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Messico

ACCORDO UE-MESSICO

L’Accordo di Associazione Economica, Concertazione Politica e Cooperazione tra l’Unione Europea ed il Messico è stato firmato l’8 dicembre 1999 ed entra in vigore il 1 luglio del 2000, segnando una nuova tappa nelle relazioni tra i paesi europei ed il Messico.

In termini generali prevede una serie di misure e norme che concedono agli operatori economici dei paesi firmatari un trattamento preferenziale idoneo a competere e collaborare nei mercati in maniera piú aperta e favorevole.

Tutti i prodotti industriali saranno liberi da dazi doganali entro il 2007. A livello di volume, nel 2003 il 52% delle esportazioni europee entreranno nel mercato messicano senza dazi mentre per il rimanente 48% i dazi saranno in media del 5%.

A livello di agricoltura e pesca, settori ritenuti sensibili dalle autorità e dagli stessi operatori dei paesi europei, l’Accordo prevede un rapido e pieno accesso al mercato per i prodotti europei, mentre anche per quanto riguarda il settore dei servizi l'apertura si presenta sufficientemente ampia.

Nel settore degli investimenti è stato ratificato l ’impegno alla loro liberalizzazione.

L’Accordo comprende infine un insieme di temi come la concorrenza, la protezione della proprietà intellettuale ed un efficiente meccanismo per la risoluzione delle controversie commerciali.

Si tratta quindi di un accordo che copre in pratica il 95% del totale del commercio attuale oltre ad essere compatibile con le corrispondenti disposizioni della OMC, in particolare dell'Art. XXIV del Gatt.

Commercio in generale

La liberalizzazione riguarda il 100% del commercio dei prodotti industriali, il 62% del commercio di prodotti agricoli e il 99,5% del commercio del settore della pesca, per cui in totale viene coperto il 95% dell'attuale commercio bilaterale.

La liberalizzazione totale verrà comunque realizzata in forma equilibrata e si concluderà in un periodo massimo di dieci anni.

Prodotti industriali

In questo settore, che costituisce il 92,8% del commercio bilaterale totale, l'obbiettivo dell’Accordo è quello di ristabilire la competitività delle esportazioni europee in Messico e viceversa, considerando la riduzione registratasi negli ultimi anni soprattutto a partire dall'entrata in vigore del Nafta.

Il Messico liberalizza dal 1 luglio il 47% delle importazioni europee di tutti i prodotti industriali, mentre un ulteriore 5% verrà liberalizzato nel 2003.

Per quanto riguarda il rimanente 48% , che dovrà essere liberalizzato per il 2005 o il 2007, si è accordato un piano specifico di liberalizzazione doganale che prevede un dazio massimo del 5% nel 2003.

Dal canto suo la Comunità Europea liberalizza dal 1 luglio l'82% delle importazioni di prodotti industriali provenienti dal Messico ed il restante 18% dal 1 gennaio 2003.

Il dazio di partenza per il calcolo delle riduzioni è quello in vigore prima del 1 gennaio 1999, data in cui fu applicato un aumento dei dazi allora in vigore, mentre aggiuntivamente il Messico elimina gli aumenti dei dazi applicati dal 1995 alle calzature ed a determinati prodotti tessili. Per la Comunità Europea la riduzione doganale partirà dai livelli SPG o, se non applicabili, dai tipi NMF in vigore.

E' stato concordato anche un pacchetto di misure specifiche per il settore automobilistico, che comprende l’impegno da parte messicana di eliminare il decreto settoriale a partire dal 1 gennaio 2004 e consentire un maggior accesso alle autovetture costruite nella Comunità Europea. I dazi doganali passano da subito dal 20% al 3,3% per essere eliminati completamente nel 2003. Tali condizioni si applicano all'interno di un contingente doganale preferenziale del 15% del mercato messicano (attualmente le importazioni rappresentano appena il 2%) totalmente soppresso dal 1 gennaio 2007.

Regole di origine

In questo campo le regole di origine armonizzate della Comunità Europea verranno applicate alla maggior parte dei prodotti industriali, salvo in alcuni settori per i quali sarà adottata una maggiore flessibilità.

Si tratta ad esempio dei veicoli e della componentistica auto, in considerazione dell'opportunità di dar tempo alle aziende messicane di adeguarsi alle norme europee.

Nella maggior parte dei casi in cui le regole di origine hanno subito un adattamento, si è tenuto conto della mancanza in Messico di materie prime o parti (ad esempio settore chimico ed autoparti).

Prodotti agricoli e della pesca

La liberalizzazione riguarda il 62% dei prodotti compresi in queste categorie e la Comunità Europea ha un accesso relativamente rapido e garantito per alcuni dei suoi prodotti piú importanti come vino, alcolici e olio di oliva. In cambio al Messico viene riconosciuto un accesso preferenziale per alcuni dei suoi prodotti come succo di arancia concentrato, avocado e fiori recisi.

Tali disposizioni saranno completate con una serie di disposizioni relative a misure sanitarie e fitosanitarie con un impegno da parte del Messico al superamento delle barriere attualmente in vigore e relative all'introduzione di carne di maiale e derivati.

Per quanto riguarda infine la pesca è stato approvato un insieme di misure dirette a liberalizzare piú del 99% dell'attuale volume del commercio, tenendo conto anche delle particolari sensibilità del mercato europeo.

Servizi

In questo ambito tutti i settori (servizi finanziari, telecomunicazioni, energia, turismo ed ambiente) sono inclusi, mentre quelli audiovisivi, il trasporto marittimo e quello aereo restano esclusi. Dal momento dell'entrata in vigore dell’Accordo gli operatori europei potranno avere un accesso al mercato che in termini globali equivale a quello di cui godono attualmente i soci commerciali del Messico, in particolare Canada e Stati Uniti.

Nel settore dei servizi finanziari, in particolare, le banche, le istituzioni finanziarie e assicurative europee possono stabilirsi direttamente in Messico, al pari di quelle statunitensi e canadesi.

L’Accordo prevede infine la liberalizzazione totale del settore da raggiungere in un periodo di dieci anni dalla sua entrata in vigore.

Investimenti

In questo campo è prevista una liberalizzazione degli investimenti a partire dal terzo anno dell’Accordo, mentre la liberalizzazione dei relativi pagamenti avrà luogo fin dalla sua entrata in vigore.

Contratti e appalti pubblici

L’accordo fissa delle disposizioni relative al settore, fondamentalmente analoghe a quelle del Nafta. Le priorità ideentificate dall'Europa nel settore petrolchimico, elettrico e edile sono quindi ampiamente rispettate. In cambio la Comunità Europea permette un accesso analogo nel quadro di quanto previsto dall’OMC. Prima comunque dell'entrata in vigore di tale capitolo le parti hanno convenuto uno scambio di informazioni relative alle liste indicative dei servizi pubblici.

Proprietà intellettuale

La protezione dei diritti della proprietà intellettuale, come patenti, marchi commerciali e diritti di autore, si inserisce nel quadro delle norme internazionali in vigore. Viene costituito un comitato speciale per verificare le problematiche relative all'applicazione di tali diritti.

Sul tema della concorrenza le misure convenute comprendono meccanismi di cooperazione che permettono una piú semplice applicazione delle rispettive legislazioni sul tema.

Infine viene previsto un meccanismo di soluzione delle controversie con lo scopo di garantire l'applicazione delle disposizioni dell’Accordo senza pregiudicare i rispettivi diritti delle parti nel quadro dell’OMC.

Meccanismi di riduzione doganale per importazioni provenienti dall’Europa.

Le riduzioni doganali previste dall’Accordo non sono uguali per tutte le merci e rispondono a schemi diversi in funzione dei codici doganali delle stesse.

In termini generali sono previsti quattro schemi di riduzione :

1. Riduzione immediata

Al momento dell'entrata in vigore (1 luglio) sono eliminati tutti i dazi di importazione per le merci che nell'Annesso II dell’Accordo sono indicate con la lettera "A"

2. Riduzione scaglionata (fino al 1 gennaio 2003)

Al momento dell'entrata in vigore i dazi delle merci elencate nell'Annesso II e indicate con la lettera B saranno eliminati in quattro tappe di pari percentuale, la prima delle quali inizierà appunto al momento dell'entrata in vigore dell’ Accordo e le successive tre entreranno in vigore a partire dal primo gennaio di ogni anno per essere completate il 1 gennaio del 2003.

3. Riduzione scaglionata (fino al 1 gennaio 2005)

I dazi di importazione delle merci indicate nel citato Annesso II con la lettera B + saranno eliminati secondo il seguente schema :

 

Dazio base

2000

2001

2002

2003

2004

2005

20

18

12

8

5

2.5

0

15

13

10

7

5

2.5

0

10

8

6

4

4

2

0

7

5

4

3

2

1

0

5

4

3

2

2

1

0

 

4. Riduzione scaglionata (fino al 1 gennaio 2007)

I dazi di importazione delle merci indicate nell'Annesso II con la lettera C saranno eliminati secondo il seguente schema :

Dazio base

2000

2001

2002

2003

2004

2005

2006

2007

20

18

12

8

5

5

4

3

0

15

13

10

7

5

5

4

3

0

10

8

6

5

4

4

3

1

0

7

5

4

3

3

2

2

1

0

5

4

3

2

2

2

1

1

0



CONSIGLI PRATICI PER LA COMPILAZIONE DEL CERTIFICATO EUR 1 In occasione dell’ entrata in vigore dell’ Accordo di Associazione Economica, Concertazione Politica e Cooperazione tra l’ Unione Europea ed il Messico, dal 1 luglio 2000, che prevede nella parte commerciale sgravi immediati o progressivi nei dazi doganali applicabili, è entrata in vigore anche una nuova normativa relativa alla documentazione che accompagna le merci.

Il precedente Certificato di Origine è stato sostituito dal certificato denominato " EUR 1", normalmente utilizzato dai paesi europei ( quindi anche dall’ Italia) nelle esportazioni.

In base all‘ esperienza pratica tale certificato viene normalmente compilato dal trasportatore e successivamente timbrato dall’ ufficio doganale competente territorialmente ed ha valore di " dichiarazione certificata di origine ".

L’ EUR 1 può essere omesso e sostituito dalla fattura nella quale si dichiara l’ origine della merce solamente in due casi :

1) nel caso di esportazioni il cui valore non superi i 6000 Euro o

2) esportazioni di qualsiasi valore solo se autorizzate esplicitamente da autorità governative messicane.

Il certificato EUR 1 si presenta con 12 campi dei quali i numeri 3, 6 e 10 sono facoltativi, mentre tutti gli altri devono essere compilati senza eccezione alcuna in lingua inglese o spagnola.
Nel caso in cui si volessero compilare i facoltativi, la compilazione deve essere assolutamente esatta, pena la non accettazione del certificato in fase di controllo doganale in Messico

Non ci soffermiamo su tutti i campi, essendo alcuni di facile compilazione.



Nel campo 1 va indicato il nome dell‘ esportatore o il numero di registro in qualità di esportatore abituale ( requisito che in Italia non è prioritariamente necessario per esportare).
A tal fine nessuna autorità o operatore commerciale può pretendere la citazione di tale numero o addurre la sua mancanza per bloccare, ritardare o impedire l’ importazione.

Nel campo 2 vanno indicati i paesi tra i quali si realizza lo scambio ; nel nostro caso Italia ( EU) - Mexico.

Nel campo 4 va apposta la dicitura ITA - EU.

Nel campo 5 va indicato MEXICO.

Il campo 8 è quello che ha suscitato le maggiori difformità interpretative.

Per spiegare quanto deve contenere, riportiamo la traduzione integrale delle istruzioni di compilazione pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale del Messico in data 30 giugno 2000 :

" Dovrà essere annotata la descrizione dei prodotti, incluso il numero d' ordine, i marchi, la numerazione, il numero e la natura degli imballi, la denominazione delle merci e la loro classificazione doganale per lo meno a livello di capitolo ( primi quattro numeri ) secondo il Sistema Armonizzato. Nel caso in cui si tratti di merce sfusa e non in contenitori, dovrà essere apposta la scritta "sfusa" . I prodotti dovranno essere definiti secondo gli usi commerciali e con un dettaglio sufficiente per poterne permettere la identificazione e poter essere messi in relazione con la descrizione contenuta nella fattura. "

Si richiama l’ attenzione su tale ultima frase in quanto risulta praticamente decisiva affinchè la merce possa ricevere il nulla osta definitivo da parte delle autorità doganali messicane. La descrizione deve essere quindi particolarmente dettagliata. In questo contesto vale la pena di sottolineare che a fronte di una modalità di descrizione sostanzialmente sintetica da parte europea, viene privilegiata una descrizione pi' analitica e dettagliata da parte messicana.
Nei casi in cui lo spazio lo consenta, e per evitare difformità interpretative, si consiglia l’ esatta trascrizione della fattura.

Un' ulteriore raccomandazione, sempre relativa alla compilazione di tale campo 8, si riferisce all’ obbligo assoluto di non lasciare spazi vuoti. Sempre al riguardo si riporta la traduzione delle istruzioni pubblicate dalla citata Gazzetta Ufficiale messicana :
" In nessun caso dovranno apparire linee o spazi in bianco e non dovranno rimanere linee vuote tra i differenti prodotti indicati nel certificato. Ogni prodotto dovrà essere preceduto da un numero d' ordine. Dopo l’ ultimo prodotto segnalato in questo campo, si dovrà tracciare una linea orizzontale ed una croce nello spazio rimasto in bianco."

Nel campo 9 " Dovrà essere indicata la quantità di merce in unità di commercializzazione in base a quanto indicato in fattura " ( Gazzetta Ufficiale Messico).
Anche nella compilazione di tale campo si raccomanda di seguire quanto indicato nel testo citato, dettagliando ad esempio la quantità delle paia di calzature, del numero dei capi, del numero delle bottiglie o altro ( confermando la corrispondenza tra dichiarazione e quanto indicato in fattura).

Il campo 7 si riferisce alle merci che vanno trattate con particolare attenzione, in funzione di decisioni prese in sede di accordi bilaterali Si tratta dei tessili ( capitoli da 52.08 a 52.15 ; 54.07 a 54.08; 55.12 a 55.16; 58.06 e 58.11) e delle calzature ( da 64.02 a 62.04 ).
Nel caso in cui queste merci non abbiano ottemperato alle regole di origine applicabili a tali codici, ma ottemperino alle regole di origine specifiche per la quota tessile o di calzature fissate nell— Appendice II o II (a) dell’ Annesso III della Decisione, in questo campo dovrà essere segnalato il numero di certificato della quota che protegga i prodotti e contenere la seguente annotazione :
In caso di tessili : " Cumple la norma de origen especifica establecida en el Apendice II ( lingua spagnola) o " Meets the specific rule of origin as set out in Appendix II " ( inglese). In caso di calzature : " Cumple la norma de origen especifica establecida en la Nota 9 del Apendice II (a) " ( spagnolo) o " Meets the specific rule of origin as set aout in appendix II (a) Note 9 " ( inglese).

Un suggerimento pratico, consigliato dagli stessi trasportatori e/o agenti doganali è di farsi inviare via fax dal proprio importatore in Messico un copia compilata secondo i requisiti noti, verso i quali come indicato in precedenza la dogana messicana è pi' rigida, per poi riprodurla sul certificato originale EUR 1 che dovrà accompagnare le merci.

Inoltre si consiglia di rivolgersi, almeno in questa prima fase di avvio delle nuove operazioni di certificazione, a trasportatori e agenti doganali di provata esperienza internazionale affidando le merci allo stesso operatore, evitando cioè di diversificare le spedizioni con il rischio di non omogeneizzare i criteri di compilazione delle informazioni doganali.

Altre informazioni possono essere reperite sulla Gazzetta Ufficiale delle Comunità Europee ( C 187) del 6 luglio 2000 che contiene " Comunicazioni agli operatori commerciali - Applicazione delle norme di origine nel quadro dell’ Accordo CE - Messico "

In termini generali e sulla base dell’ esperienza di questi primi mesi si può ragionevolmente affermare che i procedimento di certificazione dovrebbero avviarsi verso la normalizzazione.

In caso di problemi particolarmente rilevanti e non risolvibili con l’ applicazione di leggi e regolamenti vigenti o tramite consultazioni con organismi economico commerciali ci si può rivolgere ai seguenti indirizzi :

Delegacion de la Comisiòn Europea en Mèxico
Tel. 0052. 55403345 Fax 0052. 55406564
Dott.ssa Raffaella Silvetti

Ministero delle Finanze
Dipartimento delle Dogane e delle Imposte Dirette
Direzione Centrale Servizi Doganali
Ispettorato 2 - Divisione III
Via Mario Crucci 71
00143 Roma
Tel. 06. 50242086
Fax 06. 50957003
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