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*Il prezzo corrisponde al valore delle rispettive ADR
sulla piazza di Wall Street ed è stato rilevato il 30 settembre 2003.
La variazione percentuale è su base mensile. |
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Realizzato da: |
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Italian Trade Commission |
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1950-2000 Theater of Italian
Creativity:
a New York una mostra dedicata all’Italia |
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Si apre a New York
il sipario sulla creatività italiana. Grazie all’impegno
dell’Istituto nazionale per il Commercio Estero, gli americani
hanno ora la possibilità di vedere i prodotti di design italiano
degli ultimi 50 anni in esposizione ad “1950-2000 Theter of
Italian Creativity”, una mostra curata da Gae Aulenti, Pierluigi
Cerri, Vanni Pasca e Franco Laera. L’evento, che si propone di
promuovere la cultura italiana nella sua totalità,
e` stato inaugurato il 9 ottobre alla presenza del Presidente
dell’ICE Beniamino Quintieri, dei rappresentanti delle
associazioni di categoria italiane, tra cui Roberto Snaidero,
presidente di Federlegno, e Enzo Muraloni, vice presidente di
Assopiastrelle, e di un vasto pubblico italiano ed americano.
“Abbiamo fatto il possibile per non dimenticare nulla che possa
rappresentare l’Italia- ha detto l’architetto Gae Aulenti guidando
i giornalisti nel percorso espositivo durante la conferenza stampa
che ha preceduto l’inaugurazione— oltre all’aspetto storico e
creativo abbiamo scelto di incorporare anche alcuni importanti
aspetti della lavorazione che sta dietro al risultato finito”. Non
per nulla la prima cosa che |
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accoglie il visitatore nella
galleria di Chelsea che ospita la mostra
è un blocco di marmo proveniente
dalla cava di Carrara, la stessa che ha fornito la materia prima a
Michelangelo per forgiare le sculture che sono la rappresentazione
delle radici del paese. Gli accostamenti di abiti di Valentino e
Moschino con la Graziella e la caffettiera Moka, di schermi
televisivi che proiettano film di Fellini e Visconti con sedie e
tavoli, i cartelloni pubblicitari di Fiorucci e la copertina del
Time del 5 aprile 1982 dedicata a Giorgio Armani con le lampade
dei diversi periodi, sembrano voler cogliere di sorpresa i
visitatori. Sui gradini che costituiscono il filo rosso della
mostra sono stati riprodotti i blue-print
degli oggetti simbolo del Made in Italy: dalla Vespa alle macchine
da scrivere Olivetti, dalle sedie superleggere della fine degli
anni sessanta al modello del Pirellone di Milano. “Il simbolo
della nuova modernità del paese”, sottolinea Vanni Pasca. Passando
dagli anni ’50 alla pop art dei ’60 e agli anni settanta, si nota
il cambiamento dei materiali utilizzati: non più solo acciaio e
legno ma anche poliuretano e plastica come materiale d’arredo.
“Sono gli anni dell'euforia e del cambiamento”, sottolinea Pasca,
ricordando come negli anni Settanta la gente avesse voglia di
“uscire dalla quotidianità”. Ma nella rappresentazione eterogenea
del connubio tra raffinato design ed innovazione tecnologica le
piastrelle sembrano occupare un posto d’onore. Sono infatti
quaranta i pezzi di ceramiche italiane che hanno fatto la storia
degli ultimi cinquanta anni; pezzi di Gio Ponti, Mendini, Munari,
Aulenti e altri designer che hanno contribuito all'affermazione
del Made in Italy anche in questo settore. Un comparto, quello
delle ceramiche, che vede negli Stati Uniti il primo mercato per
le esportazioni, con un totale di 600 milioni di metri quadrati di
piastrelle prodotto nel 2002, dei quali il 72%
è stato
esportato. "Le aziende italiane— sottolinea il direttore della
sezione Usa dell'Ice Roberto Luongo— hanno contribuito alla
bilancia commerciale italiana con un attivo di 14 miliardi di
dollari, il primo nel mondo". Un risultato eccezionale se si
considera che la quota italiana di esportazioni negli Stati Uniti
è pari al 2% del totale. Negli anni ’90 le aziende italiane
diventano dei workshop per i progettisti stranieri: sono gli anni
in cui Philippe Starck disegna per la Alessi il celebre
spremiagrumi Juicy Salif, in cui Ron Arad disegna la poltrona a
forma di cuore per la Moroso, in cui l’Italia
è anche il paese che mette a
disposizione la tradizione, la capacità produttiva e l’esperienza
nella lavorazione dei materiali anche per altri paesi. Il Made in
Italy diventa uno status symbol per i designer stranieri.“La
cultura deve essere scambiata” ci tiene a sottolineare Gae Aulenti.
Il viaggio nel Made in Italy si conclude in una caffetteria della
Illy, nell'angolo del gusto, dove vengono esposte tazzine
disegnate dai piu' importanti architetti e artisti del nostro
secolo, e dove e’ possibile gustare un espresso italiano, parola
ormai universale ed emblema della capacità italiana di trasformare
una materia prima non presente sul nostro territorio in un
classico della tradizione tricolore. Ma prima di uscire un ultimo
fiore all’occhiello da ammirare: il motore di una Ferrari
monoposto, il cuore della macchina. "Perché— come sottolineano i
curatori della mostra— per avere successo ci vuole qualche cosa in
più, quello che viene appunto dal cuore". |
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Bergdorf Goodman dedica le
vetrine alla creatività italiana
La divisione uomo
del grande magazzino newyorkese Bergdorf Goodman ha dedicato le
vetrine autunnali all’evento “1950-2000 Theater of Italian
Creativity”, inaugurato ad inizio mese a Chelsea con la
collaborazione dell’Istituto nazionale per il Commercio Estero.
Accanto agli abiti dei grandi nomi della moda italiana, tra cui
Gucci, Salvatore Ferragamo, Prada e Corneliani, le vetrine di
Bergdorf hanno affiancato pezzi del design italiano, fornendo una
vasta carrellata che spazia dagli oggetti d’arredamento degli anni
Cinquanta ai pezzi hi tech dei giorni nostri.
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Nuova edizione integrale
della fiera I–TexStyle in Usa. L’intera
collezione 2004/2005 in mostra a New York
Il meglio
dell’industria tessile italiana ritorna in America. Dal 15 al 16
Ottobre si e’ svolta la fiera I-TexStyle, organizzata
dall’Istituto per il Commercio Estero (ITC) in collaborazione con
MAGIC, una delle principali fiere italiane del tessuto, con il
supporto dell’As-sociazione Tessile Italiana, Prato Trade e Idea
Como. Tradizionalmente presentata a gennaio e luglio come pre-collezione,
quest’anno l’esposizione si sposta a ottobre e consente alle piu’
grandi firme italiane di mostrare la loro intera collezione
autunno inverno 2004 /2005. “La nuova edizione di I-TexStyle —ha
spiegato Rosanna Ciraolo, responsabile del settore moda
dell’Istituto per il Commercio Estero— consente ai buyers e
designers americani di toccare con mano la qualità e la creatività
dei filati italiani.” Ma per l’Italian Trade Commission la
promozione del Made in Italy non si limita all’organizzazione di
mostre o esposizioni: con un progetto lanciato nel 2002 i tessuti
italiani approderanno anche nelle scuole di fashion americane.
Questo anno, ad esempio, la Parson School di Design a New York
fornira’ai propri studenti tessuti regalati da aziende italiane
per creare una loro Collezione Primavera Estate. L'Italia è il
secondo fornitore mondiale di prodotti del tessile, insieme agli
Stati Uniti e dopo la Cina, con una quota del 6,5%, terzo
nell'abbigliamento, con una quota di mercato del 5,3% , dopo Cina
e Messico. Nei prodotti di lusso dieci aziende italiane
controllano quasi il 20% del mercato mondiale che vale almeno
90.000 miliardi di lire. I Paesi più importanti per le
esportazioni del Made in Italy di lusso sono USA e Giappone.
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Al via la IX edizione di Los
Angeles Texitalia
L’ICE di New York ha presentato a Los
Angeles la nona edizione di “TEXITALIA”, collettiva italiana
dedicata al settore dei tessuti per abbigliamento. Alla
manifestazione – nel corso della quale sono state presentate le
collezioni di tessuti per abbigliamento per la stagione
autunno-inverno 2004/2005 destinati alla fascia medio-alta e alta
del mercato – hanno preso parte 20 aziende italiane, di cui una
produttrice di bottoni, per la maggior parte provenienti dalla
Toscana (11), essenzialmente dal distretto pratese, dalla
Lombardia (7), essenzialmente da Como, dal Piemonte e dal Veneto.
Questa edizione e’ stata caratterizzata da una forte crescita nel
numero dei visitatori, tra cui nomi ben noti come Liz Claiborne e
Bebe, a dimostrazione della nuova vitalita’ del mercato della moda
nella West Coast. Per la prossima edizione della Fiera, che si
terra’ nel mese di aprile 2004, ICE New York ha in programma di
introdurre seminari sulle tendenze moda ed un progetto di
collaborazione con le scuole di design della West Coast.
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Tessile: la crisi peggiora a
causa della concorrenza cinese
Soffiano venti di
crisi sull’industria tessile americana che, a causa della forte
concorrenza delle esportazioni cinesi, e’ stata costretta a
ridimensionarsi, ricorrendo non di rado, nell’ultimo anno, alla
chiusura di impianti e al drastico ridimensionamento della
manodopera. Una congiuntura che non ha mancato di suscitare le
proteste della American Textile Machinery Association (Atma),
irritata da quelli che giudica “interventi insufficienti e
inefficaci” da parte del governo per tutelare l’export americano.
“Un altro anno e’ trascorso e i mali della nostra industria e dei
lavoratori del tessile continuano a essere affrontati da
Washington a suon di retorica e di false rassicurazioni, con
misure che non hanno altro obiettivo se non quello di rinviare
costantemente il momento fatidico in cui il problema dovra’
finalmente essere affrontato”, ha dichiarato il direttore di Atma,
Cass Johnson. Le tensioni tra i vertici del tessile e il governo
di Washington si sono poi esasperate da quando, alla meta’ del
mese scorso, il dipartimento del Commercio ha pubblicato un
rapporto che sostanzialmente smentiva le voci di crisi e sosteneva
che le condizioni dell’industria tessile americana stavano
migliorando. In particolare, il rapporto metteva l’accento sul
raggiungimento di accordi commerciali vantaggiosi per le imprese
Usa e sull’abbattimento del mercato nero. Due considerazioni che
si scontrano con la realtà di migliaia di lavoratori licenziati
negli ultimi mesi da due giganti come Levi Strauss e Cone Mills.
Ed e’ un trend che sembra destinato a protrarsi. “Nelle ultime due
settimane, altri otto produttori tessili hanno annunciato chiusure
di impianti e licenziamenti. Dal momento che sono stati persi
altri 50.000 posti di lavoro da quando il primo rapporto del
dipartimento del Commercio e’ stato rilasciato, nello scorso mese
di ottobre, possiamo dire che le misure messe in atto da questa
amministrazione si sono rivelate un fallimento”, ha dichiarato
Johnson. “Se questi sono i fatti – ha aggiunto il presidente
dell’Atma – non possiamo che rimanere basiti nell’apprendere che
il dipartimento e’ convinto che le condizioni generali stiano
migliorando”. Secondo i dati riportati dalla Atma, infatti, ogni
mese circa 4.500 lavoratori del tessile perderebbero il proprio
posto di lavoro.
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Dallas: sfilata d’eccezione di
Roberto Cavalli a Neiman Marcus
Sfilata d'eccezione di Roberto Cavalli
a Dallas. Lo stilista più amato dalle rock star e dalle celebrità
di Hollywood come Madonna e Lenny Kravitz per il suo stile
seducente e provocante ha mostrato le sue ultime creazioni durante
un evento tenutosi presso il negozio Neiman Marcus della città
texana, nel corso della campagna di promozione dello stile e della
cultura italiana avviata dall'Ice nell'ambito del progetto "Italia
- Life in I style". La kermesse, inaugurata dal console Generale
Italiano in Texas Massimo Rustico e ospitata presso il Department
Store "Neiman Marcus", rientra negli eventi previsti dalla
rassegna "The Art of Italian Style" che dal 10 al 19 ottobre ha
visto l'Ice affiancare il noto marchio Usa "Neiman Marcus" nella
promozione del made in Italy. "L'Istituto nazionale per il
Commercio Estero —spiega Roberto Luongo, direttore della rete Usa
dell'Ice— ha previsto un piano di iniziative a sostegno
dell'Italian style che coinvolge, da settembre a dicembre, la 'provincia'
americana, un mercato promettente per la nostra industria, sempre
più attento alla cultura e ai prodotti Made in Italy”. I 35 punti
vendita della catena, con particolare attenzione a quelli del
Nevada, della Florida e della Pennsylvania, hanno ospitato eventi
dedicati a icone del nostro paese: dall'esposizione della Vespa e
delle opere di Gaetano Pesce alla degustazione del caffè espresso
e del gelato Paciugo, dalla presentazione delle nuove collezioni
di Armani, Ferragamo, Moschino, Missoni, Zegna, Brioni, Loro Piana,
Gucci, Tod's alla presenza degli stilisti Stefano Ferragamo e
Roberto Cavalli. ”I 48 negozi indipendenti presenti su tutto il
territorio statunitense — ha proseguito Luongo—mostreranno
l'unicità dello stile italiano e la qualità della produzione made
in Italy con una serie di eventi dedicati all'arte, alla moda e
alla cucina del nostro paese". In Alabama invece, dal 16 al 18
ottobre, l'Ice ha acceso i riflettori sulla moda e l'arte italiana
con l'iniziativa "The Art of Dressing" in collaborazione con uno
dei più famosi negozi di abbigliamento maschile, Shaia's of
Homewood di Birmingham. Protagonisti assoluti i marchi italiani,
dalle creazioni di Giorgio Armani a Luciano Barbera, ai tessuti di
Lorenzini, dall'abbigliamento sportivo di Paul&Shark alle scarpe
di Gravati. Oltre alla moda, ampio spazio sarà riservato all'arte
italiana con l'esposizione di splendidi esempi di Art Decò e Art
Nouveu firmati dai più noti cartellonisti italiani come Cappiello,
Boccasile, Melticovitz, Riccobaldi, Dudovich. Parte del ricavato
delle vendite verrà devoluto in beneficenza a FightSma,
un'associazione locale impegnata nella raccolta di fondi per
aiutare la ricerca scientifica a contrastare l'Atrofia Muscolare e
Spinale che negli Usa colpisce 20.000 bambini. A Hyannis, in
Massachussetts, infine, per tutto il mese di settembre sono state
organizzate mostre di pittura, di fotografia e di arte del vetro,
dove era anche possibile incontrare gli artisti.
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La moda di Cavalli guida la
Columbus Parade a New York
La Quinta strada si tinge di bianco
rosso e verde e la moda si fa portavoce dell’orgoglio italiano.
La cinquantanovesima edizione della Columbus Parade e' da poco
iniziata: la Quinta Strada di Manhattan, uno dei luoghi più
celebri al mondo in cui si ritrovano le firme più note del Made in
Italy, e' chiusa al traffico dalla 44esima alla 76esima.
Ambasciatore della parata e della giornata lo stilista Roberto
Cavalli, il designer fiorentino che negli ultimi anni, anche
grazie al successo ottenuto oltreoceano, ha rappresentato la
novità nel mondo della moda italiana. La Fifth Avenue diventa un
angolo di Italia nel cuore di Manhattan e si trasforma in un
palcoscenico
per un gruppo di centauri in sella a venti modelli di moto Ducati
accompagnati da altrettante modelle che indosseranno le creazioni
del designer preferito dalle dive della musica statunitense. "Essere
nominato ambasciatore della Columbus Day Parade di New York — spiega
lo stilista— e' per me
un grande onore e mi sento emozionato all’idea di poter
rappresentare il mio paese in America, paese per cui ho una
grande passione ". La parata segna anche la riappacificazione tra
il sindaco della Grande Mela, Mike Bloomberg, e gli organizzatori
della manifestazione che lo scorso anno hanno rifiutato di far
sfilare i due protagonisti de "I Sopranos", perché trasmettevano
un'immagine stereotipata degli italiani oltreoceano. Accanto al
sindaco sfilano anche il governatore di `New York, George Pataki e
altre autorità cittadine. In rappresentanza del governo italiano
c’e’ invece il ministro della Difesa Antonio Martino. Tra le
attrazioni più applaudite dalla folla che si accalca sulla Quinta
anche il Carro di Santa Rosalia proveniente da Palermo, simbolo
della città' siciliana. Cavalli e` il primo stilista a guidare la
sfilata dedicata alla cultura italiana, seguendo le orme di Sofia
Loren e Luciano Pavarotti che sono stati alcuni degli ospiti
d’onore delle edizioni precedenti della manifestazione. “Sono
felice di poter portare l’accento anche sulla moda italiana come
fiore all’occhiello della cultura tricolore — ha affermato
Cavalli durante la conferenza stampa”.
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Beyoncé Knowles prende spunto
dalla moda italiana e lancia la sua collezione negli Stati Uniti
nell’estate 2004
Durante le sfilate
di moda a Milano la cantante americana Beyoncé
Knowles è
stata vista prendere appunti. Ci si e’ chisto se facesse una lista
degli acquisti, ma la ragione della particolare attenzione
dimostrata dalla ex cantante delle Destiny Child per le nuove
collezioni italiane sembra essere interamente professionale.
Evitando accuratamente di diramare troppi dettagli sugli aspetti
finanziari del progetto, la star di “Dangerously in love” ha
infatti confermato le voci che la vedevano seguire le orme di
Jennifer Lopez, P. Diddy, Eve e Gwen Stefani ed entrare nel mondo
della moda come stilista. “Le ragazze della mia eta’ amano vestire
alla moda ma spesso non si possono permettere di comperare gli
abiti di Dolce e Gabbana o Versace—ha detto la cantante
ventiduenne tra una sfilata e l’altra— voglio riucire a dar loro
l’opportunita` di indossare qualcosa di sexy e femminile, come
piace a me.”
Sembra quindi che dall’estate del prossimo anno, quando la
collezione dovrebbe arrivare nei negozi a stelle e strisce, le
giovani americane potranno scegliere tra jeans, magliette e abiti
firmati Beyoncé. “L’idea e` di avere due linee —ha continuato la
nativa del Texas— una per le giovanissime con un gusto hip hop e
funky ed una per le donne dai gusti piu’ sofisticati con una
predilezione per gli abiti che accentuano la femminilità di chi li
indossa.” In prima fila alle sfilate di Armani, Dolce & Gabbana,
Gianfranco Ferre’, Versace e Roberto Cavalli, Beyoncé era sempre
accompagnata dalla madre Tina Knowles, che e’ anche la sua stylist
sin dagli inizi della sua carriera musicale, avendo lavorato per
valorizzare lo stile della figlia e delle altre componenti del
gruppo Destiny Child dalle loro prime apparizioni nel circuito
nazionale americano nel 1987. Dal prossimo anno lo stesso stile
sarà a portata delle giovani statunitensi e l’ispirazione potrebbe
essere principalmente italiana. “E` difficile dire quale
collezione abbia preferito dato che ogni sfilata ha portato
qualcosa di diverso sulle passerelle—ha concluso Beyoncé alla fine
della settimana della moda di Milano—ma certamente mi hanno
fornito un sacco di idee.”
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L’attrice Margaret
Cho disegna una linea per le taglie forti
Eleganza e sensualità anche per chi
veste qualche centimetro di stoffa in più. Dopo anni di
frustrazioni, le curve trovano finalmente spazio in una nuova
linea disegnata dalla attrice americana Margaret Cho. La
collezione intitolata High Class Cho si ispira ad un gusto un po’
retro ma con glamour. Non a caso, madrine ideali della collezione
sono Audrey Hepburn, Marylin Monroe e Anita Ekberg. Dive ma
soprattutto donne. Ed e’ proprio il corpo della donna, in tutti i
suoi centimetri e a dispetto dell’età che i vestiti Cho vogliono
celebrare. Le curve vanno amate: questo il messaggio della nuova
linea Cho. La collezione e’ stata lanciata dall’attrice in agosto
in collaborazione con la socia Ava Stander. Per adesso, la linea
e’ composta di soli 25 pezzi ed e’ disponibile solo su internet ma
l’obiettivo e’ quello di portarla presto in negozi ad hoc.
“Benche’ – come dichiara la Stander- l’acquisto via internet
garantisce comodita’ e riservatezza”, qualita’ queste ultime
difficili da garantire in un negozio. Le taglie partono dalla 10 e
arrivano fino alla 18 e i vestiti sono disegnati per essere
indossati sia durante il giorno che per la sera.Tra i pezzi più
richiesti della collezione c’e’ il classico vestito in stretch di
cotone con pieghe sulla gonna e maniche tre quarti, un piccolo
vestito stretch di raso, una camicia di chiffon a pois per e la
classica gonna a tubo. I prezzi oscillano tra i 75 e i 150 dollari,
a seconda dei modelli e dei tessuti. L’attrice americana non
nasconde di cercare e trovare su internet tessuti e ispirazione.
“Sono particolarmente attratta dallo stile vittoriano che trovo
molto sexy e adatto alle donne piu’ piene” ha dichiarato in
un’intervista ma “l’usato con quel classico odore di roba vecchia
non lo comprerei mai”. A questo punto viene spontaneo chiedersi:
sara’ forse lo stile vittoriano a ispirare la prossima collezione
Cho?
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Save the Music Foundation si
allea a Saks Fifth Avenue per l’educazione musicale dei bambini
americani
L’educazione
musicale è un impegno preso con serietà anche dalla moda. VH1 Save
The Music Foundation, la fondazione che raccoglie fondi per
l’acquisto di strumenti musicali per le scuole che non se lo
possono permettere a causa del loro budget, ha ora trovato un
alleato importante in Saks Fifth Avenue. Il retailer americano ha
fatto partire una grossa campagna di supporto, durante la quale
saranno messi in vendita prodotti esclusivi di grossi nomi del
mondo della moda in tutti i 62 punti vendita della catena a
beneficio della fondazione creata nel 1997.
Michael Kors, Missoni e Marc Jacobs
sono alcune delle maison di moda che hanno creato i prodotti per
l’occasione, e artisti internazionali come Beyonce Knowles, Jewel,
Gloria Estefan e B.B. King hanno gia’ accettato di prestare la
loro immagine per la campagna pubblicitaria. “Abbiamo lavorato a
questo progetto con grande impegno—ha detto l’amministratore
delegato di Saks Fifth Avenue Enterprises, Christina Johnson—
abbiamo usato tutte le nostre conoscenze, come la partnership con
American Express e Conde’ Nast, per promuovere il programma. “
L’enfasi che Saks ha posto sulla causa dell’educazione musicale
sembra avere toccato il cuore di molti, mettendo in moto una
campagna promozionale del costo di 8 milioni di dollari, in parte
spesi per realizzare un inserto di 20 pagine che sarà disponibile
nell’edizione di novembre di Vanity Fair, Vogue, Lucky, CG,
Details, Jane e The New Yorker.
“Non possiamo che rendere omaggio a chiunque creda nella nostra
causa —ha detto la responsabile della programmazione della
fondazione, Jennifer Lynch— questa e` una nuova collaborazione che
rappresenta anche la nascita di un nuovo concetto di promozione
per la raccolta di fondi, ma il tutto ha origine dal sentito
supporto per la causa dell’educazione da parte di molti artisti e
stilisti.” Saks ha ordinato 12 milioni di dollari di inventario
per i negozi e l’obbiettivo e` di raccogliere almeno 1 milione di
dollari.
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Mostra
Braveheart al Metropolitan Museum di New York
Le gambe in mostra
anche per gli uomini. Si, proprio loro, le gambe dell’uomo saranno
in esposizione al Metropolitan Museum di New York a partire dal 4
di Novembre in una mostra dal titolo “Bravehearts: Men in skirt”,
la versione ampliata di quella presentata al Victoria and Albert
Museum di Londra. L’esposizione e’ composta di 100 pezzi, presi in
prestito in parte dalla collezione permanente dell’Istituto di
Costume e in parte da altri istituti e case di moda europee ed
americane. L’attenzione e’ rivolta a designers e personaggi
celebri che hanno utilizzato la gonna come strumento per rendere
più creativa la moda maschile, trasgredendo ai codici morali e
sociali della mascolinità. Ed e’ il kilt a rappresentare la
gonna al maschile per eccellenza tanto che stilisti del calibro di
Vivienne Westwood, Jean Paul Gautier e Dries van Noten ne hanno
fatto il simbolo della mascolinità più disinibita. L’esposizione
inizia con un’introduzione teorica e visiva dei diversi pezzi che
notoriamente contraddistinguono l’abbigliamento femminile e quello
maschile per poi passare ad esplorare i significati attribuiti
alla gonna da parte di gruppi c.d. controtendenza. Gli hippy, ad
esempio che hanno visto nella gonna il futuro abbigliamento di una
utopica società senza diversità di generi, maschile o femminile.
L’esposizione illustra anche come a Roma e nella antica Grecia la
gamba dell’uomo era esibita quale simbolo di giovinezza e virilità,
mentre una rassegna sugli abiti in uso in Asia, Africa ed Oceania
rivela che non c’e’ nessuna particolare connessione tra un capo di
abbigliamento e la mascolinità o femminilità. In chiusura la
mostra racconta come gruppi controtendenza, quali il grunge, il
punk e i glam rock abbiano utilizzato la gonna quale simbolo di
ribellione contro schemi e modelli imposti dalla società. Tra i
numerosi stilisti e case di moda i cui abiti sono esposti nella
mostra, spiccano i nomi di Roberto Cavalli,Christian Dior, Dolce &
Gabbana e Giorgio Armani, mentre sono considerati i pezzi forti
dell’esposizione le famose gonne indossate dalle due icone della
musica, David Bowie e Boy George.
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Alberta Ferretti a NY alla
conquista del mercato USA
Alberta Ferretti
si muove alla conquista del mercato degli abiti da sposa negli
Stati Uniti. La nota stilista italiana ha infatti recentemente
siglato un accordo di vendita esclusiva con il negozio “Bridal
Atelier” di proprietà di Mark Ingram, situato nei pressi della
56esima strada a Manhattan, nel cuore di New York. Gli abiti da
sposa non sono certamente una novità per la casa di moda italiana,
che ha offerto sul mercato meravigliosi abiti bianchi per ben
cinque anni, ma non aveva ancora fatto un passo così deciso sul
mercato americano. I newyorkesi avranno modo di ammirare e di
acquistare gli abiti da sposa a partire dalla fine del mese di
gennaio del 2004, quando la nuova collezione della stilista
italiana arriverà nella esclusiva boutique. Il prezzo al
dettaglio di ciascun pezzo oscillerà tra i 2.000 e i 4.950 dollari,
con un prezzo medio di 3,479 dollari. Presso il prestigioso
atelier faranno da contorno alle creazioni Ferretti anche gli
abiti di stilisti americani come Monique Lhullier, Peter Langner,
Angel Sanchez e Sully Bonnelly.
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Cassini rafforza legame con
Bridal Group
Un vero e proprio
matrimonio, quello che e’ stato siglato nel mondo della moda
dedicata agli abiti da sposa. Protagonisti il Bridal Group,
società specializzata nel settore e controllata dalla catena May
Department Stores, e il famoso stilista Oleg Cassini. Cassini non
e’ in realtà una new entry per Bridal Group, avendo infatti gia’
prestato la sua opera in precedenza per la divisione David’s
Bridal. Alla conclusione dell’accordo e’ seguita una cerimonia in
cui Cassini ha firmato le copie del suo libro “A Thousand Days of
Magic: Dressing Jackie Kennedy for the White House” (Cento giorni
di magia” vestire Jackie Kennedy per la Casa Bianca). “Amo
disegnare per le spose” – ha dichiarato lo stilista novantenne, un
tempo sposato con Gene Tierney e noto per aver flirtato con Grace
Kelly. Nel frattempo in casa Bridal fervono i preparativi per
lanciare, a partire dal prossimo anno, gli abiti di Cassini. Il
gruppo si suddivide in tre catene: Priscilla of Boston, David’s
Bridal e Atfer Hours Formalwear. Il presidente di David’s, Robert
D. Huth, ha gia’ dichiarato che fara’ partire nel 2004 la
collezione Oleg Cassini Couture Bridal. Ogni abito da sposa avrà
un prezzo che varierà tra i 5 mila e i 25 mila dollari, contro i
699 dollari degli abiti normalmente disponibili presso i negozi
David’s. Cassini disegnerà inoltre anche abiti per After Hours.
Parlando di David’s, Huth ha dichiarato che il negozio rappresenta
il 25% del mercato degli abiti di nozze di tutta la nazione.
“David’s non e’ inoltre un negozio che vende abiti da sposa
scontati, sebbene e’ questo quello che la gente vuole sentirsi
dire. Ci chiedono sempre come sia possibile che un vestito costi
così poco. La ricetta e’ nella nostra strategia, che quest’anno
ci permetterà di vendere 375 mila abiti”.
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Romanticismo in primo
piano per le spose
Nei recenti
fashion show dedicati agli abiti da sposa il messaggio era piu’
che chiaro: viva il romanticismo. Come avevamo gia’ visto sulle
passerelle della settimana delle moda a New York, il 2004 per le
donne e’ all’insegna della femminilità. E non c’e’ momento piu’
sognato nella vita delle donne di quello del matrimonio. Abiti
bianchi ricchi in tulle e pizzi, lunghezze varie e fiori senza
limiti per le spose della prossima stagione dagli stilisti
americani del settore, come Richard Tyler, Reem Acra, Sully
Bonnelly a Vera Wang. Ci si chiede se il costosissimo abito creato
gratuitamente da Vera Wang per il matrimonio mai celebrato di
Jennifer Lopez fosse un esempio di tale tendenza.
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John Varvatos lancia la sua
linea di profumo maschile. Dopo scarpe e accessori con Shiseido il
nuovo progetto
John Varvatos
completa la sua linea rigorosamente al maschile. E’ fissata
infatti per febbraio la data per il lancio del profumo ed in
primavera quella per l’uscita della prima linea di cosmetici per
uomo. Il tutto ovviamente firmato Varvatos. La posta in gioco e’
alta ma lo stilista, che ha anche una linea di scarpe e di
accessori, ha dichiarato che il lancio del profumo era un passo
obbligato nella crescita del brand. La collaborazione con Zihr,
società detenuta all’80% dalla più conosciuta Shiseido, ha reso
possibile la realizzazione del progetto. Sui numeri, c’e’ ancora
molta cautela, ma gli addetti ai lavori parlano per il primo anno
di 5 milioni di dollari per la collezione profumo, che tra l’altro
comprende anche il dopo barba e il deodorante. L’essenza del
profumo firmata Rodrigo Flores-Roux richiama i sapori del legno
orientale ed e’ frutto di una spremuta di foglie di tamarindo, con
foglie di palma medjool date. Coriandolo, salvia e aloe, misto ad
una fragranza di cuoio e vaniglia costituiscono invece il corpo e
il fondo del profumo. Il flacone e’ stato disegnato da Doug Lloyd
ed e’ rivestito da una fascia di cuoio con il nome dello stilista
inciso. Ma la grande scommessa per Varvatos sono i prodotti per la
pelle dell’uomo. Territorio quello della cosmetica maschile
rischioso, in cui raramente gli stilisti della moda si avventurano.
Ma il calendario e’ gia’ fissato: i primi dodici prodotti saranno
sul mercato da quest’estate mentre gli altri partiranno dopo
qualche mese. I prezzi varieranno dai 22 ai 59 dollari e si stima
che i ricavi per il primo anno dovrebbero toccare i due milioni di
dollari. Al momento, Varvatos dichiara che il suo obiettivo e’ il
lancio del profumo e lo sviluppo dei prodotti per la cura della
pelle maschile ma nell’ambiente si vocifera che tra i progetti
dello stilista vi sarebbe quello di lanciare una linea finalmente
tutta al femminile.
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Michael Forster svela i suoi
segreti nel settore profumi
In un mondo sempre
piu’ globalizzato e caotico, in cui gli odori di spezie orientali
inondano i grandi magazzini di New York o Parigi, cercare e
trovare un profumo pensato ad hoc per la persona che lo vuole
indossare e’ praticamente impossibile. Le industrie internazionali
cercano di creare fragranze uniche, si rivolgono agli esperti
francesi, maestri nell’arte della miscela dei diversi odori. Non
sono che poche decine le persone che si occupano di creare nuovi
profumi e uno di questi e’ Michael Forster, l’uomo che ha creato
il Davidoff Cool Water, un profumo che ha conosciuto il successo
dalla metà degli anni novanta. La scommessa da vincere e’ quella
di lasciare intatta la personalità della persona che indossa il
profumo, ma anche l’identità
dell’azienda stessa. Importante anche la scelta del nome da
assegnare al profumo. Per la creazione di una fragranza per donne
sono necessari almeno diciotto mesi di lavoro: dalla scelta delle
sostanza da miscelare, il disegno del flacone, i colori della
confezione. Una scelta dettata da quella che Foster definisce “i
diversi aspetti universali” della vita, tra cui seduzione, sesso.
Tutto ruota attorno al concetto di attrazione dell’attenzione
degli altri. Con un occhio all’elemento acqua. Riferendosi ai
profumi messi a punto per Escada, fragranze che possono essere
prodotte per una sola stagione, per essere utilizzate in
pochissime occasioni. Foster punta il dito contro le indagini di
mercato che spingono alla creazione di profumi per la grande
distribuzione, che vadano bene per un numero illimitato di persone.
La gente risponde ai sondaggi pensando a profumi a loro famigliari.
Ma lui e’ contro l’utilizzo di questo tipo di strumenti per
determinare le tendenze dei consumatori.
“Se un prodotto piace – spiega – puntiamo tutti i nostri sforzi
per migliorarlo” e continuare a produrlo. In questo modo il
rischio di avere sugli scaffali un prodotto invenduto si riduce
sensibilmente e i profitti di un’azienda si mantengono invariati.
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Il settore degli accessori
riprende grazie alle borse
Dopo due anni di
contrazione dei consumi, il settore dei prodotti di lusso negli
Stati Uniti sembra essere tornato a godere di buona salute.
Secondo quanto riporta il New York Times, fra i consumatori si e'
scatenata la corsa all'acquisto dell'accessorio di lusso, dalle
cinture ai foulard, dalle scarpe alle borse. E sono proprio le
borse a costituire la punta di diamante delle ultime collezioni.
“Chi riesce a lanciare la borsa di tendenza - spiega al quotidiano
il numero uno di Gucci, Domenico De Sole - ha fatto la stagione".
Per il gruppo fiorentino, quotato anche a New York, il settore
abbigliamento conta solo il 30% del fatturato complessivo. E lo
stesso vale per Louis Vuitton che con le sue borse griffate, e le
nuove linee piu' sportive, contribuisce al 60% della LVMH Moet
Hennessy Louis Vuitton. A New York i dati di vendite di Gucci,
Dior, Boucheron e Bottega Veneta fra gli altri confermano
l'avvenuta svolta nell'arco degli ultimi due mesi. E al coro si
aggiungono anche Louis Vuitton, Chanel, Ralph Lauren e Burberry.
Insomma per il lusso, dopo due anni di vacche magre, potrebbe
finalmente essere di nuovo vicina l'età dell'abbondanza.
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Accessori anche
per la diva degli Usa Eve
Non si e’ dovuto attendere molto tempo perché Eve ampliasse la sua
linea d’abbigliamento anche al settore degli accessori. L’artista,
magnate della musica e neo designer del marchio Fetish, dopo aver
lanciato quest’estate la sua linea di moda ispirata a uno stile
decisamente “urban”, ha deciso ora di arricchire la sua offerta
con una vasta gamma di accessori. La nuova collezione sarà
disponibile a partire da novembre per poi ampliarsi notevolmente
entro la prossima primavera. Prodotta e distribuita da Innovo
Group, che ha la licenza in esclusiva per Fetish, la nuova linea
comprenderà una serie di oggetti quali borse, cinte, guanti,
cappelli e portafogli, tutti rigorosamente rispondenti allo stile
“urban”. Quasi tutti i pezzi della collezione, saranno
contraddistinti dalla tipica scritta Fetish che caratterizza tutti
i capi di Eve. “Abbiamo già riscontrato un notevole successo con
questa collezione—ha dichiarato - Pat Anderson, direttore di
Innovo Group—Si tratta di un look decisamente "trendy", che
rispecchia fra l’altro lo stesso livello di esclusivita’ e glamour
tipico di Eve”. I materiali utilizzati per le borse includono
oltre alla pelle anche il Pvc e il camoscio, mentre per gli
accessori serali sono stati utilizzati anche materiali “hardware”
combinati con l’oro e l’argento. Tra le borse per la sera, le
sacche da città e gli oggetti abbinati e’ ricorrente l’uso del
rosa per adornare gli accessori con simpatici inserti che
conferiscono vivacità. Come riportato dalla stessa Anderson la
linea sarà distribuita in diversi punti vendita e in fasi
successive. Inizialmente sarà lanciata in circa cento negozi, tra
cui quelli di Federated Department Store e May Co. Secondo la
stessa dirigente di Innovo Group le vendite combinate degli
articoli d’abbigliamento con quelli della nuova accessoristica
potranno raggiungere nel primo anno di distribuzione un livello
compreso tra i 50 e i 60 milioni di dollari
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Al
Vision Expo West novità per l’ottica
Più grandi più belli. Questa e’ l’ultima tendenza degli occhiali
emersa nel Vision Expo West, il gigante delle esposizioni nel
mercato delle lenti. E’ il look Jackie O’ a fare ancora tendenza.
Ritornano, però, anche le lenti graduate e le montature in corno e
tartaruga. Sono ancora in voga le lenti a giorno ma cambiano i
colori. Più rossi e rosa, marroni o grigi ed arriva anche il
bianco. Particolare attenzione viene riservata anche alle aste
degli occhiali: c’e’ chi le vuole in oro laminato, chi le
preferisce con baguette in strass e chi ancora con graffiti ed
incisioni. Gli occhiali sono sempre più un accessorio del fashion
e gli stilisti se ne sono accorti. Quest’anno infatti più che nel
passato l’esposizione e’ stata costellata da nomi di grandi
designers. Oltre a Coach, Stella McCartney anche Giorgio Armani,
Bottega Veneta e Malo. Ognuno ha detto la sua. La Allison, azienda
che produce i brand Malo e GF Ferre’, ha presentato per gli
occhiali Malo un ovale sofisticato con aste in laminato d’oro. Per
la più’ sportiva GF Ferrè, invece, sono state proposte lenti
colorate e montature in plastica dai colori sgargianti e
possibilmente in contrasto. Coach ha lanciato un nuovo sistema
salva aria composto di tre pezzi che elimina viti e loghi. Per il
Gruppo Safilo, invece, l’importante e’ coniugare abiti ed occhiali.
Ed ecco infatti che sugli occhiali Giorgio Armani appaiono pallini
e disegni floreali in richiamo ai tessuti della collezione
autunnale. Bottega Veneta, invece, punta sulla lavorazione della
montatura in plastica per richiamare il look delle famose borse di
cuoio firmate. Il mercato sembra ancora in grado di assorbire
nuove idee e proposte. Lo conferma anche il Vice Presidente di
Luxottica, Jean Scott, con riguardo all’ottima risposta dei
consumatori sia all’ultimo modello Chanel, sia ai Ray Ban Junior,
lanciati in sordina l’altra estate e dedicati ai giovani e alle
donne dal viso più piccolo.
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È Baby Phat Visa Card
l’ultima novità di Russel Simmons
Una carta di
credito per i clienti più affezionati e fedeli Baby Phat. L’idea
e’ venuta a Kimora Lee Simmons, fondatrice della linea di
abbigliamento Baby Phat. La Baby Phat Prepaid Rush Visa Card e’
solo l’ultima delle offerte messe a punto dall’imprenditore della
musica e della moda Russell Simmons. Il produttore discografico
creatore di una linea di abbigliamento hip-hop tra le più note
sulla piazza newyorchese ha lanciato la carta di credito rosa
“shocking” nelle scorse settimane per attirare e fidelizzare la
propria clientela. Rosa e’ il colore ufficiale di Baby Phat, il
colore preferito dalla moglie e designer della linea, e così sarà
anche la carta di credito Visa che potrà essere utilizzata in
tutti i negozi che espongono il logo della carta di credito. Per
ottenere la Baby Phat Card basta connettersi al sito della casa di
moda o chiamare un numero verde. Per i numerosi ammiratori di Baby
Phat che sottoscriveranno la nuova carta di credito, Simmons ha
messo a punto il Baby Phat Welcome Pack, una sorta di regalo che
contiene una foto autografata di Kimora Lee oltre a materiale sul
suo Cd di prossima uscita.
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Michelle K: contratto di
licensing con L’Koral
Michelle K, il
marchio controllato dall’industria di calzature Skechers Usa, ha
firmato un contratto di licensing con L’Koral, che controlla Seven
For All Mankind. Michelle K, che ha raggiuno la notorieta’ per le
sue estrose collezioni di calzature femminili, produrra’ insieme a
L’Koral una nuova linea di abbigliamento che verra’ lanciata
nell’autunno del 2004 nei negozi specializzati. “Ho sempre cercato
di creare prodotti dalla forte personalità, che potessero
conquistare a prima vista”, ha dichiarato Michelle Kelchak, vice
direttrice del settore design, che avrà un ruolo di primo piano
nella definizione della nuova linea di abbigliamento. “Tenterò di
ripetere il successo ottenuto in passato e anzi penso che la linea
di abbigliamento debba essere il naturale completamento della
linea calzature”. Piena fiducia per il nuovo progetto e’ stata
espressa da Faith Wall, vice direttrice di Sketchers: “L’Koral e’
una società da 200 milioni di dollari che e’ diventata uno dei
marchi più quotati, anche grazie alla linea jeans Seven For All
Mankind”, ha dichiarato Wall. “L’Koral e’ una società con
un’ottima conoscenza del mercato, produce articoli di alta qualità
e pensiamo che sia il partner ideale per catturare l’immagine più
attraente di Michelle K”, ha aggiunto la Wall. Kelchack ha
lavorato per Skechers fin dal 1992, quando e’ stata assunta come
designer. Nel 1998 e’ stata promossa alla carica attuale. Due anni
fa Sketchers le ha affidato lo sviluppo di una linea autonoma.
“Oggi le donne apprezzano stile e qualità, ma non si accontentano
facilmente – ha dichiarato Jane Siskin, presidente di L’Koral
Industries – quello che vogliono davvero e’ qualcosa in cui
possano riconoscersi e, nello stesso tempo, che le faccia sentire
a loro agio. Oltre che un’eccellente designer, Michelle e’ anche
una donna attraente e l’unione di queste due qualità la rende
perfetta per catturare l’interesse delle nostre clienti: tutto
nella sua immagine suggerisce bellezza e carattere”. Skechers, la
cui sede principale e’ a Manhattan Beach, in California, sta per
lanciare anche una linea di abbigliamento sportivo per bambini,
che dovrebbe vedere la luce il prossimo autunno, in concomitanza
con la ripresa dell’anno scolastico.
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Wrangler lancia le magliette
per il country
VF Corporation, la
società che detiene il controllo del gigante dei jeans Wrangler,
ha annunciato il lancio di una nuova linea di magliette e
abbigliamento casual, che sara’ prodotta con il prestigioso
marchio americano, e che porterà il nome del famoso cantante
country George Strait. La società della Carolina del Nord ha reso
noto che la nuova collezione sarà prodotta con materiali e tessuti
altamente innovativi creati con l’impiego di fibre ultraleggere,
ma dotate di grande resistenza. Ogni capo sara’ ispirato nella
manifattura e nel taglio da una concezione tipicamente “country”,
e ispirata al vecchio stile “western”. Da qui il nome dato alla
collezione che sarà esposta sugli scaffali dei negozi di
abbigliamento con la targhetta “George Strait Cowboy Cut”. “George
e Wrangler hanno avuto una splendida e duratura collaborazione per
molti anni –ha dichiarato Edyie Brooks-Bryant direttore del
Marketing –i tempi sono quindi maturi per fondere la sua classica
linea cowboy in una nuova rivoluzionaria collezione di Wrangler
Western Wear. Si tratterà di capi innovativi ma allo stesso tempo
ispirati alla classicità dello stile Western”. Come ha dichiarato
lo stesso Brooks la linea sara’ di sicuro effetto e oltre ad
essere una conferma per i clienti affezionati di Wrangler,
riuscirà a conquistare nuove fasce di consumatori. “La George
Strait Cowboy Cut Collection – ha concluso il direttore—e’ un
chiaro esempio degli sforzi compiuti dal nostro Brand per
soddisfare le esigenze in continua evoluzione dei consumatori”. La
nuova collezione sara’ disponibile dal prossimo novembre.
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Alloy acquista Delia e potenzia
la sua struttura con novita’
Accordo nel mondo
dell’abbigliamento rivolto ai teenager. Protagonista la società
americana Alloy, che ha annunciato l’acquisto del gruppo di
abbigliamento e di accessori femminile Delia, per un valore che si
aggira attorno ai 50 milioni di dollari. Secondo i termini
finanziari dell’accordo, Alloy pagherà agli azionisti di Delia 93
centesimi per ogni azione Delia detenuta. Alloy ha dichiarato che
dall’operazione di fusione nascerà un gruppo che sarà in grado di
vantare un fatturato annuale di 300 milioni di dollari e un
database con almeno 20 milioni di nomi. Nella nuova società
entrerà a far parte anche Walter Killough, che era in precedenza
direttore generale del colosso dell’abbigliamento giovane J Crew,
e Robert Bernard, ex direttore commerciale ed amministratore
delegato di Limited Brands. “La combinazione con Alloy, una
società che si distingue per i suoi servizi e prodotti
complementari e il suo buon bilancio, permetterà a Delia di
espandere il suo marchio all’interno di una fetta di mercato più
rilevante”, ha dichiarato Stephen Kahn, presidente e
amministratore delegato di Delia. Per l’anno fiscale 2003 la
società ha stimato una perdita compresa tra 15 e 25 centesimi per
azione, ben al di sopra degli 8 centesimi attesi in precedenza.
Il margine operativo lordo e’ stimato tra gli 11 e i 15 milioni di
dollari, mentre per il terzo trimestre, l’utile e’ previsto tra
49 e 51 milioni di dollari.
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Jones Apparel si
aggiudica Kasper per la sua divisione Anne Klein con 216.6 M
La società di
abbigliamento newyorkese Jones Apparel Group e’ riuscita ad
aggiudicarsi la proprietà di Kasper, nota più che altro per la sua
divisione Anne Klein. L’acquisizione e’ avvenuta attraverso
un’asta, in cui Jones ha superato le offerte delle concorrenti
con 216,6 milioni di dollari. Il prezzo di acquisto e’ stato
superiore di 48 milioni di dollari rispetto all’offerta presentata
inizialmente, a quota 204 milioni di dollari. A contendersi la
proprietà di Kasper durante l’asta sono state Jones e Kellwood.
Quest’ultima ha rilanciato l’offerta a 203 milioni di dollari, 40
milioni in più rispetto a quella iniziale. Ma alla fine ha avuto
la meglio Jones, che mirava soprattutto ad inglobare Anne Klein.
La divisione ha davanti a sé un futuro promettente, considerate le
vendite messe a segno l’anno scorso che sono arrivate a quota 350
milioni di dollari. Soddisfatto John D. Idol, presidente e
amministratore delegato di Kasper, che ha commentato l’affare
sottolineando che “in questo modo e’ stato prodotto il risultato
migliore a favore dei nostri clienti, fornitori, creditori e
azionisti”. L’affare e’ positivo anche per la società acquirente
Jones, che proprio recentemente si e’ messa sotto i riflettori per
aver perso la licenza per vendere la linea femminile di Ralph
Lauren. Kasper ha infatti un valore totale di mercato di 125
milioni di dollari, mentre la divisione Anne Klein e’ valutata 25
milioni circa. I 150 milioni di dollari raccolti permetteranno di
far fronte anche ai debiti di Kasper, divisi in 11 milioni di
obbligazioni, sei milioni di debiti non garantiti e un bonus
ancora non pagato a quota 11 milioni e riservato
all’amministratore delegato Idol. La transazione diventerà
effettiva entro la fine dell’anno.
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Kellwood e Philips–Van
Heusen per Izod
Kellwood Company e
Phillips-Van Heusen hanno siglato una nuova alleanza per
realizzare una linea di accessori volta a completare la collezione
donna IZOD. La Philips-Van Heusen Corporation concedera’ in
licenza l’uso del nome IZOD mentre il gigante nord americano si
occuperà del design e della produzione. Nei quartieri generali
della Kellwood si respira aria di successo e il presidente della
divisione Donna, Stephen L. Ruzow, non lo nasconde. “La
realizzazione di una collezione casual donna, di una linea per il
mare e ora quella per gli accessori e’ stata per noi una grande
opportunità che ci ha consentito di affiancare la nostra expertise
con uno dei più grandi nomi della moda, qual e’ IZOD”.
Soddisfazione anche alla Phillips-Van Heusen che e’ noto essere la
più grande società manifatturiera di camicie, oltre che una delle
più importanti nella produzione di abiti, e che da questa alleanza
si aspetta di rafforzare il nome del proprio brand, IZOD,
allargandone la portata a nuovi compartimenti della moda. La
responsabile della campagna per lo sviluppo del nuovo prodotto,
Margie Greenless e’ ottimista, considerati anche i successi che
hanno contraddistinto le precedenti operazioni. La linea di
accessori comprenderà borse, cappelli, cinte e guanti e il suo
lancio e’ previsto nel corso del 2004.
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‘Soho stroll’ rilancia
New York downtown
Il venticinque di
ottobre l’Associazione per Soho ha presentato la quarta edizione
del “Soho Stroll”. Quest’anno 59 dei locali piu’ alla moda, tra
ristoranti, negozi e gallerie hanno preso parte alla
manifestazione. A dare colore all’evento, la lotteria organizzata
da Malo, i cocktails e i buoni regalo offerti dal negozio
Philosophy di Alberta Ferretti, gli sconti sulle calzature
regalati da Sacco, il maquillage gratuito con prodotti offerti dal
famoso negozio Shemura e tanto altro. L’ingresso era gratis e
naturalmente aperto a tutti. La prima manifestazione intitolata
Soho Stroll nasce nel Novembre del 2001 dalla collaborazione
dell’Associazione per Soho con quella per Tribeca, per rilanciare
i quartieri toccati dalla tragedia dell’11 settembre Da allora,
e’divenuta la più importante manifestazione di quartiere.
L’associazione per Soho e’ stata fondata nel 1992 con lo scopo
benefico di aiutare i disoccupati del quartiere fornendo loro gli
strumenti necessari per trovare un lavoro stabile, per ottenere
un’autonomia economica e non ultimo per crearsi una propria casa.
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Nel quartiere di Soho nascono
i ‘concept store’ mentre gli affitti
scendono del 25%
Li chiamano
“concept shops” e sono i nuovi abitanti delle strade di Soho.
Sono principalmente dettaglianti indipendenti che con il calo
degli affitti scelgono di insediarsi a Soho. L’idea e’ quello di
creare delle strutture originali a meta’ tra il negozio e la
bottega dell’artista, restituendo alla zona il suo originario
sapore artistico. Sono indipendenti perché non fanno parte delle
grandi catene commerciali, tipo Victoria’s Secret piuttosto che
Gap o Footlocker e possono liberamente gestirsi a loro piacimento.
Al numero 513 della Broadway e’ stato appena inaugurato “Work in
progress”, 6 mila piedi di superficie suddivisi tra lo studio
artistico e il negozio di abbigliamento, caratterizzati dal tutto
e’ in vendita, dalle stoffe di organza, ai pannelli in legno
appesi alle pareti sino ai vestiti in esposizione.
Più avanti sempre
sulla Broadway, sorgono altri due negozi indipendenti che
espongono vestiti dalle fatture originali. Soho riacquista un po’
del suo colore di un tempo. Esploso negli anni ‘70 e ‘80 come
paradiso degli artisti, negli anni 90, il quartiere aveva ospitato
i punti vendita delle piu’grandi catene commerciali e delle firme
più’ prestigiose della moda e del lusso, triplicando il prezzo
degli affitti. Ma l’avvento della crisi economica ha reso il
prezzo dei locali insostenibile anche per le grandi compagnie.
Gucci e Lacoste che avevano inizialmente considerato l’apertura
dei loro nuovo negozi in Soho hanno preferito rimanere up-town,
Cartier ha lasciato definitivamente i locali di Soho e l’apertura
di H Stern in Prince Street non e’ mai avvenuta. I broker
confermano: gli affitti sono scesi di circa il 25% e spazi i cui
prezzi scottavano si riaprono al mercato.
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Kangol apre primo negozio
mono-marca
Apre il primo
negozio americano del famoso stilista di cappelli Kangol. Reso
famoso dalle celebri teste di Jennifer Lopez o di LL Cool J,
Kangol arriva a New York, sulla Columbus Avenue, nell’Upper West
Side. La ricerca dell’area giusta per il lancio del negozio e’
stata lunga, frutto di una scelta ponderata che ha visto scartare
le strade di Soho per il più tranquillo Upper West Side. Chuck
Sternfield proprietario del negozio, ed ex direttore finanziario
della società, ha spiegato che “dopo l’11 settembre molti negozi
avevano cominciato a spostarsi uptown e che la presenza sulla
Columbus Avenue di negozi del calibro di Intermix, Starbucks o
Betsey Johnson aveva reso ancora più appetibile la scelta”. Sono
appena 300 piedi di superficie ma il proprietario e’ soddisfatto.
Lo spazio e’ limitato ma consente comunque di esporre tutta la
collezione e di saggiare il gusto del pubblico in merito a nuovi
prodotti ancora non in vendita. Infatti, le vetrine di questi
giorni espongono gia’ guanti, cappelli e perfino scarpe che
saranno eventualmente disponibili a gennaio. Si tratta comunque di
un progetto pilota che consente di valutare l’opportunità di
aprire altri negozi in America. “Per ora—dichiara Sternfeld—dal
giorno della nostra apertura, 4 settimane fa, siamo stati sempre
presi d’assalto e la gente si e’ persino accodata sul marciapiede
per venire a conoscerci.” E con il freddo in agguato, Kangol si
aspetta un ulteriore aumento delle vendite. E non intende
rinunciare a nessuno, tanto meno alle donne in carriera, che dopo
il lavoro potranno fare il loro shopping da Kangol sino alle 11 di
sera. E non a caso, sembra che i dati delle vendite dimostrino che
dalle 6 alle 10, gli acquisti raddoppino rispetto alla prima parte
della giornata. Nel primo anno, si e’ stimato che il fatturato
dovrebbe raggiungere circa i 400.000 dollari ma per ora le
previsioni del primo mese sono state ampiamente superate e c’e’ da
aspettarsi che il traguardo sia raggiunto gia’ prima della fine
del 2005.
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Trimestre negativo per
Skechers
Tempi di magra per il gruppo
calzaturiero Skechers, specializzato in scarpe sportive e casual
per un pubblico giovane. La società americana, che controlla
l’omonima catena, ha chiuso il suo terzo trimestre con una perdita
netta di 5,9 milioni di dollari, una performance decisamente
negativa se paragonata all’utile di 14,1 milioni di dollari avuto
nello stesso periodo dello scorso anno. I vertici del gruppo
californiano hanno inoltre reso noto che le vendite trimestrali
hanno registrato una flessione consistente: il fatturato si e’
attestato a 221,8 milioni di dollari, in calo del 15% rispetto ai
261,1 milioni dello stesso periodo dello scorso anno. Il margine
di profitto lordo e’ sceso al 35,5 per cento, contro il 41,7% del
2002. David Weinberg, direttore finanziario della società,
attribuisce i bassi margini di profitto e il calo degli utili
“all’aggressiva strategia di riduzione delle scorte di magazzino”.
Per il prossimo trimestre, Weinberg prevede una perdita compresa
tra 45 e 55 centesimi per azione su vendite tra i 155 e i 165
milioni di dollari.
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Utili trimestrali in rialzo
del 19% per Reebok. Mercato
in difficoltà, ma le vendite aumentano
Il gruppo Reebok, uno dei marchi più
riconosciuti nel mondo dell’abbigliamento e delle calzature per lo
sport, ha messo a segno un trimestre decisamente positivo. La
società, il cui quartier generale si trova in Massachussetts, ha
riportato per il suo terzo trimestre fiscale un utile netto di
62,7 milioni di dollari, pari a 96 centesimi per azione. Per il
gruppo americano si tratta di un rialzo del 19 per cento rispetto
all’utile di 53,4 milioni, o 81 centesimi per azione, dello stesso
periodo del 2002. Le vendite nette si sono attestate a 1,04
miliardi di dollari, in crescita del 14 per cento rispetto ai 912
milioni di dollari del terzo trimestre dello scorso anno. Negli
Stati Uniti, le vendite di calzature sono salite del 16 per cento
a 279 milioni di dollari, mentre a livello internazionale, il
rialzo e’ stato di solo l’11 per cento. I prodotti del marchio
Reebok hanno registrato nel corso del trimestre vendite pari a 898
milioni di dollari. Per gli altri marchi controllati dalla societa’,
tra cui Rockport, Ralph Lauren Footwear, e Greg Norman Collection,
le vendite si sono attestate a 143 milioni di dollari,
praticamente invariate rispetto al terzo trimestre del 2002.
“Siamo molti soddisfatti della nostra performance trimestrale —ha
dichiarato in un comunicato stampa Paul Firemen, presidente e
amministratore delegato di Reebok— Abbiamo generato vendite
consistenti e abbiamo migliorato i margini di profitto e gli utili
nonostante le difficili condizioni del mercato, sia negli Usa che
nel resto del mondo”. Firemen ha concluso spiegando che la
performance del marchio Reebok nel periodo di riapertura delle
scuole fa ben sperare per la stagione natalizia, ormai alle porte.
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Timberland: ottima
performance all’estero
Ottima performance trimestrale per il
colosso Timberland, uno dei marchi di abbigliamento sportivo e per
il tempo libero più conosciuti al mondo. La società del New
Hampshire ha infatti chiuso il terzo trimestre dell’anno,
conclusosi il 26 settembre scorso, con un utile netto di 53,3
milioni di dollari, pari a 1,47 dollari per azione. Si tratta di
un eccellente risultato se consideriamo che nello stesso periodo
del 2002, l’utile era contenuto a 49,2 milioni di dollari, o 1,30
dollari per azione. Il fatturato trimestrale e’ balzato a 444
milioni di dollari, in rialzo del 6,6 per cento rispetto ai 416,6
milioni del terz | |