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Fashion Week, esplode la moda a Manhattan
Le attese erano altissime, ma la Fashion Week, la settimana della moda newyorkese, che si è tenuta dall’8 al 15 settembre scorso, non le ha tradite. Del resto i numeri parlano da soli: 80 sfilate e oltre 40.000 capi presentati. Per sette frenetici giorni Manhattan si è trasformata in un’immensa passerella dove gli stilisti hanno esibito le proprie proposte per la primavera-estate 2007. Le sfilate si sono inevitabilmente trasformate in eventi mondani affollati dei nomi migliori del jet set americano, dall’attrice Scarlett Johansson alla top model Melena Christensen e alla cantante Janet Jackson.
- Gli eventi si sono tenuti nelle location tradizionali, ma anche su palcoscenici meno consueti. Miss Sixty, per esempio, è partita addirittura con un giorno di anticipo presentando i propri abiti nella cornice evocativa del Guggenheim Museum.
Ora, dopo avere assiduamente seguito modelle e stilisti per una settimana e avere raccolto pazientemente informazioni da tutte le fonti possibili, per le appassionate della moda newyorkesi è tempo di tirare le somme e dettare alle ‘shopping addicted’ di tutto il mondo le regole per comporre in modo impeccabile il guardaroba della prossima estate.
- Fortunatamente, soprattutto per il sollievo dei portafogli, con qualche piccolo accorgimento non tutto quello che è appena stato riposto nei cassetti per fare spazio ai capi autunnali dovrà essere dimenticato. Non di certo le minigonne e gli short che sono stati un imperativo durante la stagione appena conclusa: le gambe continueranno a restare scoperte e, se possibile, a essere mostrate ancora di più.
- In grande spolvero anche gli abiti con vita a impero, come insegna Badgley Mischka, che racconta una donna romantica, anche se determinata. Dello stesso avviso anche Diane Von Furstemberg, che ha portato in passerella abiti a trapezio e a sacco, e Michael Kors, che ha proposto fluttuanti vestiti da ballerina, da accompagnare a scarpe basse o tacchi vertiginosi.
- E i colori? Vanno per la maggiore tutte le nuances del sabbia e le tonalità metalliche, magari con grafismi ovali, come proposto da Malo, che ha fatto sfilare per la prima volta le collezioni dei due nuovi stilisti duo 6267, al secolo Tommaso Aquilano e Roberto Raimondi. Poi, senza paura di apparire esagerate ed eccentriche, le donne possono fare incetta di tessuti a stampa animalier, come si è visto sulla passerella di Heatherette che ha fatto sfilare l'ereditiera Paris Hilton, ma anche di abiti e accessori color oro, Ralph Lauren docet.
- Per i jeans, infine, tornano di moda le vite altissime e pantaloni attillati, come si è visto durante le sfilate di Diesel, tra gli italiani presenti alla settimana della moda.

Wall Street diventa Fashion Street
Chiunque abbia visto almeno un film sulla Grande Mela lo sa a memoria, per quelli che ci sono stati è scontato: per lo shopping si va sulla Fifth Avenue e per gli affari a Wall Street. Facile, ma non più così ovvio. Soprattutto da quando le grandi griffe hanno cominciato ad aprire le proprie boutique a pochi passi dalla borsa valori più famosa del mondo.
- In posizione d’onore, neppure a dirlo, si è sistemata Hermès, maison parigina che ha annunciato a inizio anno l’inaugurazione di un negozio proprio di fronte al New York Stock Exchange. La location non avrebbe potuto essere più prestigiosa. La boutique si trova infatti al pianterreno dell’ex quartiere generale di J. P. Morgan, ora sede di appartamenti di lusso firmati dal re degli architetti, Phillippe Stark. Prezzo di partenza per una casa? Uno virgola due milioni di dollari. Come a dire, forse l’abito non farà il monaco, ma in questo caso di sicuro aiuta.
- Com’era prevedibile, è stata subito moda e corsa ad accaparrarsi le vetrine migliori. Non ha perso tempo Tiffany & Co., simbolo stesso del lusso a stelle e strisce, che ha fatto sapere la settimana scorsa di voler portare il leggendario marchio proprio nel palazzo accanto ai colleghi francesi, al 37 di Wall Street, dove fino a poco tempo fa si trovavano gli uffici di Trust Co. e ora ci sono residenze extra lusso.
- I templi dell'alta moda conquisteranno dunque il distretto finanziario? Sembrerebbe proprio di sì, stando almeno a quello che ha rivelato Faith Hope Consolo, presidente del dipartimento vendite e leasing commerciali di Prudential Douglas Ellima, una delle più importanti agenzie immobiliari di New York. “Nei sei mesi passati siamo stati contattati da almeno una dozzina di società interessate ad aprire negozi di lusso a Wall Street, tra queste anche una grande società produttrice di scarpe italiana e una profumeria francese”
- L’apertura di nuove boutique sembra poi esercitare un'attrazione per i personaggi dello spettacolo che, come fossero attirati dal canto delle sirene di omerica memoria, sono corsi a comprare un appartamento, ovviamente extra lusso, in zona. Chi abiterà al numero 55 di Wall Street avrà presto come vicini di casa la chiacchierata top model Naomi Campbell, l’attore Bruce Willis, che si prepara per il 2007 alla lavorazione di ben tre film, il produttore cinematografico Harvey Winstein e, se la trattativa andrà in porto, la duchessa di York. Tuttavia, gli appassionati di gossip dovranno continuare a leggerli sulle pagine dei giornali perché quella che un tempo era la sede dello Stock Exchange è stata trasformata nel Cipriani Club Residences, non esattamente alla portata di tutti.
- In attesa dei nuovi danarosi inquilini, i costruttori si fregano le mani e si attrezzano per cavalcare l’onda, facendo spuntare come funghi condomini di lusso come, tanto per citarne alcuni, quello al 20 di Pine Street, i cui interni sono stati curati da Armani Casa, o quello al 15 di Broad Street, dove si riconosce la mano di Philippe Stark.

Vivienne Westwood presenta Nine West da Macy’s
Se ci si chiama Vivienne Westwood, ci si può anche permettere di centellinare le apparizioni in pubblico, specie quelle nei grandi magazzini, e lasciare che siano le proprie creazioni a parlare. Tuttavia un’eccezione di tanto in tanto si può fare, deve avere pensato l’eccentrica stilista che, a metà settembre, si è presentata da Macy’s in Herald Square a Manhattan per la presentazione della nuova linea che ha disegnato per Nine West.
- La voce più dissacrante della moda non si è di certo smentita e non si è lasciata sfuggire l’occasione di bacchettare una volta di più il fashion system, davanti a una platea di oltre cento persone. “Non leggo le riviste di moda e non guardo la televisione, non ho idea di cosa facciano gli altri designer, ma il genere umano non mi è mai apparso così malvestito”, ha detto la Westwood tanto per non lasciare ai presenti dubbi sulla sua opinione a proposito dei colleghi.
- La ragione di un tale scempio, secondo la stilista che ha fatto dell’anticonformismo la propria bandiera, starebbe nel dilagare di uno stile troppo standardizzato e nella diffusione di abiti a basso prezzo, di scarsa qualità e privi di originalità. Proprio a questo proposito, viene quasi da sorridere a pensare alla faccia del malcapitato giornalista che, avendo osato domandare durante una sfilata alla stilista cosa dovesse indossare un uomo, si è sentito rispondere “datti pace. Forse dovresti comprare un abito in meno ogni stagione, ma acquistare qualcosa di meglio”. Vetriolo puro, alla faccia di chi auspica un atteggiamento ‘politically correct’.
- Alla luce di tutto questo, cosa dire della collezione Nine West mostrata da Macy’s? Forse la parola più adatta per descriverla è elaborata, artificiosa sarebbero tentati di dire alcuni. Con il tartan utilizzato in tutte le possibili declinazioni, dagli stivaletti ai cardigan. I prezzi suggeriti, come era del resto prevedibile visto le dichiarazioni della stilista, non sono per tutte le tasche e partono da una base di 225 dollari.
- Infine, forse ricordandosi del motivo per cui si trovava in Herald Square, promuovere appunto la propria collezione, ha addolcito un poco i toni rispondendo a chi le chiedeva cosa pensasse dei grandi magazzini, limitandosi a nicchiare educatamente. “Non mi guardo molto intorno, entro ed esco. Mi dispiace, ma tendo a non badare molto a dove mi trovo, il mio spazio è nella mia testa”.

Diesel rinnova la sua boutique a Union Square
- Lo scorso 13 settembre a Union Square, nel cuore di Manahattan, ha riaperto la boutique Diesel che accoglie nuovamente i propri clienti, rinnovata nel look ma sempre in linea con lo spirito, giovanile e casual, della maison.
- Uno spirito che si ritrova anche nel contesto che circonda il negozio, non distante dalla New York University e in una zona molto frequentata dai giovani. “Ci piace l’atmosfera che si respira qui e crediamo che anche la posizione sia particolarmente giusta”, ha detto, non senza una punta di orgoglio, Panicko Philippou, responsabile della sezione statunitense della compagnia che batte bandiera italiana, sotto la guida attenta di Renzo Rosso.
- Tra l’altro sembra che l’imprenditore, che oltre a Diesel produce anche le linee Dsquared e Martin Margiela, abbia messo gli occhi anche su Victor & Rolf, sebbene non sia ancora stato confermato a che punto siano le trattative con Viktor Horsting e Rolf Snoeren per l’acquisizione dell’azienda.
-
- Strategie a parte, quello che importa maggiormente agli irriducibili del denim è che la nuova collezione di jeans, presentata nei locali del prestigioso ristorante Cipriani, sulla 42nd Street, lo scorso 13 settembre, sarà in vendita nel negozio che ha appena riaperto al pubblico.
- “Abbiamo bisogno di molto spazio per fare vedere bene i nostri prodotti, specie ora che le linee sono state diversificate, per questo i nostri negozi devono essere più grandi”, ha spiegato ancora Philippou. Risponde dunque perfettamente a questa esigenza la sede newyorkese, circa 1.000 metri quadrati, in cui è ospitata una gamma molto variegata di prodotti, che spaziano dagli intramontabili jeans agli accessori, ai quali è dedicata una vasta sezione all’ingresso, fino agli orologi e alle borse, che sono stati sistemati in modo da creare una maggiore interazione con i clienti. “I nostri accessori – ha concluso il responsabile di Diesel negli Stati Uniti – non sono sfacciatamente lussuosi, sono accessibili” e per questo, riteniamo, contribuiranno a consolidare il successo della casa italiana.

Lakmé, Sabyasachi scelto per la linea di cosmetici
- Non si può certo dire che Lakmé Lever, la più grande azienda indiana produttrice di cosmetici, non abbia il coraggio di scommettere sui giovani. La divisione della Hindustan Lever, durante la settimana della moda newyorkese che si è chiusa il 15 settembre, ha infatti sponsorizzato la stella nascente del design indiano, il trentenne Sabyasachi Mukherjee, che ha presentato la sua collezione prêt-à-porter per la primavera-estate 2007.
- La compagnia con sede a Mumbai ha inoltre lanciato Sabyasachi for Lakmé, una linea di cosmetici in edizione limitata, che include undici tonalità di rossetti, un arcobaleno di smalti, ombretti in quattro colorazioni e tre tipi di phard.
- I prodotti della linea, che resterà in vendita per circa sei mesi, saranno distribuiti in circa un milione di pezzi ognuno, e i conti sono subito fatti, se si pensa che un rossetto costa in India l'equivalente di 4 dollari e circa 19 dollari sul mercato americano.
- Come ha poi spiegato Anil Chopra, vicepresidente di Lakmé Lever, il lancio di questa edizione limitata è pensato nel contesto di una più ampia operazione per svecchiare l’immagine dell’azienda, da oltre 50 anni sul mercato. “Stiamo pensando a un'immagine giovane e più moderna”, ha detto Chopra.
- Lakmé, che 7 anni fa era stata sponsor della settimana della moda organizzata a Nuova Delhi dal Fashion Design Council of India, ha scelto una nuova direzione, ha deciso di avviare una collaborazione con IMG, che gestisce eventi legati alla moda a Los Angeles, Melbourne e Singapore, e sponsorizzare una nuova settimana della moda, che si è tenuta a Bombai dal 28 marzo al 1° aprile.
- Oltre al cambiamento di immagine, Lakmé sta cercando di portare il mercato indiano, tradizionalmente conservatore e legato alle proprie abitudini estetiche, che è socialmente accettabile utilizzare “make-up” anche durante il giorno, senza limitarne l’uso solo alle occasioni ufficiali e più formali della sera. A testimoniare questa voglia di rinnovamento è il nome della collezione, Freespirit, spirito libero.

Prezzi all’ingrosso cresciuti del 0,5 per cento in Agosto
I prezzi all'ingrosso sul mercato americano dell’abbigliamento donna, secondo i dati comparsi sull’indice dei prezzi al produttore del Dipartimento del Lavoro, sono cresciuti in agosto del 0,5 per cento, circa 0,4 per cento in più rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.
- Più nello specifico, le gonne di tessuto hanno visto i prezzi salire del 2,1 per cento rispetto all’anno precedente, mentre quello dei jeans è salito dello 0,9 per cento e quello dell’abbigliamento intimo dello 0,7 per cento. In controtendenza i prezzi dell’abbigliamento per la notte, in calo del 4,2 per cento. Nel campo del tessile, i costi delle fibre sintetiche sono saliti in agosto del 2,7 per cento, mentre i prezzi grezzi di fabbricazione sono saliti del 5 per cento.
- Il rapporto mensile ha inoltre messo in evidenza che il rallentamento della crescita economica ha contribuito a mantenere sotto controllo il tasso di inflazione. I prezzi dei prodotti nazionali americani sono aumentati dello 0,1 per cento nell’ultimo mese, seguendo l’analogo trend rilevato nel mese di luglio e rallentando rispetto alla crescita dello 0,5 per cento registrata in giugno.
- Del resto, altri segnali di un rallentamento dell’economia, abbinati al previsto andamento stabile dell’inflazione, raffreddano ulteriormente il mercato nazionale tessile e dell’abbigliamento, con cali del 6 per cento in agosto a un valore annuale stimato di 1,7 miliardi di dollari, secondo quanto riportato dal Dipartimento del Commercio.

Approvata alla Camera legge su etichette dei prodotti
- È stata approvata alla Camera degli Stati Uniti la legge volta a stabilire uno standard comune per l'etichettamento dei prodotti in lana superfine e cachemire. Il provvedimento dovrebbe colmare le lacune della legge attuale e fare da deterrente per le compagnie meno attente alla qualità del prodotto.
- Il provvedimento, chiamato Wool Suit Fabric Labeling Fairness and International Standard Conforming Act,è stato appoggiato all’unanimità e passerà rapidamente al Senato per l’approvazione definitiva. “Il provvedimento fa chiarezza - ha dichiarato Stephen Lamar, vicepresidente dell'American Apparel & Footwear Association, - stabilisce criteri precisi che proteggono produttori e consumatori”.
- A causa delle lacune della legge attuale, che non specifica esattamente cosa debba essere indicato sulle etichette dei prodotti in lana ultrafine e cachemire, le aziende che realizzano prodotti di qualità superiore sono stati penalizzati a vantaggio di quelle che utilizzano fibre più scadenti. “Questa è una legge semplice e ha come obiettivo principale quello di dare ai consumatori tutte le informazioni di cui necessitano nel momento in cui decidono di acquistare qualcosa”, ha detto il deputato repubblicano della Florida Cliff Stearns durante il dibattito.
- A fargli eco, il democratico dell’Illinois Jan Schakowsky che ha detto: “con l’incremento delle importazioni dalla Cina, il mercato nazionale manifatturiero e tessile deve affrontare sfide notevoli per mantenere produzione e posti di lavoro. Chiedendo che i prodotti siano etichettati in modo corretto, la legge farà in modo che spariscano dal mercato statunitense i prodotti contraffatti e di scarsa qualità”. Il provvedimento, che va a sostituire quello del 1939, dà alla Federal Trade Commission gli strumenti necessari per assicurare che i prodotti siano conformi alla normativa, eventualmente imponendo sanzioni e multe ai trasgressori.
- Secondo David Starr, avvocato della Tailored Clothing Association, che rappresenta importanti case produttrici come The Thom James, Hugo Boss e Hickey Freeman, i prodotti che non rispettano la normativa sono spesso venduti a prezzi più bassi anche del 50 per cento rispetto a quelli originali. “Se il documento diventasse effettivamente legge, - ha continuato Starr - le aziende con sospetti sul prodotto dei concorrenti, potrebbero chiedere alla Ftc di effettuare controlli ed imporre sanzioni per eventuali violazioni intenzionali”.

Il Senato USA approva l’accordo per il libero scambio con l’Oman
Il Senato degli Stati Uniti ha approvato con 60 voti a favore e 34 contrari un accordo di libero commercio con lo stato dell’Oman. Si tratta di un risultato importante dal punto di vista geopolitico e della sicurezza ma che non ha mancato di sollevare le critiche, specie da parte dei democratici, a causa delle condizioni di lavoro che caratterizzano il neopartner americano.
- L’accordo ha del resto un valore commerciale molto limitato: nel 2005 ad esempio i flussi di scambio tra i due paesi hanno sfiorato un valore complessivo di 1,1 miliardi di dollari, ben poco rispetto ai 12.000 miliardi dell’economia statunitense. Le principali esportazioni Usa verso l’Oman sono rappresentate da macchinari, automobili, strumenti medici e ottici, e macchine elettriche.
- L’importanza dell'accordo risiede piuttosto nella posizione strategica del paese: l’Oman si erge infatti sullo stretto di Hormuz, dinanzi all’Iran e nel cuore di quella Penisola arabica oggi più che mai al centro delle vicende geopolitiche mondiali. I benefici insomma in termini di scurezza e di vantaggio strategico per gli Stati Uniti sono notevoli.
- L’accordo rappresenta inoltre un altro tassello del mosaico che l’amministrazione Bush mira a comporre nel lungo periodo: e cioè quella zona di libero scambio con il Medio Oriente, o parte di esso. Gli Usa hanno infatti già accordi del genere con Israele, Giordania, Bahrain, ma anche con paesi nordafricani come il Marocco.
- Tra gli oppositori vi sono invece molti esponenti democratici preoccupati per le condizioni di lavoro alle quali sono sottoposti i cittadini dell'Oman. Inoltre, secondo alcuni, l’accordo potrebbe avere un effetto contrario in termini di sicurezza: gli Usa potrebbero essere obbligati infatti a non interferire in qualsiasi operazione di acquisizione delle operazioni portuali da parte delle aziende del paese arabo.

Nuova nomina in Pomellato USA
- Guglielmo Melegari è stato nominato nuovo presidente e amministratore delegato di Pomellato USA. La nomina rientra nel piano di sviluppo del business negli Stati Uniti voluto dai vertici dell’azienda gioielliera italiana. Negli ultimi anni il mercato statunitense è stato fondamentale per la crescita della griffe Pomellato. Nell’arco del solo anno 2005, le vendite in Usa hanno registrato un incremento del 28,2 per cento. Al risultato hanno concorso, in particolare, l’accordo di partnership stretto con la catena del lusso americana Bergdorf Goodman e l’apertura di nuovi punti vendita attraverso una fitta rete di concessionari.
- Secondo il top management del gruppo, l’ingresso di Melegari consentirà alla Pomellato USA di compiere quel salto di qualità che si andava cercando ormai da anni. Inoltre, nelle strategie di breve periodo dell’azienda italiana vi è anche l’apertura, entro metà ottobre, del primo negozio monomarca Pomellato negli Stati Uniti, a New York al 741 di Madison Avenue, e il rafforzamento delle relazioni con la rete degli Specialty Stores, attualmente circa quindici. Rientra, invece, nella strategia di medio-lungo periodo l’inaugurazione di altri quattro negozi circa, sia sulla costa occidentale che su quella orientale, e la definizione di stabili rapporti commerciali con i principali grandi magazzini americani di medio-alto livello. Melegari, che sostituisce al vertice di Pomellato Usa Francesco Minoli, ha un passato alla guida di Max Mara negli Stati Uniti.

Fashion-digest
- Elizabeth Arden e Hillary Duff, binomio vincente
Guadagnare 25.000 dollari in 90 minuti? Possibile. Specie se si mettono insieme la stella nascente della musica pop, Hillary Duff, ed Elizabeth Arden, una delle case produttrici di cosmetici più famose del mondo. La nuova fragranza With Love Hillary Duff, firmata dalla cantante appena diciottenne e prodotto dal colosso americano, è praticamente andata a ruba durante la presentazione da Macy’s in Herald Square lo scorso settembre. La giovane artista va costruendo un impero del ‘lifestyle’ e si rivela lungimirante perché, in effetti, restare a lungo in cima alle classifiche musicali potrebbe rivelarsi più difficile del previsto.
- Katherine Kwei, tra originalità e tradizione
Che si tratti di una questione genetica o di stile innato poco importa. Quel che conta è che la nuova linea di borse di Katherine Kwei, la cui nonna realizzava abiti per Katherine Hepburn ed Anthony Queen, si prepara a diventare un ‘must’ per le donne newyorkesi. Le origini orientali della stilista, nata a Hong Kong, ma newyorkese di adozione, si ritrovano nel design delle borse, realizzate ispirandosi all’antica tecnica dell’intreccio cinese. Gli appena nove pezzi della collezione, in pelle d’agnello e dai colori tenui, sono distribuiti da Cynthia O’Connor.
- Dolce Vita a Los Angeles
Stiano pur tranquilli gli appassionati di cinema: non si tratta di un improbabile remake americano della celebre pellicola felliniana. Orecchie aperte invece per gli estimatori di uno dei più apprezzati marchi di calzature newyorkesi. Dopo lo store nel Lower East Side di Manhattan, aperto lo scorso dicembre, Dolce Vita approda a Melrose Place, Los Angeles, con una boutique, che avrà come vicini di casa Lloyd Klein, Carolina Herrera e Chloé. Come spiegano Nick Lucio e Van Lamprou, titolari dell’azienda, saranno in vendita sia le calzature, con prezzi che si aggirano tra gli 89 e i 200 dollari, sia la neonata linea di abbigliamento.
- Ralph Lauren, shopping 24 ore su 24
Con un occhio alla necessità di non perdere neppure un cliente e l’altro alla volontà di assecondare improvvisi desideri notturni di acquistare un vestito, il negozio Polo Ralph Lauren all’888 di Madison Avenue, a Manhattan, offre da settembre ai propri clienti la possibilità di fare shopping 24 ore su 24. All’esterno del negozio si trova infatti uno schermo touch-screen che dà la possibilità di vedere le collezioni, scegliere il capo desiderato, acquistare pagando con carta di credito. Infine non resta che aspettare: la merce è recapitata direttamente a casa.
- Guy Laroche, un angolo di Francia sulla Fifth Avenue
I newyorkesi hanno dovuto aspettare cinquanta anni, tanti ne sono passati dall’apertura del primo negozio della casa parigina, ma finalmente anche loro avranno un punto vendita Guy Laroche. Sulla Fifth Avenue, ovviamente, all’incrocio con la 47esima. Le collezioni uomo e donna dello stilista francese, noto per le sue creazioni semplici, ma estremamente eleganti, aggiungono un tocco europeo al già ricco panorama della principale via dello shopping newyorkese.
- Ai fondi ‘private equity’ piacciono le scarpe da ginnastica
Il colosso delle calzature sportive americane all’inizio di luglio ha segnato rialzi nell’ordine del 10%, con picchi vicini a quota 30 dollari per azione. A far volare il titolo sono state le indiscrezioni apparse sul periodico Women’s Wear Daily, secondo cui il gigante del private equity Kohlberg Kravis Roberts (KKR) vorrebbe acquisire la società.
- Paolo Roversi fotografa le nuove creazioni di Vera Wang
Paolo Roversi sarà l’autore della nuova campagna pubblicitaria di Vera Wang, in uscita questo autunno sulle principali riviste di moda internazionali. L’abilità del fotografo italiano saranno messe alla prova dalla nuova luminosità, mistero e sofisticatezza dei capi della stilista. La modella della campagna è Elena Sudakova.

Eventi Moda Ottobre 2006
- 26 ottobre 2006
Promozione del Made in Italy con il dettaglio Indipendente in USA
Speciale evento di promozione a favore dei marchi Made in Italy
Andrew Davis Menswear
Fort Wayne, IN
marchi promossi: Zanella, Gran Sasso, Paul & Shark, Bruno Magli, Ingram
- 28 ottobre 2006
Promozione del Made in Italy con il dettaglio Indipendente in USA
Speciale evento di promozione a favore dei marchi Made in Italy
Mark Thomas Men’s Apparel
Albany, NY
marchi promossi: Corneliani, Zanella, Paul & Shark, Tino Cosma, Bolgheri, Raffi

Statistiche I style – Gennaio-Luglio 2006
-
Importazioni USA Abbigliamento Uomo in
Gennaio-Luglio - Milioni di $ USA
codice doganale HS 6203 |
|
|
% Quota |
% Variaz. |
| Class. |
Paese |
2004 |
2005 |
2006 |
2004 |
2005 |
2006 |
06/05 |
| 0 |
Mondo |
13,104.08 |
14,557.68 |
12,524.11 |
100 |
100 |
100 |
-13.97 |
| 1 |
Cina |
1,059.36 |
2,352.42 |
1,727.48 |
8.08 |
16.16 |
13.79 |
-26.57 |
| 2 |
Messico |
1,818.72 |
1,827.76 |
1,556.10 |
13.88 |
12.56 |
12.43 |
-14.86 |
| 3 |
Bangladesh |
490.77 |
644.00 |
793.19 |
3.75 |
4.42 |
6.33 |
23.17 |
| 4 |
India |
518.75 |
680.56 |
633.29 |
3.96 |
4.68 |
5.06 |
-6.95 |
| 5 |
Honduras |
894.49 |
946.40 |
620.56 |
6.83 |
6.5 |
4.96 |
-34.43 |
| 6 |
Vietnam |
542.01 |
532.72 |
570.76 |
4.14 |
3.66 |
4.56 |
7.14 |
| 7 |
Indonesia |
402.62 |
480.00 |
552.61 |
3.07 |
3.3 |
4.41 |
15.13 |
| 8 |
Rep. Dominicana |
642.56 |
674.47 |
489.07 |
4.9 |
4.63 |
3.91 |
-27.49 |
| 9 |
Hong Kong |
497.08 |
391.17 |
445.80 |
3.79 |
2.69 |
3.56 |
13.96 |
| 10 |
Italia |
411.96 |
408.09 |
366.02 |
3.14 |
2.8 |
2.92 |
-10.31 |
| Fonte: World Trade Atlas |
Importazioni USA Abbigliamento Donna in
Gennaio-Luglio - Milioni di $ USA
codice doganale HS 6204 |
|
|
% Quota |
% Variaz. |
| Class. |
Paese |
2004 |
2005 |
2006 |
2004 |
2005 |
2006 |
06/05 |
| 0 |
Mondo |
16,988.65 |
18,644.63 |
18,883.92 |
100 |
100 |
100 |
1.28 |
| 1 |
Cina |
2,945.16 |
5,341.12 |
5,180.57 |
17.34 |
28.65 |
27.43 |
-3.01 |
| 2 |
Indonesia |
842.57 |
984.91 |
1,212.19 |
4.96 |
5.28 |
6.42 |
23.08 |
| 3 |
Messico |
1,735.04 |
1,511.39 |
1,207.12 |
10.21 |
8.11 |
6.39 |
-20.13 |
| 4 |
India |
723.57 |
1,006.01 |
1,191.35 |
4.26 |
5.4 |
6.31 |
18.42 |
| 5 |
Vietnam |
630.74 |
662.56 |
889.46 |
3.71 |
3.55 |
4.71 |
34.25 |
| 6 |
Hong Kong |
1,008.09 |
605.92 |
695.73 |
5.93 |
3.25 |
3.68 |
14.82 |
| 7 |
Cambodia |
453.16 |
542.18 |
647.26 |
2.67 |
2.91 |
3.43 |
19.38 |
| 8 |
Filippine |
580.55 |
546.54 |
646.92 |
3.42 |
2.93 |
3.43 |
18.37 |
| 9 |
Sri Lanka |
502.68 |
603.78 |
611.81 |
2.96 |
3.24 |
3.24 |
1.33 |
| 10 |
Bangladesh |
426.54 |
496.72 |
586.82 |
2.51 |
2.66 |
3.11 |
18.14 |
| |
| 17 |
Italia |
355.20 |
341.47 |
331.21 |
2.09 |
1.83 |
1.75 |
-3 |
| Fonte: World Trade Atlas |
Importazioni USA Maglieria in
Gennaio-Luglio - Milioni di $ USA
codice doganale HS 61 |
|
|
% Quota |
% Variaz. |
| Class. |
Paese |
2004 |
2005 |
2006 |
2004 |
2005 |
2006 |
06/05 |
| 0 |
Mondo |
16,588.57 |
17,987.31 |
18,332.99 |
100 |
100 |
100 |
1.92 |
| 1 |
Cina |
1,931.99 |
3,751.71 |
3,079.30 |
11.65 |
20.86 |
16.8 |
-17.92 |
| 2 |
Messico |
1,644.43 |
1,429.58 |
1,334.06 |
9.91 |
7.95 |
7.28 |
-6.68 |
| 3 |
Honduras |
1,151.51 |
1,176.61 |
1,088.11 |
6.94 |
6.54 |
5.94 |
-7.52 |
| 4 |
Vietnam |
681.37 |
592.84 |
798.24 |
4.11 |
3.3 |
4.35 |
34.65 |
| 5 |
Hong Kong |
775.60 |
678.32 |
773.54 |
4.68 |
3.77 |
4.22 |
14.04 |
| 6 |
Guatemala |
708.40 |
740.23 |
737.24 |
4.27 |
4.12 |
4.02 |
-0.4 |
| 7 |
Indonesia |
333.80 |
404.48 |
707.01 |
2.01 |
2.25 |
3.86 |
74.8 |
| 8 |
India |
364.05 |
512.52 |
696.10 |
2.2 |
2.85 |
3.8 |
35.82 |
| 9 |
El Salvador |
763.74 |
800.84 |
651.51 |
4.6 |
4.45 |
3.55 |
-18.65 |
| 10 |
Cambodia |
320.07 |
403.14 |
642.89 |
1.93 |
2.24 |
3.51 |
59.47 |
| |
| 26 |
Italia |
242.630733 |
211.291774 |
201.567521 |
1.46 |
1.18 |
1.1 |
-4.6 |
| Fonte: World Trade Atlas |
Importazioni USA Calzature in
Gennaio-Luglio - Milioni di $ USA
codice doganale HS 64 |
|
|
% Quota |
% Variaz. |
| Class. |
Paese |
2004 |
2005 |
2006 |
2004 |
2005 |
2006 |
06/05 |
| 0 |
Mondo |
9,812.53 |
10,605.07 |
11,158.60 |
100 |
100 |
100 |
5.22 |
| 1 |
Cina |
6,736.79 |
7,493.92 |
8,017.45 |
68.66 |
70.66 |
71.85 |
6.99 |
| 2 |
Italia |
761.67 |
704.36 |
655.87 |
7.76 |
6.64 |
5.88 |
-6.88 |
| 3 |
Vietnam |
284.10 |
423.27 |
583.56 |
2.9 |
3.99 |
5.23 |
37.87 |
| 4 |
Brasile |
625.20 |
610.10 |
538.46 |
6.37 |
5.75 |
4.83 |
-11.74 |
| 5 |
Indonesia |
326.37 |
323.16 |
300.75 |
3.33 |
3.05 |
2.7 |
-6.93 |
| 6 |
Tailandia |
175.66 |
174.58 |
181.73 |
1.79 |
1.65 |
1.63 |
4.09 |
| 7 |
Messico |
144.95 |
133.08 |
158.47 |
1.48 |
1.26 |
1.42 |
19.08 |
| 8 |
Spagna |
142.00 |
122.03 |
119.04 |
1.45 |
1.15 |
1.07 |
-2.45 |
| 9 |
India |
70.06 |
82.78 |
97.05 |
0.71 |
0.78 |
0.87 |
17.23 |
| 10 |
Rep. Dominicana |
67.27 |
78.59 |
69.00 |
0.69 |
0.74 |
0.62 |
-12.2 |
| Fonte: World Trade Atlas |
Importazioni USA Pelletteria in
Gennaio-Luglio - Milioni di $ USA
codice doganale HS 42 |
|
|
% Quota |
% Variaz. |
| Class. |
Paese |
2004 |
2005 |
2006 |
2004 |
2005 |
2006 |
06/05 |
| 0 |
Mondo |
63,498.23 |
69,238.03 |
70,902.54 |
100 |
100 |
100 |
2.4 |
| 1 |
Cina |
16,763.20 |
22,613.08 |
22,941.34 |
26.4 |
32.66 |
32.36 |
1.45 |
| 2 |
Messico |
4,819.24 |
4,678.11 |
4,127.14 |
7.59 |
6.76 |
5.82 |
-11.78 |
| 3 |
India |
2,499.66 |
3,078.78 |
3,661.55 |
3.94 |
4.45 |
5.16 |
18.93 |
| 4 |
Italia |
3,516.18 |
3,475.65 |
3,483.86 |
5.54 |
5.02 |
4.91 |
0.24 |
| 5 |
Indonesia |
1,906.61 |
2,137.49 |
2,605.12 |
3 |
3.09 |
3.67 |
21.88 |
| 6 |
Vietnam |
1,795.46 |
1,926.13 |
2,495.94 |
2.83 |
2.78 |
3.52 |
29.58 |
| 7 |
Hong Kong |
2,425.12 |
1,869.50 |
2,085.91 |
3.82 |
2.7 |
2.94 |
11.58 |
| 8 |
Canada |
2,098.19 |
2,002.78 |
1,938.10 |
3.3 |
2.89 |
2.73 |
-3.23 |
| 9 |
Tailandia |
1,745.72 |
1,802.82 |
1,923.17 |
2.75 |
2.6 |
2.71 |
6.68 |
| 10 |
Bangladesh |
1,000.19 |
1,225.06 |
1,528.11 |
1.58 |
1.77 |
2.16 |
24.74 |
| Fonte: World Trade Atlas |
Importazioni USA Pellami in
Gennaio-Luglio - Milioni di $ USA
codice doganale HS 41 |
|
|
% Quota |
% Variaz. |
| Class. |
Paese |
2004 |
2005 |
2006 |
2004 |
2005 |
2006 |
06/05 |
| 0 |
Mondo |
528.18 |
521.75 |
519.19 |
100 |
100 |
100 |
-0.49 |
| 1 |
Italia |
125.80 |
115.68 |
127.25 |
23.82 |
22.17 |
24.51 |
10 |
| 2 |
Brasile |
70.45 |
60.46 |
79.80 |
13.34 |
11.59 |
15.37 |
31.99 |
| 3 |
Argentina |
73.64 |
77.55 |
71.75 |
13.94 |
14.86 |
13.82 |
-7.47 |
| 4 |
Canada |
36.87 |
37.50 |
35.97 |
6.98 |
7.19 |
6.93 |
-4.07 |
| 5 |
Messico |
34.99 |
40.98 |
31.58 |
6.63 |
7.85 |
6.08 |
-22.94 |
| 6 |
Cina |
37.71 |
28.93 |
26.21 |
7.14 |
5.55 |
5.05 |
-9.4 |
| 7 |
Uruguay |
24.06 |
19.17 |
15.30 |
4.56 |
3.67 |
2.95 |
-20.18 |
| 8 |
Rep. Dominicana |
1.44 |
22.07 |
13.95 |
0.27 |
4.23 |
2.69 |
-36.8 |
| 9 |
Sud Africa |
9.84 |
13.77 |
13.53 |
1.86 |
2.64 |
2.61 |
-1.73 |
| 10 |
Germania |
15.16 |
14.22 |
13.25 |
2.87 |
2.73 |
2.55 |
-6.87 |
| Fonte: World Trade Atlas |
Importazioni USA Occhiali in
Gennaio-Luglio - Milioni di $ USA
codice doganale HS 9004 |
|
|
% Quota |
% Variaz. |
| Class. |
Paese |
2004 |
2005 |
2006 |
2004 |
2005 |
2006 |
06/05 |
| 0 |
Mondo |
592.44 |
648.77 |
807.91 |
100 |
100 |
100 |
24.53 |
| 1 |
Cina |
249.84 |
281.90 |
360.07 |
42.17 |
43.45 |
44.57 |
27.73 |
| 2 |
Italia |
186.55 |
218.02 |
288.75 |
31.49 |
33.61 |
35.74 |
32.44 |
| 3 |
Taiwan |
74.84 |
73.63 |
79.03 |
12.63 |
11.35 |
9.78 |
7.33 |
| 4 |
Giappone |
33.39 |
31.79 |
39.53 |
5.64 |
4.9 |
4.89 |
24.36 |
| 5 |
Francia |
13.77 |
11.09 |
10.02 |
2.32 |
1.71 |
1.24 |
-9.64 |
| 6 |
Hong Kong |
9.06 |
7.94 |
5.74 |
1.53 |
1.22 |
0.71 |
-27.66 |
| 7 |
Canada |
5.09 |
5.92 |
4.82 |
0.86 |
0.91 |
0.6 |
-18.56 |
| 8 |
Austria |
3.13 |
2.97 |
3.87 |
0.53 |
0.46 |
0.48 |
30.23 |
| 9 |
Corea del Sud |
3.68 |
2.99 |
2.88 |
0.62 |
0.46 |
0.36 |
-3.64 |
| 10 |
Russia |
0.01 |
0.08 |
2.68 |
0 |
0.01 |
0.33 |
3309.46 |
| Fonte: World Trade Atlas |
Importazioni USA Montature per occhiali in
Gennaio-Luglio - Milioni di $ USA
codice doganale HS 9003 |
|
|
% Quota |
% Variaz. |
| Class. |
Paese |
2004 |
2005 |
2006 |
2004 |
2005 |
2006 |
06/05 |
| 0 |
Mondo |
417.43 |
407.01 |
485.22 |
100 |
100 |
100 |
19.22 |
| 1 |
Cina |
137.68 |
154.26 |
208.58 |
32.98 |
37.9 |
42.99 |
35.22 |
| 2 |
Italia |
128.44 |
130.06 |
149.08 |
30.77 |
31.96 |
30.72 |
14.62 |
| 3 |
Giappone |
42.52 |
25.82 |
32.54 |
10.19 |
6.34 |
6.71 |
26.04 |
| 4 |
Corea del Sud |
23.68 |
24.95 |
22.68 |
5.67 |
6.13 |
4.67 |
-9.1 |
| 5 |
Austria |
19.49 |
21.26 |
21.62 |
4.67 |
5.22 |
4.46 |
1.7 |
| 6 |
Hong Kong |
36.49 |
22.25 |
19.50 |
8.74 |
5.47 |
4.02 |
-12.32 |
| 7 |
Francia |
15.12 |
15.31 |
15.53 |
3.62 |
3.76 |
3.2 |
1.42 |
| 8 |
Germania |
4.79 |
3.79 |
3.14 |
1.15 |
0.93 |
0.65 |
-17.22 |
| 9 |
Danimarca |
1.02 |
0.83 |
2.50 |
0.24 |
0.21 |
0.52 |
200.26 |
| 10 |
Taiwan |
1.43 |
1.65 |
1.92 |
0.34 |
0.41 |
0.4 |
16.42 |
| Fonte: World Trade Atlas |
Importazioni USA Gioielli in metalli preziosi in
Gennaio-Luglio - Milioni di $ USA
codice doganale HS 7113 |
|
|
% Quota |
% Variaz. |
| Class. |
Paese |
2004 |
2005 |
2006 |
2004 |
2005 |
2006 |
06/05 |
| 0 |
Mondo |
3,603.77 |
3,994.08 |
4,479.98 |
100 |
100 |
100 |
12.17 |
| 1 |
India |
727.35 |
812.00 |
1,082.34 |
20.18 |
20.33 |
24.16 |
33.29 |
| 2 |
Cina |
380.54 |
449.60 |
553.45 |
10.56 |
11.26 |
12.35 |
23.1 |
| 3 |
Tailandia |
420.04 |
438.13 |
521.49 |
11.66 |
10.97 |
11.64 |
19.03 |
| 4 |
Italia |
542.64 |
509.22 |
501.90 |
15.06 |
12.75 |
11.2 |
-1.44 |
| 5 |
Hong Kong |
256.28 |
249.63 |
259.77 |
7.11 |
6.25 |
5.8 |
4.06 |
| 6 |
Messico |
121.38 |
226.54 |
203.73 |
3.37 |
5.67 |
4.55 |
-10.07 |
| 7 |
Turchia |
192.48 |
215.95 |
183.65 |
5.34 |
5.41 |
4.1 |
-14.96 |
| 8 |
Francia |
78.17 |
117.94 |
143.30 |
2.17 |
2.95 |
3.2 |
21.5 |
| 9 |
Rep. Dominicana |
120.91 |
124.56 |
137.78 |
3.36 |
3.12 |
3.08 |
10.61 |
| 10 |
Israele |
118.80 |
124.16 |
117.24 |
3.3 |
3.11 |
2.62 |
-5.57 |
| Fonte: World Trade Atlas |
Importazioni USA Orologi in
Gennaio-Luglio - Milioni di $ USA
codice doganale HS 91 |
|
|
% Quota |
% Variaz. |
| Class. |
Paese |
2004 |
2005 |
2006 |
2004 |
2005 |
2006 |
06/05 |
| 0 |
Mondo |
1,950.11 |
2,093.43 |
2,125.31 |
100 |
100 |
100 |
1.52 |
| 1 |
Svizzera |
888.42 |
1,036.38 |
1,096.49 |
45.56 |
49.51 |
51.59 |
5.8 |
| 2 |
Cina |
368.61 |
357.09 |
340.49 |
18.9 |
17.06 |
16.02 |
-4.65 |
| 3 |
Giappone |
364.96 |
352.87 |
339.85 |
18.72 |
16.86 |
15.99 |
-3.69 |
| 4 |
Tailandia |
82.41 |
87.15 |
77.49 |
4.23 |
4.16 |
3.65 |
-11.09 |
| 5 |
Messico |
57.71 |
59.40 |
69.73 |
2.96 |
2.84 |
3.28 |
17.39 |
| 6 |
Hong Kong |
45.00 |
56.69 |
61.13 |
2.31 |
2.71 |
2.88 |
7.84 |
| 7 |
Filippine |
31.32 |
38.10 |
34.81 |
1.61 |
1.82 |
1.64 |
-8.64 |
| 8 |
Germania |
28.10 |
29.58 |
26.28 |
1.44 |
1.41 |
1.24 |
-11.18 |
| 9 |
Italia |
16.07 |
15.96 |
18.56 |
0.82 |
0.76 |
0.87 |
16.33 |
| 10 |
Francia |
10.04 |
9.91 |
10.48 |
0.52 |
0.47 |
0.49 |
5.77 |
| Fonte: World Trade Atlas |
Importazioni USA Profumeria, Cosmetica in
Gennaio-Luglio - Milioni di $ USA
codice doganale HS 33 |
|
|
% Quota |
% Variaz. |
| Class. |
Paese |
2004 |
2005 |
2006 |
2004 |
2005 |
2006 |
06/05 |
| 0 |
Mondo |
3,223.24 |
3,841.46 |
4,040.27 |
100 |
100 |
100 |
5.18 |
| 1 |
Ireland |
955.31 |
1,234.92 |
1,324.76 |
29.64 |
32.15 |
32.79 |
7.28 |
| 2 |
Francia |
647.22 |
705.70 |
718.97 |
20.08 |
18.37 |
17.8 |
1.88 |
| 3 |
Canada |
440.18 |
482.10 |
502.06 |
13.66 |
12.55 |
12.43 |
4.14 |
| 4 |
Italia |
169.79 |
211.26 |
227.52 |
5.27 |
5.5 |
5.63 |
7.7 |
| 5 |
Regno Unito |
168.83 |
190.48 |
227.14 |
5.24 |
4.96 |
5.62 |
19.24 |
| 6 |
Cina |
105.08 |
147.13 |
172.22 |
3.26 |
3.83 |
4.26 |
17.05 |
| 7 |
Messico |
68.38 |
82.98 |
117.68 |
2.12 |
2.16 |
2.91 |
41.82 |
| 8 |
Spagna |
68.75 |
95.17 |
111.84 |
2.13 |
2.48 |
2.77 |
17.52 |
| 9 |
Germania |
119.09 |
119.33 |
106.77 |
3.7 |
3.11 |
2.64 |
-10.53 |
| 10 |
Giappone |
74.98 |
83.78 |
64.91 |
2.33 |
2.18 |
1.61 |
-22.52 |
| Fonte: World Trade Atlas |
Importazioni USA Filati e tessuti in lana in
Gennaio-Luglio - Milioni di $ USA
codice doganale HS 51 |
|
|
% Quota |
% Variaz. |
| Class. |
Paese |
2004 |
2005 |
2006 |
2004 |
2005 |
2006 |
06/05 |
| 0 |
Mondo |
200.95 |
200.69 |
194.21 |
100 |
100 |
100 |
-3.23 |
| 1 |
Italia |
64.38 |
59.72 |
55.02 |
32.04 |
29.76 |
28.33 |
-7.87 |
| 2 |
Messico |
14.60 |
16.69 |
18.32 |
7.27 |
8.32 |
9.43 |
9.75 |
| 3 |
Regno Unito |
19.96 |
17.67 |
16.93 |
9.93 |
8.8 |
8.72 |
-4.17 |
| 4 |
Nuova Zelanda |
17.68 |
18.53 |
14.69 |
8.8 |
9.23 |
7.56 |
-20.74 |
| 5 |
Cina |
4.51 |
9.82 |
14.50 |
2.25 |
4.89 |
7.47 |
47.69 |
| 6 |
Canada |
22.20 |
16.15 |
11.77 |
11.05 |
8.05 |
6.06 |
-27.15 |
| 7 |
Australia |
10.93 |
12.50 |
11.74 |
5.44 |
6.23 |
6.04 |
-6.15 |
| 8 |
Germania |
4.77 |
6.09 |
6.13 |
2.38 |
3.03 |
3.16 |
0.66 |
| 9 |
Peru |
2.35 |
4.94 |
5.40 |
1.17 |
2.46 |
2.78 |
9.28 |
| 10 |
Corea del Sud |
5.12 |
5.41 |
4.44 |
2.55 |
2.69 |
2.29 |
-17.84 |
| Fonte: World Trade Atlas |
Importazioni USA Filati e tessuti in cotone in
Gennaio-Luglio - Milioni di $ USA
codice doganale HS 52 |
|
|
% Quota |
% Variaz. |
| Class. |
Paese |
2004 |
2005 |
2006 |
2004 |
2005 |
2006 |
06/05 |
| 0 |
Mondo |
1,222.43 |
1,033.55 |
935.45 |
100 |
100 |
100 |
-9.49 |
| 1 |
Pakistan |
290.33 |
215.01 |
231.15 |
23.75 |
20.8 |
24.71 |
7.51 |
| 2 |
Cina |
106.76 |
117.11 |
134.52 |
8.73 |
11.33 |
14.38 |
14.87 |
| 3 |
Italia |
95.75 |
100.16 |
85.66 |
7.83 |
9.69 |
9.16 |
-14.48 |
| 4 |
Corea del Sud |
70.17 |
75.41 |
68.03 |
5.74 |
7.3 |
7.27 |
-9.8 |
| 5 |
India |
49.57 |
43.76 |
50.75 |
4.06 |
4.23 |
5.43 |
15.99 |
| 6 |
Giappone |
56.21 |
53.66 |
48.54 |
4.6 |
5.19 |
5.19 |
-9.53 |
| 7 |
Messico |
104.36 |
83.97 |
42.66 |
8.54 |
8.12 |
4.56 |
-49.2 |
| 8 |
Indonesia |
42.11 |
26.63 |
35.57 |
3.45 |
2.58 |
3.8 |
33.57 |
| 9 |
Taiwan |
39.53 |
33.51 |
27.88 |
3.23 |
3.24 |
2.98 |
-16.81 |
| 10 |
Turchia |
33.56 |
33.28 |
26.23 |
2.75 |
3.22 |
2.8 |
-21.18 |
| Fonte: World Trade Atlas |
Importazioni USA Filati e tessuti in seta in
Gennaio-Luglio - Milioni di $ USA
codice doganale HS 50 |
|
|
% Quota |
% Variaz. |
| Class. |
Paese |
2004 |
2005 |
2006 |
2004 |
2005 |
2006 |
06/05 |
| 0 |
Mondo |
165.23 |
177.67 |
172.89 |
100 |
100 |
100 |
-2.69 |
| 1 |
India |
59.61 |
60.44 |
61.77 |
36.08 |
34.02 |
35.73 |
2.19 |
| 2 |
Cina |
33.36 |
40.83 |
43.34 |
20.19 |
22.98 |
25.07 |
6.16 |
| 3 |
Italia |
33.98 |
35.55 |
30.25 |
20.57 |
20.01 |
17.5 |
-14.91 |
| 4 |
Corea del Sud |
18.16 |
17.32 |
19.20 |
10.99 |
9.75 |
11.1 |
10.81 |
| 5 |
Regno Unito |
7.73 |
10.13 |
7.48 |
4.68 |
5.7 |
4.33 |
-26.08 |
| 6 |
Tailandia |
3.23 |
3.51 |
3.17 |
1.96 |
1.98 |
1.84 |
-9.65 |
| 7 |
Francia |
3.50 |
3.39 |
2.73 |
2.12 |
1.91 |
1.58 |
-19.72 |
| 8 |
Giappone |
0.71 |
2.02 |
1.12 |
0.43 |
1.14 |
0.65 |
-44.58 |
| 9 |
Svizzera |
1.08 |
1.25 |
0.99 |
0.65 |
0.71 |
0.58 |
-20.68 |
| 10 |
Germania |
0.83 |
0.21 |
0.71 |
0.51 |
0.12 |
0.41 |
233.76 |
| Fonte: World Trade Atlas |

|