane verso gli Stati Uniti siano calate del 7,31% nel 2006, l’Italia resta comunque l'undicesimo fornitore degli Stati Uniti nel settore dell'abbigliamento per l’uomo.
- Il ‘made in Italy’ è infatti conosciuto e apprezzato negli Stati Uniti per l’alto livello dei tessuti e la qualità dei capi, considerati il punto di forza delle aziende presenti a The Exclusive. Produttori come Idea Uomo, Intermoda, Italo Ferretti, Luciano Moresco, Mabro e Moreschi hanno ben rappresentato l’altissimo livello raggiunto nei vari rami collegati al confezionamento di un capo maschile.
- Materiali tecnici, moderni, tessuti innovativi, si fondono alla qualità consolidata, come ben sanno aziende del calibro di Vitaliano Pancaldi, O.G. & Company, Pasqui/A.I.&P e Pavone. Come dimostrato anche dalle linee di Pierluigi Della Spina/The Sampson, Xacus e Yashi Yamamuri/Ital Wear, per soddisfare la domanda, occorre un incremento dei materiali tecnici, apprezzati per il comfort e la vestibilità che garantiscono, ma anche la riscoperta delle qualità di tessuti classici come cotone, lino e lana.

Preview New York, la moda in anteprima
Come di consueto, prima che si alzi il sipario su Fashion Week, la settimana della moda newyorkese, a catturare l’attenzione degli esperti è Preview New York, fiera durante la quale sono presentate in anteprima le precollezioni tessuto. L'atteso appuntamento si è tenuto quest’anno il 24 e 25 gennaio al Metropolitan Pavilion di Manhattan.
- L’Italia è stata protagonista della fiera, grazie anche al supporto dell’ICE. La moda italiana ha preso parte all'evento con I-TexStyle, una collettiva di 52 tra le principali aziende attive nel settore tessile e della produzione di accessori.
- Come ha spiegato Enk Fokkema, esperto di trend moda, sono quattro i concetti chiave attorno ai quali sono costruite le tendenze per la primavera-estate 2008: “evanescence”, evanescenza, che si ritrova nei tessuti leggerissimi e nelle tonalità luminose e delicate; “engineering”, ingegneria, sottolineata alla cura per i materiali e alla ricerca di soluzioni innovative sia per quanto riguarda il trattamento dei tessuti sia per quanto concerne le fantasie proposte; “opulence”, opulenza, ovvero la ricerca di un modo per fare convivere lusso ed eleganza, attraverso iridescenze metalliche, tessuti damascati e lurex, mescolati a stoffe lisce e quasi impalpabili; “eccentricity”, eccentricità, che si propone come un ponte tra le diverse culture e un modo per superare i contrasti esistenti anche tramite accostamenti arditi e soluzioni originali.
- Tutti gli espositori presenti, da Manifattura Pezzetti a Lanificio Campore, da Dp Tessuti a Picchi e Lanificio Del Casentino, hanno fatto propri questi concetti e li hanno rielaborati, presentando prodotti innovativi, uniti dal comune denominatore dell'attenzione al dettaglio. Il contrasto tra quello che è fluido e volatile e ciò che è solido, scolpito e compatto, si ritrova in una strenua ricerca tecnologica, punto di forza delle aziende italiane presenti. Lo hanno espresso bene tutti i produttori presenti, come Lanerie Piero Tonella, Serica Della Marca, Tessildea e Lanerie Luigi Boggio Casero, che hanno studiato tessuti nuovi, reinventando anche i tessuti classici come lana e seta.

La Settimana della Moda nel segno di Z Zegna
- Aria di novità sulle passerelle newyorkesi nel corso della Fashion Week, che si è tenuta a Manhattan dal 2 al 9 febbraio. A portare importanti innovazioni ci ha pensato Ermenegildo Zegna, che ha fatto debuttare nella Grande Mela la collezione maschile Z Zegna. Considerata più giovane e all’avanguardia del gruppo, che negli Stati Uniti ha un giro d’affari da 245 milioni di dollari, la linea è diretta a un pubblico tra i 25 e i 40 anni, un target sempre più attento al proprio look, casual ma senza rinunciare a una certa eleganza, soprattutto nei dettagli.
- Grintosa e metropolitana, la collezione è stata firmata da Alessandro Sartori che ha spiegato come la città di New York rappresenti molto bene lo spirito dell’uomo Zegna, grintoso, attento ai cambiamenti, veloce e pieno di energia. Un uomo che ha una forte personalità, ma che sente la necessità di cambiare senza perdere la propria identità. I capi presentati, pensati per i giovani, sono sportivi, ma senza per questo rinunciare a una certa raffinatezza, che si ritrova nelle creazioni ricche ma con aspetti disinvolti, come le giacche corte da portare abbinate a lunghi maglioni.
- Per i capi presentati a New York la maison ha lavorato molto sui materiali, pensando ad abiti estremamente leggeri ma realizzati con tessuti corposi, mescolando materiali ricchi e trattamenti moderni, come nelle giacche kimono per lo smoking, double-face, fuori cashmire e dentro seta.
- L’uso di fibre naturali suggerisce un’idea di leggerezza e volume, mentre i colori luminosi e le tonalità classiche creano piacevoli contrasti che ben rappresentano il tipo di uomo incarnato dai capi della maison.
- Z Zegna scherza con le geometrie, sorprende con accostamenti inconsueti e talora eccentrici, ma soprattutto cura i dettagli, come a suggerire che anche uno stile casual e sportivo non può prescindere da quel qualcosa di studiato, da una marcia in più che solo l’attenzione al particolare sa dare. Nella realizzazione della collezione, grande cura è stata poi posta sulle proporzioni dei capi, che devono appunto suggerire un’idea di velocità e ritmo. Le stesse idee che si ritrovano anche nell’ambientazione della sfilata, tenutasi al Cunard Line Building a Downtown, e nella musica che le ha fatto da sottofondo: allegra, vivace e gioiosa.

Miss Sixty alla New York Fashion Week
Tra le decine di designer, affermati ed emergenti, che hanno presentato le loro novità alla New York Fashion Week edizione inverno 2007, uno degli appuntamenti più importanti e prestigiosi del panorama della moda internazionale, ampia attenzione è stata riservata a due collezioni italiane, quelle firmate Miss Sixty.
- La linea creata dalla maison abruzzese Sixty Spa (società madre anche dei brand Energie, Killah e Murphy&NYE) ha inaugurato la settimana della moda con un’anteprima delle novità autunno-inverno 2007-2008 in una location d'eccezione. Miss Sixty ha, infatti, sfilato al cinquantaduesimo piano del primo grattacielo costruito a ground zero dopo gli attentati dell’11 settembre, l'edificio 7 del World Trade Center, diventando la prima azienda ad usare questo spazio per un evento di moda. È stata un’occasione per celebrare il legame d'amore tra Miss Sixty e la New York rinata dalla sue stessi ceneri, hanno commentato gli esperti e gli amanti della moda. Con lo styling curato da Victoria Bartlett, image maker di star come Madonna e David Bowie, la collezione Miss Sixty creata da Wichy Hassan si è caratterizzata per la presenza di stampe geometriche, mini abiti leggeri abbinati a leggings e tights più aggressivi argentati in simil lurex, jeans strettissimi e blazer di velluto o pantaloni a vita altissima. Notevoli le soluzioni di colori metallici e rossi intensi che hanno aggiunto carattere ad una palette di colori incentrata sul bianco, il nero e il grigio.
- L’azienda, già fortemente presente a livello internazionale con 380 punti vendita e legata in particolare al mercato americano anche grazie allo store monomarca Miss Sixty sulla West Broadway, punta ad ampliarsi ancora di più nella Grande Mela e negli Stati Uniti in generale, con in cantiere il progetto di inaugurare a breve altri negozi monomarca e aumentare la distribuzione di Miss Sixty nei grandi magazzini e store specializzati.

Star & moda: a ciascuno la sua linea d’abbigliamento
- La moda, combinazione sapiente di arte e business, non è più appannaggio esclusivo delle grandi maison. Con buona pace di stilisti e designer che rivendicano la superiorità della 'verve' creativa degli esperti del settore, l’idea che chiunque, o quasi, possa cimentarsi con bozzetti e modelli è diventato pensiero fisso della celebrità. Il passatempo preferito, e piuttosto redditizio, delle star del cinema e della canzone sembra essere la creazione di una propria linea, che si tratti di abbigliamento, calzature o cosmetica non importa, l’importante è non essere da meno dei famosi colleghi.
- Se la chiacchierata ereditiera Paris Hilton, che ha costruito un vero e proprio impero sulla propria immagine, ha lanciato una linea di lingerie, un profumo e addirittura una serie di accessori per cani, la cantante Jennifer Lopez si gode il successo di Sweetface e JLO by Jennifer Lopez, linee di abbigliamento che riprendono lo stile latino della pop star. Non ha nulla di cui lamentarsi neppure la biondissima Gwen Stefani, ex cantante dei No Doubt, che si è data largamente da fare con gonne, abiti, calzature e accessori della collezione L.A.M.B.
- Si è invece specializzata sul denim e sulle calzature la cantante e attrice Jessica Simpson, forse non paga di avere prestato il proprio volto per svariate campagne pubblicitarie di prodotti di bellezza. Un’altra fanciulla poco disposta ad accontentarsi sembra essere Beyonce Knowles che, dopo la carriera di cantante e quella altrettanto fortunata di attrice, ci ha provato anche con la moda e ha lanciato House of Dereon, linea di abbigliamento creata in collaborazione con sua madre, Tina Knowles. In attesa di vedere cosa sapranno fare la regina del pop Madonna, che ha firmato per H&M la linea M by Madonna, la modella Kate Moss, forse incoraggiata dalla lunga presenza sulle passerelle, e l’attrice Sienna Miller, non resta che ripensare ai tempi d’oro quando Britney Spears, più che a tagliarsi i capelli a zero pensava a firmare il profumo Curious.

Business: non solo Fashion Week a New York
Due volte l’anno i riflettori della moda internazionale si accendono su New York durante la Fashion Week. Un’occasione per i più importanti designer mondiali di presentare le proprie collezioni e i nuovi stili per la stagione immediatamente successiva. Considerata l’evento principale e più mondano del settore, la Fashion Week non è tuttavia rappresentativa delle migliaia di produttori di abbigliamento che affollano il “garment district” della Grande Mela, i veri “produttori” di moda da cui si servono normali cittadini, vip e politici. Produttori, questi, che lavorano 365 giorni l’anno e che non usano le passerelle esclusive della Fashion Week per presentare i loro modelli, ma che portano in città un giro d’affari annuo di 3 miliardi di dollari, dando lavoro a più di 60.000 persone.
- Tra loro c’è Alan Sealove, direttore di Victoria Royale, l’azienda di abbigliamento fondata da suo padre cinquant’anni fa, che veste da anni personaggi televisivi come la conduttrice televisiva Vanna White fino alla candidata democratica alle presidenziali del 2008, l’influente senatrice di New York Hillary Rodham Clinton. Victoria Royale, che produce abiti venduti nei principali grandi magazzini e boutique di Manhattan, ha raggiunto una posizione di così alto livello senza passare per il glamour ostentato della Fashion Week, ma concentrando sforzi e risorse di marketing sul territorio, nei suoi negozi di vendita al dettaglio frequentati dai consumatori di alto livello newyorchesi e non.
- Secondo Barbara Blair Randall, direttore generale del Fashion Center in New York City, la Fashion Week rappresenta ormai una kermesse mondana messa in piedi più per ragioni di pubbliche relazioni, che per vero e proprio business. Un evento creato sempre più ad uso e consumo delle celebrità che affollano le sfilate piuttosto che per i 'buyer' che muovono capitali.
- Alan Sealove, però, riconosce alle passerelle della Fashion Week l’importante funzione di attirare l‘attenzione sullo shopping e l’offerta di abbigliamento della Grande Mela, attirando in città centinai di giornalisti, curiosi e appassionati di cui beneficia anche il settore delle confezioni.
- Sealove non è il solo 'big' di questa fiorente industria newyorchese. Ci sono circa altri 10 operatori che producono abiti di uno stile simile a quello della Victoria Royal, la maggioranza dei quali consegnano le loro collezioni direttamente ai buyer al dettaglio.
- Anche Mary Bays, una delle top designer di Victoria Royal le cui creazioni arrivano in migliaia di boutique di tutta l’America sotto il marchio Mary Bays Collection, considera la Fashion Week “l’occasione per milioni di donne americane che vivono lontane dalle grandi città di indirizzare i propri gusti in fatto di stile, di capire dove vanno le tendenze di quell’anno. Le stesse donne, andranno poi a cercare nelle boutique non esattamente il pezzo della collezione vista in passerella, ma qualcosa che ne ricordi, senza imitarla, l’eleganza e la personalità. Esattamente ciò che possono trovare nelle mie collezioni”.

Armani sfila per la notte degli Oscar
Per celebrare la settantanovesima edizione degli Oscar e stringere sempre più il legame tra le sue creazioni ed il mondo del grande cinema, Giorgio Armani, uno degli stilisti preferiti dai principali nomi di Hollywood, ha organizzato, alla vigilia della notte degli Oscar, un evento mondano tra i più esclusivi del jetset di Los Angeles.
- Il 24 febbraio scorso, presso la Green Acres Estate, una regale dimora di proprietà del miliardario americano Ron Burke sulle colline di Beverly Hills, Giorgio Armani ha riproposto, durante un party esclusivo e per un pubblico di pochi privilegiati, la sua sfilata parigina del mese scorso della collezione Armani Privé, con tanto di 62 modelle e 30 collaboratori del suo entourage volati nella città degli angeli per l’occasione.
- Trecentocinquanta invitati VIP hanno partecipato alla serata: tra questi le attrici Penelope Cruz, Cate Blanchett (giunta a Parigi per la sfilata su un jet privato del designer) e Jennifer Hudson e il regista, amico storico di Giorgio Armani, Martin Scorsese che sta ultimando la seconda parte di un documentario sul cinema italiano al quale ha collaborato anche lo stilista.
- “La decisione di ripresentare la sfilata parigina a Los Angeles è stata presa quasi subito, trattandosi di una collezione particolarmente spettacolare e glamorous”, ha dichiarato Armani. “Avevo ricevuto molti inviti di partecipazione alla kermesse hollywoodiana, ma avere una motivazione così forte come quella di una sfilata ha reso la mia presenza qui ancora più sensata”.
- È ormai una tradizione affermata per molti stilisti quella di portare nella città del cinema americano i propri show parigini o milanesi, nella speranza di “sedurre” e vestire i protagonisti della notte degli Oscar ed entrare così nella copertura stampa mondiale dell’evento. Hedi Slimane di Dior Homme, Christopher Bailey di Burberry e Diane von Furstenberg sono solo alcuni dei grandi nomi della moda internazionale che hanno voluto esserci durante i frenetici giorni che hanno preceduto la notte degli Oscar, organizzando feste, conferenze stampa e presentazioni, come quella della inglese Mulberry che ha scelto proprio L.A. per presentare il suo designer, Stuart Vevers, durante una cena gremita di star come Mischa Barton.
- Ma è Giorgio Armani il vero re del tappeto rosso, colui il quale ha in un certo senso creato, grazie ad una squadra locale di abili PR, il glamour della notte degli Oscar dove, a volte, i vestiti fanno più notizia dei film stessi. Nella sua scuderia di divi del cinema ci sono nomi come Robert De Niro, Clint Eastwood e George Clooney che da dieci anni a questa parte non si mostrano a eventi mondani se non con un completo Armani, o come Tom Cruise e consorte, che proprio in Armani hanno celebrato il loro matrimonio in Italia.
- Lo stilista settantaduenne, inoltre, è stato proprio la scorsa settimana al centro dell’attenzione dei media, dopo un’intervista rilasciata ad un reporter tedesco. Tanto il mondo economico quanto quello della moda tengono gli occhi ben aperti sull’impero da 6 miliardi e mezzo di dollari del designer che, non avendo eredi, potrebbe annunciare la decisione della vendita della società. Rispondendo alla domanda del giornalista sulla veridicità delle voci di una possibile vendita della Armani al colosso cosmetico L’Orèal, lo stilista aveva risposto che l’azienda era aperta all’eventuale miglior offerente. Una risposta, questa, che rimbalzando da un giornale all’altro era alla fine diventata una dichiarazione di affare concluso. “In realtà questo giornalista mi ha preso troppo seriamente e non ha colto i dettagli della mia dichiarazione. Non è ancora arrivato il momento di fermarsi per me, ci sono ancora troppe cose da fare”, ha replicato Giorgio Armani.
- Tanto per citare alcune delle sue prossime fatiche, Armani sta lavorando a cinque collezioni moda, una di accessori e di prodotti di bellezza ed una di oggetti e biancheria per la casa, la Armani Casa. In cantiere, poi, c’è anche il progetto di aprire, nel 2009, due resort di lusso a Milano e Dubai.
- I potenziali acquirenti dovranno aspettare pazientemente.

True Religion Apparel Inc.
- L’azienda americana di abbigliamento True Religion Apparel Inc. ha siglato un accordo di licensing con Pash Industries Inc. per la produzione e la distribuzione delle collezioni di abbigliamento, cappotti e pelletteria True Religion per uomo, donna e bambino.
- True Religion è un marchio nato nel 2002 con base a Los Angeles. Produce alcuni dei più costosi e ricercati jeans degli Stati Uniti, con prezzi che partono dai 200 dollari al paio. I suoi pantaloni, ricchi in dettagli e prodotti secondo la tecnologia del vintage wash (l’effetto “usato” che ancora spopola tra i giovani), sono i preferiti tra le celebrità americane, tanto che il marchio è stato citato nella hit “My Humps” del famoso gruppo pop Black Eyed Peas.
- Pash Industries è la società madre che controlla brand come Ramosport US, Pasha e Jo, Tryst New York e Frenchcoat e si posiziona tra le più apprezzate industrie dedicate alla produzione di giacche e cappotti degli States, grazie alla qualità superiore dei tessuti e la modernità delle linee.
- Dai classici trench fino ai giacconi più trendy pensati per un mercato più giovane, Pash Industries è tra i pochi produttori che riforniscono di cappotti i più importanti grandi magazzini USA, inclusi Barneys New York, Bergdorf Goodman, Bloomingdales e Saks Fifth Avenue, oltre a boutique di alta classe in tutti gli States e il Canada.
- Grazie al nuovo accordo, Pash Industries ha acquisito i diritti di produzione di tutto il settore pelletteria, cappotti e abbigliamento (incluso tutto il settore maglieria) di True Religion, con la nuova collezione pronta a debuttare a febbraio per una distribuzione che raggiungerà i negozi già il prossimo luglio.
- Quello con Pash Industries non è il primo contratto di licensing per True Religion. Lo scorso novembre, infatti, l’azienda ha firmato il suo primo contratto per la produzione e distribuzione di scarpe, cappelli, sciarpe e guanti True Religion. GMI Corporation si è aggiudicata i diritti di produzione e distribuzione di scarpe da ginnastica, stivali, sandali uomo, donna e bambino, mentre la Paramount Apparel International disegnerà, svilupperà e metterà sul mercato la linea di cappelli, scarpe e guanti.
- Entrambe le nuove linee sono state presentate alla fiera dell’abbigliamento MAGIC a Las Vegas di febbraio.

Mitchells: lusso e Made in Italy conquistano gli USA
- Chiamarlo semplicemente grande magazzino può risultare riduttivo, perché Mitchells è una vera e propria cittadella dello shopping nel cuore del Connecticut. Nello store di Westport, per la felicità di chi fa del gusto e dello stile un motivo d’orgoglio, trovano spazio i nomi migliori della moda internazionale e italiana in particolare.
- “Comprendiamo l’estrema qualità e conosciamo il grado di eccellenza a cui è arrivato il made in Italy. Per questo ne abbiamo fatto un punto di forza per il nostro store”, ha spiegato Andrew Mitchell, vicedirettore generale marketing di Mitchells, sottolineando che “le sfilate italiane, come quelle di Milano, ma anche quelle del Pitti Uomo a Firenze, sono una grande fonte di ispirazione per noi”.
- Non è difficile credergli e basta guardarsi attorno per accorgersi subito che la moda italiana la fa da padrona, come testimonia la presenza dei marchi illustri del made in Italy, da Armani a Dolce & Gabbana, da Ermenegildo Zegna a Prada e Canali tanto per citarne alcuni. “Per lei e per lui, c’è solo l’imbarazzo della scelta sia per quanto riguarda l’abbigliamento classico, sia per quello sportivo, con le collezioni di Diesel e Brunello Cuccinelli”.
- Mitchells, come ricorda ancora il suo vicedirettore generale, "da sempre si propone come punto di riferimento per gli acquisti di alto livello". La filosofia dell’azienda, finora vincente, impone di non perdere di vista l’attenzione per l’eleganza, pur offrendo al proprio esigente pubblico il valore aggiunto dato dal lusso. “Il mercato dei prodotti di lusso è in questo momento molto forte – ha detto ancora Mitchell, - e prevediamo che continui a esserlo anche nel prossimo futuro”.
- Questo modo di concepire la moda ha negli anni dato i suoi frutti, come dimostrano le vendite della stagione appena conclusa. “Per l’autunno-inverno abbiamo registrato una crescita superiore al 30%, grazie soprattutto agli affari del periodo natalizio, andati decisamente meglio di ogni previsione”, ha dichiarato Mitchell, aggiungendo che “il trend sembra continuare anche nella stagione primaverile appena cominciata e confidiamo che si manterrà su questi livelli”.
- Ben lungi dal fermarsi per godersi i risultati ottenuti, quelli di Mitchells già guardano al futuro e pensano al prossimo autunno-inverno. “Stiamo comprando le collezioni invernali, puntando sui nostri marchi storici – tra quelli italiani Etro, Missoni e Loro Piana – ma anche su nuovi brand, ogni anno cerchiamo di proporne almeno due”.

Comparto Moda: le esportazioni italiane 2006 negli Stati Uniti
- Il comparto Moda si conferma anche per il 2006 come uno dei settori strategici dell’export italiano negli USA. Nel corso dell’ultimo anno la moda italiana, nella sua interezza, ha registrato un incremento del 2,62% in valore per un totale di 128.262 milioni di dollari USA.
- Nonostante il momento congiunturale non favorevole che contraddistingue le esportazioni verso gli USA di alcuni Paesi dell’area euro, il comparto italiano della moda dimostra complessivamente vitalità economica specialmente in alcuni settori dove il valore aggiunto, in termini di qualità e design, è uno dei fattori essenziali nelle decisioni di acquisto. Infatti, nel 2006, si è registrato un aumento significativo nei settori dell’occhialeria (+36%), pelletteria (16,17%), orologi (+10.01%), pellami (+8,42%) e cosmetica (+5,89%).
- Il settore dei tessuti e filati fa invece registrare una flessione che va da un minimo dello 0.6% per il cotone fino al 15,29% della seta. In ogni caso, va considerato che secondo molti operatori il dato è in parte falsato dall’internazionalizzazione del ciclo di produzione dell’abbigliamento finito. Infatti, esiste il caso, ultimamente più frequente, di aziende italiane che vendono il tessuto ad aziende statunitensi con consegna della merce in Paesi dove il costo della manodopera è basso. Qui il tessuto viene trasformato e entra negli USA censito come prodotto finito di origine non italiana.
- Nel settore delle calzature l’Italia registra un decremento in valore del 2,1% ma rimane il secondo fornitore degli USA dopo la Cina. In ogni caso, le calzature prodotte in Italia sono apprezzate dai consumatori americani più sofisticati per la particolare ricercatezza dei materiali e delle lavorazioni.
- Dopo un 2005 caratterizzato da una flessione, nel corso del 2006 si è assistito a un’interessante inversione di tendenza (+8,42%) nel settore dei pellami dove l’Italia è il primo fornitore degli Stati Uniti con una quota di mercato del 24,67% .
- All’interno del settore abbigliamento che nel 2006 ha visto un decremento del 2,98% in valore delle esportazioni italiane si rileva una crescita dello 0,32% nel comparto abbigliamento donna contro una flessione del 7,31% nell’abbigliamento uomo.
- L’occhialeria, infine, si conferma come uno dei settori più dinamici dell’export italiano negli USA. Infatti, l’Italia è al secondo posto nella fornitura di occhiali e rispetto al 2005 registra un tasso di crescita di poco superiore alla Cina, attualmente primo fornitore.

Fashion-digest
- Geometrie in bianco e nero
L’ultimo guizzo di fantasia di un inverno che si avvia alla conclusione è la passione per le fantasie geometriche, rigorosamente in bianco e nero. Per le strade di New York sfilano cappotti, giacche e giubbotti uniti dal filo sottile della linearità. Tra zebrati e quadretti, strisce e pied-de-poul, pois e fantasie scozzesi non c'è che l’imbarazzo della scelta, come ricordano anche gli stilisti, da Ralph Lauren, a Calvin Klein e Tommy Hilfiger.
- Cardigan: ritorno al classico
Dopo le stravaganze viste sulle passerelle e le proposte sempre più fantasiose degli stilisti, c'è anche chi pensa a una sorta di ritorno al passato, anzi meglio, al classico, ma senza risultare banale. Così il cardigan, possibilmente in puro cashmere, sembra conoscere una seconda giovinezza, come spiega Tamara Albu della Parson School, istituzione newyorkese della moda e del design. L'idea, ripresa anche da Garnet Hill, J. Crew, Nordstrom e Lands' End, è quella di aggiornare il maglione, indossando modelli attillati e resi spiritosi da colli di pelliccia e colori variopinti.
- Vintage? Sì, ma con qualche accortezza
La linea che divide un capo vintage da un abito semplicemente vecchio è molto sottile, così non basta andare a frugare nel proprio armadio alla ricerca del vestito che non si mette più da tempo. Tuttavia, con qualche accortezza, è possibile “attualizzare” quel qualcosa che è rimasto dimenticato per anni e renderlo perfettamente alla moda. Non occorre affidarsi all’abilità di un sarto, basta curare i dettagli. Per esempio, le giacche anni Ottanta, cavallo di battaglia sulle passerelle di Christian Dior e Chanel, possono essere aggiornate togliendo le spalline. I pantaloni a sigaretta, come suggerisce Arlington, si possono portare sotto un miniabito leggerissimo o accompagnati da una giacca lunga, Banana Republic insegna.
- Disney: nozze da fiaba cominciano dal vestito
Le bambine di tutto il mondo hanno sognato di diventare principesse guardando i cartoni animati di Walt Disney. Ora che sono cresciute, potranno realizzare il loro desiderio proprio nel giorno delle nozze grazie all’iniziativa del colosso californiano, che ha pensato a una linea di abiti da sposa ispirati ai personaggi delle fiabe più famose. Se Cenerentola e la Bella Addormentata sono le figure classiche dalle quali le future spose potranno trarre suggerimento, non mancano spunti più fantasiosi, come l’abito ispirato alla Sirenetta o a Jasmine, l'orientaleggiante fidanzata di Aladdin. A disegnarli ci penserà la designer Kirstie Kelly, che firmerà per Walt Disney Company vestiti che costeranno dai 1.000 ai 3.000 dollari.
- Macy’s: quando l'arte incontra la moda
Per rendere ancora più saldo il legame tra moda e arte, Macy’s, uno dei grandi magazzini più famosi di Manhattan, ha deciso di trasformare le vetrine che si affacciano su Herald Square in una galleria d’arte. Per due settimane a partire dal 9 marzo saranno esposti gli scatti di 54 fotografi selezionati da Beatrice Dupire, fondatrice di Th(e) Influencer, “bookazine” (pubblicazione a metà fra il libro e il magazine) considerata una bibbia del panorama artistico. “Il nostro negozio è fortemente collegato alla cultura della città”, ha dichiarato Nicole Fischelis, vicedirettore generale di Macy’s, spiegando che l’iniziativa proseguirà con una mostra di ceramiche firmate da Kathy Ruttenberg, in vetrina dal 25 marzo all’8 aprile.
- La ripresa dei grandi magazzini
Secondo un documento pubblicato a febbraio dal Dipartimento per il Commercio americano, le vendite nei grandi magazzini e nei negozi di abbigliamento ed accessori statunitensi durante il mese di gennaio hanno registrato un solido aumento rispetto ad un magro dicembre, ridimensionando quello che sembrava un crollo dei profitti causato da una pessima stagione natalizia. Con un giro d’affari di 18 miliardi di dollari, le vendite nei department stores sono cresciute a gennaio dell’1,4% rispetto a quelle di dicembre e le vendite nei negozi di abbigliamento ed accessori sono cresciute dell’1% su dicembre, ma ben del 4,6% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
- Tessile: USA comprano più di quanto vendono
Le importazioni di tessile e abbigliamento negli Stati Uniti sono cresciute del 2,6% nel 2006, per un totale di quasi 94 miliardi di dollari, contribuendo ad un deficit commerciale da record, valutato in 763 miliardi di dollari. Il deficit, che illustra chiaramente quanto gli Stati Uniti comprino dall’estero più di quanto vendano, si è allargato del 6,5% dal 2005, secondo quanto riporta il Dipartimento per il Commercio.
- Cambio ai vertici per Timberland
Timberland, società leader nel settore delle calzature, dell’abbigliamento e degli accessori casual ed outdoor quotata in borsa al New York Stock Exchange, ha annunciato a febbraio due cambi ai suoi vertici. Sia l’attuale direttore operativo, Ken Pucker, che il direttore finanziario, Brain McKeon, lasceranno l’azienda entro il primo quarto dell’anno, con il benestare del presidente dell’azienda Jeff Swartz. I prodotti Timberland sono distribuiti presso grandi magazzini e negozi monomarca in Nord e Sud America, Europa, Asia, Sud Africa e Medio Oriente.
- Armani, nuovo negozio in Texas
La Giorgio Armani dovrebbe aprire il suo secondo negozio in Texas presso la grandissima shopping mall NorthPark Center di Dallas. Secondo quanto riportato sul sito del centro commerciale, la struttura, grazie ad un ampliamento e una ristrutturazione da 200 milioni di dollari di budget, diventerà tra i centri di shopping più importanti degli States. Si tratterà di una boutique di alta classe, dopo che Armani aveva già aperto nel NorthPark Center un punto vendita della linea A/X Armani. La casa di moda italiana è già presente in Texas con un negozio presso un altro centro commerciale, The Galleria a Houston.
- Un 'Tasting' di Korea a New York
Si è recentemente tenuta a New York, presso lo spazio fieristico del Metropolitan Pavillion, dal 28 febbraio al 1 marzo, la fiera del tessile coreano chiamata Korean Preview New York. Durante l’evento dedicato ai buyer e agli addetti ai lavori internazionali, sono state presentate le nuove collezioni di tessuti e colori per confezioni di abiti e cappotti, biancheria per la casa e arredamento della prossima stagione primavera estate 2008. Per maggiori informazioni è possibile visitare il sito www.kotrana.com.

Eventi Moda Marzo 2007
- 4-11-15-18-21-23-25-28 Marzo 2007
La moda italiana in mostra da Bergdorf sulla Fifth Avenue
Bergdorf Goodman
5th Avenue and 58th Street
New York, NY
marchi promossi: Buccellati, Cesare Fabbri, Cucinelli, Dodo, Dolce e Gabbana, Etro, Faraone Mennella, Giorgio Armani, Gucci, Marni, Missoni, Moschino, Piazza Sempione, Pomellato, Pucci, Roberto Cavalli.
28-30 marzo 2007
F. Camalo
Lafayette, LA
Promozione del Made in Italy con il dettaglio Indipendente in USA
marchi promossi: Canali, Mabro, Zanella, Gravati.

Statistiche I style – Gennaio-Dicembre 2006
-
Importazioni USA Abbigliamento Uomo in
Gennaio-Dicembre - Milioni di $ USA
codice doganale HS 6203 |
|
|
% Quota |
% Variaz. |
| Class. |
Paese |
2004 |
2005 |
2006 |
2004 |
2005 |
2006 |
06/05 |
| 0 |
Mondo |
24,496.59 |
25,788.88 |
23,149.46 |
100 |
100 |
100 |
-10.23 |
| 1 |
Cina |
2,048.14 |
3,608.39 |
4,007.19 |
8.36 |
13.99 |
17.31 |
11.05 |
| 2 |
Messico |
3,281.29 |
3,153.68 |
2,705.92 |
13.4 |
12.23 |
11.69 |
-14.2 |
| 3 |
Bangladesh |
977.49 |
1,234.44 |
1,526.88 |
3.99 |
4.79 |
6.6 |
23.69 |
| 4 |
India |
948.54 |
1,178.79 |
1,105.11 |
3.87 |
4.57 |
4.77 |
-6.25 |
| 5 |
Honduras |
1,591.06 |
1,664.80 |
1,077.75 |
6.5 |
6.46 |
4.66 |
-35.26 |
| 6 |
Indonesia |
731.19 |
908.48 |
1,031.37 |
2.99 |
3.52 |
4.46 |
13.53 |
| 7 |
Vietnam |
1,029.66 |
1,010.21 |
1,015.82 |
4.2 |
3.92 |
4.39 |
0.56 |
| 8 |
Repubblica Dominicana |
1,198.80 |
1,147.91 |
881.31 |
4.89 |
4.45 |
3.81 |
-23.23 |
| 9 |
Hong Kong |
974.25 |
912.12 |
737.46 |
3.98 |
3.54 |
3.19 |
-19.15 |
| 10 |
Pakistan |
737.49 |
811.62 |
687.19 |
3.01 |
3.15 |
2.97 |
-15.33 |
| 11 |
Italia |
711.71 |
698.63 |
647.55 |
2.91 |
2.71 |
2.8 |
-7.31 |
| Fonte: World Trade Atlas |
Importazioni USA Abbigliamento Donna in
Gennaio-Dicembre - Milioni di $ USA
codice doganale HS 6204 |
|
|
% Quota |
% Variaz. |
| Class. |
Paese |
2004 |
2005 |
2006 |
2004 |
2005 |
2006 |
06/05 |
| 0 |
Mondo |
28,998.83 |
31,246.52 |
32,609.28 |
100 |
100 |
100 |
4.36 |
| 1 |
Cina |
5,132.31 |
8,511.26 |
10,057.87 |
17.7 |
27.24 |
30.84 |
18.17 |
| 2 |
Indonesia |
1,393.74 |
1,680.29 |
2,044.99 |
4.81 |
5.38 |
6.27 |
21.71 |
| 3 |
Messico |
2,834.21 |
2,432.11 |
1,958.98 |
9.77 |
7.78 |
6.01 |
-19.45 |
| 4 |
India |
1,131.58 |
1,605.61 |
1,693.57 |
3.9 |
5.14 |
5.19 |
5.48 |
| 5 |
Vietnam |
1,100.20 |
1,239.96 |
1,510.15 |
3.79 |
3.97 |
4.63 |
21.79 |
| 6 |
Cambogia |
793.72 |
983.24 |
1,130.14 |
2.74 |
3.15 |
3.47 |
14.94 |
| 7 |
Filippine |
967.15 |
973.72 |
1,093.88 |
3.34 |
3.12 |
3.36 |
12.34 |
| 8 |
Sri Lanka |
896.19 |
1,017.94 |
1,059.00 |
3.09 |
3.26 |
3.25 |
4.03 |
| 9 |
Hong Kong |
1,717.00 |
1,232.80 |
1,015.62 |
5.92 |
3.95 |
3.11 |
-17.62 |
| 10 |
Bangladesh |
727.78 |
861.48 |
993.79 |
2.51 |
2.76 |
3.05 |
15.36 |
| |
| 15 |
Italia |
611.38 |
582.52 |
584.39 |
2.11 |
1.86 |
1.79 |
0.32 |
| Fonte: World Trade Atlas |
Importazioni USA Maglieria in
Gennaio-Dicembre - Milioni di $ USA
codice doganale HS 61 |
|
|
% Quota |
% Variaz. |
| Class. |
Paese |
2004 |
2005 |
2006 |
2004 |
2005 |
2006 |
06/05 |
| 0 |
Mondo |
31,584.11 |
33,290.39 |
35,527.61 |
100 |
100 |
100 |
6.72 |
| 1 |
Cina |
4,104.02 |
6,575.34 |
8,010.01 |
12.99 |
19.75 |
22.55 |
21.82 |
| 2 |
Messico |
2,708.31 |
2,387.87 |
2,210.89 |
8.58 |
7.17 |
6.22 |
-7.41 |
| 3 |
Honduras |
2,013.01 |
2,016.25 |
1,918.83 |
6.37 |
6.06 |
5.4 |
-4.83 |
| 4 |
Hong Kong |
1,866.87 |
1,953.78 |
1,491.38 |
5.91 |
5.87 |
4.2 |
-23.67 |
| 5 |
Indonesia |
631.29 |
859.97 |
1,418.06 |
2 |
2.58 |
3.99 |
64.9 |
| 6 |
Vietnam |
1,083.82 |
1,123.83 |
1,388.43 |
3.43 |
3.38 |
3.91 |
23.54 |
| 7 |
Cambogia |
641.71 |
875.11 |
1,297.19 |
2.03 |
2.63 |
3.65 |
48.23 |
| 8 |
Guatemala |
1,261.20 |
1,215.50 |
1,262.27 |
3.99 |
3.65 |
3.55 |
3.85 |
| 9 |
El Salvador |
1,363.46 |
1,352.02 |
1,194.77 |
4.32 |
4.06 |
3.36 |
-11.63 |
| 10 |
India |
679.59 |
937.25 |
1,162.64 |
2.15 |
2.82 |
3.27 |
24.05 |
| |
| 26 |
Italia |
433.83 |
388.66 |
379.34 |
1.37 |
1.17 |
1.07 |
-2.4 |
| Fonte: World Trade Atlas |
Importazioni USA Calzature in
Gennaio-Dicembre - Milioni di $ USA
codice doganale HS 64 |
|
|
% Quota |
% Variaz. |
| Class. |
Paese |
2004 |
2005 |
2006 |
2004 |
2005 |
2006 |
06/05 |
| 0 |
Mondo |
16,505.70 |
17,932.27 |
19,161.55 |
100 |
100 |
100 |
6.86 |
| 1 |
Cina |
11,347.92 |
12,724.60 |
13,890.02 |
68.75 |
70.96 |
72.49 |
9.16 |
| 2 |
Italia |
1,252.98 |
1,137.89 |
1,114.02 |
7.59 |
6.35 |
5.81 |
-2.1 |
| 3 |
Vietnam |
474.81 |
721.32 |
959.68 |
2.88 |
4.02 |
5.01 |
33.05 |
| 4 |
Brasile |
1,081.24 |
1,024.83 |
904.37 |
6.55 |
5.72 |
4.72 |
-11.75 |
| 5 |
Indonesia |
492.91 |
520.09 |
468.64 |
2.99 |
2.9 |
2.45 |
-9.89 |
| 6 |
Tailandia |
287.77 |
297.87 |
292.02 |
1.74 |
1.66 |
1.52 |
-1.97 |
| 7 |
Messico |
242.47 |
246.86 |
273.80 |
1.47 |
1.38 |
1.43 |
10.91 |
| 8 |
Spagna |
224.98 |
191.92 |
198.38 |
1.36 |
1.07 |
1.04 |
3.37 |
| 9 |
India |
125.43 |
140.10 |
158.61 |
0.76 |
0.78 |
0.83 |
13.22 |
| 10 |
Repubblica Dominicana |
137.14 |
140.74 |
128.52 |
0.83 |
0.79 |
0.67 |
-8.68 |
| Fonte: World Trade Atlas |
Importazioni USA Pelletteria in
Gennaio-Dicembre - Milioni di $ USA
codice doganale HS 42 |
|
|
% Quota |
% Variaz. |
| Class. |
Paese |
2004 |
2005 |
2006 |
2004 |
2005 |
2006 |
06/05 |
| 0 |
Mondo |
8,226.63 |
8,728.95 |
9,489.29 |
100 |
100 |
100 |
8.71 |
| 1 |
Cina |
5,709.93 |
6,258.25 |
6,835.48 |
69.41 |
71.7 |
72.03 |
9.22 |
| 2 |
Italia |
594.95 |
629.66 |
731.46 |
7.23 |
7.21 |
7.71 |
16.17 |
| 3 |
Francia |
270.08 |
287.40 |
326.73 |
3.28 |
3.29 |
3.44 |
13.68 |
| 4 |
India |
248.86 |
242.62 |
246.86 |
3.03 |
2.78 |
2.6 |
1.75 |
| 5 |
Vietnam |
123.94 |
128.73 |
137.30 |
1.51 |
1.48 |
1.45 |
6.65 |
| 6 |
Messico |
127.63 |
110.04 |
106.92 |
1.55 |
1.26 |
1.13 |
-2.84 |
| 7 |
Filippine |
120.41 |
101.92 |
104.58 |
1.46 |
1.17 |
1.1 |
2.61 |
| 8 |
Hong Kong |
129.79 |
120.72 |
103.66 |
1.58 |
1.38 |
1.09 |
-14.13 |
| 9 |
Indonesia |
99.48 |
91.62 |
100.91 |
1.21 |
1.05 |
1.06 |
10.13 |
| 10 |
Tailandia |
144.01 |
109.77 |
93.76 |
1.75 |
1.26 |
0.99 |
-14.59 |
| Fonte: World Trade Atlas |
Importazioni USA Pellami in
Gennaio-Dicembre - Milioni di $ USA
codice doganale HS 41 |
|
|
% Quota |
% Variaz. |
| Class. |
Paese |
2004 |
2005 |
2006 |
2004 |
2005 |
2006 |
06/05 |
| 0 |
Mondo |
889.39 |
907.55 |
856.70 |
100 |
100 |
100 |
-5.6 |
| 1 |
Italia |
202.21 |
194.97 |
211.38 |
22.74 |
21.48 |
24.67 |
8.42 |
| 2 |
Brasile |
118.75 |
116.48 |
135.81 |
13.35 |
12.83 |
15.85 |
16.6 |
| 3 |
Argentina |
133.71 |
139.21 |
120.85 |
15.03 |
15.34 |
14.11 |
-13.19 |
| 4 |
Canada |
63.72 |
65.80 |
53.80 |
7.17 |
7.25 |
6.28 |
-18.24 |
| 5 |
Messico |
63.46 |
67.42 |
52.98 |
7.14 |
7.43 |
6.18 |
-21.42 |
| 6 |
Cina |
54.31 |
50.64 |
45.37 |
6.11 |
5.58 |
5.3 |
-10.41 |
| 7 |
Uruguay |
44.21 |
33.91 |
25.17 |
4.97 |
3.74 |
2.94 |
-25.77 |
| 8 |
Sud Africa |
19.10 |
20.95 |
24.54 |
2.15 |
2.31 |
2.87 |
17.13 |
| 9 |
Germania |
26.23 |
23.87 |
23.42 |
2.95 |
2.63 |
2.73 |
-1.89 |
| 10 |
Francia |
12.30 |
12.28 |
16.26 |
1.38 |
1.35 |
1.9 |
32.44 |
| Fonte: World Trade Atlas |
Importazioni USA Occhiali in
Gennaio-Dicembre - Milioni di $ USA
codice doganale HS 9004 |
|
|
% Quota |
% Variaz. |
| Class. |
Paese |
2004 |
2005 |
2006 |
2004 |
2005 |
2006 |
06/05 |
| 0 |
Mondo |
961.01 |
1,072.86 |
1,324.03 |
100 |
100 |
100 |
23.41 |
| 1 |
Cina |
396.22 |
461.53 |
586.29 |
41.23 |
43.02 |
44.28 |
27.03 |
| 2 |
Italia |
299.73 |
359.27 |
476.66 |
31.19 |
33.49 |
36 |
32.68 |
| 3 |
Taiwan |
126.98 |
124.66 |
131.28 |
13.21 |
11.62 |
9.92 |
5.31 |
| 4 |
Giappone |
59.26 |
57.62 |
66.18 |
6.17 |
5.37 |
5 |
14.85 |
| 5 |
Francia |
19.96 |
15.26 |
15.96 |
2.08 |
1.42 |
1.21 |
4.54 |
| 6 |
Hong Kong |
13.50 |
12.70 |
9.71 |
1.41 |
1.18 |
0.73 |
-23.54 |
| 7 |
Canada |
8.16 |
8.94 |
7.04 |
0.85 |
0.83 |
0.53 |
-21.3 |
| 8 |
Austria |
6.03 |
5.96 |
6.54 |
0.63 |
0.56 |
0.49 |
9.7 |
| 9 |
Messico |
10.21 |
8.30 |
4.59 |
1.06 |
0.77 |
0.35 |
-44.74 |
| 10 |
Germania |
3.67 |
3.64 |
4.23 |
0.38 |
0.34 |
0.32 |
16.23 |
| Fonte: World Trade Atlas |
Importazioni USA Montature per occhiali in
Gennaio-Dicembre - Milioni di $ USA
codice doganale HS 9003 |
|
|
% Quota |
% Variaz. |
| Class. |
Paese |
2004 |
2005 |
2006 |
2004 |
2005 |
2006 |
06/05 |
| 0 |
Mondo |
689.24 |
681.58 |
805.03 |
100 |
100 |
100 |
18.11 |
| 1 |
Cina |
240.36 |
277.26 |
351.78 |
34.87 |
40.68 |
43.7 |
26.88 |
| 2 |
Italia |
213.74 |
203.81 |
231.59 |
31.01 |
29.9 |
28.77 |
13.63 |
| 3 |
Giappone |
63.92 |
47.67 |
61.73 |
9.28 |
6.99 |
7.67 |
29.49 |
| 4 |
Corea del Sud |
36.78 |
38.34 |
37.39 |
5.34 |
5.63 |
4.65 |
-2.46 |
| 5 |
Austria |
35.21 |
33.16 |
36.26 |
5.11 |
4.87 |
4.5 |
9.36 |
| 6 |
Hong Kong |
51.59 |
35.29 |
32.73 |
7.49 |
5.18 |
4.07 |
-7.26 |
| 7 |
Francia |
24.48 |
24.18 |
25.64 |
3.55 |
3.55 |
3.19 |
6.03 |
| 8 |
Germania |
8.07 |
5.77 |
5.97 |
1.17 |
0.85 |
0.74 |
3.51 |
| 9 |
Danimarca |
1.87 |
1.47 |
4.66 |
0.27 |
0.22 |
0.58 |
217.63 |
| 10 |
Taiwan |
2.49 |
3.14 |
3.28 |
0.36 |
0.46 |
0.41 |
4.6 |
| Fonte: World Trade Atlas |
Importazioni USA Gioielli in metalli preziosi in
Gennaio-Dicembre - Milioni di $ USA
codice doganale HS 7113 |
|
|
% Quota |
% Variaz. |
| Class. |
Paese |
2004 |
2005 |
2006 |
2004 |
2005 |
2006 |
06/05 |
| 0 |
Mondo |
7,019.36 |
7,824.72 |
8,914.89 |
100 |
100 |
100 |
13.93 |
| 1 |
India |
1,462.64 |
1,730.06 |
2,379.86 |
20.84 |
22.11 |
26.7 |
37.56 |
| 2 |
Cina |
818.71 |
967.68 |
1,134.01 |
11.66 |
12.37 |
12.72 |
17.19 |
| 3 |
Tailandia |
816.69 |
838.65 |
1,000.52 |
11.64 |
10.72 |
11.22 |
19.3 |
| 4 |
Italia |
976.83 |
915.72 |
899.87 |
13.92 |
11.7 |
10.09 |
-1.73 |
| 5 |
Hong Kong |
463.88 |
468.56 |
495.59 |
6.61 |
5.99 |
5.56 |
5.77 |
| 6 |
Messico |
259.59 |
414.90 |
388.72 |
3.7 |
5.3 |
4.36 |
-6.31 |
| 7 |
Turchia |
365.45 |
402.61 |
358.00 |
5.21 |
5.15 |
4.02 |
-11.08 |
| 8 |
Francia |
162.07 |
238.98 |
284.14 |
2.31 |
3.05 |
3.19 |
18.9 |
| 9 |
Repubblica Dominicana |
233.12 |
252.08 |
271.45 |
3.32 |
3.22 |
3.05 |
7.68 |
| 10 |
Israele |
227.41 |
236.81 |
229.92 |
3.24 |
3.03 |
2.58 |
-2.91 |
| Fonte: World Trade Atlas |
Importazioni USA Orologi in
Gennaio-Dicembre - Milioni di $ USA
codice doganale HS 91 |
|
|
% Quota |
% Variaz. |
| Class. |
Paese |
2004 |
2005 |
2006 |
2004 |
2005 |
2006 |
06/05 |
| 0 |
Mondo |
3,789.96 |
3,938.80 |
4,077.97 |
100 |
100 |
100 |
3.53 |
| 1 |
Svizzera |
1,695.75 |
1,924.05 |
2,067.31 |
44.74 |
48.85 |
50.7 |
7.45 |
| 2 |
Cina |
761.39 |
698.71 |
690.37 |
20.09 |
17.74 |
16.93 |
-1.19 |
| 3 |
Giappone |
686.43 |
672.06 |
657.55 |
18.11 |
17.06 |
16.12 |
-2.16 |
| 4 |
Tailandia |
152.52 |
154.44 |
141.59 |
4.02 |
3.92 |
3.47 |
-8.32 |
| 5 |
Messico |
104.79 |
104.54 |
132.62 |
2.77 |
2.65 |
3.25 |
26.86 |
| 6 |
Hong Kong |
108.23 |
117.15 |
124.39 |
2.86 |
2.97 |
3.05 |
6.18 |
| 7 |
Filippine |
73.58 |
74.51 |
73.10 |
1.94 |
1.89 |
1.79 |
-1.88 |
| 8 |
Germania |
53.39 |
53.00 |
50.46 |
1.41 |
1.35 |
1.24 |
-4.79 |
| 9 |
Italia |
31.93 |
29.80 |
32.78 |
0.84 |
0.76 |
0.8 |
10.01 |
| 10 |
Francia |
19.00 |
18.97 |
17.20 |
0.5 |
0.48 |
0.42 |
-9.34 |
| Fonte: World Trade Atlas |
Importazioni USA Profumeria, Cosmetica in
Gennaio-Dicembre - Milioni di $ USA
codice doganale HS 33 |
|
|
% Quota |
% Variaz. |
| Class. |
Paese |
2004 |
2005 |
2006 |
2004 |
2005 |
2006 |
06/05 |
| 0 |
Mondo |
5,857.34 |
6,727.05 |
7,011.52 |
100 |
100 |
100 |
4.23 |
| 1 |
Irlanda |
1,722.86 |
2,076.56 |
2,066.62 |
29.41 |
30.87 |
29.48 |
-0.48 |
| 2 |
Francia |
1,153.47 |
1,216.51 |
1,251.53 |
19.69 |
18.08 |
17.85 |
2.88 |
| 3 |
Canada |
770.47 |
855.96 |
873.85 |
13.15 |
12.72 |
12.46 |
2.09 |
| 4 |
Cina |
268.99 |
347.75 |
418.23 |
4.59 |
5.17 |
5.97 |
20.27 |
| 5 |
Italia |
326.68 |
384.06 |
406.70 |
5.58 |
5.71 |
5.8 |
5.89 |
| 6 |
Regno Unito |
308.31 |
340.33 |
384.69 |
5.26 |
5.06 |
5.49 |
13.04 |
| 7 |
Messico |
131.43 |
160.55 |
235.33 |
2.24 |
2.39 |
3.36 |
46.58 |
| 8 |
Germania |
210.88 |
205.71 |
191.64 |
3.6 |
3.06 |
2.73 |
-6.84 |
| 9 |
Spagna |
126.56 |
161.02 |
184.06 |
2.16 |
2.39 |
2.63 |
14.31 |
| 10 |
Giappone |
115.06 |
131.27 |
119.19 |
1.96 |
1.95 |
1.7 |
-9.2 |
| Fonte: World Trade Atlas |
Importazioni USA Filati e tessuti in lana in
Gennaio-Dicembre - Milioni di $ USA
codice doganale HS 51 |
|
|
% Quota |
% Variaz. |
| Class. |
Paese |
2004 |
2005 |
2006 |
2004 |
2005 |
2006 |
06/05 |
| 0 |
Mondo |
343.85 |
337.17 |
330.46 |
100 |
100 |
100 |
-1.99 |
| 1 |
Italia |
104.13 |
95.59 |
85.68 |
30.28 |
28.35 |
25.93 |
-10.37 |
| 2 |
Messico |
27.78 |
32.46 |
33.16 |
8.08 |
9.63 |
10.04 |
2.17 |
| 3 |
Regno Unito |
35.91 |
30.44 |
30.40 |
10.44 |
9.03 |
9.2 |
-0.14 |
| 4 |
Cina |
7.28 |
19.04 |
26.99 |
2.12 |
5.65 |
8.17 |
41.76 |
| 5 |
New Zealand |
32.95 |
31.60 |
26.21 |
9.58 |
9.37 |
7.93 |
-17.07 |
| 6 |
Canada |
34.73 |
22.59 |
22.41 |
10.1 |
6.7 |
6.78 |
-0.79 |
| 7 |
Australia |
20.57 |
19.52 |
20.38 |
5.98 |
5.79 |
6.17 |
4.4 |
| 8 |
Germania |
9.06 |
9.70 |
11.09 |
2.64 |
2.88 |
3.36 |
14.42 |
| 9 |
Peru |
4.74 |
10.18 |
10.12 |
1.38 |
3.02 |
3.06 |
-0.64 |
| 10 |
Corea del Sud |
9.04 |
9.10 |
6.89 |
2.63 |
2.7 |
2.08 |
-24.32 |
| Fonte: World Trade Atlas |
Importazioni USA Filati e tessuti in cotone in
Gennaio-Dicembre - Milioni di $ USA
codice doganale HS 52 |
|
|
% Quota |
% Variaz. |
| Class. |
Paese |
2004 |
2005 |
2006 |
2004 |
2005 |
2006 |
06/05 |
| 0 |
Mondo |
1,927.44 |
1,655.31 |
1,521.28 |
100 |
100 |
100 |
-8.1 |
| 1 |
Pakistan |
455.17 |
364.47 |
333.81 |
23.62 |
22.02 |
21.94 |
-8.41 |
| 2 |
Cina |
170.47 |
196.29 |
236.93 |
8.85 |
11.86 |
15.57 |
20.7 |
| 3 |
Italia |
160.99 |
152.91 |
151.99 |
8.35 |
9.24 |
9.99 |
-0.6 |
| 4 |
Corea del Sud |
108.16 |
126.23 |
117.67 |
5.61 |
7.63 |
7.74 |
-6.78 |
| 5 |
India |
80.83 |
75.62 |
88.12 |
4.19 |
4.57 |
5.79 |
16.53 |
| 6 |
Giappone |
92.80 |
82.06 |
82.83 |
4.82 |
4.96 |
5.45 |
0.94 |
| 7 |
Messico |
159.04 |
132.27 |
70.93 |
8.25 |
7.99 |
4.66 |
-46.37 |
| 8 |
Indonesia |
61.48 |
43.14 |
55.20 |
3.19 |
2.61 |
3.63 |
27.96 |
| 9 |
Turchia |
58.69 |
54.29 |
46.18 |
3.05 |
3.28 |
3.04 |
-14.94 |
| 10 |
Taiwan |
59.50 |
51.70 |
43.79 |
3.09 |
3.12 |
2.88 |
-15.31 |
| Fonte: World Trade Atlas |
Importazioni USA Filati e tessuti in seta in
Gennaio-Dicembre - Milioni di $ USA
codice doganale HS 50 |
|
|
% Quota |
% Variaz. |
| Class. |
Paese |
2004 |
2005 |
2006 |
2004 |
2005 |
2006 |
06/05 |
| 0 |
Mondo |
291.19 |
301.98 |
292.30 |
100 |
100 |
100 |
-3.21 |
| 1 |
India |
104.26 |
104.43 |
102.40 |
35.81 |
34.58 |
35.03 |
-1.95 |
| 2 |
Cina |
62.81 |
68.85 |
78.45 |
21.57 |
22.8 |
26.84 |
13.95 |
| 3 |
Italia |
56.15 |
58.34 |
49.42 |
19.28 |
19.32 |
16.91 |
-15.29 |
| 4 |
Corea del Sud |
32.08 |
31.17 |
29.74 |
11.02 |
10.32 |
10.18 |
-4.57 |
| 5 |
Regno Unito |
13.67 |
17.02 |
13.18 |
4.7 |
5.64 |
4.51 |
-22.54 |
| 6 |
Tailandia |
6.01 |
6.33 |
5.51 |
2.06 |
2.1 |
1.89 |
-12.99 |
| 7 |
Francia |
6.24 |
5.39 |
4.30 |
2.14 |
1.79 |
1.47 |
-20.35 |
| 8 |
Svizzera |
1.77 |
2.10 |
1.85 |
0.61 |
0.7 |
0.63 |
-12.25 |
| 9 |
Giappone |
1.46 |
2.91 |
1.78 |
0.5 |
0.96 |
0.61 |
-38.66 |
| 10 |
Germania |
1.17 |
0.41 |
1.29 |
0.4 |
0.14 |
0.44 |
212.41 |
| Fonte: World Trade Atlas |

|