OTTOBRE 2005 | Newsletter | Volume 2 | Numero 44

 
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Prada conquista un posto nel deserto
  • Immaginate che un tornado abbia sollevato delicatamente un negozio di Prada e lo abbia appoggiato intatto, con altrettanta premura, in mezzo al deserto del Texas. È forse quello che potreste pensare passando sulla statale 90, nel Texas occidentale, dove tra cactus e sabbia si può ammirare la nuova installazione chiamata Prada Marfa. In tutto e per tutto simile a uno store di via Montenapoleone di Milano o della 5th Avenue di New York. Piccolo particolare: non ci sono porte per entrare, nè pret-à-porter da acquistare. È infatti solo una scultura permanente quella che interrompe il paesaggio di questa landa desolata, e non un punto vendita. Sorge a Valentine, a 26 miglia circa di distanza da Marfa, un paesino di poco più di 2.000 anime che è recentemente diventato una sorta di magnete per artisti e amanti dell’arte, e da cui l’opera prende il nome.
  • A metà strada tra un’operazione di marketing e un lavoro artistico, l’iniziativa viene dalla Fondazione Prada, il ramo creativo della maison italiana, con i contributi decisivi dell'Art Production Fund e di Ballroom Marfa. La prima è un'organizzazione no-profit che si propone di facilitare ambiziosi progetti di artisti contemporanei, per sensibilizzare il pubblico all’arte contemporanea. Yvonne Force Villareal, co-fondatrice nel 2000 insieme a Doreen Remen, è la curatrice dell’installazione.
  • Ballroom Marfa è invece uno spazio non profit, con sede a Marfa e dedicato alla cultura e all'arte contemporanea. Esplorando le varie prospettive culturali attraverso arti visive, musica e film, svolge un ruolo di patrocinatore di espressioni artistiche, innovazione e consapevolezza creativa. È stato fondato nel 2003 da Virginia Leberman e Fairfax Dorn, e gestisce un largo spazio nel centro di Marfa in cui mostre, concerti, interventi e proiezioni di film hanno luogo durante tutto l'anno.
  • Prada Marfa è un concetto degli artisti berlinesi Michael Elmgreen e Ingar Dragset per assomigliare a un negozio Prada, ma in armonia col paesaggio e con i tratti tipici dell’architettura locale. I muri sono di mattoni cotti al sole, secondo la tradizione delle celebri costruzioni della vicina Mesa Verde, e ricoperti di stucco bianco. Le linee pulite, orizzontali e verticali,sono tipiche di uno stile minimalista. Nella vetrina, sulla parte frontale, un display mostra scarpe col tacco e borse. I cow boy di passaggio sono quindi avvertiti: niente stivali da acquistare con carta di credito, c’è solo da apprezzare la collezione autunno-inverno 2005-2006. Il tempo è uno degli elementi essenziali dell’opera, dal momento che Prada Marfa non sarà manutenuta. Potrebbe dunque, col tempo, diventare un rudere. Ma l’intento è proprio che resti pertinente al tempo in cui è stata realizzata, testimonianza della collezione dell'autunno-inverno 2005-2006 e della moda dei nostri giorni. Made by Prada, of course.
Wal-Mart strizza l’occhio a Tommy Hilfiger
  • Nuovi scenari in vista nel settore del commercio al dettaglio. Sembra infatti che il colosso Wal-Mart Stores, la catena di supermercati più grande al mondo, abbia espresso interesse su uno dei fiori all’occhiello della moda “made in Usa”, Tommy Hilfiger. Stando a quanto riportato da Women’s Wear Daily, infatti, un accordo tra le due società potrebbe essere siglato a breve, già prima del Thanksgiving Day (il giorno del ringraziamento), a fine novembre.
  • Wal-Mart allargherebbe così in maniera molto significativa, in termini di fatturato ma soprattutto a livello di immagine, la propria presenza nel settore della moda. Il gruppo di Benton, in Arkansas, avrebbe dunque preso in seria considerazione l’ipotesi dell’acquisizione della maison, che del resto si è messa ormai da tempo in vendita. Lo studio di fattibilità pare aver portato ad una prima valutazione di almeno 1,82 miliardi di dollari per l’acquisto, ma la cifra potrebbe salire fino a 2,16 miliardi.
  • L’operazione di Wal-Mart Stores non sarebbe comunque la prima del genere, dal momento che il gruppo sta cercando da tempo di sostenere la propria immagine e di intersecare la domanda di acquirenti ad alto reddito attraverso iniziative quali la vendita di apparecchi elettronici di ultima generazone o, appunto, di abbigliamento di alto livello. Nel corso dell’ultima settimana della moda che si è tenuta all’inizio di settembre a New York, il gigante americano ha ospitato una sfilata in uno dei suoi store, comprando anche uno spazio pubblicitario di ben otto pagine nel numero di Vogue di settembre. Wal-Mart è il numero uno nelle vendite al dettaglio, con un fatturato che lo scorso anno ha sfiorato 300 miliardi di dollari. La sua capitalizzazione di mercato è pari a 180 miliardi di dollari. Le dimensioni di Tommy Hilfiger sono invece molto più modeste: il valore di mercato è di 1,55 miliardi di dollari, a fronte di vendite che nel 2004 si sono attestate sugli 1,8 miliardi di dollari.
Federated, dopo acquisizione May si lancia al terzo posto tra i rivenditori al dettaglio americani
  • È lotta fra giganti quella che si gioca tra i principali gruppi americani attivi nel commercio al dettaglio. Federated Department Stores ha infatti proceduto all’acquisizione della rivale May Department Stores – definita recentemente - per 11,9 miliardi di dollari, dando vita al terzo gruppo più importante degli Stati Uniti dopo Wal-Mart e Sears. Con l’operazione, il gruppo assume il controllo dei 487 punti vendita di May, oltre ai 710 negozi di abiti da sposa distributi in 47 stati (oltre al distretto di Columbia e a Porto Rico).
  • In pratica, Federated Department raddoppia la propria taglia, e si espande sul mercato nazionale. Nasce cioè un colosso che una rete di oltre 1.000 punti vendita fatturerà circa 30 miliardi di dollari all’anno. L’acquisizione non sarà comunque rosea e indolore su tutti i fronti. Dopo aver svelato i piani per l’integrazone della catena May-Marshall Field’s, infatti, Federated Department ha anche annunciato il taglio di circa 6.200 posti di lavoro, oltre alla chiusura di alcuni negozi "doppione". Tutto è rimandato, però, alla chiusura della stagione delle vendite autunno-inverno: la compagnia ha infatti promesso che nessun posto verrà toccato prima dell’1 marzo 2006, anche se già a partire da febbraio un certo numero di negozi e parte degli uffici del management dovrebbero essere chiusi.
  • A cominciare dall’autunno 2006, tutti i negozi Marshall Field’s vedranno il proprio nome sostituito dal marchio Macy’s (di cui Federated Department è proprietaria), mentre altri assumeranno le insegne di Bloomingsdalès (altro marchio del gruppo). L’operazione coinvolgerà circa 62 punti vendita tra Michigan, Illinois, Minnesota, Wisconsin, North Dakota, Indiana, Ohio e South Dakota. Questi ultimi continueranno a operare attraverso la divisione con base a Minneapolis, denominata ‘Macy’s North’.
  • Inoltre, saranno “chiuse gradualmente”, tra le altre, le operazioni dell’ufficio centrale della divisione di Filenès-Kaufmann’s situata a Boston, la divisione di Foley’s con sede a Houston e la divisione di Hecht’s Strawbridgès ad Arlington, in Virginia. In totale, 76 punti vendita saranno ceduti entro il 2006, e 4.500 lavoratori mandati a casa. Per quanto riguarda il quartier generale della May e gli uffici del merchandising a St. Louis, la Federated ha comunicato che taglierà 1.700 posti entro la fine del 2006. Il gruppo, peraltro, ha dichiarato che “al maggior numero di lavoratori possibile” sarà offerta una nuova posizione all’interno dello stato, e di essere disposta a indennizzare gli impiegati della May che siano disponibili a lavorare fino all’1 marzo 2006. Infine, sarà ceduta la divisione nozze del gruppo May’s, che comprende David’s Bridal, After Hours Formalwear e Priscilla delle catene di Boston. Solo un’operazione resta ancora da definire: il futuro della divisione Lord&Taylor. Ma anche in questo caso una decisione sarà presa entro la fine dell’anno.
Made in Italy punta su Saks: in vetrina Cachemire e vino
  • La campagna “Italia-life in I style” si è riconfermata alla conquista degli Stati Uniti puntando su Saks Fifth Avenue. A partire dal 21 settembre per 3 mesi, tutti i 54 negozi della prestigiosa catena americana espongono nelle loro vetrine il meglio del cachemire e dei vini italiani. All'iniziativa, battezzata "Wild About Cashmere", il governo italiano ha partecipato con un investimento di 2 milioni di euro mentre Saks ha investito in tutto 17 milioni di dollari.
  • Gli obiettivi sono ambiziosi: Saks mira, grazie all'alta qualita' del “Made in Italy”, a raggiungere 35 milioni di consumatori e generare un giro d'affari di 800 milioni di dollari. La catena statunitense ha gia' promesso ai produttori italiani l'acquisto di 60 milioni di capi in cachemire e di investire ulteriori milioni per comprare vini, formaggi, pelletteria, calzature, e articoli per la casa tutti “Made in Italy”. Molte delle aziende italiane espositrici hanno sottolineato come, in un mercato sempre più minacciato dall’avanzata cinese, sia indispensabile puntare sulla valorizzazione dell'immagine dei propri prodotti, al fine di rendere il consumatore statunitense consapevole della qualità e dello stile italiano.
  • Per sottolineare questo aspetto è stato coinvolto nell'iniziativa anche il Metropolitan Museum di New York, a cui è stato chiesto di indicare ai visitatori cinque dipinti del ’400-’500 italiano in cui apparisse già chiara la leadership del nostro paese nel settore dell'abbigliamento. Il direttore del museo, Philippe de Montebello, ha accolto con entusiasmo la richiesta e ha indicato le cinque tele, fra cui un quadro del Veronese, "il ragazzo con il levriero", che risale al 1570.
  • Alla serata inaugurale, svoltasi il 20 settembre a New York nel prestigioso palazzo di Saks sulla Fifth Avenue, oltre alla stampa internazionale, alle autorità italiane e alle migliaia di invitati, sono intervenuti diversi personaggi dello spettacolo tra cui l'attrice americana premio Oscar Marisa Tomei e alcuni stilisti italiani tra i quali Raffaella Curiel.
Da Bergdorf Goodman Zegna celebra la Dolce Vita
  • In uno scenario fellliniano, ricreato sulla Quinta Strada di New York appositamente chiusa al traffico, con tanto di sosia di Anita Ekberg, paparazzi e scooters Vespa, Ermenegildo Zegna, insieme all’ICE ed alla rivista Esquire, ha celebrato l’apertura del suo nuovo negozio per uomo al secondo piano dello speciality store Bergdorf Goodman, simbolo internazionalmente riconosciuto di lusso e ricercatezza.
  • Alla presenza del Presidente dell’ICE, Ambasciatore Umberto Vattani, del Presidente ed Amministratore Delegato di Bergdorf Goodman, James Gold, dei rappresentanti USA di Ermenegildo Zegna, Robert Ackerman e Djordje Stefanovic, e del publisher di Esquire, Kevin O’Malley, sono state celebrate le nuove collezioni couture di Ermenegildo Zegna, come pure un più vasto assortimento di abiti “lifestyle” ospitati nel nuovo spazio dedicato, di gran lunga più esteso rispetto al precedente.
  • Il noto pianista/cantante/autore Peter Cincotti ha presenziato all’evento come testimonial della linea Ermenegildo Zegna.
    L’apertura del negozio Zegna si inserisce in un più ampio progetto che l’ICE sta portando avanti con lo specialty store Bergdorf Goodman. Il progetto include anche eventi speciali di shopping per l’abbigliamento donna “Made in Italy”, un catalogo dedicato all’abbigliamento ed accessori uomo e due inserti speciali nellla rinomata rivista “Bergdorf Goodman”, distribuita per mailing diretto ai migliori clienti dello specialty store e del department store Neiman Marcus.
  • Zegna ha oltre 400 presenze retail nel mondo e continua ad essere molto forte in USA. Con l’apertura, nell’aprile 2004, del nuovo flagship store sulla Quinta Strada di New York per la prima volta sono state presentate insieme le collezioni Zegna ed Agnona, acquistata nel 1999.
  • Zegna è leader nella produzione del migliore cashmere sul mercato grazie alla sua capacità di coniugare tradizione artigianale con ricerca tecnologica avanzata.
È libanese il re dell'alta moda di New York Fashion Week
  • La settimana dell'alta moda di New York, che ha acceso i riflettori sui salotti del “fashion” della Grande Mela nel mese di settembre, è stata caratterizzata quest'anno dalla massiccia presenza di stilisti emergenti provenienti dai paesi medio-orientali e dall'Est europeo. Tra i diversi personaggi della moda che si sono distinti per originalità e temperamento spicca, in particolare, il libanese Jamil Khansa, che ha ha ricevuto il premio come miglior designer dell'anno.
  • Gli esperti del settore hanno avuto modo di apprezzare le creazioni dello stilista che ha vestito le modelle con capi dalle linee mozzafiato arricchiti da opulenti stoffe. Ha optato, invece, per linee più semplici, ma sempre di grande effetto, Payal Jainla. La stilista originaria dell'India ha affascinato il pubblico internazionale con le sue creazioni principesche tono su tono, realizzate con sete esotiche. Ma i riconoscimenti sono andati anche a designer europei come la tedesca Tani Keller, premiata per l'originalità della sua collezione d'alta moda di capi in pelle. Alle appassionate di perline e brillantini ci ha pensato invece Anna Osmushkina.
  • La stilista della Lettonia ha presentato capi delicati, quasi impalpabili, cuciti interamente a mano e decorati con Swaroski, piume di struzzo e intarsi di pelliccia. La designer ha scelto per le sue creazioni una scala cromatica dal bianco-azzurro al blu con delle sfumature dorate e rifiniture in tonalità bronzee. Sofisticata e al tempo stesso estroversa e colorata è stata la collezione di Lourdes Libman che ha fatto sfilare capi con accostamenti di fiori europei e della Repubblica Dominicana, sua nazione di provenienza.
  • Tra i tanti stilisti emergenti provenienti dagli Stati Uniti si è distinto Dah-Veese, un designer di Filadelfia, che ha accostato a capi realizzati in denim stoffe preziose come la seta, l'organza e il taftà. Insomma, questa edizione dell’alta moda newyorkese ha offerto spunti per tutti i gusti tanto da riscuotere la piena soddisfazione degli organizzatori, che prevedono una partecipazione ancora più numerosa per l’edizione della primavera 2006.
A Ottobre New York ospita la seconda edizione della Jewelry Special Delivery Show
  • Inizia il prossimo 23 ottobre il “Jewelry Special Delivery Show” di New York, uno degli appuntamenti più attesi per la gioielleria internazionale, dopo il JA Summer Show e l'altrettanto famosa fiera di settore di Las Vegas. Lanciato lo scorso anno, lo show ha riscosso consensi sia tra i buyer che tra le aziende produttrici.
  • Il Jacob Javits Center di New York quest'anno ospiterà oltre 450 espositori internazionali a dimostrazione della crescente importanza dell’evento e del rilievo che riveste il mercato della gioielleria. Contestualmente, è andato aumentando anche l'interesse delle aziende italiane, come già emerso durante l'ultima edizione del JA Show di New York, con oltre 1.800 espositori.
  • Complessivamente, sono stati 110 gli stand occupati da produttori e rappresentanti del “made in Italy”. Dopo cinque anni di cali della domanda estera e nazionale, la gioielleria italiana è in via di ripresa. Ma sembra ancora presto, secondo alcuni esperti, per dichiarare di essere usciti dalla recessione che ha investito il settore.
  • Saranno i prodotti di alto livello a guidare la ripresa della gioielleria italiana, dall'altro bisogna tener conto dell’avanzata cinese. A soffrire della concorrenza asiatica sono in particolare le esportazioni verso gli Stati Uniti. Infatti la Cina - con 325 milioni di dollari di export verso l'America – ha quasi raggiunto l'Italia al secondo posto con 365 milioni di dollari. I due paesi sembrano oggi più che mai contendersi il mercato americano, pur rimanendo ampiamente distanti dall'India, che guida la classifica con 600 milioni di dollari di esportazioni.
  • Gli Usa hanno da sempre rappresentato il primo paese importatore di gioielli italiani, anche se lo scorso anno i volumi sono calati del 30-40 per cento. A rafforzare il trend è stata anche l'impennata dell'euro sul biglietto verde contribuendo a frenare nel 2004 l’export italiano che assorbe circa il 70% della produzione nazionale di gioielli.
Nuova veste da Hockey per l’accoppiata Nike-Bauer
  • Una targhetta nera lunga e stretta, con il classico ‘baffò in bianco sulla sinistra e la scritta ‘Bauer’ sulla destra. È il nuovo logo con cui Nike si propone nel segmento dell’abbigliamento per l’hockey su ghiaccio, e che deriva da una nuova strategia unitaria di sviluppo del brand della linea del gruppo specializzata nell’hockey e della controllata Bauer. Lavori in corso, dunque, in casa del colosso di Beaverton, in Oregon.
  • E l’iniziativa, spiega il quartier generale della stessa Nike, non arriva certo a caso, ma congiuntamente con il nuovo look della stagione 2005 del campionato nazionale di hockey su ghiaccio, l’imminente campionato mondiale giovanile di hockey a Vancouver, e i giochi olimpici invernali di Torino 2006. L’obiettivo è di sviluppare economie di scala, facendo ulteriormente leva sulle rispettive competenze e proporre un’offerta più completa e all’avanguardia agli atleti di hockey e ai rivenditori al dettaglio.
  • L’idea si presenta come una sagace operazione di marketing, che combina l’eredità di Bauer e la sua riconosciuta posizione di leadership nella categoria dell’hockey – skateboards, caschetti, guanti e accessori - con l’altrettanto indiscussa notorietà della Nike nelle più svariate categorie di sport.
  • “Attualmente Bauer vende le proprie creazioni in circa 9.000 punti vendita sparsi in oltre 35 paesi di tutto il mondo – ha dichiarato Chris Zimmermann, presidente e amministratore delegato di Nike Bauer Hockey - ed è leader nel segmento dei prodotti di hockey ovunque questo sport sia praticato a livello professionale”. Pertanto, “una semplificata strategia di marchio ci permetterà di mettere a punto le soluzioni migliori per soddisfare le esigenze della nostra clientela e di produrre prodotti più avanzati per gli atleti di hockey”.
  • Il primo prodotto ad uscire sotto il nuovo marchio sarà “Nike Bauer SupremeOne 90”, la più leggera scarpa da hockey disponibile sul mercato. E visto che si tratta di Nike, non c’è da scherzare nemmeno con i testimonial dell’iniziativa: il nuovo brand Nike Bauer Hockey ricorrerà ad atleti del calibro di Jarome Iginla, Martin St. Louis e Markus Naslund, sia per sviluppare nuovi prodotti sia per le inizative pubblicitarie e promozionali.
  • Fondata più di 75 anni fa e diventata presto marchio di riferimento nel campo dell’hockey, Bauer è stata integrata nella galassia Nike nel 1995, accanto ad altri marchi di prim’ordine come Converse e Cole Haan. Nel giugno del 1998, Nike ha poi annunciato la formazione di una controllata per la gestione concomitante dei marchi Bauer e Nike Hockey.
A Ottobre ritorna il Textile Show di Los Angeles
  • Anche quest’anno, come da tradizione ormai consolidata da oltre un decennio, torna di scena a Los Angeles, in California, il Textile Show. L’evento, giunto alla sua undicesima edizione, si conferma una delle più importanti fiere di settore a livello internazionale insieme a quella di New York, e uno degli appuntamenti più significativi contenuti nella fitta agenda della moda degli Stati Uniti.
  • L'evento, in programma dal 17 al 19 ottobre, si terrà presso il California Market Center, nel cuore di Los Angeles. Il polo fieristico sarà organizzato per l'occasione in tre diverse aree espositive, ognuna delle quali ospita una sezione differente della mostra. Il primo padiglione, definito come il Fashion Theatre, ospiterà come nelle passate edizioni Texitalia, cioè il meglio dei prodotti tessili italiani sia per l'abbigliamento sia per la casa. Nell'area denominata Penthouse esporranno invece le aziende tessili francesi e molte altre case produttrici internazionali. Nell'ultima area, l'Exhibit Hall, sarà possibile trovare, oltre a campionari dal design innovativo, anche passamanerie e accessori diversi. Gli organizzatori della fiera prevedono la partecipazione di diverse migliaia di persone fra designer, produttori di tutto il mondo, appassionati e curiosi oltre a 275 espositori internazionali.
  • Il Textile Show di Los Angels si tiene due volte l'anno, un'edizione durante il mese di aprile, mentre l’edizione invernale è in calendario appunto per il mese di ottobre.
Oggi è più facile fare Shopping Online da Gap
  • Niente paura, Gap non è sparita dal web. Questo è quello che forse qualcuno ha creduto, quando a metà agosto i siti Gap.com e OldNavy.com non erano accessibili. Ma finalmente dopo alcune settimane entrambi sono stati riattivati, ed offrono ora una nuova esperienza di shopping online davvero moderno.
  • Il gruppo di San Francisco ha infatti creato un nuovo software che – almeno nelle intenzioni - riduce il numero di ‘click’ necessari per concludere l’iter di acquisto di un paio di pantaloni o di una maglietta. La maggior parte dei siti internet, di norma, richiede innumerevoli passaggi per vedere i dettagli della merce, tra colori, taglie e modelli disponibili.
  • I nuovi siti offrono una mascherina per tutte queste informazioni in contemporanea, permettendo al navigatore di avere tutto sotto controllo semplicemente spostando il cursore e senza dover cliccare. Quando poi il consumatore aggiunge un nuovo oggetto al carrello della spesa, non viene diretto su una nuova pagina, come invece sovente accade. Anzi: un’esclusiva dei siti Gap e OldNavy è proprio quella di aprire una finestrella che mostra la borsa della spesa e il suo contenuto, permettendo di continuare con la spesa. Insomma uno shopping virtuale ma molto simile alla realtà.
  • La decisione di rinunciare al precedente software per l’acquisto in favore di un programma “fatto in casa” segue la tradizione della maison. Gap ha impiegato quasi un anno di lavoro sui nuovo siti web, e la revisione è stata così approfondita che ha richiesto di chiudere completamente i siti per due settimane prima di poter installare le nuove versioni. La compagnia non ha rivelato i costi del progetto, anche se gli analisti parlano di una cifra superiore ai 10 milioni di dollari.
  • Si mostra ancora una volta dinamico, quindi, il segmento degli acquisti online: la Forrester Research prevede che le vendite via internet di vestiti, scarpe e accessori totalizzeranno quest’anno i 12,5 miliardi di dollari, raddoppiando, in valore, rispetto a cinque anni fa. Le sole Gap e Old Navy, del resto, hanno realizzato nel 2004 vendite online per la ragguardevole cifra di 236 milioni di dollari.
Migliori del previsto le vendite per il mese di settembre 2005
  • Nonostane l’alto costo della benzina, gli uragani ed un clima più caldo del normale, i consumatori americani non hanno perso la loro fiducia ed hanno continuato a comprare, sia pure in modo contenuto, grazie anche al lancio di nuove iniziative promozionali per le collezioni autunnali in vendita.
  • Il settore del lusso si mantiene in ottima salute. A riportare i migliori risultati sono ancora Neiman Marcus (+9,6%) e Nordstrom (+4,1%), mentre crescono soltanto del 2,1% i risultati same store di Saks Fifth Avenue.
  • Mancano per questo mese i risultati di May Co., in quanto si tratta del primo mese di operatività della fusione con Federated Department Stores e Federated non ha ritenuto opportuno diffondere tali dati.
  • Gli analisti prevedono una forte crescita della domanda per il mese di ottobre, in quanto i consumatori, dopo essersi a lungo guardati attorno, dovranno finalmente acquistare gli abiti autunnali.
  • Variazione vendite same-store nei mesi di settembre/agosto 2005

  • Variaz.% Settembre '05
    Variaz.% Agosto '05
    Grandi Magazzini
    Federated 1,3 1,1
    May Co. N/A -2,8
    Neiman Marcus 9,6 8,2
    Nordstrom 4,1 8,0
    Saks Dept. Store Group 4,3 -4,9
    Saks Fifth Avenue 2,0 5,3
    Catene Specializzate
    Abercrombie & Fitch 21,0 24,0
    Limited Brands -2,0 -3,0
    Banana Republic -7,0 -6,0
    Bebe 12,3 16,9
    Pacific Sunwear 5,3 2,6
    American Eagle 13,0 11,8
    Talbots -5,1 2,3
    Wall-Mart (discount store) 2,6 2,6
    Fonte dei dati: WWD (selezione)
Eventi Moda ottobre 2005
  • 29 Settembre / 7 Ottobre 2005
    Promozione con il dettaglio indipendente
    Lanes
    South Miami, FL
    Marchi trattati: Canali, Zegna, Zanella, Paul&Shark, Corneliani, Gimo’s
  • 29 Settembre / 7 ottobre 2005
    Promozione con il dettaglio indipendente
    Spector’s
    Albany, NY
    Marchi trattati: Canali, Ravazzolo, Zegna, Lubiam, Brioni, Stefano Ricci, Lorenzo Banfi, Gimo’s, Paul&Shark
  • 14 / 15 ottobre 2005
    Promozione con il dettaglio indipendente
    Sebastian’s Closet
    Dallas, TX
    Marchi trattati: Vestimenta, Gran Sasso, D.Exterior, Tino Cosma, Orciani, Zanella, Pal Zileri
  • 17 ottobre 2005
    Presentazione tendenze moda “Texitalia”
    Speaker: Angelo Uslenghi
    California Market Center, Los Angeles, CA
  • 17 / 19 ottobre 2005
    Texitalia al Los Angeles Textile Show
    Partecipazione collettiva italiana
    California Market Center, Los Angeles, CA
  • 19 ottobre 2005
    Promozione con il dettaglio indipendente
    McCausland
    Tacoma, WA
    Marchi trattati: Michael Toschi, Corneliani, Zanella, Italo Ferretti, Gran Sasso, Tino Cosma
  • 20 ottobre 2005
    Promozione con il dettaglio indipendente
    Keeper’s
    Houston, TX
    Marchi trattati: Brioni, Corneliani, Ermenegildo Zegna, Palzileri, Ingram, Gran Sasso, Italo Ferretti, Zanella
Statistiche I style – gennaio/luglio 2005
  • Importazioni USA Abbigliamento in Gennaio-Luglio - Milioni di $ USA
    codice doganale HS 62


    % Quota
    % Variaz.
    Class. Paese 2003 2004 2005 2003 2004 2005 05/04
    0 Mondo 20,012.83 20,087.12 22,173.03 100 100 100 10.38
    1 China 3,271.44 3,745.39 6,404.32 16.35 18.65 28.88 70.99
    2 Mexico 2,477.49 2,338.99 2,293.49 12.38 11.64 10.34 -1.95
    3 India 985.14 993.47 1,316.78 4.92 4.95 5.94 32.54
    4 Indonesia 985.21 1,050.30 1,195.89 4.92 5.23 5.39 13.86
    5 Bangladesh 791.31 754.39 909.91 3.95 3.76 4.1 20.62
    6 Vietnam 841.48 743.20 813.86 4.21 3.7 3.67 9.51
    7 Hong Kong 1,142.30 1,180.98 772.65 5.71 5.88 3.49 -34.58
    8 Italy 653.89 670.41 675.48 3.27 3.34 3.05 0.76
    9 Sri Lanka 633.34 603.56 645.85 3.17 3.01 2.91 7.01
    10 Dominican Republic 742.76 613.03 564.28 3.71 3.05 2.55 -7.95
    Fonte: World Trade Atlas
    Importazioni USA Maglieria in Gennaio-Luglio - Milioni di $ USA
    codice doganale HS 61


    % Quota
    % Variaz.
    Class. Paese 2003 2004 2005 2003 2004 2005 05/04
    0 Mondo 16,189.42 16,588.57 17,987.36 100 100 100 8.43
    1 China 1,527.90 1,931.99 3,749.08 9.44 11.65 20.84 94.05
    2 Mexico 1,785.34 1,644.43 1,430.51 11.03 9.91 7.95 -13.01
    3 Honduras 1,077.83 1,151.51 1,176.57 6.66 6.94 6.54 2.18
    4 El Salvador 736.36 763.74 801.06 4.55 4.6 4.45 4.89
    5 Guatemala 639.91 708.40 740.34 3.95 4.27 4.12 4.51
    6 Hong Kong 778.59 775.60 678.28 4.81 4.68 3.77 -12.55
    7 Vietnam 704.41 681.37 592.87 4.35 4.11 3.3 -12.99
    8 Thailand 494.70 459.51 518.02 3.06 2.77 2.88 12.73
    9 India 380.66 364.05 512.22 2.35 2.2 2.85 40.7
    10 Dominican Republic 478.22 507.30 510.02 2.95 3.06 2.84 0.54
     
    25 Italy 226.50 242.63 211.83 1.4 1.46 1.18 -12.69
    Fonte: World Trade Atlas
    Importazioni USA Calzature in Gennaio-Luglio - Milioni di $ USA
    codice doganale HS 64


    % Quota
    % Variaz.
    Class. Paese 2003 2004 2005 2003 2004 2005 05/04
    0 Mondo 9,495.47 9,812.53 10,609.10 100 100 100 8.12
    1 China 6,437.50 6,736.79 7,493.60 67.8 68.66 70.63 11.23
    2 Italy 753.58 761.67 706.69 7.94 7.76 6.66 -7.22
    3 Brazil 623.51 625.20 610.60 6.57 6.37 5.76 -2.33
    4 Vietnam 200.41 284.10 423.25 2.11 2.9 3.99 48.98
    5 Indonesia 385.47 326.37 323.12 4.06 3.33 3.05 -1
    6 Thailand 182.36 175.66 174.57 1.92 1.79 1.65 -0.62
    7 Mexico 161.63 144.95 133.42 1.7 1.48 1.26 -7.96
    8 Spain 147.77 142.00 122.40 1.56 1.45 1.15 -13.81
    9 India 70.06 70.06 82.80 0.74 0.71 0.78 18.2
    10 Dominican Republic 76.44 67.27 78.65 0.81 0.69 0.74 16.93
    Fonte: World Trade Atlas
    Importazioni USA Pelletteria in Gennaio-Luglio - Milioni di $ USA
    codice doganale HS 42


    % Quota
    % Variaz.
    Class. Paese 2003 2004 2005 2003 2004 2005 05/04
    0 Mondo 4,015.27 4,432.66 4,733.89 100 100 100 6.8
    1 China 2,645.47 2,996.86 3,318.25 65.89 67.61 70.1 10.72
    2 Italy 297.93 343.79 357.60 7.42 7.76 7.55 4.02
    3 France 125.05 162.84 170.29 3.11 3.67 3.6 4.58
    4 India 114.62 130.72 122.38 2.85 2.95 2.59 -6.38
    5 Vietnam 61.52 70.53 81.65 1.53 1.59 1.73 15.76
    6 Hong Kong 55.85 69.42 70.66 1.39 1.57 1.49 1.79
    7 Thailand 94.66 87.10 69.48 2.36 1.97 1.47 -20.23
    8 Mexico 76.50 75.80 66.30 1.91 1.71 1.4 -12.54
    9 Indonesia 88.71 58.99 59.50 2.21 1.33 1.26 0.87
    10 Philippines 89.73 67.75 58.72 2.24 1.53 1.24 -13.34
    11 Pakistan 43.10 46.35 43.99 1.07 1.05 0.93 -5.11
    Fonte: World Trade Atlas
    Importazioni USA Pellami in Gennaio-Luglio - Milioni di $ USA
    codice doganale HS 41


    % Quota
    % Variaz.
    Class. Paese 2003 2004 2005 2003 2004 2005 05/04
    0 Mondo 481.09 528.18 521.87 100 100 100 -1.19
    1 Italy 124.67 125.80 115.70 25.91 23.82 22.17 -8.03
    2 Argentina 71.65 73.64 77.54 14.89 13.94 14.86 5.31
    3 Brazil 49.72 70.45 60.48 10.34 13.34 11.59 -14.15
    4 Mexico 39.73 34.99 41.00 8.26 6.63 7.86 17.18
    5 Canada 36.42 36.87 37.52 7.57 6.98 7.19 1.78
    6 China 21.50 37.71 28.93 4.47 7.14 5.54 -23.28
    7 Dominican Republic 1.99 1.44 22.09 0.41 0.27 4.23 1429.49
    8 Uruguay 21.80 24.06 19.17 4.53 4.56 3.67 -20.31
    9 Germany 16.24 15.16 14.22 3.38 2.87 2.73 -6.21
    10 South Africa 7.64 9.84 13.77 1.59 1.86 2.64 39.98
    Fonte: World Trade Atlas
    Importazioni USA Gioielli e Pietre Preziose in Gennaio-Luglio - Milioni di $ USA
    codice doganale HS 71


    % Quota
    % Variaz.
    Class. Paese 2003 2004 2005 2003 2004 2005 05/04
    0 Mondo 15,430.98 18,880.30 20,452.51 100 100 100 8.33
    1 Israel 3,714.65 4,333.65 4,899.46 24.07 22.95 23.96 13.06
    2 India 2,121.25 2,517.11 2,563.89 13.75 13.33 12.54 1.86
    3 Belgium 1,630.76 1,725.71 1,794.09 10.57 9.14 8.77 3.96
    4 South Africa 1,051.85 1,592.82 1,524.52 6.82 8.44 7.45 -4.29
    5 Canada 1,118.45 1,462.41 1,257.60 7.25 7.75 6.15 -14
    6 China 703.23 907.00 1,109.09 4.56 4.8 5.42 22.28
    7 Peru 179.36 511.00 911.25 1.16 2.71 4.46 78.33
    8 Mexico 373.90 566.37 718.43 2.42 3 3.51 26.85
    9 Thailand 526.83 607.65 636.62 3.41 3.22 3.11 4.77
    10 Italy 688.41 619.89 587.95 4.46 3.28 2.88 -5.15
    Fonte: World Trade Atlas
    Importazioni USA Occhiali in Gennaio-Luglio - Milioni di $ USA
    codice doganale HS 9004


    % Quota
    % Variaz.
    Class. Paese 2003 2004 2005 2003 2004 2005 05/04
    0 Mondo 543.93 592.44 649.29 100 100 100 9.6
    1 China 230.39 249.84 282.17 42.36 42.17 43.46 12.94
    2 Italy 151.02 186.55 218.05 27.77 31.49 33.58 16.89
    3 Taiwan 70.06 74.84 73.64 12.88 12.63 11.34 -1.59
    4 Japan 28.62 33.39 31.79 5.26 5.64 4.9 -4.81
    5 France 19.22 13.77 11.09 3.53 2.32 1.71 -19.43
    6 Hong Kong 12.55 9.06 8.10 2.31 1.53 1.25 -10.67
    7 Canada 7.76 5.09 5.92 1.43 0.86 0.91 16.25
    8 Mexico 3.72 5.64 5.29 0.68 0.95 0.82 -6.26
    9 Korea, South 4.63 3.68 2.99 0.85 0.62 0.46 -18.99
    10 Austria 6.40 3.13 2.97 1.18 0.53 0.46 -5.11
    Fonte: World Trade Atlas
    Importazioni USA Montature per Occhiali in Gennaio-Luglio - Milioni di $ USA
    codice doganale HS 9003


    % Quota
    % Variaz.
    Class. Paese 2003 2004 2005 2003 2004 2005 05/04
    0 Mondo 428.47 417.43 406.92 100 100 100 -2.52
    1 China 111.54 137.68 154.19 26.03 32.98 37.89 11.99
    2 Italy 144.91 128.44 130.06 33.82 30.77 31.96 1.27
    3 Japan 49.24 42.52 25.81 11.49 10.19 6.34 -39.31
    4 Korea, South 28.79 23.68 24.99 6.72 5.67 6.14 5.53
    5 Hong Kong 39.99 36.49 22.25 9.33 8.74 5.47 -39.04
    6 Austria 23.18 19.49 21.26 5.41 4.67 5.22 9.09
    7 France 15.82 15.12 15.27 3.69 3.62 3.75 0.95
    8 Germany 5.52 4.79 3.79 1.29 1.15 0.93 -20.89
    9 Switzerland 1.73 1.67 2.00 0.4 0.4 0.49 19.7
    10 Taiwan 1.39 1.43 1.65 0.32 0.34 0.41 15.26
    Fonte: World Trade Atlas
    Importazioni USA Profumeria Cosmetica in Gennaio-Luglio - Milioni di $ USA
    codice doganale HS 33


    % Quota
    % Variaz.
    Class. Paese 2003 2004 2005 2003 2004 2005 05/04
    0 Mondo 2462.68699 3223.238946 3841.299575 100 100 100 19.18
    1 Ireland 470.345553 955.308385 1234.918868 19.1 29.64 32.15 29.27
    2 France 567.135776 647.2225 706.56188 23.03 20.08 18.39 9.17
    3 Canada 377.131562 440.184192 481.858579 15.31 13.66 12.54 9.47
    4 Italy 135.352672 169.788648 211.246917 5.5 5.27 5.5 24.42
    5 United Kingdom 166.048777 168.825564 189.843793 6.74 5.24 4.94 12.45
    6 China 95.680389 105.080779 147.319768 3.89 3.26 3.84 40.2
    7 Germany 106.367604 119.087481 119.465361 4.32 3.7 3.11 0.32
    8 Spain 52.710927 68.748002 95.341948 2.14 2.13 2.48 38.68
    9 Japan 51.180329 74.981652 83.993847 2.08 2.33 2.19 12.02
    10 Mexico 69.030951 68.384292 83.50048 2.8 2.12 2.17 22.1
    Fonte: World Trade Atlas
    Importazioni USA Tessuti in lana in Gennaio-Luglio - Milioni di $ USA
    codice doganale HS 51


    % Quota
    % Variaz.
    Class. Paese 2003 2004 2005 2003 2004 2005 05/04
    0 Mondo 193.02 200.95 200.83 100 100 100 -0.06
    1 Italy 57.42 64.38 59.79 29.75 32.04 29.77 -7.13
    2 New Zealand 18.56 17.68 18.54 9.61 8.8 9.23 4.86
    3 United Kingdom 18.71 19.96 17.69 9.7 9.93 8.81 -11.4
    4 Mexico 19.09 14.60 16.69 9.89 7.27 8.31 14.31
    5 Canada 21.12 22.20 16.15 10.94 11.05 8.04 -27.25
    6 Australia 11.13 10.93 12.54 5.77 5.44 6.24 14.75
    7 China 3.46 4.51 9.82 1.79 2.25 4.89 117.47
    8 Germany 7.86 4.77 6.09 4.07 2.38 3.03 27.54
    9 Korea, South 4.00 5.12 5.41 2.07 2.55 2.69 5.63
    10 Peru 1.61 2.35 4.94 0.83 1.17 2.46 110.36
    Fonte: World Trade Atlas
    Importazioni USA Tessuti in seta in Gennaio-Luglio - Milioni di $ USA
    codice doganale HS 50


    % Quota
    % Variaz.
    Class. Paese 2003 2004 2005 2003 2004 2005 05/04
    0 Mondo 143.90 165.23 177.57 100 100 100 7.47
    1 India 55.45 59.61 60.38 38.54 36.08 34 1.3
    2 China 25.02 33.36 40.78 17.39 20.19 22.96 22.24
    3 Italy 28.63 33.98 35.64 19.9 20.57 20.07 4.88
    4 Korea, South 16.07 18.16 17.31 11.17 10.99 9.75 -4.67
    5 United Kingdom 7.53 7.73 10.08 5.24 4.68 5.68 30.46
    6 Thailand 2.73 3.23 3.52 1.9 1.96 1.98 8.82
    7 France 3.20 3.50 3.40 2.23 2.12 1.92 -2.66
    8 Japan 0.88 0.71 2.02 0.62 0.43 1.14 184.53
    9 Switzerland 0.86 1.08 1.24 0.6 0.65 0.7 15.14
    10 Hong Kong 0.83 0.85 0.64 0.58 0.52 0.36 -24.89
    Fonte: World Trade Atlas
    Importazioni USA Tessuti in cotone in Gennaio-Luglio - Milioni di $ USA
    codice doganale HS 52


    % Quota
    % Variaz.
    Class. Paese 2003 2004 2005 2003 2004 2005 05/04
    0 Mondo 1,105.44 1,222.43 1,034.11 100 100 100 -15.41
    1 Pakistan 209.29 290.33 215.05 18.93 23.75 20.8 -25.93
    2 China 113.06 106.76 117.04 10.23 8.73 11.32 9.64
    3 Italy 86.74 95.75 100.29 7.85 7.83 9.7 4.74
    4 Mexico 93.43 104.36 83.97 8.45 8.54 8.12 -19.54
    5 Korea, South 54.95 70.17 75.43 4.97 5.74 7.29 7.49
    6 Japan 46.34 56.21 53.64 4.19 4.6 5.19 -4.57
    7 Canada 57.63 76.88 49.37 5.21 6.29 4.77 -35.78
    8 India 48.24 49.57 43.77 4.36 4.06 4.23 -11.69
    9 Taiwan 42.59 39.53 33.54 3.85 3.23 3.24 -15.16
    10 Turkey 33.36 33.56 33.30 3.02 2.75 3.22 -0.79
    Fonte: World Trade Atlas