ICE: PRESENTAZIONE DELL'OSSERVATORIO STRATEGICO SULLE MATERIE PRIME
Le fonti di approvvigionamento di materie prime non energetiche delle imprese italiane
Roma, 1 ottobre 2008 Si è tenuta oggi, presso la sede dell'Istituto nazionale per il Commercio Estero (ICE) la presentazione dell'Osservatorio Strategico sulle Materie Prime, realizzato in collaborazione con la Fondazione Masi e prontamente inserito dall'ICE tra le iniziative del Programma di Attività - finanziato dal Ministero dello Sviluppo Economico - per contribuire al dibattito sul posizionamento dell'Italia nei mercati internazionali.
I lavori sono stati aperti dal Presidente dell'ICE Umberto Vattani e dal Presidente della Fondazione Masi, Beniamino Quintieri. I contenuti del Rapporto sono poi stati illustrati dalla Professoressa Giorgia Giovannetti dell'Università di Firenze, da Luigi Bidoia, Partner di Prometeia SpA e, a seguire, dalla Dirigente dell'Area Collaborazione Industriale e Rapporti con gli Organismi Internazionali dell'ICE, Marinella Loddo. L'intervento di chiusura è stato infine affidato al Sottosegretario allo Sviluppo Economico, Adolfo Urso.
Il Rapporto costituisce uno strumento informativo e di conoscenza sull'andamento dei flussi di importazione di materie prime (esclusi gas e petrolio) che influiscono anche sulla competitività dei distretti industriali e consente di meglio programmare l'intervento promozionale dell'ICE sui mercati che rappresentano le principali fonti di approvvigionamento per il nostro Paese.
"Quello attuale - spiega Beniamino Quintieri - è un contesto in cui la domanda di materie prime è aumentata a ritmi crescenti. Una situazione in gran parte dovuta all'intensità dello sviluppo economico asiatico. La disponibilità di materie prime tali da rendere possibile il riposizionamento competitivo delle imprese italiane sui mercati internazionali è diventata un importante fattore strategico, che richiede la dovuta attenzione da parte di tutti i soggetti interessati, sia pubblici che privati".
L'industria italiana continua ad essere prevalentemente un'industria di trasformazione che incorpora i propri saperi nella lavorazione di materie prime. Le imprese italiane, quindi, che importano la maggior parte delle materie prime che trasformano, si trovano a dover fare i conti con elevata incertezza, prezzi in aumento e a volte vere e proprie carenze di offerta.
Nel numero zero di questo Osservatorio Strategico sulle Materie Prime, vengono analizzati in particolare i problemi di approvvigionamento e prezzi per tre industrie: lavorazione del legno e della carta, lavorazione dei minerali non metalliferi e lavorazione dei minerali ferrosi. L'Osservatorio fornisce delle chiavi di lettura distinte per le diverse industrie, mettendo in evidenza che, anche in un periodo di tensioni sui prezzi come quello attuale, processi quali il recupero dei materiali (come nel caso della carta da macero) possono calmierare i corsi delle materie sostitute.
In sintesi, l'analisi sviluppata a livello di industria segnala come le imprese italiane per restare competitive debbano monitorare i prezzi delle materie prime che utilizzano, evitare di incorrere in difficoltà nel loro reperimento ed investire nella ricerca di sostituti, possibilmente a basso impatto ambientale e reperibili localmente. Diventa inoltre sempre più importante la diversificazione delle fonti di approvvigionamento da realizzarsi soprattutto con interventi da parte del Sistema Paese, per offrire alle singole imprese (o a loro gruppi) strumenti adeguati per condizionare le relazioni commerciali.
"Con il numero zero di questo Osservatorio, attraverso la presentazione di alcuni casi di studio, ci siamo posti l'obiettivo di contribuire ad evidenziare le principali aree di vulnerabilità dell'industria italiana a fronte di incertezza e tensioni sui prezzi", ha concluso Quintieri.
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